“L’eccetera ..non si arrende al come va a finire, tiene insieme l’adesso con un dopo, l’avanti con il qui e allude ad un possibile ignorato che deraglia ed è meglio se si fa due volte, eccetera, eccetera, un abbraccio al mondo, nonostante il mondo. L’eccetera continua oltre questo tempo, oltre lo scontato, come un passo che comincia e ancora non atterra. Non conclude, non finisce. Nel nostro eccetera, con questa sedicesima edizione, continueremo ad interrogarci sulla sofferenza indotta dall’assoggettamento dell’uomo sull’uomo, sulla violenza di genere (quella plateale e quella larvata), sugli ostracismi, sulla colonialità che ci abita, su un tempo orfano di parole capaci di restituire senso, valore, cura, legami. E lo faremo, ribaltando i finali, sulle tracce vivide e indelebili della poeta Anna Toscano, a cui sarà dedicata una giornata, e di Gianfranco Rizzetto, che ha visto nascere il Festival e che con la sua caparbietà e dedizione ha dato la forza di continuarlo.” La XVI edizione del Festival dei Matti, che si svolgerà a Venezia dal 15 al 17 maggio prossimi in un momento per noi di forte dolore, vuole essere una sfida alla rassegnazione, all’inesorabile, alla stretta di un caso che ci vorrebbe inchiodati alla disperazione del non più. Abbiamo deciso di sabotare questa condizione e, malgrado tutto, di rimetterci in moto, ricomponendo i pezzi della nostra storia, allestendo un archivio in carne ed ossa che la riepiloga, continuando così a darle seguito. Apriremo le danze al Teatrino Groggia con l’istallazione “L’eccetera che siamo noi”, venerdi 15 maggio dalle ore 18 alle ore 22: ci incontreremo lì a ripercorrere i nostri 15 anni, a ritrovare volti, voci, libri, tracce e testimonianze di cosa siamo stati e traiettorie di riflessione da perseguire e da proseguire. Racconteremo di noi ma realizzeremo anche, insieme a chi lo vorrà, una Visual Assembly, un dialogo partecipato e creativo sulla natura del confine tra normalità e follia, tema da cui abbiamo preso le mosse nel 2009 e che torniamo oggi collettivamente a interrogare. Riprenderemo i lavori al Teatrino di Palazzo Grassi sabato 16 maggio alle ore 16, in un pomeriggio interamente dedicato ad Anna Toscano, con il video della performance che la poeta realizzò al Festival nel 2019 insieme al regista Mattia Berto (presente alla proiezione), dando voce all’incredibile racconto di Susan Sontag intitolato “Baby” incluso nella raccolta “Io,eccetera”. Saranno poi i nostri ricordi della presenza di Anna al Festival, delle storie che ci ha regalato, di quel tessuto di parole, poesia, letteratura che ci ha cucito addosso negli anni dove il male di vivere, le lacerazioni e i rammendi non hanno il sapore secco della clinica ma la ridondanza e la bellezza di un mondo al femminile irriducibile al silenzio, alla disciplina dei discorsi, alla ferocia dell’ordine del mondo. Parleremo di lei insieme a Gianni Montieri, poeta e marito di Anna, e anche di “Brava Giulia” il suo romanzo pubblicato postumo da Nottetempo e dei sogni che continua ad evocarci nel suo dire “la tragedia non mi calza”, ancora oggi, nonostante tutto. Chiuderà il pomeriggio “Discorso sui sogni un reading di Gianni Montieri da Tre, poesie di Roberto Bolaño. La sera alle 21.15 sarà la volta dell’attesissimo incontro “La vita normale senza eccetera” con una delle maggiori drammaturghe e scrittrici contemporanee, Yasmina Reza. Prenderemo spunto dalle spiazzanti narrazioni di ciò che in “La vita normale” Reza rintraccia nelle aule dei tribunali: il montaggio di una normalità cupa e ottusa, dove la violenza resta a lungo inavvertita perché normalizzata e nutrita da favole identitarie, ideologie e dispercezioni di cui sembriamo tutti e tutte complici. La giornata di domenica 17 maggio, sempre al Teatrino di Palazzo Grassi, inizierà la mattina alle 11.00, con l’incontro “I matti, i dazi e le rose” dedicato a Franco Rotelli, compagno di strada di Franco Basaglia, a lungo Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste. Parleremo, insieme a Giovanna Del Giudice, Doralice Malachin, Stefano Naim e Armando Pitocco, psichiatri di diverse generazioni, del lascito di quell’esperienza, delle contraddizioni e delle sfide che oggi le teorie e le pratiche di salute mentale devono attraversare per non ridursi a mero controllo e rimozione del dolore mentale e della soggettività di chi lo vive. Il pomeriggio alle 15.30 nell’incontro “Malgrado il mondo: le lotte, le resistenze, le utopie possibili” saranno Miguel Benasayag, filosofo e psicoanalista e Luca Casarini, attivista diMediterranea Saving Humans a discutere di come sottrarsi all’impotenza che sembra imporci il nostro ordine del mondo, agendo seriamente (non solo in una dimensione individuale) e gioiosamente e fare a pezzi l’ordinaria rassegnazione che satura ovunque l’orizzonte. A chiudere la giornata, alle ore 18,30 “Gianfranco e l’eccetera che siamo noi” con Massimo Cirri, Stefano Cecconi Francesco Vacchiano e Daniele Giordano, un omaggio a Gianfranco Rizzetto, pilastro del Festival e di tutto quello che ha generato negli anni, che ci ha insegnato la gratitudine alla vita, la lotta alle ingiustizie, la passione per questo nostro matto eccetera che, ancora e comunque insieme a lui, non smette di accadere. venerdì 15 maggio Teatrino Groggia ore 18 Apertura della XVI edizione del Festival dei Matti L’eccetera che siamo noi Installazione su quindici anni matti. verso un Archivio del Festival ore 18.30 Visual Assembly Dialogo partecipato e creativo sul confine tra normalità e follia a cura di Leopoldo Fox-Zampiccoli ore 21 Saluti matti sabato 16 maggio Teatrino di Palazzo Grassi ore 16 Anna Toscano, la tragedia non mi calza Baby Proiezione della performance (Festival dei Matti 2019) sull’omonimo racconto di Susan Sontag tratto dalla raccolta Io, eccetera sarà presente Mattia Berto regista e direttore artistico ore 17.30 Anna, Giulia, Gianni, eccetera, eccetera… con Claudia Antonangeli, Marina Cielo, Gianni Montieri e Anna Poma ore 19 Discorso sui sogni Gianni Montieri poeta legge da Tre, poesie di Roberto Bolaño ore 21.15 La vita normale, senza eccetera Anna Poma, Alessia Mongelli incontrano Yasmina Reza scrittrice e drammaturga traduce Paolo Maria Noseda saluti di Flavio Gregori direttore di Incroci di Civiltà Incontro organizzato in collaborazione con Incroci di Civiltà – Writers in Conversation domenica 17 maggio Teatrino di Palazzo Grassi ore 11 I matti, i dazi e le rose Antonio Esposito e Valentina Ruzzi incontrano Giovanna Del Giudice, Doralice Malanchin, Stefano Naim, Armando Pitocco psichiatri intorno alla lezione di Franco Rotelli, lungo le tracce delle […]
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Più anziani, più tecnologie digitali Il mondo sta vivendo un cambiamento demografico senza precedenti, con la popolazione globale degli anziani destinata a raddoppiare entro il 2050. Parallelamente, la tecnologia digitale è diventata una componente fondamentale della comunicazione per la salute e dell’erogazione dell’assistenza sanitaria, influenzando gli esiti di salute, l’integrazione sociale e la qualità della vita degli anziani. Oggi, prenotare una visita, consultare un referto o gestire una patologia cronica passa sempre più spesso attraverso uno schermo. Eppure, per molte persone gli strumenti di salute digitale rappresentano un labirinto insidioso piuttosto che un alleato. In un mondo che corre sempre più veloce verso la digitalizzazione, come si può garantire che nessuno resti indietro, specialmente quando si parla di un diritto fondamentale quale la salute? Al centro della questione c’è il cosiddetto “digital health divide”, il divario nella capacità di accedere e utilizzare strumenti digitali per la salute. Una barriera che riguarda in particolare gli anziani, che hanno in genere meno familiarità con le tecnologie digitali e sono più esposti a difficoltà nell’interpretare le informazioni di salute. E’ proprio qui che entra in gioco il concetto fondamentale di alfabetizzazione digitale alla salute (digital health literacy – DHL) Gli anziani e la salute digitale L’alfabetizzazione alla salute (Health Literacy – HL) è generalmente definita come la capacità di ottenere, comprendere e utilizzare informazioni sulla salute per prendere decisioni informate. L’alfabetizzazione digitale alla salute (Digital health literacy – DHL) estende questo concetto agli ambienti digitali, includendo competenze come la ricerca, la valutazione e l’applicazione delle informazioni sanitarie online, nonché la navigazione di piattaforme digitali, app e servizi di telemedicina. Le ricerche mostrano che gli anziani hanno spesso livelli inferiori sia di HL che di DHL rispetto alle popolazioni più giovani, a causa di fattori come un livello di istruzione più basso, una limitata esposizione alle tecnologie digitali, il declino cognitivo e barriere culturali o linguistiche. Attenzione, però: non si può parlare di una “categoria anziani” con comportamenti uniformi. Alcuni utilizzano con sicurezza smartphone e internet, altri invece ne sono completamente esclusi. Secondo uno studio realizzato in Cina (Shao Y. et al., 2025), su un campione di over 65, si possono distinguere tre profili differenti: i diffidenti: hanno scarso accesso a Internet e temono le tecnologie digitali i moderati: sfruttano alcune funzionalità digitali ma con difficoltà gli esperti: cercano attivamente informazioni di salute sul web e usano la tecnologia digitale con sicurezza perché supportati da una rete sociale solida. Questa differenziazione aiuta a non considerare gli anziani come un gruppo monolitico e “tecnofobo” e suggerisce di progettare e adattare gli interventi a secondo delle caratteristiche dei contesti e dei bisogni specifici dei destinatari. Una revisione di letteratura (Wang et al. 2025) ha rilevato che gli anziani che utilizzano regolarmente dispositivi digitali e hanno un atteggiamento positivo verso la tecnologia mostrano livelli più elevati di DHL, mentre quelli con esperienza limitata o timore di commettere errori presentano livelli più bassi. Allo stesso modo, il supporto sociale — inclusi l’incoraggiamento familiare, i programmi di formazione e le reti comunitarie — può mediare la relazione tra accesso digitale e DHL, aumentando motivazione e fiducia. Perché è così importante Avere competenze digitali nell’ ambito della salute può fare una grande differenza. Gli anziani che sanno usare questi strumenti riescono, ad esempio, a gestire meglio malattie croniche come diabete o ipertensione. Sono più propensi a sottoporsi a screening e controlli e a partecipare a iniziative di promozione della salute. Possono monitorare i sintomi, comunicare più facilmente con i medici e seguire le terapie in modo più efficace. I benefici non sono solo fisici. L’uso di internet può ridurre la solitudine, migliorare l’umore e mantenere attiva la mente. Partecipare a gruppi online, restare in contatto con familiari e amici o accedere a contenuti educativi e ricreativi aiuta il benessere psicologico. Naturalmente, esistono anche dei rischi: dalla disinformazione online alle truffe, fino a un uso eccessivo della tecnologia. Per questo è importante accompagnare le persone in un utilizzo consapevole degli strumenti digitali. Le barriere: accesso, competenze, fiducia Perché per gli anziani è più complesso accedere e utilizzare le tecnologie digitali? Non si tratta solo di una questione anagrafica, ma di diversi fattori. Fattori sociali: il livello di istruzione e di reddito giocano un ruolo importante. Non tutti dispongono di connessioni internet adeguate o di dispositivi aggiornati, soprattutto nelle aree rurali o tra le fasce economicamente più fragili. Inoltre una mancanza di opportunità formative adeguate all’età è una variabile importante. Fattori psicologici: Molti anziani temono le tecnologie digitali per paura di essere truffati, per una mancanza di autoefficacia e quindi per paura di sbagliare . A questo si aggiungono insicurezza, paura di sbagliare e, talvolta, problemi di salute che rendono più complicato l’uso della tecnologia. Fattori legati allo stato di salute: il naturale declino della vista o cognitivo, oltre che a situazioni più complesse legate a patologie croniche possono rendere più difficile accedere alle tecnologie digitali e apprenderne i meccanismi. Le soluzioni: formazione e supporto Percorsi di formazione personalizzati, corsi a livello di comunità o programmi di tutoraggio intergenerazionale — dove giovani volontari aiutano gli anziani a usare app o piattaforme sanitarie — hanno già dato risultati positivi in vari Paesi. Per migliorare l’alfabetizzazione digitale alla salute servono dunque interventi concreti e mirati che uniscano educazione e formazione su misura, supporto sociale e accesso alle tecnologie. Ad esempio, i corsi di alfabetizzazione digitale alla salute, meglio se organizzati a livello di comunità, possono aiutare chi parte da zero a imparare a usare smartphone e internet in sicurezza. Chi ha già qualche competenza può invece approfondire l’uso di app sanitarie o dei servizi di telemedicina. Un ruolo fondamentale lo gioca il supporto umano. Iniziative che coinvolgono giovani volontari, familiari o gruppi di pari possono fare la differenza, rendendo l’apprendimento più semplice. Anche la sanità pubblica dovrebbe integrare l’educazione digitale nei percorsi di prevenzione e cura, trasformando medici e operatori sanitari in facilitatori dell’alfabetizzazione digitale. Il Piano Nazionale di Prevenzione 2020-2025 indica espressamente come MMG, e PLS, sono figure chiave per favorire l’health literacy e l’empowerment dei cittadini e per contrastare le disuguaglianze. Pertanto è necessario il loro attivo […]
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Dal 1 gennaio al 30 aprile 2026 al sistema di sorveglianza nazionale delle arbovirosi – coordinato dall’ISS – risultano: 133 casi confermati di Dengue (tutti associati a viaggi all’estero), nessun decesso; 13 casi confermati di Chikungunya (tutti associati a viaggi all’estero, nessun decesso); 3 casi di Zika virus (tutti importati, nessun decesso). Per maggiori informazioni consulta: la dashboard con gli ultimi dati la pagina dedicata alla sorveglianza nazionale e ai bollettini periodici. Per i dati sulle infezioni da West Nile e Usutu virus consulta la pagina dedicata. Leggi anche l’articolo pubblicato a maggio 2026 su Travel Medicine and Infectious Disease e dedicato a uno studio coordinato dall’ISS che ha analizzato il focolaio di Dengue che si è verificato a Cavezzo nel 2024. Leggi anche il Primo Piano ISS. fonte: https://www.epicentro.iss.it/
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Il 15 e 16 maggio la Cgil darà il via alla campagna di raccolta firme per due proposte di legge di iniziativa popolare, promosse insieme ad un vasto numero di organizzazioni e associazioni della società civile, dedicate ai temi della sanità pubblica e degli appalti. Due giornate di mobilitazione nazionale che interesseranno tutti i territori. In ciascuna delle 110 Camere del Lavoro della Cgil saranno organizzate, in forma aperta, iniziative di presentazione alla cittadinanza delle proposte legislative e sarà avviata formalmente la raccolta delle firme necessarie, con la presenza di centinaia di banchetti nelle piazze e nelle vie di ogni capoluogo di provincia. Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, sarà venerdì 15 maggio a Genova per partecipare ad un’assemblea pubblica e sabato 16 maggio a Roma, dove prenderà parte ai vari presìdi organizzati per la raccolta firme. Tutta la Cgil sarà impegnata nelle iniziative in programma nelle tante città italiane. Le due proposte di legge riguardano, da un lato, la sanità e il diritto effettivo alla tutela della salute, con l’obiettivo di difendere e rafforzare il Servizio sanitario nazionale e valorizzare il lavoro nel settore. Dall’altro, il tema del lavoro negli appalti, per garantire lo stesso salario, le stesse tutele e gli stessi diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti del committente, oltre a maggiori condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. La campagna sarà promossa con gli slogan: “Io firmo per il diritto alla salute” e “Io firmo per stesso lavoro, stesso contratto”, e dal 15 maggio sarà possibile sottoscrivere le due proposte di legge anche online accedendo al sito del Ministero della Giustizia. fonte: https://www.cgil.it/ufficio-stampa/cgil-15-e-16-maggio-al-via-la-raccolta-firme-per-le-proposte-di-legge-su-sanita-e-appalti-nt916cn3
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Novità editoriale. ACCOMPAGNARE L’ESISTENZA. Analisi e riflessioni per ripensare i serviz Il nuovo libro del Gruppo Solidarietà (a cura di), ACCOMPAGNARE L’ESISTENZA. Analisi e riflessioni per ripensare i servizi, 2026, p. 88, Euro 13.00. Puoi leggere l’introduzione. A partire dalle analisi sviluppate nel volume RIPENSARE I SERVIZI. Personalizzare gli interventi (2022), questo Quaderno raccoglie contributi che rilanciano la necessità di trasformare gli attuali modelli di intervento. L’obiettivo è spostare l’asse da servizi predefiniti e standardizzati a sostegni progettati a partire dalle esigenze e desideri e delle persone. Il presupposto è la personalizzazione degli interventi. I contributi intrecciano analisi e riflessioni che riguardano sia il versante politico/istituzionale che quello professionale. Aspetti che sono interdipendenti. Perché se è vero che senza investimento finanziario alcuni interventi non si realizzano è altrettanto vero che molte cose alle condizioni date si possono realizzare se solo cambiano approcci e modelli del nostro sistema dei servizi. Così come, le migliori riforme se non trovano territori attrezzati possono cambiare nome alle azioni, ma non il contenuto. Contributi di: Marco Espa, Letizia Espanoli, Luca Fazzi, Carlo Giacobini, Fausto Giancaterina, Andrea Pancaldi, Maria Turati. QUI tutte le altre pubblicazioni del Gruppo Solidarietà. Informazioni e ordini: Gruppo Solidarietà, Via Fornace 23, 60030 Moie di Maiolati (AN). Tel. 0731.703327, e-mail: centrodoc@grusol.it, www.grusol.it. Bonifico bancario, Banca Popolare Etica: IBAN IT90 V050 1802 6000 0002 0000 359 (specificare nella causale). OFFERTA. Per ordini pari o superiori alle 5 copie: 11,50 euro; Per ordini superiori a 10 copie: 10,50 euro. Vanno aggiunte le spese di spedizione. f0nte: https://www.grusol.it/apriInformazioniN.asp?id=10150
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Il nostro Centro di Documentazione (ndr DORS) dedica da sempre competenze e risorse alla traduzione in italiano di documenti pubblicati da enti internazionali e mette a disposizione risorse per rispondere a obiettivi specifici dei Programmi del Piano di Prevenzione rivolte al contrasto delle disuguaglianze e all’equità che ne è un obiettivo trasversale. Le persistenti disuguaglianze in materia di salute e istruzione stanno tenendo in una posizione di svantaggio molti bambini e giovani ma le scuole, pur non potendo colmare da sole questi divari, possono svolgere un ruolo fondamentale nella soluzione. La traduzione in italiano del nuovo documento programmatico del progetto Schools4Health, dal titolo “Health Promoting Schools as a lever for equity in education”, esplora come l’approccio delle Scuole che Promuovono Salute (SPS) possa contribuire ad affrontare le disparità esistenti e a costruire sistemi educativi più solidi ed equi integrando salute, equità e inclusione in ogni aspetto della vita scolastica. I destinatari di questo documento sono prioritariamente i dirigenti scolastici, che possono rendere le loro scuole Scuole che Promuovono Salute, ma anche tutti i portatori di interesse della comunità educante, che possano sostenere l’intrsettorialità necessaria a contrastare le disuguaglianze. Il progetto Schools4Health Il documento originale è stato elaborato da EuroHealthNet, in collaborazione con il partenariato del progetto Schools4Health, finanziato dall’Unione Europea, che coinvolge 16 scuole in tutta l’UE, con particolare attenzione ai contesti scolastici nelle aree svantaggiate. Il progetto mira a trasformare ogni scuola in una scuola che promuove salute, dando priorità alla salute di tutti i membri della comunità scolastica. Si impegna, inoltre, a introdurre, rafforzare e sostenere l’adozione di un approccio globale alla scuola per la salute e il benessere. Per approfondire visita il sito schools4health.eu Traduzione italiana del Policy brief Policy brief in lingua inglese fonte: DORS autrice Elena Barbera
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Questo articolo descrive i livelli raccomandati dell’attività fisica e come sono formulati. Cita le fonti per consultarli, sintetizza tre recenti studi di letteratura che portano delle novità sulla relazione tra livelli raccomandati e benefici per la salute e il ben-essere. Rimanda a risorse – incluse quelle prodotte da Dors – sul tema dell’advocacy e della comunicazione per l’attività fisica. È una guida da consultare rivolta: • – ai decisori politici e tecnici, ai funzionari, agli operatori chiamati a scrivere i piani di prevenzione regionali e locali e a definire programmi di promozione dell’attività fisica, della salute e del ben-essere • – ai professionisti della salute, dello sport, dell’istruzione perché si relazionano con persone di età diverse e situazioni di vita differenti incoraggiandoli verso comportamenti attivi quotidiani • – a coloro che si occupano di ambiente, pianificazione urbanistica e trasporti, che strutturano piani e progetti attenti alla mobilità attiva e sostenibile • – agli esperti di comunicazione che definiscono i messaggi e i canali di campagne di comunicazione per accrescere consapevolezza e conoscenza sui molteplici benefici dell’attività fisica per praticarla con costanza e sostituire comportamenti sedentari. Cosa sono i livelli raccomandati di attività fisica? I livelli raccomandati di attività fisica indicano i minuti di attività fisica da svolgere al giorno o alla settimana. Sono raccomandate attività di tipo aerobico con intensità moderata e vigorosa. Queste riducono, in particolare, il rischio di mortalità da malattie cardiovascolari, l’incidenza di diabete di tipo 2 e di alcune forme di cancro. Mitigano l’ansia e la depressione, migliorano i ritmi sonno-veglia a la salute neurologica. I livelli raccomandati di attività fisica attualmente variano per fascia d’età, quadro fisiologico, cognitivo, motorio e clinico. Come sono formulati? I primi livelli raccomandati di attività fisica sono stati formulati a partire da studi che registravano i dati auto-riferiti da maschi atleti e studenti di medicina: si monitorava l’impatto sulla loro salute. Dal 1980 sono stati realizzati studi di popolazione, con durata di anni, e hanno incluso donne e anziani. Oggi la ricerca in questo ambito può raccogliere dati molto più accurati e oggettivi sulla relazione tra attività fisica e salute facendo indossare dispositivi alle persone coinvolte negli studi. Questi strumenti permettono inoltre di studiare sia gli effetti sulla salute di slot di attività fisica vigorosa inferiori ai 10 minuti svolti nella quotidianità sia di quantificare l’inattività fisica. Quali sono le fonti per conoscere i livelli raccomandati di attività fisica? Le fonti OMS Le fonti di riferimento sono le raccomandazioni pubblicate dall’Organizzazione mondiale per la salute (OMS), nell’ambito del Piano Globale per l’attività fisica 2018-2030. 2020 – WHO guidelines on physical activity and sedentary behaviour. Geneva: World Health Organization; 2020. Licence: CC BY-NC-SA 3.0 IGO. Queste raccomandazioni aggiornano e sostituiscono le linee guida del 2010, collocano l’attività fisica in una dimensione olistica di salute e di ben-essere e, per la prima volta, indicano anche come ridurre i comportamenti sedentari. 2019 – Guidelines on physical activity, sedentary behaviour and sleep for children under 5 years of age. Geneva: World Health Organization; 2019. Licence: CC BY-NC-SA 3.0 IGO Queste raccomandazioni sono rivolte alla fascia 0-5 anni e considerano – nell’arco temporale giornaliero (24 ore) – come conciliare movimento e adeguate ore di sonno nei primi anni di vita. Su queste linee guida è disponibile un approfondimento in italiano: Barbara De Mei, Paola Nardone, Enrica Pizzi e Angela Spinelli (Iss). Bambini sotto i 5 anni: cosa è meglio fare o evitare – Epicentro.it, 2019 Altre fonti internazionali di rilievo 2019 – il Canada è stato pioniere nell’integrare i livelli raccomandati di attività fisica con limiti al tempo sedentario – massimo 8 ore, di cui non più di 3 davanti a uno schermo – e con raccomandazioni su un sonno di qualità (7-9 ore). Le raccomandazioni canadesi, 24-Hour Movement Guidelines, sono definite per fascia d’età e sono disponibili anche in lingua italiana. 2019, con aggiornamenti al 2026 – l’Australia sta definendo i suoi livelli raccomandati di attività fisica per fasce d’età ispirandosi al modello canadese. Collection of evidence to inform Australia’s 24-hour movement guidelines | Australian Government Department of Health, Disability and Ageing Le linee di indirizzo italiane 2024 – Linee di indirizzo sull’attività fisica. Revisione delle raccomandazioni per le persone con diabete mellito e per le persone sottoposte a trapianto e nuove raccomandazioni per le persone con patologie muscolo-scheletriche. Questa recente revisione nuove raccomandazioni per promuovere e incentivare l’attività fisica per le persone con malattie muscolo-scheletriche, in considerazione dell’impatto di questo gruppo eterogeneo di patologie sulla salute anche a causa dell’invecchiamento della popolazione e aggiornano le raccomandazioni per le persone con diabete mellito, anche al fine di fornire indicazioni sul diabete di tipo 1 e per le persone trapiantate. 2021 – Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione. Edizione 2021, Ministero della Salute. Questa edizione aggiorna il documento pubblicato a marzo del 2019 con accordo Stato-Regioni. Sono entrambi lavori curati da un tavolo di esperti multidisciplinari che hanno tenuto conto delle raccomandazioni Oms, 2020 e hanno riservato un’attenzione particolare al trasferimento delle linee di indirizzo nelle azioni di promozione dell’attività fisica nei contesti di vita, per fascia d’età e per le persone con malattie cardio-vascolari, oncologiche, respiratorie e psichiatriche. Quanta attività fisica serve davvero per guadagnare salute? Le raccomandazioni citate riportano che una persona adulta (18-64 anni), con un quadro motorio, clinico e cognitivo nel complesso salutare, deve praticare almeno 150 minuti a settimana di attività fisica aerobica a intensità moderata oppure 75 minuti a elevata intensità o combinazioni equivalenti di entrambe. Se riesce ad aggiungere almeno 2 volte a settimana esercizi specifici per rinforzare i muscoli, si assicura un futuro con più salute. Per fare un esempio pratico: 150 minuti possono tradursi in 30 minuti a giorno di passeggiata veloce dopo pranzo. È un obiettivo spesso percepito come difficile da raggiungere e i dati lo dimostrano: circa il 31% della popolazione mondiale non riesce a intraprendere e a consolidare questo cambiamento nella propria vita. Le motivazioni sono tante e non sono legate alla determinazione individuale quanto alla gestione del tempo di vita e di lavoro, agli impegni quotidiani, alle policy degli ambienti di lavoro, degli istituti […]
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“Assistenza territoriale, medicina generale e Case della Comunità: aperture importanti del Ministro Schillaci che con proposta di dipendenza e scuola di specializzazione per i medici di medicina generale va nella direzione da noi sempre auspicata, ma servono garanzie su risorse, tutele e standard nazionali”. Così Fp Cgil in riferimento alla proposta di legge delega sulla riforma delle cure primarie proposta in bozza dal Ministro della Salute Orazio Schillaci. “Il decreto apre finalmente a temi non più rinviabili: dal progetto di istituire una scuola di specializzazione universitaria per la medicina generale, al progressivo superamento della remunerazione fondata prevalentemente sulla quota capitaria, in favore di una componente fissa oraria, integrata per obiettivi. Su questo punto, tuttavia – osserva Fp Cgil – occorre massima attenzione: gli obiettivi devono essere clinicamente fondati, misurabili e orientati alla qualità della cura, non al semplice contenimento della spesa”. “Uno spiraglio di apertura importante, che va nella direzione da noi auspicata da anni, è certamente quello del possibile passaggio al ruolo della Dirigenza anche per i medici di medicina generale. Una prospettiva che, se correttamente attuata, potrebbe garantire maggiori tutele professionali: maternità, congedi parentali, malattia, infortunio, ferie retribuite, coperture previdenziali. Siamo favorevoli anche ad un passaggio intermedio – si legge nella nota di Fp Cgil – che nella giusta direzione preveda un doppio binario tra i professionisti che sceglieranno di continuare a lavorare in convenzione e quelli che nelle case di comunità devono essere inquadrati come Dirigenti, ma restiamo contrari agli ibridi previsti dal ruolo unico dell’attuale ACN, che in realtà non fa che appesantire di nuovi oneri i già sovraccaricati medici di medicina generale”. “La direzione verso modelli multiprofessionali rappresenta un passaggio indispensabile per superare un modello frammentato e costruire una sanità territoriale realmente prossima ai bisogni delle persone”. Secondo Fp Cgil permangono, però, “criticità significative: le Case della Comunità risultano insufficienti a garantire una capillarità effettiva del servizio. Preoccupa l’assenza di coperture finanziarie adeguate. Rimane aperto il nodo delle diseguaglianze regionali. Particolare attenzione merita l’ipotesi di futuri interventi sull’accreditamento di soggetti erogatori privati nell’assistenza primaria territoriale: una scelta di questo tipo aprirebbe a un ulteriore inaccettabile canale di privatizzazione, indebolendo il ruolo del servizio pubblico”. Fp Cgil, infine, contesta “la limitazione dell’accesso al nuovo regime contrattuale solo per chi possiede ulteriori specializzazioni. È necessario definire da subito criteri chiari di equiparazione del percorso formativo della medicina generale alle specialità”. FONTE: https://www.fpcgil.it/2026/04/30/sanita-fp-cgil-bene-schillaci-su-mmg-ma-servono-risorse-e-tutele/
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Forum Droghe presenta il progetto “Adolescenti e droghe. Informatə, consapevoli, sicurə”, un modello di educazione per adolescenti basato su ascolto, evidenze e riduzione del danno. Martedì 12 maggio 2026, dalle 16.00 alle 18.00, Forum Droghe promuove il webinar introduttivo “Adolescenti e droghe. Informatə, consapevoli, sicurə”, primo appuntamento di presentazione di un percorso formativo dedicato a chi lavora con gli adolescenti e sente l’urgenza di cambiare sguardo sull’educazione alle droghe, sostenuto dall’Otto per mille della Chiesa Valdese. Per troppo tempo la prevenzione rivolta ai più giovani è rimasta prigioniera di un’alternativa sterile: silenzio, allarme, paura. Da una parte l’idea che basti dire “no” per evitare i consumi; dall’altra campagne fondate su messaggi terroristici, semplificazioni e rappresentazioni lontane dall’esperienza reale di ragazze e ragazzi. Il risultato, spesso, è stato quello di rendere meno credibile la parola adulta proprio quando sarebbe più necessario costruire fiducia, ascolto e strumenti di comprensione. L’impegno di Forum Droghe nasce da un’altra prospettiva. Per essere più sicuri, i giovani hanno bisogno di un’educazione sulle droghe accurata, onesta e capace di porsi in ascolto. Il percorso non minimizza i rischi, ma non li usa nemmeno come minaccia. Parte da un principio di realtà: il comportamento più sicuro per gli adolescenti è evitare l’uso di droghe, compresi alcol, sigarette e farmaci assunti fuori dalle indicazioni mediche; allo stesso tempo, alcuni giovani entreranno comunque in contatto con le sostanze, o avranno amici e familiari che lo fanno. In questi casi, educare significa offrire strumenti per ridurre i rischi, riconoscere le situazioni problematiche, chiedere aiuto e prendersi cura di sé e degli altri. Il modello Safety First: Real Drug Education for Teens è stato sviluppato negli Stati Uniti dalla Drug Policy Alliance come primo curriculum educativo basato sulla riduzione del danno rivolto agli studenti delle scuole superiori. Le sue radici affondano nella critica all’approccio dello “scared straight”, il modello terroristico che ha dominato a lungo la prevenzione statunitense, sintetizzato dallo slogan “Just say no”. A delinearne le basi teoriche e pedagogiche furono, già dai primi anni Duemila, Rodney Skager e Marsha Rosenbaum, il cui contributo è stato introdotto in Italia da Forum Droghe con il Quaderno di Fuoriluogo Oltre la tolleranza zero. Droghe e prevenzione nelle scuole, curato da Grazia Zuffa nel 2005. Forum Droghe lavora da allora a una drug education laica, fondata sulle evidenze e sulla riduzione del danno. Nel 2023, di fronte al crescente divario tra i comportamenti giovanili e gli approcci educativi prevalenti, ha deciso di tradurre e adattare al contesto italiano la versione aggiornata del percorso Safety First. La proposta derivata dal corso Safety First e adattata al contesto italiano “Adolescenti e droghe. Informatə, consapevoli, sicurə”, è pensata per sostenere insegnanti, educatori ed educatrici nella costruzione di percorsi formativi capaci di coinvolgere davvero gli adolescenti. Il corso completo prevede 15 incontri di 45-50 minuti ciascuno, con interventi dell’insegnante o dell’educatore, esercizi interattivi, lavori di gruppo e strumenti per valutare le informazioni. Ogni incontro ha però una sua coerenza e può essere adattato ai diversi contesti scolastici ed educativi. I temi affrontati vanno dalla domanda apparentemente semplice “che cos’è una droga?” all’introduzione alla riduzione del danno; dagli effetti delle sostanze sul corpo e sul cervello agli approfondimenti su cannabis, alcol, stimolanti, oppioidi, psichedelici, vaporizzazione e sigarette elettroniche. Il percorso affronta anche salute mentale, tolleranza zero, politiche sulle droghe e advocacy, aiutando studenti e studentesse a sviluppare pensiero critico, capacità decisionali e strategie personali e sociali per limitare rischi e danni. Il webinar del 12 maggio organizzato in collaborazione con il CNCA presenterà le premesse, l’approccio e il modulo formativo. A coordinare l’incontro sarà Hassan Bassi di Forum Droghe. Dopo l’apertura di Stefano Vecchio per Forum Droghe e Caterina Pozzi per CNCA, interverranno per presentare il corso Susanna Ronconi di Forum Droghe e per inquadrare il contesto Ivan Severi dell’ISIA di Faenza e dell’Università della Strada del Gruppo Abele. Seguiranno poi gli interventi di Luca Censi (Forum Droghe) Dinah McMillan di Youth Rise, Stefano Bertoletti e ancora Susanna Ronconi. L’incontro si concluderà con uno spazio di domande e risposte e con la presentazione dei successivi appuntamenti. Il webinar introduttivo sarà infatti seguito da due incontri di approfondimento interattivo, il 27 maggio e il 3 giugno, pensati per entrare più nel merito del percorso e dei suoi possibili usi nei contesti educativi. L’iscrizione è possibile tramite la registrazione gratuita a questo link, che consente di ricevere il collegamento per partecipare al webinar. I materiali del corso, riveduti e aggiornati, saranno di nuovo disponibili a partire dal 12 maggio. Scarica i documenti Safety-first Presentazione IT def Adolescenti e Droghe, la presentazione del percorso safety first fonte: https://www.fuoriluogo.it/formazione/adolescenti-e-droghe/droghe-educare-senza-paura/
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È disponibile sul sito dell’Osservatorio nazionale screening (ONS) il “Rapporto ONS 2024”, sia in versione dinamica nelle pagine del sito dedicate sia in versione scaricabile. Dati e commenti mostrano l’andamento dei tre programmi di screening oncologici (mammografico, cervicale e colorettale) fra il 2020 e il 2024. Mentre a luglio 2025 sono stati pubblicati i dati di copertura da inviti e da esami (indicatore NSG p15C a, b, c) e il tasso di partecipazione ai tre programmi di screening, nell’ultima edizione del Rapporto, pubblicata ad aprile 2026, si riportano dati di dettaglio relativi alla estensione e alla partecipazione e tutti gli indicatori di performance, stratificati per macroarea. Per lo screening cervicale è anche disponibile un’indagine sulla genotipizzazione parziale dell’Hpv. Come ogni anno, concorre alla pubblicazione anche l’aggiornamento dei dati della sorveglianza PASSI. I dati presentati si riferiscono alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni nello screening mammografico, donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni per il tumore del collo dell’utero e donne e uomini di età compresa tra i 50 e i 69 anni per lo screening del colon-retto. Considerato che alcune Regioni hanno esteso lo screening mammografico dai 45 ai 74 anni e quello colorettale fino ai 74 anni, vengono anche presentati alcuni approfondimenti per queste specifiche fasce di età. Dal rapporto emerge che complessivamente l’andamento delle attività è in miglioramento o in condizioni di stabilità per tutte e tre le campagne di screening con la tendenza a una progressione positiva in particolare per le regioni meridionali, seppure il gradiente Nord-Sud osservabile per molti indicatori rappresenta ancora la criticità maggiore. Per approfondire visita le pagine dedicate sul sito dell’ONS.
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