Criminalizzare i migranti. di Chiara Milani

Gli stati occidentali persistono nell’irrigidire le misure securitarie di controllo dei flussi migratori e investono miliardi nella detenzione e nella criminalizzazione dei migranti, invece di ampliare vie legali e inclusive, un approccio che non solo viola i diritti umani, ma è anche inefficace e costoso. Parallelamente, la popolazione europea si sta riducendo e le proiezioni indicano che l’Europa è destinata allo spopolamento. Infatti, in assenza di immigrazione, la popolazione europea, dopo un leggero aumento iniziale, scenderebbe dagli attuali 447 milioni a 295 milioni nel 2100, un terzo in meno


Un giorno, quando non ci sarà alcun rischio personale nel chiamare le cose con il loro nome, quando sarà troppo tardi per ritenere qualcuno responsabile, tutti diranno di essere stati contro”. Questo post, pubblicato il 25 ottobre 2023 dallo scrittore Omar El Akkad e che rappresenta la frase che ha dato origine al suo libro dal titolo ‘Un giorno tutti diranno di essere stati contro’, denuncia l’ipocrisia occidentale di fronte al genocidio di Gaza, ma si potrebbe applicare anche alle violazioni sistematiche nei confronti delle persone migranti.

Infatti, a pochi giorni dal dodicesimo anniversario del naufragio di Lampedusa, una delle più gravi stragi di migranti in transito nel Mediterraneo, che ha causato la terribile morte di oltre 360 persone, continuiamo ad “assistere all’analoga tragedia riservata a quanti, dalla propria terra, non è dato neppure poter fuggire” (centro studi ricerche IDOS), con oltre 24.000 persone che risultano morte o disperse nel Mediterraneo dal 2013 a oggi. Gli stati occidentali persistono nell’irrigidire le misure securitarie di controllo dei flussi migratori e investono miliardi nella detenzione e nella criminalizzazione dei migranti, invece di ampliare vie legali e inclusive, un approccio che non solo viola i diritti umani, ma è anche inefficace e costoso.  Parallelamente, la popolazione europea si sta riducendo e le proiezioni indicano che l’Europa è destinata allo spopolamento, attraversando una crisi demografica con carenza di lavoratori. Infatti, in assenza di immigrazione, la popolazione europea, dopo un leggero aumento iniziale, scenderebbe dagli attuali 447 milioni a 295 milioni nel 2100, un terzo in meno (1;2).

In questo post, ricordiamo alcune delle misure securitarie recenti, per evidenziare la contraddizione tra approccio securitario e punitivo, contrario a ogni salvaguardia dei diritti umani e contesto socio-economico e demografico. Questo post fa seguito ad altri pubblicati in precedenza, sullo stesso tema (3;4).

Cominciamo dall’Australia, il cui modello di trasferimento dei richiedenti asilo arrivati via mare a Nauru e Papua Nuova Guinea dagli inizi degli anni ’90 può considerarsi precursore a livello internazionale. Ora, a dodici anni dall’avvio delle rigide politiche di detenzione offshore, Amnesty International rinnova l’appello al governo australiano affinché ponga fine a quello che definisce “uno dei capitoli più devastanti e vergognosi della storia dei diritti umani del Paese”. Thanush Selvarasa, rifugiato detenuto a Manus Island, ricorda le parole di un agente all’arrivo: “Tu non sei il benvenuto qui. Non chiamerai mai l’Australia casa”. Racconta cinque anni di vita “in condizioni disumane”, che gli hanno rubato “anni di vita, famiglia, futuro e salute”. Anche attualmente le condizioni di vita sono descritte dai rifugiati come insicure e degradanti con grave impatto negativo sulla salute fisica e mentale. Secondo il dott. Kevin Sweeney: “La loro salute sta deteriorando costantemente. La detenzione ha causato danni gravi, che peggiorano ogni giorno di più. Devono essere trasferiti in Australia per ricevere cure e sicurezza” (5). Malnutrizione e insicurezza alimentare aggravano problemi fisici e psicologici: “Non sapevamo che venire in Australia fosse un crimine. Stiamo morendo ogni giorno per la mancanza di cibo” (6).

Passando agli Stati Uniti, dal gennaio 2025, con l’amministrazione Trump, gli arresti e le detenzioni per immigrazione sono aumentati drasticamente, fissando l’obiettivo di 3.000 arresti al giorno (1 milione l’anno). Secondo i dati pubblicati dal governo, le persone migranti senza precedenti penali rappresentano ora il gruppo più numeroso nei centri di detenzione per immigrazione nel paese: “Il numero di persone senza precedenti penali arrestate dall’Immigration and Customs Enforcement (Ice) e trattenute dall’amministrazione Trump ha ormai superato il numero di coloro che sono accusati di reati (…)”. Questo dato smentisce la narrativa della Casa Bianca secondo cui l’obiettivo principale sarebbero i “criminali pericolosi”. Come osserva un ex funzionario del Dipartimento per la Sicurezza Interna: “Queste sono persone che lavorano duro. Non sono criminali… (…) C’è una completa demonizzazione degli immigrati, capri espiatori, manipolazioni e menzogne. È una situazione grave” (7). Un nuovo rapporto di Human Rights Watch (HRW) denuncia le condizioni abusive nei centri di detenzione per immigrati in Florida, ed è ripreso dal BMJ (8). “Abbiamo dovuto dormire su un autobus per due notti, su sedili duri e ammanettati… ci hanno permesso di andare in bagno solo una volta”, raccontano le persone detenute. Tali condizioni si associano a cure mediche negate anche in casi gravi, sovraffollamento, celle gelide senza letti, mancanza di acqua e sapone, punizioni per chi chiedeva supporto psicologico, come l’isolamento, e mostrando come il sistema di detenzione produca danni attivi e irreversibili. Secondo HRW, queste pratiche violano il diritto internazionale e gli stessi standard ICE.

Tornando in Europa, l’Italia è tra gli apripista dell’esternalizzazione in paesi terzi di richiedenti asilo attraverso l’Accordo con l’Albania e i centri di Shengjin e Gjader. Un precedente post ne aveva descritto i dettagli (4). I centri non sono ancora funzionanti, ma sono considerati da altri stati europei modello di possibile soluzione nella gestione dei flussi migratori (9). Un rapporto dell’Università di Bari ha stimato che l’accordo è costato già oltre 74 milioni di euro, definendolo “il più costoso, disumano e inutile strumento della storia delle politiche migratorie italiane”. Dopo il pronunciamento di un giudice, tutti i detenuti sono stati liberati e trasferiti in Italia (10). Nel frattempo, lo scorso 15 ottobre il governo ha votato contro l’interruzione del memorandum con la Libia con cui da febbraio 2017 “con il sostegno dei fondi dell’Unione Europea e il coordinamento di Frontex, il Governo ha addestrato, finanziato ed equipaggiato le forze libiche, responsabili di sequestri e detenzioni arbitrarie, torture, riduzione in schiavitù, uccisioni e violenze sessuali di persone migranti” (11).

Passando ad un altro paese che si affaccia sul Mediterraneo, “La Grecia non accoglie” sembra chiaramente dire la nuova misura – promossa dal ministro greco Thanos Pleuris, esponente della destra dura – che introduce il rischio di carcere da 2 a 5 anni per chi vede respinta la richiesta di asilo e non lascia il paese entro 14 giorni. Sono previsti anche braccialetti elettronici e multe fino a 10mila euro. Il periodo massimo di detenzione amministrativa passa da 18 a 24 mesi e viene abolita la possibilità di regolarizzazione per chi vive irregolarmente da oltre 7 anni. Tali misure son in linea con la politica del governo di Mitsotakis, che già aveva introdotto una pausa di 90 giorni nelle richieste d’asilo per scoraggiare gli arrivi ed era stata fortemente criticata per il suo accento razzista e repressivo, in un contesto di crisi demografica e carenza di lavorativi (12).

Un altro caso è quello dei Paesi Bassi, il governo olandese si unisce al trend europeo che mira a spostare fuori dai confini del continente la gestione dei migranti. È infatti in fase avanzata di negoziati con l’Uganda per la creazione di un hub di transito per richiedenti asilo respinti, che sarebbero temporaneamente trasferiti lì prima del rimpatrio nel paese d’origine. In cambio, l’Uganda riceverebbe finanziamenti, pur senza dettagli definitivi. Il ministro olandese per l’asilo David van Weel ha ribadito che eventuali trasferimenti avverrebbero “nel pieno rispetto del diritto internazionale e degli obblighi in materia di diritti umani”. L’idea era stata avanzata nell’ottobre 2023 dall’allora ministra Reinette Klever e seppur non entrerà in vigore prima delle elezioni del 29 ottobre 2025 vuole rappresentare un segnale politico di fermezza nella gestione del tema migrazione (13).

Nel Regno Unito, il trattato formale con il Ruanda – UK-Rwanda Migration and Economic Development Partnership – promosso nel 2023 e che dava al Regno Unito il potere di trasferire in Ruanda alcune categorie di richiedenti asilo in cambio di finanziamenti al paese di destinazione (centinaia di milioni di sterline) – è stato sospeso. Migliaia di domande d’asilo che erano state destinate al Ruanda verranno ora processate direttamente nel Regno Unito (14). Tuttavia, intanto, il governo vuole nuove restrizioni all’immigrazione: qualche giorno fa il primo ministro ha affermato che i rifugiati dovranno “guadagnarsi” il diritto alla residenza a lungo termine nel Regno Unito (15).

Nel frattempo, la commissione UE accelera sul sistema dei rimpatri, allineandosi a questa deriva: “Abbiamo bisogno di un sistema che sia umano, ma non dobbiamo essere ingenui”, ha affermato Ursula von der Leyen  e ancora “noi in Europa dobbiamo essere quelli che decidono chi può entrare e a quali condizioni, non i trafficanti di essere umani (…). Ecco perché abbiamo proposto di triplicare i finanziamenti per la migrazione e la gestione delle frontiere nel prossimo bilancio” (16). Il discorso conferma la linea europea di presentare come ‘umano’ un sistema che si centra su rimpatri accelerati, controllo delle frontiere, securitizzazione attraverso la proposta di triplicare i fondi UE per la gestione delle frontiere nel prossimo bilancio e l’urgenza di attuare pienamente il Patto europeo su migrazione e asilo (17). Tale posizione permane nonostante una recente sentenza della Corte di Giustizia UE (CGUE) abbia limitato la possibilità per l’Italia e altri stati membri di usare i centri di detenzione e return hubs all’estero. Infatti, secondo la sentenza, i richiedenti asilo possono essere trasferiti in centri extraterritoriali solo se non rischiano di essere rimandati in situazioni di pericolo nei Paesi d’origine; inoltre, un Paese di origine può essere considerato ‘sicuro’ soltanto dopo un effettivo controllo giudiziario, e deve esserlo per tutta la popolazione, comprese minoranze e gruppi vulnerabili. Questo colpisce direttamente il nuovo regolamento UE su asilo e migrazione (in vigore da giugno 2026), che si basa anche sull’uso di liste di Paesi ‘sicuri’ per accelerare rimpatri e procedure che Amnesty International e altre ONG hanno già criticato. La premier Meloni ha criticato la sentenza, dicendo che “indebolisce le politiche contro l’immigrazione irregolare di massa” e limita la capacità dei governi di agire (18).

Conclusione

Sembra che la soluzione che più governi stanno percorrendo sia la reclusione. Recludere e arrestare, mettere in gabbia chi ha cercato asilo. Una frase di Lea Ypi, filosofa e scrittrice e docente di Teoria Politica presso la London School of Economics, ci fornisce una prospettiva di comprensione: “Quando gli ex paesi socialisti smisero di sparare ai loro cittadini alle frontiere, i paesi capitalisti cominciarono a mandare le navi per pattugliare i loro mari. In un senso o nell’altro, i migranti continuavano a morire. Era cambiato solo il colore delle uniformi, le bandiere sotto cui venivano compiuti i crimini” (19) e ancora “I valori che l’Europa sbandiera valgono poco se si applicano solo a una minoranza. Al contrario, per avere senso devono essere radicati in un impegno più ampio per la giustizia sociale e per un futuro che rifiuti ogni nostalgia del passato, ogni illusione di superiorità di una civiltà sulle altre e qualsiasi compromesso sugli ideali di uguaglianza.

La migrazione è al centro di questa battaglia. Non è nella promessa di far tornare grande l’occidente che vengono messi alla prova i valori europei, ma nell’impegno a difendere la libertà, l’uguaglianza e un mondo in cui nessuno sia costretto a lasciare la propria casa” (20). 

Chiara Milani, Dipartimento Scienze della Salute, Università di Firenze

 

Bibliografia

  1. https://www.corriere.it/cronache/25_settembre_05/l-evoluzione-demografica-delle-regioni-italiane-fino-al-2100-scenari-con-e-senza-immigrazione.shtml?refresh_ce
  2. https://www.theguardian.com/world/ng-interactive/2025/feb/18/europes-population-crisis-see-how-your-country-compares-visualised
  3. https://www.saluteinternazionale.info/2025/06/dossier-statistico-immigrazione-2024/
  4. https://www.saluteinternazionale.info/2024/05/esportare-i-migranti-il-caso-albania/
  5. https://www.amnesty.org.au/12-years-on-australias-cruel-offshore-detention-policies-continue-to-leave-refugees-in-limbo-with-no-hope-for-the-future
  6. https://www.theguardian.com/australia-news/2025/oct/03/refugees-and-asylum-seekers-on-nauru-going-hungry-despite-government-spending-15m-a-year-for-each-person
  7. https://www.theguardian.com/us-news/2025/sep/26/immigrants-criminal-record-ice-detention
  8. https://www.bmj.com/content/390/bmj.r1561
  9. https://www.cnn.com/2025/08/03/europe/italy-asylum-eu-court-ruling-intl
  10. https://www.internazionale.it/notizie/annalisa-camilli/2025/07/30/costi-centri-migranti-albania
  11. https://www.asgi.it/allontamento-espulsione/stop-al-memorandum-italia-libia/
  12. https://www.theguardian.com/world/2025/sep/03/greece-passes-draconian-legislation-with-prison-terms-for-rejected-asylum-seekers
  13. https://www.infomigrants.net/en/post/67166/netherlands-nearing-deal-with-uganda-on-offshore-migrant-return-hub
  14. https://www.theguardian.com/uk-news/2025/apr/09/rwanda-scheme-asylum-seeker-claims-processed-uk
  15. https://www.infomigrants.net/en/post/67290/britain-plans-radical-changes-to-immigration-law-amid-farright-pressure
  16. https://www.infomigrants.net/en/post/66920/eu-chief-von-der-leyen-eu-repatriation-system-needed-immediately
  17. https://epiprev.it/attualita/gli-effetti-del-patto-europeo-su-migrazione-e-asilo-sulla-salute-delle-popolazioni-migranti
  18. https://edition.cnn.com/2025/08/03/europe/italy-asylum-eu-court-ruling-intl
  19. https://www.internazionale.it/magazine/giovanni-de-mauro/2025/05/22/bandiere
  20. https://www.internazionale.it/magazine/lea-ypi/2025/06/05/lotta-di-classe-per-la-cittadinanza

fonte: https://www.saluteinternazionale.info/2025/11/criminalizzare-i-migranti/

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