L’impatto della malattia sulla speranza di vita e sui disturbi mentali
L’impatto del cancro sulla speranza di vita e sui disturbi mentali in Italia è prossimo alla media UE.
L’invecchiamento della popolazione e il miglioramento dei tassi di sopravvivenza determineranno un incremento dell’incidenza del cancro in Italia, con un conseguente aumento sia del numero di pazienti oncologici sia dei sopravvissuti. Secondo le proiezioni dell’OCSE, nel periodo 2023-2050 l’impatto del cancro sulla mortalità in Italia comporterà una riduzione della speranza di vita di circa due anni, un dato sostanzialmente in linea con la media prevista per l’UE.
L’impatto del cancro si estende significativamente anche alla salute mentale della popolazione, attraverso molteplici meccanismi: i sintomi della malattia, gli effetti collaterali dei trattamenti e le ripercussioni sulla vita quotidiana, sulle relazioni sociali e sull’attività lavorativa. Le proiezioni dell’OCSE indicano che l’Italia, nel periodo 2023-2050, registrerà un tasso standardizzato per età di depressione correlata al cancro pari a 16 casi per 100.000 abitanti all’anno, un valore pressoché equivalente alla media europea di 17 casi per 100.000 abitanti all’anno.

I servizi di riabilitazione oncologica
Uno degli obiettivi principali dei sistemi sanitari consiste nel fornire servizi volti ad affrontare gli impatti fisici, cognitivi, psicologici e socioeconomici spesso debilitanti del cancro sui pazienti e sui loro caregiver. In considerazione dell’evoluzione di diverse patologie oncologiche verso condizioni croniche, l’Italia ha sviluppato vari strumenti sanitari e previdenziali per migliorare la qualità di vita dei pazienti oncologici e dei sopravvissuti al cancro. Per tutelare i pazienti dalle difficoltà economiche, la normativa prevede l’esenzione totale dalla compartecipazione alla spesa per beni e servizi medici correlati alla patologia oncologica. In pratica, quindi, le visite fisiatriche e le prestazioni riabilitative sono garantite ai malati oncologici se connesse alla malattia oncologica.
Il Piano Oncologico Nazionale (PON), tuttavia, sottolinea la necessità che le Reti oncologiche regionali aggiornino i loro Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA) per includervi sistematicamente i servizi di riabilitazione, e propone di estendere l’ambito di applicazione del Piano nazionale esiti (PNE) al monitoraggio dell’appropriatezza dei servizi di riabilitazione oncologica (Ministero della Salute, 2023) segno che qualcosa va ancora migliorato.
Il diritto all’oblio
L’Italia ha compiuto un significativo passo avanti nella tutela dei sopravvissuti al cancro con l’approvazione, nel 2023, della legge sul “diritto all’oblio”. Tale legge consente ai sopravvissuti oncologici dopo un periodo definito di assenza di malattia, di non dichiarare la propria storia clinica nelle richieste di mutui ipotecari, assicurazioni e contratti di lavoro. Il periodo di riferimento è stabilito in 10 anni per la popolazione generale, ridotto a 5 anni per coloro che hanno ricevuto una diagnosi prima dei 21 anni di età. La legge introduce inoltre una tutela specifica nell’ambito delle adozioni, impedendo che la pregressa storia oncologica possa costituire motivo di esclusione dall’idoneità all’adozione di minori.
Questa legislazione progressista colloca l’Italia tra un gruppo selezionato di paesi dell’UE dotati di specifiche normative antidiscriminatorie a tutela dei sopravvissuti al cancro, che include Francia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Spagna. L’implementazione di questa legge dovrebbe contribuire significativamente al miglioramento della qualità di vita dei sopravvissuti, garantendo maggiore stabilità finanziaria e migliori prospettive occupazionali, e attenuando così alcuni degli impatti socioeconomici a lungo termine della malattia oncologica.
L’accesso alle cure palliative rimane insufficiente
In Italia, le cure palliative sono inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e pertanto erogate gratuitamente. Il diritto alle cure palliative e alla terapia del dolore è stato sancito legislativamente nel 2010, con l’obbligo di organizzare questi servizi attraverso Reti Regionali di Cure Palliative (RRCP) su tutto il territorio nazionale. L’erogazione di questi servizi avviene in ambito ospedaliero, residenziale e domiciliare.
Un’analisi condotta da AGENAS nel 2022 ha evidenziato diverse criticità implementative: nel 2021, tutte le regioni, ad eccezione di Marche (nel 2025 hanno formalmente provveduto) e Abruzzo, avevano attivato le proprie RRCP, ma solo il 60% aveva istituito reti pediatriche specifiche. In ambito ospedaliero, solo due terzi delle aziende sanitarie locali disponevano di équipe multidisciplinari dedicate alle cure palliative. Migliore risulta la situazione dell’assistenza domiciliare, con quasi tutte le aziende sanitarie locali dotate di almeno un’équipe multidisciplinare.
Il monitoraggio annuale del Ministero della Salute sull’aderenza regionale ai LEA ha rilevato che meno di un quarto delle regioni garantisce livelli adeguati di cure palliative ai pazienti oncologici, con una concentrazione delle regioni adempienti nelle aree settentrionali e centrali del paese (Figura 2). In risposta a questa situazione, il PON prevede l’implementazione di programmi triennali regionali per garantire un’erogazione omogenea dei servizi di cure palliative entro il 31 dicembre 2025. Gli obiettivi strategici includono: il potenziamento dell’assistenza domiciliare palliativa, l’ottimizzazione del coordinamento tra Reti regionali oncologiche (ROR) e servizi di cure palliative per garantirne l’attivazione precoce, e la valutazione dell’utilizzo della telemedicina per migliorare l’accessibilità dei servizi domiciliari (Ministero della Salute, 2023). Purtroppo, però, si registrano ancora ritardi significativi.

Le prestazioni di sicurezza sociale
L’INPS offre varie prestazioni economiche per prevenire il rischio di povertà nei pazienti oncologici e le loro famiglie. L’accesso a queste prestazioni è regolato da criteri basati su reddito, età e grado di invalidità determinato da una commissione medica dedicata. Il sistema prevede diverse tipologie di supporto: una “pensione di inabilità” destinata ai pazienti che mantengono una parziale capacità lavorativa, e il riconoscimento dello status di “disabilità grave”, che comporta agevolazioni fiscali e maggiori tutele occupazionali. Quest’ultima condizione garantisce sia ai pazienti sia ai caregiver l’accesso a specifici benefici, tra cui permessi lavorativi, flessibilità nell’orario di lavoro e ulteriori prestazioni assistenziali. Per i pazienti valutati come permanentemente e totalmente inabili al lavoro è prevista l’erogazione di una pensione di invalidità, mentre coloro che necessitano di assistenza continuativa nelle attività quotidiane possono beneficiare dell’indennità di accompagnamento, finalizzata alla copertura dei costi assistenziali.
La normativa italiana sul lavoro integra queste misure economiche con specifiche disposizioni a tutela dell’occupazione dei pazienti oncologici. In particolare, viene stabilito l’obbligo per le amministrazioni pubbliche e le aziende private con più di 15 dipendenti di assumere una quota prestabilita di persone con disabilità da moderata a grave, certificata attraverso il riconoscimento medico-legale.
Bibliografia
Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS) (2022), Istruttoria sullo stato di attuazione della legge 38/2010 in materia di rete delle cure palliative, Roma.
AGENAS (2023), Quinta Indagine Nazionale sullo stato di attuazione delle Reti Oncologiche Regionali, Roma.
Ministero della Salute (2023), Piano Oncologico Nazionale: documento di pianificazione e indirizzo per la prevenzione e il contrasto del cancro 2023-2027, Roma.
OECD/European Commission (2025), EU Country Cancer Profile: Italy 2025, EU Country Cancer Profiles, OECD Publishing, Paris, https://doi.org/10.1787/1e742c63-en .
OECD (2024), Tackling the impact of cancer on health, the economy and society, https://doi.org/10.1787/85e7c3ba-en
fonte: https://francopesaresi.blogspot.com/2025/12/qualita-di-vita-e-cure-oncologiche-in.html
Precedente articolo sulle cure oncologiche: https://francopesaresi.blogspot.com/2025/10/i-costi-delle-cure-oncologiche.html
