LEGGE DI BILANCIO 2026, DEBOLE E INGIUSTA: le audizioni in Parlamento. Critiche da sindacati e associazioni, ma obiezioni anche da Banca d’Italia, Istat e UPB

Le Commissioni 5ª (Bilancio) Senato con V (Bilancio) Camera hanno audito le rappresentanze istituzionali sindacali e sociali.

Oltre alle già note critiche provenienti da sindacati (CGIL ha proclamato uno sciopero generale il 12 dicembre) e diverse associazioni, anche Istat, Banca d’Italia e UPB hanno sollevato alcune obiezioni. In specie sull’iniquità fiscale si segnala:

ISTAT

sulla manovra fiscale (Irpef): “Ordinando le famiglie in base al reddito disponibile equivalente e dividendole in cinque gruppi di uguale numerosità, emerge come oltre l’85% delle risorse siano destinate alle famiglie dei quinti più ricchi della distribuzione del reddito: sono infatti interessate dalla misura oltre il 90% delle famiglie del quinto più ricco e oltre due terzi di quelle del penultimo quinto…”

Banca d’Italia

“Gli effetti distributivi della manovra “Si può stimare che complessivamente le misure fin qui descritte non comportino variazioni significative della disuguaglianza nella distribuzione del reddito disponibile equivalente tra le famiglie. La riduzione dell’aliquota dell’Irpef per il secondo scaglione di reddito favorisce i nuclei dei due quinti più alti della distribuzione …”

“… L’evasione fiscale, come noto, danneggia la crescita e produce iniquità, sfavorendo le imprese e i cittadini onesti. La manovra apre a una nuova “rottamazione”: uno strumento che in passato non ha accresciuto l’efficacia nel recupero di gettito.”

Ufficio Parlamentare di Bilancio UPB

“…il 50 per cento dei benefici derivanti dalla riduzione dell’aliquota affluisce affluisce all’8 per cento dei contribuenti con reddito più elevato …” si veda immagine qui sotto:

Tutti i Documenti acquisiti in Commissione a questo link del Senato

 

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