Lo scorso 17 settembre la Commissione europea ha formalizzato l’EU Kids Act, una proposta legislativa per governare nel tempo e nei modi l’utilizzo dei social da parte delle persone più giovani. Nel frattempo l’Associazione culturale pediatri e la Società italiana di pediatria propongono un foglio di istruzioni per l’uso per qualsiasi device. Uno strumento rivolto alla comunità educante, tutta, perché nessuna tecnologia può sostituire un adulto informato e presente. Come in ogni confezione di un farmaco troviamo un foglio che spiega come utilizzarlo, quali effetti indesiderati può provocare e quali precauzioni adottare, allo stesso modo, nella confezione di uno smartphone, di un tablet o di un computer dovrebbe esserci un foglio semplice e comprensibile che spieghi: a quale età utilizzarlo, per quanto tempo, con quali modalità, quali precauzioni adottare e quali possono essere le conseguenze di un uso eccessivo o non appropriato. Esattamente come un farmaco può essere prezioso se utilizzato nella dose e nel modo corretto, ma può diventare dannoso se usato male, anche un device deve essere gestito, accompagnato e utilizzato con consapevolezza. Non semplicemente consegnato Il bugiardino digitale potrebbe diventare uno strumento concreto per aiutare le famiglie a fare proprio questo. E allora il nostro appello è rivolto non soltanto a Meta, ma anche a tutte le aziende che producono e vendono device digitali: inserire il bugiardino digitale nelle confezioni dei device e accompagnarlo con una comunicazione ampia, chiara e continua. Ma il nostro appello è rivolto anche ai pediatri, agli insegnanti, agli allenatori, agli educatori, ai parroci e a tutta la comunità educante: leggiamolo insieme alle famiglie, spieghiamolo e aiutiamole a trasformare quelle indicazioni in comportamenti quotidiani. Il bugiardino digitale, proprio come quello che tutti noi conosciamo e consultiamo prima di somministrare un farmaco a nostro figlio, potrebbe essere una soluzione semplice, concreta e utile. Perché la tecnologia non va demonizzata, ma uno strumento potente richiede conoscenza, consapevolezza e responsabilità. Una multa può chiudere un processo. Un divieto può limitare un comportamento. Un algoritmo può essere modificato. Ma nessuna tecnologia potrà mai sostituire completamente un adulto informato, consapevole e presente. Senza demonizzare la tecnologia, insegniamo a utilizzarla bene. Perché proteggere i nostri ragazzi non significa semplicemente tenerli lontani dagli schermi. Significa insegnare loro a vivere anche dentro il mondo digitale senza esserne dominati. Scarica il pdf. fonte: https://www.scienzainrete.it/articolo/bugiardino-digitale/paolo-siani/2026-09-23 articolo di Paolo Siani È pediatra e direttore della struttura complessa di pediatria delle malattie croniche e multifattoriali nonché del dipartimento malattie rare e telemedicina AORN Santobono Pausilipon a Napoli. È stato parlamentare nella18° legislatura e vice presidente della Commissione parlamentare infanzia e adolescenza. È stato anche presidente nazionale dell’associazione culturale pediatri e fa parte del Tavolo infanzia del Comune di Napoli.
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Questa Call raccoglie contributi di diversa natura – esperienze sul campo, progetti di ricerca, percorsi formativi, proposte di policy – che abbiano promosso un ripensamento della salute e delle cure primarie nei territori, alla luce delle trasformazioni sociali, dei mutamenti dei contesti locali e dell’evoluzione del quadro normativo. I contributi dovranno essere coerenti con i principi della primary health care così come declinati nel Libro Azzurro per la riforma delle cure primarie in Italia (consultabile qui: https://sites.google.com/view/il-libroazzurrodella-phc/home), e quindi orientati a rafforzare l’equità, l’accessibilità, l’integrazione tra settori e servizi e la risposta ai bisogni delle persone assistite e dei professionisti/e che se ne prendono cura. Sono benvenuti contributi relativi a esperienze e progetti in corso o già conclusi. I contributi potranno riguardare, a titolo esemplificativo e non esaustivo: territorializzazione delle cure partecipazione della comunità e sviluppo di comunità in salute lavoro in équipe interprofessionale e intersettoriale formazione e ricerca in cure primarie governance territoriale e politiche adattive domiciliarità, cure intermedie e continuità assistenziale Casa della Comunità innovazione organizzativa dei servizi territoriali equità in salute e contrasto alle disuguaglianze CONFLITTO DI INTERESSI Non sono ammessi lavori finanziati o sponsorizzati da organizzazioni/aziende/industrie dannose per la salute, o affiliati ad esse. In particolare si intendono organizzazioni/aziende/industrie che fabbricano, producono, trasformano, distribuiscono, importano, vendono e/o commercializzano prodotti o servizi (comprese le aziende che ricavano entrate significative dalla produzione, dalla vendita o dalla commercializzazione di tali prodotti o servizi) che potrebbero essere considerati dannosi per la salute fisica o mentale. L’abstract dovrà avere una lunghezza massima di 2.500 caratteri, spazi inclusi, e si suggerisce di strutturarlo nelle seguenti sezioni: contesto, obiettivi o domande di ricerca professionisti coinvolti e contesto di riferimento metodi risultati, se disponibili implicazioni e impatto attesi o rilevati FORMATO DELL’ABSTRACT L’abstract dovrà essere inviato attraverso il seguente modulo https://forms.gle/hqKF2Zayy3mBoJVK8 entro il 24/07/2026 I contributi saranno valutati da un comitato scientifico sulla base dei seguenti criteri: pertinenza rispetto ai temi delle cure primarie e ai principi della PHC originalità e innovatività dell’approccio rilevanza per la pratica clinica e assistenziale, l’organizzazione dei servizi o gli esiti di salute coerenza metodologica tra obiettivi, metodi e risultati Tempi e modalità di presentazione dell’esperienza saranno comunicati a partire dal 14/09/2026. I contributi selezionati saranno presentati durante il Festival delle cure primarie che si terrà il dal 9 all’11 ottobre 2026 a Roma, promosso dalla Campagna Primary Health Care Now or Never, dall’Accademia Italiana Cure Primarie e dal Movimento Giotto. Il Festival nasce come spazio di incontro, scambio e produzione collettiva di conoscenze sulle cure primarie in Italia: un’occasione per connettere professioniste/i, ricercatrici/ori, operatrici/ori sociali e sanitari, comunità e istituzioni, e per immaginare insieme il futuro delle cure primarie. Per maggiori info: festival-cure-primarie@googlegroups.com Call for experience Festival delle cure primarie fonte: https://www.saluteinternazionale.info/2026/07/festival-delle-cure-primarie-roma-9-11-ottobre-2026/
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Continua con il tema della nutrizione la campagna di comunicazione “The Saboteurs” lanciata dalla Joint action (JA) PreventNCD, l’iniziativa europea per il contrasto alle malattie non trasmissibili. Concepita intorno al messaggio chiave di quanto il contesto di vita influisca sulla nostra salute e di come piccole azioni quotidiane inserite in ambienti di vita che siano favorevoli alla salute possano aiutarci a vivere meglio e più a lungo, la campagna “The Saboteurs”, attraverso strumenti digitali tra cui un video animato, intende mostrare come tutti gli elementi del mondo intorno a noi agiscano da “sabotatori”, ostacolando silenziosamente le scelte salutari. La campagna di comunicazione in questa occasione si concentra sull’importanza di creare ambienti alimentari più sani per aiutare a prevenire malattie cardiovascolari, tumori e altre malattie non trasmissibili. La prevenzione, infatti, può dare migliori risultati quando compiere scelte salutari è più semplice, più equo e più accessibile. Leggi il Primo Piano dell’ISS guarda su YouTube il video “The Saboteurs”. fonte: EpiCentro ISS
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A Perugia il 9 e 10 ottobre l’Assemblea delle città per la pace, a 40 anni dalla nascita del Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani. leggi tutto su perlapace
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La Costituzione indica una strada precisa: un Paese fondato sul lavoro, sulla giustizia sociale, sull’uguaglianza, sulla pace. Questa strada è ancora la nostra Via Maestra. Oggi, però, l’Italia va nella direzione opposta. 📉 IL LAVORO È PIÙ POVERO E PRECARIO I salari sono troppo bassi, la ricchezza si concentra e le disuguaglianze crescono, troppe persone lavorano ma non riescono ad arrivare a fine mese. Non si investe sulla sicurezza e crescono infortuni e morti sul lavoro, una drammatica spirale che va fermata. Per migliaia di giovani l’unica possibilità di costruirsi un futuro è emigrare. 🏥 LA SANITÀ E LA SCUOLA PUBBLICHE SONO SEMPRE PIÙ IN DIFFICOLTÀ Si taglia il pubblico a vantaggio del privato, le liste d’attesa si allungano, curarsi è sempre più costoso, manca personale, non si investe sulla non autosufficienza. Anche nell’istruzione si continuano a ridurre le risorse, mentre aumentano i divari sociali e territoriali. 🏭 IL SISTEMA PRODUTTIVO PERDE PEZZI Crisi industriali, delocalizzazioni e mancanza di investimenti mettono a rischio posti di lavoro e interi territori. La transizione ecologica, urgente per contrastare la crisi climatica in atto, viene rallentata invece di essere trasformata in un’occasione per creare buona occupazione, innovazione e sviluppo. 🌍 L’EMERGENZA CLIMATICA È DRAMMATICA L’aumento delle temperature e la crisi energetica generata dalle guerre e dai conflitti geopolitici richiedono con urgenza politiche per la giusta transizione fondate non sul nucleare, già bocciato per due volte dalle cittadine e dai cittadini italiani, sulla difesa del territorio, sulle fonti rinnovabili, sul risparmio energetico, le uniche misure in grado di abbattere strutturalmente il costo delle bollette, rinnovare il nostro sistema industriale, tutelare il lavoro. 💸 IL COSTO DELLA VITA È INSOSTENIBILE Carrello della spesa, casa, energia e trasporti assorbono gran parte dei salari e delle pensioni. Crescono le persone in condizione di povertà ed esclusione. Il sistema fiscale continua a pesare soprattutto sui redditi fissi, mentre grandi ricchezze, rendite ed extraprofitti esplodono e vengono tassati meno di stipendi e pensioni. 🕊️ SI TAGLIANO SALARI, SANITÀ, SCUOLA, PREVIDENZA E SERVIZI PUBBLICI PER INVESTIRE DECINE DI MILIARDI NEL RIARMO Portare la spesa militare verso il 5% del Pil significa sottrarre enormi risorse alle vere priorità dei cittadini. Noi chiediamo un’altra sicurezza: quella di un lavoro sicuro, di una casa, di un’istruzione di qualità, del diritto alla salute e di un’economia di pace. Una sicurezza che si garantisce con accoglienza e integrazione, non alzando muri. ✊ LA DEMOCRAZIA VA DIFESA La libertà di informazione va garantita e il diritto di manifestare, protestare e dissentire non può essere considerato un problema di ordine pubblico. I decreti sicurezza restringono gli spazi del dissenso; l’Autonomia differenziata spacca l’Italia; la controriforma elettorale aggrava la crisi di rappresentanza, compromette gli equilibri istituzionali e concentra tutto il potere nelle mani di un governo di minoranza nel Paese. NOI SCEGLIAMO UN’ALTRA STRADA LA STRADA DELLA COSTITUZIONE IL 17 OTTOBRE SCENDIAMO IN PIAZZA PER: PIÙ SALARI, MENO PRECARIETÀ Aumentare stipendi e pensioni, cancellare i contratti precari, contrastare il lavoro povero e il divario retributivo tra donne e uomini. UN FISCO DAVVERO GIUSTO Combattere l’evasione; ridurre il carico scale su salari e pensioni; tassare extraprofitti, rendite e grandi ricchezze; garantire la progressività scale: chi ha di più deve contribuire di più. SANITÀ E ISTRUZIONE PUBBLICHE PER TUTTE E TUTTI Portare il finanziamento della sanità pubblica al 7,5% del Pil e quello per l’istruzione al 5%. Assumere personale, ridurre le liste d’attesa, garantire servizi pubblici di qualità in ogni parte del Paese. LAVORO E AMBIENTE, INSIEME Investire in una vera politica industriale e guidare la transizione ecologica creando buona occupazione. Industria, energia, mobilità, agricoltura e tutela del territorio devono essere parte dello stesso progetto. PACE, NON RIARMO No all’aumento della spesa militare. Sì alla diplomazia, alla cooperazione, al disarmo e a una politica di pace. LIBERTÀ DI DISSENSO Difendere il diritto di manifestare democraticamente, garantire gli spazi sociali, abrogare le norme dei decreti sicurezza che limitano gli spazi di libertà e partecipazione. DIFENDERE E ATTUARE LA COSTITUZIONE Difendere l’equilibrio tra i poteri, l’uguaglianza dei diritti, l’unità del Paese; promuovere la rappresentanza e la partecipazione democratica. IL FUTURO È UNA SCELTA La vittoria al referendum sulla giustizia ha dimostrato che, insieme, possiamo fare la differenza. Oltre cento associazioni già aderiscono alla Via Maestra. Unisciti a noi. LAVORO • PACE • AMBIENTE • WELFARE • COSTITUZIONE 17 OTTOBRE • ROMA MANIFESTAZIONE NAZIONALE 📍 Concentramento: Piazza della Repubblica ore 13.30 🚩 Corteo fino a Piazza del Popolo 🕔 Conclusione prevista intorno alle ore 17.00 La Via Maestra 17 ottobre 2026 – Volantino A4 – Pdf fonte: https://www.cgil.it/campagne-e-iniziative/lavoro-pace-ambiente-welfare-costituzione-insieme-sulla-via-maestra-17-ottobre-manifestazione-nazionale-a-roma-bq830bx0
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LA RIVISTA E&P 2026, 50 (3) maggio-giugno … Il numero ospita contributi di rilievo sulla violenza contro le donne a partire da un dato che dovrebbe far riflettere: solo l’1% delle donne che subisce violenza da partner intimo entra in contatto con il sistema sanitario. Nell’editoriale di Benedetta Armocida et al. si introduce il concetto di recognition gap, la distanza fra il numero di donne che subisce violenza da partner intimo e quelle raggiunte dai servizi: un divario che, sulla base di un recente studio di Lancet Global Health, appare drammaticamente ampio. Le autrici sottolineano che questo indicatore va letto come misura di performance del sistema pubblico, la cui riduzione richiede standardizzazione dei dati, interoperabilità dei flussi informativi e, soprattutto, una strategia di prevenzione primaria che agisca sui determinanti strutturali del fenomeno. Il commentary di Antonella Camposeragna arricchisce la discussione con i dati Istat sui centri antiviolenza, ricordando che la violenza psicologica – la più diffusa – resta anche la meno riconosciuta e che il recognition gap è anche un problema di integrazione fra i diversi nodi della rete assistenziale …leggi tutto
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Entrato in vigore il nuovo tariffario sanitario. Cresce l’esborso dello Stato verso le strutture non pubbliche. Barbaresi, Cgil: “Una spesa in più per i cittadini” La notizia è che il governo prende in giro i cittadini e le cittadine. Mentre afferma di essere l’esecutivo che abbassa le tasse, vedi la sospensione per un anno del bollo auto per le utilitarie, in realtà le incrementa. Come? Aumentando i ticket sanitari su ben 700 prestazioni. “Una spesa in più che graverà sui cittadini che già pagano di tasca propria oltre 46 miliardi di euro all’anno per visite ed esami”, commenta Daniela Barbaresi, segretaria nazionale della Cgil. Che aggiunge: “Ovviamente per chi può permetterselo, mentre un decimo della popolazione, che non può pagare, rinuncia a curarsi: un’ingiustizia intollerabile”. La legge del 1978 che istituì il Servizio sanitario nazionale si fonda su alcuni pilastri, uno di questi è l’universalità e la gratuità del Servizio. Ormai questo principio non è più rispettato. I ticket, le lunghe liste di attesa, la difficoltà di accedere nei tempi giusti alle prestazioni, fanno sì che universalità e gratuità siano un’aspirazione, un desiderio, forse una buona intenzione, ma certo non una realtà. E a dirlo sono i numeri ufficiali, questi ancora non contestati da Meloni, ma non è detta l’ultima parola. Facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire le ragioni di questo aumento. L’origine è la richiesta degli ambulatori e studi privati di aggiornare il tariffario delle prestazioni ritenendo che i rimborsi che arrivano dallo Stato fossero insufficienti. Risultato: il tariffario è stato aggiornato e non solo il Ssn pagherà di più le prestazioni erogate dai privati in convenzione, ma anche gli utenti dovranno – appunto – pagare ticket maggiorati. Lunga vita ai privati – dunque – e i cittadini e le cittadine sono turlupinati due volte. Non solo con i soldi pubblici vengono foraggiate strutture private, ma per di più gravando ulteriormente sulle tasche degli utenti. Cosa c’è al fondo di tutto questo? La risposta arriva dalla segretaria delle Cgil: “L’insufficiente finanziamento del Ssn, che già oggi colloca l’Italia al 20° posto tra i Paesi europei. Un finanziamento che, se non si inverte rapidamente la rotta, a partire dalla prossima legge di bilancio, è destinato a scendere al di sotto del 6% del Pil”. Cosa succederà con la prossima legge di bilancio ancora non si sa, ma è prevedibile. Le scelte operate fin qui dal governo non hanno ridotto il debito e – lo ha certificato l’Istat – a causa del superamento del 3% del rapporto deficit Pil il nostro Paese rimane in procedura di infrazione europea disponendo così di minor risorse e minor possibilità di manovra nello scrivere la legge di bilancio. Dunque, è prevedibile che i 5 miliardi in più chiesti in estate dal ministro della Salute Schillaci non ci saranno, e comunque sarebbero insufficienti. E a pagare continueranno ad essere quanti hanno bisogno di cure. Ci domandiamo, così stando le cose, come si faranno ad assumere medici e infermieri per far funzionare case e ospedali di comunità? In Lombardia, ma non solo, la soluzione l’hanno trovata: affidare queste strutture ai privati, con buona pace dell’universalità e della gratuità de servizio sanitario. La privatizzazione, ormai, non è più strisciante, è realizzata alla luce del sole. Siamo, ormai, in dirittura di arrivo nella raccolta delle firme in calce alla legge di iniziativa popolare sulla sanità pubblica voluta dalla Cgil insieme a decine di associazioni. Quel testo prevede – tra le altre cose – di portare il finanziamento del Ssn al 7,5% del Pil. Oggi grazie a Meloni, Giorgetti e Schillaci siamo al 6,2% e il rischio che il prossimo anno si scenda sotto il 6% è reale e va scongiurato. Conclude Barbaresi: “L’innalzamento dei ticket, contestualmente alla scelta del governo di sottofinanziare il Servizio sanitario nazionale, privatizzando sempre più la sanità e costringendo milioni di persone a pagare sempre più per potersi curare, rende ancor più necessario sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare per il rafforzamento del Ssn, pubblico e universale. Invito tutto e tutti a firmare per rendere effettivo il diritto alla tutela della salute”. Firmare è facile, si può fare online collegandosi alla apposita pagina del ministero dell’Interno. fonte: https://www.collettiva.it/copertine/welfare/aumentano-i-ticket-vincono-i-privati-theyy9qq
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Proposta di legge di iniziativa popolare Firma per il diritto alla salute Rendiamo effettivo il diritto alla tutela della salute nel rispetto della Costituzione e della Legge 833/1978, rafforzando il Servizio Sanitario Nazionale e valorizzando il lavoro. Firma QUI Come effettuare la firma Clicca sul pulsante e accedi con lo SPID, la CIE o la CNS Scorri l’elenco delle iniziative e clicca su “Sosteniamo il Servizio Sanitario Nazionale” (il numero dell’iniziativa è 6500013) Premi su sostieni iniziativa, clicca su continua e nuovamente su sostieni iniziativa I 5 pilastri della proposta 1. RISORSE Il livello di finanziamento del fondo sanitario nazionale non deve essere inferiore al 7,5% del PIL. 2. PERSONALE È necessario valorizzare economicamente e professionalmente il lavoro di chi tutela e promuove la salute. Bisogna garantire il personale necessario ad assicurare prevenzione, assistenza e cura con assunzioni a tempo indeterminato. I Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta devono progressivamente passare dall’attuale rapporto convenzionale alle dipendenze del Servizio Sanitario Nazionale. La spesa per il personale del SSN non deve più essere soggetta ad alcun tetto, e devono essere introdotti limiti alle esternalizzazioni. 3. TERRITORIO Deve essere assicurato il pieno e omogeneo sviluppo dell’assistenza territoriale definita dal DM 77/2022 (Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Distretti, ecc.). 4. TEMPI DI ATTESA Deve essere garantito il rispetto dei tempi di attesa attraverso investimenti nel SSN per la presa in carico dei bisogni di salute delle persone. 5. NON AUTOSUFFICIENZA La salute delle persone anziane è una delle priorità del nostro Paese, da affrontare affermando il diritto all’assistenza e alle cure con una copertura pubblica, universale e uniforme. Sono necessarie politiche per rispondere ai bisogni delle persone anziane e non autosufficienti. Si deve dar seguito al potenziamento dell’assistenza domiciliare e al miglioramento dell’assistenza residenziale e semiresidenziale. Altre aree prioritarie salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, salute mentale, dipendenze, consultori familiari, farmaceutica e ricerca. Governo pubblico, programmazione e partecipazione per garantire universalità, uguaglianza, equità e globalità fonte: https://www.salutediritto.it/ vedi anche Appalti e sanità: ecco i click days … Dal 9 all’11 e dal 16 al 18 settembre mobilitazione sulle proposte di legge d’iniziativa popolare.
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Data stories. Cosa sono In una storia dei dati i numeri non sono semplicemente presentati, sono accompagnati da una narrazione che spiega cosa quei dati ci dicono e quali azioni – nelle politiche e nella pratica – potrebbero essere attuate per portare un cambiamento positivo nella vita delle persone. More than a mother. Oltre la maternità È il titolo della serie di data stories lanciata ad agosto 2026 dall’Ufficio della Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Salute. Il tema della serie è la salute delle donne. La prima storia narra la sintesi di dati sui tassi di mortalità in alcuni ambiti per le donne dal 1998 al 2022 nella regione europea dell’OMS. Stefania Davia – epidemiologa di salute globale,data, AI and digital Health per WHO Regional Office for Europe– introduce questa storia così: Questi dati sono tra le nostre fonti più preziose per comprendere la salute di una popolazione. Ci aiutano a vedere non solo quanto a lungo vivono le persone [e in particolare le donne], ma quali malattie e infortuni plasmano le loro vite, dove persistono le disuguaglianze e dove le opportunità di prevenzione potrebbero essere perse. Sebbene le donne vivano più a lungo che mai, un’analisi più approfondita dei dati rivela differenze importanti per età, geografia e rischi per la salute che potrebbero ricevere meno attenzione se la salute delle donne viene vista principalmente attraverso la lente della maternità. Messaggi chiave Rispetto agli uomini, oggi le donne trascorrono più anni convivendo con malattie croniche e disabilità. Il luogo di nascita e di vita di una donna continua ad avere un’influenza profonda sulle sue possibilità di vivere un’esistenza lunga e sana. Per le donne dell’Asia centrale, dell’Europa orientale e dell’Asia occidentale continuano a registrarsi tassi di mortalità notevolmente più elevati rispetto a quelle dell’Europa settentrionale, meridionale e occidentale. Nelle politiche sanitarie, negli interventi comunicativi e educativi, la salute femminile riceve maggiore attenzione principalmente nel periodo di gravidanza e nel percorso di accompagnamento alla nascita e post parto. E dopo? E le donne che non vivono l’esperienza della gravidanza? Le donne che non sono e saranno madri? Come stanno? E le donne che non sono e saranno più in età fertile? Mortalità materna: progressi fragili Negli ultimi due decenni, la mortalità materna è generalmente diminuita in tutta la regione europea dell’OMS. Oltre il 98% delle nascite nella Regione avviene in una struttura sanitaria e circa il 99% delle nascite è assistito da personale sanitario qualificato. Questo traguardo è stato raggiunto grazie al miglioramento dell’assistenza clinica, della sorveglianza e a un costante investimento nelle scelte politiche di prevenzione e promozione della salute sessuale e riproduttiva. Tuttavia, tra il 2018 e il 2022, nella regione europea oltre 3.500 donne sono morte per cause legate alla gravidanza e al parto. Questi dati sollevano una domanda: se i progressi sulla riduzione del tasso di mortalità materna sono in parte ancora fragili, cosa accade per le altre cause di decesso delle donne, su cui si registra un investimento inferiore nella prevenzione e nella promozione della salute? Mortalità per cause non meglio definite I dati sulla mortalità generale considerati in questa analisi mostrano come la maggior parte dei decessi femminili si verifica al di fuori del periodo di gravidanza e parto. Tra le donne di età pari o superiore a 45 anni, è significativamente più probabile che i decessi vengano registrati in categorie poco precise – classificate ufficialmente come cause di morte “non meglio definite”. Tra queste figurano termini quali fragilità, arresto cardiaco, insufficienza cardiaca, demenza non specificata o semplicemente cause sconosciute. Infatti, le donne di questa fascia d’età hanno circa il 14% di probabilità in più rispetto agli uomini che la loro causa di morte venga classificata come non meglio definita. Come spiegare questo fenomeno? Le donne vivono più a lungo e l’età avanzata è spesso accompagnata da molteplici patologie croniche, il che rende più complessa l’accertamento della causa di morte. Tuttavia, questa è solo una parte della spiegazione. Vi sono prove crescenti del fatto che le donne subiscano ritardi nella diagnosi, siano sottoposte a un numero minore di accertamenti e rimangano sottorappresentate nella ricerca clinica, in particolare per quanto riguarda le malattie cardiovascolari. Le malattie cardiovascolari – la principale causa di morte sia per gli uomini che per le donne – spesso si presentano in modo diverso nelle donne e possono essere sotto diagnosticate. Questo fenomeno condiziona non solo il modo in cui le donne sono curate durante la vita, ma anche il modo in cui sono registrate le loro morti. Se i decessi sono definiti in modo impreciso, le conseguenze vanno oltre la qualità dei dati e iniziano a oscurare il vero carico di malattia, indeboliscono le strategie di prevenzione e distorcono le priorità di ricerca. Di fatto, le donne diventano meno visibili – non solo nei sistemi sanitari, ma anche nei dati che determinano le decisioni. La mortalità per violenza: il rischio invisibile La violenza rappresenta un rischio drammatico che supera ampiamente la mortalità materna e richiede interventi politici urgenti e mirati. Le donne hanno infatti più probabilità di morire per cause di violenza subita che per motivi legati alla gravidanza o al parto. Inoltre, questo rischio non si limita alle donne giovani, ma persiste per tutto il corso della vita, interessando anche le donne anziane attraverso abusi psicologici, violenze domestiche e femminicidi. Indicazioni per le politiche e la pratica Per rafforzare i sistemi di dati che determinano il modo in cui comprendiamo la salute delle donne nel corso dell’intero ciclo di vita occorre agire sui seguenti fronti: • la diagnosi deve poggiare su una ricerca clinica più inclusiva, una maggiore consapevolezza delle manifestazioni cliniche e dei trattamenti specifici per sesso • i sistemi di sorveglianza della salute della popolazione dovrebbero prevedere analisi più disaggregate per età e sesso e una maggiore visibilità delle donne anziane nelle statistiche sanitarie • le informazioni sulla mortalità devono basarsi su di un migliore sistema di certificazione delle cause di morte, indagini più approfondite sui decessi in età avanzata e una maggiore specificità nella codifica •la […]
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Approfondire i principali cambiamenti psicologici, relazionali e sociali associati alla transizione alla genitorialità, con particolare attenzione all’esperienza della paternità e riflettere sul ruolo dei modelli culturali e delle dinamiche di genere nella costruzione dei ruoli genitoriali e nella distribuzione delle responsabilità di cura. È questo l’obiettivo principale del corso “Incontrare i genitori in cerchio. I gruppi di sostegno per la paternità nella comunità”, che si è svolto all’ISS. L’evento è stato organizzato nell’ambito della JA PreventNCD, Task 6.5. Leggi l’approfondimento.
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