Gentile Direttore,
come riportato da QS la legge di bilancio 2026 stanzia 6 miliardi aggiuntivi per la sanità dei quali circa 3,7 già previsti dalla precedente manovra. Sono destinati a personale, indennità, prevenzione, assistenza territoriale e ricerca. Previsto anche un piano straordinario di assunzioni con oltre 12mila nuove unità nel 2026.Per la salute mentale sono esplicitamente previsti 80 milioni per l’attuazione del Piano Attuativo Salute Mentale e l’introduzione dello psicologo di famiglia.
Essendo ancora in corso di definizione quanti fondi indistinti spettano alla Salute Mentale mi permetto di ricordare come il recente documento del Collegio dei Direttori di Dipartimento di Salute Mentale indichi la necessità di destinare, rispetto al Fondo Sanitario Nazionale, la quota del 5% per la salute mentale adulti, 2% per la neuropsichiatria infanzia e adolescenza e 1,5% per le dipendenze patologiche.
Un totale del 8,5% del Fondo Sanitario Nazionale.
Se Governo e Parlamento intendono onorare tale previsione, lo stanziamento aggiuntivo 2026 per la salute mentale, a fronte di un incremento del Fondo Sanitario Nazionale di 6 miliardi, dovrebbe essere pari ad almeno 510 milioni.
Vi è quindi da augurarsi che a livello centrale e delle singole Regioni, si abbia una ripartizione del finanziamento in linea con le necessità e non si perpetui la situazione di grave definanziamento di base con una bassissima percentuale delle risorse aggiuntive.
In un Paese senza Ospedali Psichiatrici civili e giudiziari, ritengo si debba avere la consapevolezza di quanto sia essenziale avere una rete diffusa e ben funzionante di servizi di salute mentale di comunità, obiettivo teoricamente condiviso da tutte le Istituzioni, forze politiche, associazioni professionali, di utenti e familiari, società civile. Ora è alla prova dei fatti e dei numeri.
Pietro Pellegrini
Direttore Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale Ausl Parma
fonte: https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=132669
