La pianificazione sociale delle Regioni e degli ATS. di Franco Pesaresi

  1. I piani sociali regionali

L’art. 18 della l. 328/2000, al comma 6, prevede che le Regioni adottino il piano regionale degli interventi e dei servizi sociali, provvedendo in particolare all’integrazione sociosanitaria in coerenza con gli obiettivi del piano sanitario regionale, nonché al coordinamento con le politiche dell’istruzione, della formazione professionale e del lavoro.

Tale previsione normativa ha prodotto una diffusa produzione di atti di programmazione, di diversa natura, su scala regionale, nel corso dei 25 anni successivi all’approvazione della riforma.

Tutte le Regioni, meno il Piemonte, dopo l’approvazione della L. 328/2000, hanno approvato almeno un piano regionale, comunque denominato, per definire indirizzi e obiettivi in materia di politiche sociali e sociosanitarie. Il Piemonte, nel corso degli anni, ha preferito invece intervenire con diversi e specifici atti amministrativi (linee guida, indirizzi operativi, ecc.) per definire le diverse fasi programmatorie e fornire indirizzi al livello territoriale di governo. Ma anche il Piemonte sta per superare questa sua solitudine dato che è in itinere l’approvazione del suo primo Piano sociosanitario 2025-2030 che è già stato approvato dalla Giunta Regionale ed attende l’approvazione definitiva del Consiglio Regionale del Piemonte.

Negli ultimi 10 anni accanto ai più tradizionali Piani sociali regionali si sono diffusi anche i Piani sociosanitari regionali che contengono cioè sia la parte dedicata alla sanità che alle politiche sociali. I Piani sociali regionali, negli ultimi 10 anni, costituiscono ancora la maggioranza dei Piani (il 61%) ma le cose stanno cambiando dato che nel 2025 i Piani sociosanitari regionali costituivano il 50% del totale (Cfr. Tab. 1).

La pianificazione sociale regionale non è mai stata al centro dell’attenzione regionale. Sempre negli ultimi 10 anni, le regioni con un Piano sociale regionale vigente sono quasi sempre state una minoranza (da 7 a 10). Solo nel 2022  i Piani sociali regionali vigenti hanno riguardato la maggioranza delle regioni coinvolgendo 10 regioni ed una provincia autonoma (Cfr. Tab.1). Questo evento però non si è più ripetuto. Al momento attuale, le regioni e le province autonome con un Piano sociale o sociosanitario vigente sono dieci.

In genere, la pianificazione sociale è triennale ma comincia ad emergere (un quinto delle regioni)  la tendenza ad allungare la validità dei Piani sociali prevedendo un numero di anni più ampio (di 4, 5 o 10 anni) o provvedendo alla proroga della validità dei Piani sociali triennali (Cfr.Tab.1).

Il tutto contrasta con quanto sta invece accadendo a livello nazionale che ha visto una ripresa costante della pianificazione nazionale che dovrebbe fornire gli indirizzi per quella regionale. Infatti, nel 2018 è stato approvato il Piano triennale per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà 2018-2020, poi proseguita con l’approvazione del Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021-2023 (Decreto 22 ottobre 2021) e, più di recente, del Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2024-2026.

Sarebbe dunque auspicabile che l’azione pianificatoria regionale assumesse la periodicità e l’orizzonte temporale della programmazione nazionale come riferimento, allo scopo di ottimizzare la pianificazione territoriale e favorire la piena integrazione degli obiettivi e degli interventi. (MLPS, World Bank, 2025).

Tab.1. I Piani sociali regionali degli ultimi 10 anni

regione/

provincia

2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 2026 2027
Abruzzo   PSR 2016-2018       PSR 2022-2024 proroga2025    
Basilicata       PSSR 2028-2020              
Bolzano (p.a.)                 PSP 2023-2030
 Calabria           PSR 2020-2022          
 Campania         PSR 2019-2021 PSR 2022-2024      
Emilia-Rom.     PSSR 2017-2019                
 Friuli V.Giulia                     PSR 2025-2027
 Lazio     PSR 2017-2019   PSR 2021-2023   PSR 2025-2027
 Liguria     PSSR 2017-2019         PSSR 2024-2026  
 Lombardia                   PPSSR 2024-2028
 Marche           PSR 2020-2022          
Molise           PSR 2020-2022     PSR 2025-2027
 Piemonte                          
 Puglia               PSR 2022-2024      
 Sardegna             PSR 2021-2023        
 Sicilia     PSSR17                    
 Toscana                   PSSR 2024-2026  
 Trento  (p.a.) PSSP 2015-2025 (4 stralci)  
 Umbria     PSR 2017-2019                
 Valle  d’Aosta               PSSR 2022-2025    
Veneto         PSSR 2019-2023        
Piani vigenti 1 1 7 8 7 7 8 11 9 9 10    

Legenda: PSR= Piano sociale regionale; PSSR= Piano sociosanitario regionale; PSP= Piano sociale provinciale; PSSP= Piano sociosanitario provinciale. Note: E’ in itinere in Consiglio Regionale il Piano sociosanitario 2025-20230 dell’Umbria.  Fonte: nostra ricerca + MLPS e World Bank, 2025

  1. I Piani sociali di zona

L’art. 19 delle l. 328/2000 prevedeva che i Comuni, associati in ambiti territoriali sociali, provvedessero, in coerenza con le indicazioni dei piani sociali regionali, a definire il proprio piano sociale di zona.

A distanza di 25 anni dalla L. 328 possiamo dire che l’esperienza della pianificazione sociale di zona, seppur con diverse denominazioni dei Piani,  è ampiamente condivisa nei territori italiani. Rimangono però ancora una regione (Piemonte)  ed una provincia autonoma (Bolzano) che, per scelta,  hanno deciso di non percorrere questa strada. Le iniziative in atto lasciano però presumere che almeno in una parte di questi territori (Piemonte), nel prossimo futuro, saranno sperimentati i Piani sociali di Zona (Cfr. Tab.2).

Non sempre però si riscontra un aggiornamento costante dei Piani sociali di zona anche a causa di una produzione dei Piani regionali sicuramente non costante e continua.

Sono diversi, infatti, i contesti territoriali nei quali la definizione dei piani di zona è sospesa da tempo, rinviata, differita nei termini, o comunque indebolita e frammentata. Su questo punto, oltre che una evidente differenziazione sul piano interregionale, si registra una variazione significativa anche sul piano infraregionale, con singoli ambiti territoriali che – nel contesto di una più generale difficoltà amministrativa – manifestano considerevoli ritardi nell’esercizio della funziona programmatoria (MLPS, World Bank, 2025). Nel complesso però va rilevato che la diffusione dei Piani sociali di zona sia ben più ampia ed aggiornata dei Piani sociali regionali di cui dovrebbero costituire l’attuazione. Nel 2024 infatti i Piani di zona vigenti erano presenti negli Ambiti (ATS) di 15 regioni mentre, nello stesso anno, i Piani sociali regionali vigenti erano solo 9.

Tab.2. L’adozione dei Piani sociali di zona

REGIONE/

PROVINCIA

Avvio dei PdZ dopo la L. 328/00 PdZ vigenti nel 2024 Note
 ABRUZZO Si Si Denominato “Piano distrettuale sociale” riguarda il triennio 2023-2025
BASILICATA Si No Denominato “Piano intercomunale dei servizi sociali e socio-sanitari” ha riguardato il triennio 2019-2021
BOLZANO (P.A.) No No Non sono previsti, i Comuni di Bolzano e Merano pubblicano dei Piani sociali
 CALABRIA Si No Il primo ciclo è stato avviato nel triennio 2021-2023
 CAMPANIA Si Si  
 EMILIA-ROMAGNA Si Si Con la DGR 1030/2024 si sta riavviando il prossimo ciclo
 FRIULI VENEZIA GIULIA Si No L’ultimo ciclo risale al 2013-2015 novellato dal Programma di contrasto alla povertà del 2018; alcuni ATS continuano indipendentemente da nuove LG
 LAZIO Si Si I distretti sociosanitari hanno approvato i piani sociali di zona 2024-2026.
 LIGURIA Si Si  
 LOMBARDIA Si Si Avviata l’attuazione della programmazione per il triennio 2025/2027, secondo le Linee di indirizzo definite con DGR n. 2167 del 15 aprile 2024.
 MARCHE Si No Ultimi Piani sociali di zona approvati relativi agli anni 2021-2022
MOLISE Si Si  
 PIEMONTE No No Nonostante la definizione di Linee Guida, la programmazione territoriale nel 2024 non era stata ancora avviata
 PUGLIA Si Si  
 SARDEGNA Si Si Denominato Piano Locale Unitario dei Servizi (PLUS)
 SICILIA Si Si  
 TOSCANA Si Si Il Piano di Inclusione Zonale (ex Piano di Zona) è generalmente assorbito dentro il Piano Integrato di Salute pur non essendo obbligatorio negli ambiti zonali che non hanno istituito la Società della Salute  (SdS)
 TRENTO  (P.A.) Si Si Le Comunità di Valle/Territorio della Val d’Adige approvano, secondo tempistiche differenziate, i Piani sociali di comunità, solitamente di durata triennale.
 UMBRIA Si Si  
 VALLE D’AOSTA Si Si Il Piano  di Zona non si realizza perché coincide con il Piano regionale
VENETO Si Si L’ultimo ciclo riguarda il periodo 2023-2025
TOTALE 19 15  

Fonte: MLPS e World Bank, 2025; Regione Marche.

Bibliografia

Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Linee guida per la definizione dei modelli organizzativi omogenei degli Ambiti Territoriali Sociali per l’Attuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni, Roma, 2025.

Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, World Bank, Ricognizione in materia di gestione associata dei servizi sociali, Roma, 2025.

fonte: https://francopesaresi.blogspot.com/2025/09/la-pianificazione-sociale-delle-regioni.html

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