Il blocco petrolifero statunitense fa seguito a un ordine esecutivo firmato da Donald Trump a gennaio che impone dazi doganali a qualsiasi paese che fornisca petrolio a Cuba e le conseguenze si sono manifestate più rapidamente di quanto chiunque potesse prevedere. La mancanza di combustibile incide pesantemente su tutti gli aspetti della vita della popolazione cubana, su quelle conquiste della rivoluzione che erano state l’orgoglio del castrismo e l’oggetto di invidia del resto del mondo, come la sanità, il sistema scolastico, la lotta alla povertà. Dopo il successo dell’operazione militare di Washington contro il Venezuela, alleato di Cuba, all’inizio di gennaio, l’amministrazione statunitense sta attivamente cercando di ottenere un cambio di regime.
Gli Stati Uniti continuano a parlare di Cuba come di uno Stato fallito, di un regime che presto cadrà sotto il proprio peso, perché la mancanza di appoggi esterni sta trasformando la crisi energetica dell’isola in una grave crisi umanitaria. Non è chiaro cosa il presidente americano Donald Trump voglia trarre dall’aver impedito l’invio di combustibile a Cuba, fondamentale per il funzionamento del sistema paese. Sicuramente è interessato alla capitolazione del regime castrista e al rafforzamento della leadership statunitense nello sfruttamento delle risorse e nel commercio della regione latinoamericana. E per quanto Trump abbia aumentato la pressione su Cuba pretendendo cambiamenti molto drastici e in tempi celeri senza tuttavia riferirsi a un intervento armato, diversi analisti pensano che il copione già applicato in Venezuela, col mantenimento nel potere del chavismo dopo il sequestro di Nicolás Maduro, possa essere adattato alla situazione cubana”. Con queste parole comincia il bell’articolo di Elena Marisol Brandolini pubblicato dall’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale -ISPI (1).
“Questa guerra psicologica contro Cuba colpisce i trasporti, gli ospedali, le scuole, il turismo e la produzione alimentare. So che ci aspettano tempi difficili, ma li supereremo insieme, con resilienza creativa“, ha affermato il presidente della Repubblica cubana, Díaz-Canel. Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, tuttavia, ha usato toni più pessimistici. Il suo portavoce, Stephane Dujarric, ha dichiarato la scorsa settimana di essere “estremamente preoccupato per la situazione a Cuba”, aggiungendo che la situazione “peggiorerà, se non collasserà, se il suo fabbisogno di petrolio non sarà soddisfatto”.
Ricordiamo che Cuba produce 40.000 barili di petrolio al giorno, quando il suo fabbisogno si aggira sui 110.000 barili, e dunque dipende dalle importazioni di greggio. Ma dallo scorso gennaio a Cuba non arriva più il petrolio del Venezuela che copriva fino al 35% delle necessità e anche il Messico, secondo fornitore dell’isola con un contributo di circa il 20% del fabbisogno, timoroso di una ritorsione di Trump sui dazi, ha smesso di inviarne. “La mancanza di combustibile incide pesantemente su tutti gli aspetti della vita della popolazione cubana, su quelle conquiste della rivoluzione che erano state l’orgoglio del castrismo e l’oggetto di invidia del resto del mondo, come la sanità, il sistema scolastico, la lotta alla povertà” (1).
Un recentissimo editoriale di Lancet (2) cita il ministro della salute di Cuba che ha pubblicamente riconosciuto la grave situazione in cui versa il sistema sanitario e il 10 febbraio ha annunciato una serie di misure di “organizzazione e razionalizzazione” che includono la riorganizzazione dei servizi nelle cliniche e negli ospedali che non dispongono di energia sufficiente, la riduzione degli interventi chirurgici non urgenti e il potenziamento della telemedicina. “La carenza di farmaci è una realtà che non solo ha un impatto diretto sulla popolazione, ma complica anche il funzionamento del sistema”, ha affermato il ministro, “quasi tutti gli strumenti diagnostici richiedono un supporto elettrico, quindi dobbiamo valutare quando è possibile utilizzarli”. Sebbene lo Stato cubano garantisca l’assistenza sanitaria universale ai propri cittadini, con una percentuale compresa tra otto e nove medici ogni 1000 persone, tra le più alte a livello globale, la carenza di medicinali e la pressione sul personale causata dai bassi salari e dalla migrazione di massa dal 2020 hanno portato a un declino, secondo i rapporti dell’Organizzazione Panamericana della Sanità (PAHO) e delle Nazioni Unite. Nel 2021, l’aspettativa di vita alla nascita era di circa 73,7 anni, in calo rispetto ai 78 anni della metà del decennio 2010, secondo i dati di tendenza della Banca Mondiale.
Cuba è in crisi. Già provata da quattro anni di recessione economica, aggravata dall’iperinflazione e dalla migrazione di quasi il 20% della popolazione, il governo comunista, al potere da 67 anni, è più debole che mai. Dopo il successo dell’operazione militare di Washington contro il Venezuela, alleato di Cuba, all’inizio di gennaio, l’amministrazione statunitense sta attivamente cercando di ottenere un cambio di regime.
Scrive il quotidiano britannico The Guardian: “Ad alimentare le preoccupazioni è la notizia che la mancanza di carburante sta ostacolando gli sforzi del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite per alleviare le sofferenze causate dall’uragano Melissa dello scorso anno. L’organizzazione, che mantiene una presenza discreta sull’isola, si trova ora a dover elaborare piani per una nuova crisi di portata molto più ampia. “Stiamo già vedendo l’impatto sulla disponibilità di prodotti freschi nelle città”, ha affermato Étienne Labande, direttore nazionale del PAM”. I diplomatici hanno espresso preoccupazione per la rapidità con cui la mancanza di carburante – per l’elettricità, l’acqua e il trasporto di cibo – potrebbe causare sofferenze estreme. Le conseguenze del blocco petrolifero statunitense si sono manifestate più rapidamente di quanto chiunque potesse prevedere, aumentando le preoccupazioni dei diplomatici. Tutte e tre le compagnie aeree che trasportavano turisti dal Canada a Cuba hanno sospeso i loro servizi questa settimana a causa della mancanza di carburante per l’aviazione sull’isola. Due compagnie aeree russe hanno seguito l’esempio. Tutti e cinque i vettori hanno avviato il processo di rimpatrio dei viaggiatori. Infine, non va dimenticato che attualmente Cuba è funestata da una doppia epidemia di dengue e di chikungunya di gravità senza precedenti.
Questa tragica crisi umanitaria cubana fa seguito a un ordine esecutivo firmato da Donald Trump a gennaio che impone dazi doganali a qualsiasi paese che fornisca petrolio a Cuba. Nonostante l’indignazione dei tradizionali alleati di Cuba, Cina e Russia, la minaccia si è rivelata efficace.L’incaricato d’affari degli Stati Uniti, Mike Hammer, ha dichiarato: “Per anni i cubani si sono lamentati dell’embargo, ma ora ci sarà un vero embargo” (3). Ancora una volta il settore della salute costituisce un potente indicatore del progresso o del regresso di un paese e il fatto che un sistema sanitario di altissima qualità come quello di Cuba sia costretto al regresso deve preoccupare chiunque abbia a cuore il diritto universale alla salute e alle cure. Non basta scandalizzarsi: è necessario e urgente chiedere al governo italiano di unirsi agli sforzi internazionali per mantenere la salute e, più in generale, la vita dei cubani a un livello accettabile.
Nella costruzione del nuovo ordine mondiale, ove multilateralismo e diritto internazionale sono stati messi al bando, Trump usa la forza per sottomettere i governi che non gli piacciono: bombarda il Venezuela e affama Cuba, minaccia di annessione la Groenlandia e si appresta a colpire l’Iran. L’autocandidato al premio Nobel per la pace si dà instancabilmente da fare contro la pace.
Bibliografia
- Brandolini E.M. (2026). Cuba tra blackout e sanzioni: l’isola sotto assedio. https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/cuba-tra-blackout-e-sanzioni-lisola-sotto-assedio-230881. 20 Feb 2026.
- Joe Parkin Daniels, Cuba’s health woes deepen. (2026). The Lancet,
- Ruaaridh N. (2026). No fuel, no tourists, no cash -this was the week the Cuban crisis got real. The Guardian. https://www.theguardian.com/news/ng-interactive/2026/feb/15/cuba-crisis-oil-shortage-venezuela-donald-trump-havana
fonte: https://www.saluteinternazionale.info/2026/03/cuba-la-crisi-umanitaria-voluta-da-trump/
