È stato presentato … a Bologna, nel corso della 42esima Assemblea ANCU, il Rapporto 2026 “Salute e Territorio. I servizi sociosanitari dei comuni italiani”, realizzato da IFEL in collaborazione con Federsanità, la Confederazione delle Federsanità ANCI regionali. Il documento, giunto alla sua quarta edizione, offre un quadro approfondito sulla spesa sociosanitaria e sociale in Italia, evidenziando l’evoluzione dei servizi di welfare territoriale e il ruolo strategico dei Comuni nel garantire prossimità, equità e coesione sociale
Il Rapporto – ha spiegato – stima che la spesa sociosanitaria pubblica in Italia si collochi tra 45,7 e 47,3 miliardi di euro, una cifra che testimonia il peso crescente delle prestazioni che coniugano dimensione sanitaria e sociale. La maggior parte delle risorse è destinata ai servizi per anziani non autosufficienti e persone con disabilità, con il 42% delle risorse impiegato per strutture residenziali e semiresidenziali e il 25% per servizi domiciliari e territoriali”.
Emergono tuttavia forti differenze regionali, con il Nord che registra valori di spesa pro capite superiori ai 40 euro, mentre il Mezzogiorno si ferma sotto i 25 euro. Le aree metropolitane e i .piccoli comuni presentano inoltre modelli di intervento molto diversi, spesso legati alla capacità amministrativa e alla disponibilità di risorse umane. Nel 2022, i Comuni italiani hanno impegnato 8,86 miliardi di euro per i servizi sociali, pari allo 0,46% del PIL nazionale, in crescita del 5,8% rispetto al 2021 e del 29,2% rispetto al 2013. La spesa si concentra principalmente sull’area famiglia e minori (37,3%) e sulla disabilità (27,5%), mentre risultano in lieve calo gli interventi destinati agli anziani (-2,3%), un dato che evidenzia la necessità di un riequilibrio rispetto ai bisogni emergenti della popolazione
Il rapporto è disponibile per il download qui.
