in PRIMO PIANO

  • Fiducia. La fiducia è un elemento, meglio un fattore essenziale per il ben-essere, la salute e la vita. La fiducia si costruisce e si rafforza con le life skill, il senso di auto-efficacia, la capacità di resilienza, l’autostima. Sono gli ingredienti base della promozione della salute (Glossario, 2021) per facilitare ed abilitare il cambiamento. Nella relazione di cura e nella prevenzione. L’educazione alla genitorialità responsiva, l’educazione socio-affettiva, la peer education, la formazione alle soft skill nel lavoro, la facilitazione di gruppi (es. gruppi di cammino), le medical humanities nella cura e nel fine vita… sono tutte metodologie che si nutrono e coltivano la fiducia reciproca tra cittadino/paziente e operatore esperto per ottenere un risultato di valore per il ben-essere, la salute e la cura. A livello individuale e di comunità con un’attenzione all’inclusione ed equità. Fattori che contrastano la sfiducia, l’ansia, la paura, la mancanza di rispetto, la violenza. Ma qual è la situazione oggi? Qual è il livello di fiducia tra gli Italiani? La perdita di status degli italiani, che scivolano verso il basso della scala sociale, alimenta la sfiducia nelle istituzioni e l’insoddisfazione dei servizi pubblici. È uno degli aspetti che emergono dalla 28° edizione del rapporto dell’Osservatorio “Gli italiani e lo Stato”, curato da LaPolis-Università di Urbino Carlo Bo con Demos e Avviso pubblico. Rispetto ai servizi pubblici, la ricerca conferma il trend in calo degli ultimi anni, evidenziando le nette differenze tra le classi sociali: la scuola (38%), la sanità (28%) e i trasporti (27%) non riescono a recuperare la soddisfazione di qualche anno prima. A livello individuale il 71% delle persone intervistate sostiene che “gli altri, se si presentasse l’occasione, approfitterebbero della mia buonafede”. Un senso di sfiducia esteso e cresciuto nel tempo, mai ampio come oggi. Nell’ultimo anno invece, non si nota un restringimento della partecipazione civica e politica, in contraltare a un continuo calo della partecipazione elettorale. Glenn Laverack ritorna a collaborare con DoRS proponendo un commentary proprio sulla fiducia, dopo i diari da un’epidemia durante il periodo Covid-19. Laverack mette a fuoco una riflessione sulla fiducia e delinea un approccio per fasi per costruire fiducia anche quando il tempo a disposizione è poco ed è necessario (o urgente) avviare un intervento di promozione della salute. La fiducia deve essere guadagnata e non può essere imposta, sostiene Laverack. Senza la fiducia reciproca, non è possibile avviare un cambiamento veramente sentito, scelto, personalizzato, collettivo. L’approccio presentato è descritto per gruppi di persone destinatarie, ma in realtà è altrettanto valido nella relazione individuale inter-personale, come ci indica il counselling breve motivazionale. Foto di Jonathan Klok su Unsplash Commentary_G.Laverack_traduzione in italianoDownload Commentary G. Laverack_documento originale in ingleseDownload fonte: DORS – Glenn Laverack, Dors advisor

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  • La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha approvato il 5 febbraio 2026 il seguente: DOCUMENTO DI PROPOSTE PER IL PERSONALE DEL COMPARTO E DELLA DIRIGENZA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE PREMESSA Il presente documento, contenente proposte sul personale del comparto e della dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale, nasce da un approfondito confronto con le Organizzazioni Sindacali rappresentative del settore della Sanità. In questo contesto, sono stati tracciati alcuni interventi mirati a migliorare l’attrattività del personale del Servizio Sanitario Nazionale che rappresenta una tra le principali sfide che le Regioni e gli Enti ed Aziende dei Servizi Sanitari Regionali si trovano e si troveranno ad affrontare al fine di garantire il buon funzionamento delle amministrazioni stesse. Nel 2025 si è conclusa la stagione dei rinnovi contrattuali per il comparto e per l’Area sia della Sanità sia delle Funzioni Locali che ha riguardato il triennio 2022 – 2024 con l’obiettivo di avviare e concludere nel 2026 la contrattazione per i rinnovi dei contratti del triennio 2025- 2027. In questo contesto, si ritiene necessario: —> rafforzare la capacità attrattiva delle amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie pubbliche rispetto al settore privato e ai mercati esteri, invertendo il trend di dimissioni e migrazione dei professionisti; —> migliorare le condizioni di lavoro e garantire percorsi di crescita professionale adeguati; —> prevedere una valorizzazione economica e un adeguamento retributivo per il personale impiegato, tanto nel comparto quanto nella dirigenza, anche attraverso il superamento dei vincoli di cui all’art. 23, c. 2, del D.lgs. 75/2017 e all’art. 1, c. 124, della L. 207/2024. —> un intervento del Governo per un incremento stabile delle risorse nel Fondo Sanitario Nazionale, vincolate agli incrementi contrattuali, con un possibile adeguamento delle retribuzioni a livello europeo, perseguendo gli obiettivi di armonizzazione delle retribuzioni affinché a funzioni e responsabilità equivalenti corrispondano livelli retributivi omogenei e con la possibilità per le Regioni di attuare, laddove possibile, politiche perequative. In tale prospettiva, si ritiene prioritario attivare politiche che rendano effettivamente esigibili gli istituti disciplinati dalla contrattazione collettiva nazionale, favorendone la corretta e uniforme applicazione su tutto il territorio nazionale, anche attraverso il rafforzamento delle relazioni sindacali e degli strumenti di confronto a livello aziendale e regionale …leggi il DOCUMENTO DI PROPOSTE PER IL PERSONALE DEL COMPARTO E DELLA DIRIGENZA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

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  • L’attuale crisi sanitaria in Venezuela è cronica, frutto della corruzione politica e della cattiva gestione economica. Il Paese ha subito un profondo disinvestimento in infrastrutture fisiche e istituzionali: molti ospedali sono persino carenti di acqua corrente o di energia elettrica. Il sistema sanitario pubblico riesce a malapena a fornire i servizi sanitari più essenziali. Sebbene le cliniche private siano in grado offrire cure di qualità, meno del 10% della popolazione può permettersi un’assicurazione privata. Le tangenti sono comuni e i pazienti spesso devono pagare per ottenere medicinali e esami (1). Dall’illegale intervento militare statunitense e dal rapimento di Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, le notizie sul Venezuela sono state dominate da petrolio, narcoterrorismo e premi Nobel. I venezuelani sono stati ampiamente ignorati durante le conseguenti controversie politiche, nonostante il Paese stia affrontando una delle peggiori crisi umanitarie al mondo, a seguito del collasso economico e dell’emigrazione di massa. Oltre 20 milioni di venezuelani vivono in povertà, con un insufficiente accesso al cibo e ai farmaci essenziali. Mentre il futuro politico del Paese rimane incerto, un’evidente priorità è proteggere la salute del popolo venezuelano. L’attuale crisi sanitaria in Venezuela è cronica, frutto della corruzione politica e della cattiva gestione economica sotto Hugo Chávez (1999-2013) e poi Maduro. Il Paese ha subito un profondo disinvestimento in infrastrutture fisiche e istituzionali: molti ospedali sono persino carenti di acqua corrente o di energia elettrica. Il sistema sanitario pubblico riesce a malapena a fornire i servizi sanitari più essenziali. Sebbene le cliniche private siano in grado offrire cure di qualità, meno del 10% della popolazione può permettersi un’assicurazione privata. Le tangenti sono comuni e i pazienti spesso devono pagare per ottenere medicinali e esami. Si stima che le spese out-of-pocket rappresentino il 30% della spesa sanitaria in Venezuela. Le sanzioni statunitensi hanno aggravato questa crisi. Delcy Rodríguez, presidente ad interim del Venezuela, ha firmato un disegno di legge per consentire investimenti privati ​​esteri nell’industria petrolifera venezuelana in risposta alle pressioni degli Stati Uniti, nonostante le tendenze globali ad abbandonare i combustibili fossili. Ha promesso che “ogni dollaro che entra in Venezuela dalla nostra industria petrolifera e del gas sarà destinato a soddisfare i bisogni sanitari del popolo venezuelano”. Questa promessa è un buon inizio e Rodríguez deve essere chiamata a rispondere della sua realizzazione. Uno dei maggiori problemi è la mancanza di dati: dal 2016, il governo non ha pubblicato alcun bollettino epidemiologico. È noto che, nel 2016-17, il Venezuela ha registrato il maggiore aumento dell’incidenza della malaria al mondo e si sono verificate gravi epidemie di morbillo e difterite. Ma come si può ricostruire un sistema sanitario senza informazioni affidabili e aggiornate che lo aiutino a orientarsi? Le priorità più urgenti per il governo devono essere il ripristino delle funzioni di base della sanità pubblica: sorveglianza delle malattie, capacità di laboratorio e preparazione e risposta alle epidemie. Queste misure sono relativamente economiche, ad alto impatto e fondamentali per orientare il processo decisionale. Al centro della crisi sanitaria venezuelana c’è la carenza di personale sanitario. Un tempo il Venezuela era una meta ambita per professionisti sanitari altamente qualificati. Ora, decine di migliaia di professionisti sanitari sono fuggiti dal Paese, insieme ad altri 7,7 milioni di venezuelani. Gli stipendi dei medici possono arrivare a soli 20 dollari al mese. L’80% degli ospedali segnala qualche tipo di violenza contro gli operatori sanitari. Secondo Amnesty International , il Venezuela è stato l’unico Paese a incarcerare operatori sanitari che hanno denunciato pubblicamente i rischi per la loro sicurezza e quella dei pazienti durante la pandemia di COVID-19. Per ripristinare la fiducia nel personale medico, è necessario migliorare le condizioni di lavoro e la sicurezza. Sebbene gli incentivi possano incoraggiare alcuni a tornare, sarà necessario aumentare la capacità di formazione a livello nazionale, il che a sua volta richiede investimenti nelle università venezuelane, anch’esse colpite negativamente dalla fuga di cervelli del Paese. La ricostruzione del sistema sanitario venezuelano deve includere anche il rafforzamento della salute pubblica e della prevenzione. L’invecchiamento della popolazione venezuelana richiede una migliore gestione delle malattie croniche e il Paese deve migliorare la salute materno-infantile, i servizi di vaccinazione e la salute ambientale. Un sistema di assistenza primaria resiliente e solido è fondamentale per raggiungere questo obiettivo, come evidenziato da una recente Commissione . Misión Barrio Adentro era un ambizioso programma nazionale di assistenza primaria lanciato dal governo venezuelano in collaborazione con Cuba nel 2003. A metà degli anni 2010 era in gran parte crollato, con circa l’80% delle strutture sanitarie chiuse entro il 2017 a causa della mancanza di infrastrutture, della cattiva allocazione delle risorse e della carenza di manodopera. Investimenti senza una gestione adeguata e corruzione hanno portato a sprechi e fallimenti. Il graduale collasso del sistema sanitario venezuelano è stata la prevedibile conseguenza di scelte politiche a lungo termine. Molti venezuelani saranno sollevati nel vedere la fine della leadership di Maduro, ma la transizione verso una vera democrazia deve avvenire nel rispetto del diritto internazionale e della sovranità del Venezuela. La ricostruzione del Venezuela richiederà il ripristino della fiducia pubblica e un sistema sanitario funzionante sarà una parte cruciale del futuro del Venezuela. Ora è responsabilità della comunità internazionale sostenere il popolo venezuelano, troppo spesso messo a tacere ed emarginato durante questa crisi, nel trasformare questa speranza in realtà. (1). Venezuela- health beyond the political turmoil. The Lancet, Editorial, Vol. 407 February, 2026, p. 547. Traduzione e sottotitolo nostri (saluteinternazionale.info)

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  • Su cosa si vota? Col referendum del 22-23 marzo 2026 siamo chiamati a confermare o bocciare la cosiddetta “riforma Nordio”, cioè la legge di riforma costituzionale della magistratura recante «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare» del 30 ottobre 2025. Questa legge modifica sette articoli della Costituzione e prevede, in sintesi: A) l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM), uno per la magistratura giudicante (i giudici), uno per la magistratura requirente (i pubblici ministeri, ovvero i sostenitori dell’accusa), al posto del CSM unico per tutti i magistrati; B) l’estrazione a sorte (anziché l’elezione) dei loro componenti, con modalità diverse per magistrati e componente “politica”; C) la creazione di un’Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari (togliendo il potere disciplinare ai CSM). Attenzione, quindi. Questa riforma costituzionale non introduce solo la “separazione delle carriere” tra giudici e pm, come si sente dire spesso. Fa molto di più. Perché diciamo NO alla riforma…LEGGI TUTTO VAI AL SITO https://www.referendumgiustizia2026.it/

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  • In Italia solo 3.4 milioni di persone hanno accesso alla pensione di invalidità e all’indennità di accompagnamento ma secondo le stime dell’Ocse sono oltre 12 milioni coloro che presentano “limitazioni nello svolgimento di attività ordinarie a causa di problemi di salute”. Un iceberg di cui vediamo solo la punta. Una questione umana, sociale ed economica ignorata, di cui lo Stato dovrebbe prendersi cura. «Avremo cura di te» La campagna di informazione e sensibilizzazione SPI CGIL sul tema della “non autosufficienza” che si svilupperà durante il 2026

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  • La situazione della sanità pubblica non sta migliorando. Anzi, gli ultimi provvedimenti del Governo sono fonte di grande preoccupazione. Stiamo parlando in particolare del disegno di legge delega sulla riorganizzazione dell’assistenza territoriale e ospedaliera (approvato dal Consiglio dei ministri il 12 gennaio scorso), un testo apparentemente di scarso rilievo (non è finanziato, ha principi di delega molto generici, riprende temi ampiamente presenti nei documenti già disponibili) ma in realtà in grado di modificare in modo sostanziale l’attuale configurazione del Ssn, senza produrre alcun effetto a favore delle persone, ma assecondando le forze che da sempre cercano spazio per i propri specifici interessi. Vi alleghiamo una prima nota su tale disegno di legge delega. Ancora una volta non possiamo restare in silenzio. Per riprendere il confronto, abbiamo pensato di organizzare un incontro online per  lunedì 16 febbraio, dalle ore 18 alle ore 20 per discutere della situazione nelle diverse realtà e delle novità normative. Ci auguriamo che possiate partecipare numerosi. Il link per l’incontro è questo: https://us02web.zoom.us/j/85294799816 Il gruppo promotore Associazione Salute Diritto Fondamentale, Associazione Giovanni Bissoni, Associazione Prima la Comunità, Laboratorio salute e sanità – LABOSS, Associazione Alessandro Liberati – Cochrane affiliate Centre, Salute internazionale, Gruppo Abele, Fondazione Maratona Alzheimer FONTE: https://scossa.net/archivio-notizie/notizie/riorganizzare-lassistenza-teritoriale-e-ospedaliera/

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  • Dopo l’Intesa Stato Regioni (23 ottobre 2025) è ora presentato al parere parlamentare lo “Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente le modifiche e le integrazioni al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, in materia di livelli essenziali di assistenza in ambito sanitario (Atto 370)”. Lo schema di Decreto apporta modifiche ed integrazioni al DPCM 12 gennaio 2017 di “Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza”, …, come riportati negli allegati di seguito indicati, costituenti parte fondamentale ed integrante del provvedimento: A (Prevenzione collettiva e sanità pubblica); B (Assistenza Specialistica ambulatoriale) – fogli da B a B4; C (Assistenza Protesica) – fogli C1 e C2B; D) (Esenzione per malattie croniche e invalidanti) – fogli da D a D4; E) (Prestazioni specialistiche per il controllo della gravidanza fisiologica, escluse dalla partecipazione al costo). L’onere finanziario derivante dall’aggiornamento previsto dallo schema in esame è quantificato nell’articolo 7 in 149,5 milioni di euro annui; il medesimo articolo specifica che alla relativa copertura finanziaria si provvede a valere sulle risorse già vincolate in via legislativa all’aggiornamento dei LEA. I materiali Testo dell’atto 370 Schema DPCM trasmesso alle Camere – PDF Relazione illustrativa e relazione tecnica Schema DPCM Atto 370 del Governo – PDF Intesa CSR 176/2025 Conferenza Stato-Regioni – PDF Due Dossier, oltreché la Relazione Tecnica, illustrano il complesso provvedimento:  –>Dossier “Schede di Lettura” Atto 730 dei Servizi Studi di Camera e Senato del 20 gennaio 2026(che evidenzia anche le modifiche al DPCM 12.1.2017) –> Dossier “Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente le modifiche e le integrazioni al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, in materia di livelli essenziali di assistenza in ambito sanitario” dei Servizi del Bilancio di Camera e Senato (gennaio 2026) fonte: https://www.camera.it/leg19/682?atto=370&tipoAtto=atto&idLegislatura=19&tab=

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  • Contro la normalizzazione della guerra e della legge del più forte Organizza una tappa  del “Giro d’Italia per la pace” Facciamo di ogni città un Cantiere e una Scuola di pace La guerra è una scelta. Come la pace. Viviamo in un tempo terribile che normalizza la violenza e la guerra, l’arbitrio e la legge del più forte. A noi viene chiesto di fingere di non vedere, di restare a guardare e subire, in silenzio. Noi diciamo “No!” Il 12 ottobre, in tantissimi, abbiamo marciato da Perugia ad Assisi per manifestare contro tutte le crudeltà e le complicità che stanno devastando l’umanità. E costruire una coscienza, una cultura e una politica di pace. Per resistere alla guerra e “organizzare la speranza”, dobbiamo continuare questo “lavoro” in ogni luogo e comunità, facendo di ogni città un “Cantiere” e una “Scuola” di pace. I Cantieri di pace sono luoghi in cui si lavora e si studia per la pace. Dove si progetta e si costruisce ma anche si vive la pace, con la cura e lo sguardo sempre aperto al mondo intero. Per questo abbiamo pensato di organizzare il “Giro d’Italia per la pace”, uno strumento per rimettere le nostre vite nelle mani di chi ama e sceglie la pace. Non di chi guarda e si rassegna. Con la “Lampada della Pace di Assisi” accendiamo corpi, coscienze e luoghi. Organizza una tappa del “Giro d’Italia per la pace” (*) Nella tua città, scuola, università, quartiere, parrocchia,… Facciamo di ogni nostra città un solido punto di resistenza alla guerra e alle guerre. Fermiamo il Genocidio di Gaza e l’escalation in Ucraina! Fermiamo la corsa al riarmo e investiamo sulla cura della vita delle persone, dell’umanità e del pianeta Difendiamo la legalità e il diritto, il pensiero critico e la democrazia, dentro e fuori il nostro paese. Ecco come organizzare una tappa Clicca qui per aderire Loro investono sulla guerra Noi investiamo sulla pace Loro aumentano le spese militari Noi aumentiamo le spese per la pace Loro investono sulla legge della forza Noi investiamo sulla forza della legge Loro stanno con il Board of Peace Noi stiamo con l’Onu Loro rafforzano il ministero della guerra Noi apriamo cantieri, uffici, scuole e università per la pace Loro cercano nuovi soldati da mandare al fronte Noi cerchiamo nuovi costruttrici e costruttori di pace Loro investono sulla propaganda e l’indottrinamento Noi investiamo sull’educazione e l’informazione per la pace Loro negano il cambiamento climatico e devastano l’ambiente Noi investiamo sulla cura del territorio e delle comunità Loro investono sull’individualismo e sulla competizione Noi investiamo sulla fraternità e la cura reciproca Loro investono sul domino e il possesso Noi investiamo sulla cooperazione e sulla solidarietà senza confini Loro escludono. Noi includiamo Loro respingono. Noi accogliamo Loro distruggono. Noi costruiamo   Fatti! non parole Fatti avanti! non rinunciare a fare la tua parte (*) Una tappa del Giro d’Italia per la pace può essere una nuova occasione per: spingere il tuo Comune a fare quello che non ha ancora fatto: dichiarare la tua città per la pace, aderire al Coordinamento e fare un piano di lavoro; proporre alle scuole di aderire al programma di educazione civica “Sbellichiamoci!”e alla Rete nazionale delle Scuole di Pace organizzare la presentazione del Libro “La PerugiAssisi. Quando la pace si fa storia” per riflettere assieme sulle responsabilità delle donne e degli uomini che vogliono la pace. Tra passato, presente e futuro.   Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace via della Viola, 1 – 06122 Perugia   email stampa@perlapace.it cellulare 3351401733   www.perlapace.it www.perugiassisi.org

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  • È disponibile il documento che fornisce il repertorio ufficiale e condiviso di definizioni e termini chiave relativi ai servizi e alle componenti tecnologiche della Telemedicina nel contesto del Servizio sanitario nazionale. Il glossario nasce con l’obiettivo di garantire uniformità terminologica, coerenza normativa e interoperabilità tra i sistemi regionali e nazionali, rappresentando un riferimento comune per tutti gli attori coinvolti a livello clinico, organizzativo e tecnologico. Il documento supporta la progettazione, l’implementazione e il monitoraggio dei servizi di Telemedicina, favorendo l’adozione omogenea dei modelli operativi per l’erogazione dei servizi da parte dei professionisti sanitari e contribuendo all’attuazione delle misure previste dal PNRR. Le definizioni sono state elaborate sulla base dei principali riferimenti normativi e tecnici nazionali e includono servizi come televisita, teleconsulto, telemonitoraggio, teleassistenza, oltre alla descrizione delle infrastrutture e delle piattaforme di riferimento, tra cui la Piattaforma nazionale di Telemedicina (PNT). La nuova pubblicazione finalizzata a uniformare il linguaggio e le definizioni della Telemedicina, si affianca ai modelli orientativi già pubblicati su Teleassistenza, Teleconsulto, Televisita, Telemonitoraggio e Telecontrollo, che forniscono un quadro di riferimento condiviso per la progettazione e l’organizzazione dei servizi di Telemedicina. Insieme, i documenti contribuiscono a rafforzare un sistema di sanità digitale più integrato, interoperabile e sostenibile, in linea con gli obiettivi del PNRR e del programma Next Generation EU. Documenti disponibili: Glossario nazionale di Telemedicina  (PDF) – consultabile anche sulla Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT) Documento analitico sul modello orientativo di erogazione del Teleassistenza  (PDF) – consultabile anche sulla Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT) Documento analitico sul modello orientativo di erogazione del Teleconsulto  (PDF) – consultabile anche sulla Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT) Documento analitico sul modello orientativo di erogazione della Televisita  (PDF) – consultabile anche sulla Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT) Documento analitico sul modello orientativo di erogazione del Telemonitoraggio e Telecontrollo  (PDF) – consultabile anche sulla Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT) fonte: Agenas

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  • Lanciata nell’ambito del Programma EU4Health a giugno 2024, con una durata di quattro anni, l’Azione congiunta europea EUCanScreen (Joint Action on the new EU cancer screening scheme implementation) si prefigge l’obiettivo di garantire un’implementazione sostenibile di screening di alta qualità per il cancro al seno, al collo dell’utero e al colon retto e l’attuazione dei programmi di screening recentemente raccomandati per i tumori del polmone, della prostata e dello stomaco. Alla Joint Action (JA), finanziata dall’Unione europea (UE) e coordinata dall’Università di Riga in Lettonia, aderiscono tutti gli Stati membri dell’UE, Ucraina, Moldavia, Norvegia e Islanda, per un totale di 98 Organizzazioni partecipanti: 29 quali Autorità Competenti (Country Authority, CA), 61 Enti Affiliati (Affiliated Entitie, AE), e 8 Partner Associati (Associated Partner, AP). L’Italia prende parte al progetto con il coordinamento dell’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica della Regione Toscana (ISPRO), sede operativa dell’Osservatorio Nazionale Screening (ONS) in qualità di CA nazionale, e vede la partecipazione, tra gli altri AE, del Ministero della Salute e del Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute (CNaPPS) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Le aree di lavoro della JA L’architettura della JA prevede che a fianco delle quattro aree di lavoro principali (Work Package, WP) e obbligatorie in questa tipologia di progetti europei – rispettivamente, Coordinamento (WP1), Divulgazione (WP2), Valutazione (WP3), Sostenibilità (WP4) – ce ne siano altre sette. Per questo, il WP11 di Capacity building interagisce con i tre gruppi di attività (WP5 dedicato al Monitoraggio; WP7 per l’implementazione di screening oncologici già esistenti, WP8 relativo ai nuovi screening, WP9 sullo screening basato su rischio; WP6 incentrato sull’analisi di barriere e fattori facilitanti l’adesione agli screening oncologici e il WP10 su modellizzazione e HTA-Health Technology Assessment). L’ISS attraverso il CNaPPS contribuisce in piccola parte all’identificazione degli aspetti etici, legali e sociali legati all’implementazione degli screening oncologici sul territorio (attività inclusa nel WP5), ma soprattutto ha un ruolo rilevante nell’ambito del WP6 e più nello specifico nell’azione 6.3, inerente lo studio dei fattori individuali che ostacolano la partecipazione dei gruppi di popolazione target agli screening oncologici della cervice uterina, della mammella e del colon-retto. Il contributo della sorveglianza PASSI alla JA L’attività è coordinata dalla Regione del Sud Danimarca e il CNaPPS partecipa sul dettaglio “6.3.2: Caso studio per dimostrare come un approccio guidato dai dati permetta l’identificazione di fattori individuali sia ostacolanti sia facilitanti la partecipazione in programmi di screening e sottopopolazioni differenti” con il contributo informativo della sorveglianza PASSI che tra i dati raccolti nella popolazione adulta, in età 18-69, residente in Italia e i rispettivi indicatori di riferimento utilizzati, annovera anche i motivi della mancata adesione o di converso gli aspetti facilitatori per la partecipazione agli screening oncologici: cervicale (donne di 25-64 anni di età) mammografico (donne 50-69enni) colorettale (popolazione in età 50-69 anni). L’ulteriore approfondimento offerto dall’Italia, grazie alle informazioni raccolte dalla sorveglianza di popolazione PASSI, rappresenta un esempio unico nello scenario europeo per la disponibilità di dati raccolti in continuo con procedure omogenee e standardizzate dal 2008 a copertura nazionale. Nelle altre realtà partecipanti a EUCanScreen sono disponibili, infatti, solo risultati relativi a studi isolati nel tempo, con focus su uno screening e di tipo principalmente qualitativo. Come già presentato a novembre 2025 alla Conferenza Europea di Sanità Pubblica 2025 (Helsinki, Finlandia), sebbene i tre screening oncologici siano molto differenti per tipologia e popolazione target, aggregando le barriere riferite dai rispondenti in tre categorie omogenee (percezione personale, riferimento a questioni organizzative del sistema, altro), si osserva la stessa distribuzione del peso di quei fattori. Al di là della restituzione dei risultati standard previsti in PASSI, sarà anche possibile collegare i motivi di mancata adesione agli screening ad altri fattori, quali ad esempio quelli sociodemografici o relativi allo stato di salute e all’esposizione di fattori di rischio comportamentali. Un’osservazione chiave della potenzialità del sistema PASSI di rispondere in modo così pieno ed efficace sta nell’importanza di far sì che, come indicato nei Piani Oncologico Nazionale ed Europeo di Lotta al Cancro, le azioni di prevenzione primaria e secondaria evolvano allineate e sinergiche. Risorse utili il sito web della JA EUCanScreen e le pagine dedicate a: WP, WP6, WP6-task-3 il leaflet (in lingua italiana) dedicato al progetto (pdf 280 kb) il video di presentazione di EUCanScreen, con sottotitoli in inglese, che offre una panoramica chiara sul progetto e sui principali obiettivi, con particolare attenzione al suo contributo per il miglioramento delle politiche europee in ambito sanitario l’articolo “Which are the individual determinants of (non-)engaging behaviours in cancer screenings?” pubblicato sul European Journal of Public Health a ottobre 2025 (Volume 35, Issue Supplement_4, October 2025) l’articolo “Quali sono i fattori che determinano la (non) partecipazione agli screening cervicale, mammografico e colorettale?” pubblicato sulla Rivista E&P – Epidemiologia & Prevenzione a gennaio 2024 sul contributo informativo PASSI alla JA l’approfondimento sul sito ONS di Paola Mantellini, responsabile ONS la diapositiva “Which are the determinants of (non-)engaging behaviours in cervical,mammographic and colorectal screenings in Italy?” (pdf 375 kb) presentata alla Conferenza Europea di Sanità Pubblica (Helsinki. Novembre 2025) fonte: EpiCentro ISS Testo scritto da: Valentina Minari, Valentina Possenti, Maria Masocco e Giovanni Capelli – Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute (CNaPPS), ISS

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