in PRIMO PIANO

  • La Cgil proclama lo sciopero generale per il 12 dicembre. L’assemblea generale ha deciso l’astensione dal lavoro di tutti i settori e di tutti i lavoratori e delle lavoratrici, contro una legge di bilancio ingiusta e sbagliata. Documento conclusivo Assemblea generale della Cgil Le motivazioni dello sciopero generale Per aumentare salari e pensioni Per fermare l’innalzamento dell’età pensionabile Per dire no al riarmo e investire su sanità e istruzione Per contrastare la precarietà Per vere politiche industriali e del terziario Per una riforma fiscale equa e progressiva Lavoratori e pensionati hanno pagato 25 miliardi di tasse in più Lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati si sono trovati negli ultimi tre anni a pagare 25 miliardi di tasse in più a causa del drenaggio fiscale conseguente alla mancata indicizzazione dell’Irpef. Si va dai 700 euro di perdita netta per un reddito da 20.000 euro, ai 2.000 euro di perdita per un reddito da 35.000. Questa clamorosa ingiustizia fiscale penalizza i soli redditi fissi (non chi è in flat tax, non le rendite, non i profitti). È un meccanismo che va assolutamente fermato. Sanità, istruzione, non autosufficienza, casa e sicurezza sempre più trascurate Questo maggior gettito, inoltre, non è stato neppure destinato dal governo alla spesa sociale. Si pensi alla sanità pubblica: con questa manovra il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale in rapporto al Pil scenderà nel 2028 sotto il 6%, il livello più basso degli ultimi decenni. Già oggi quasi 6 milioni di persone rinunciano a curarsi, e la spesa sanitaria privata a carico delle famiglie vale ogni anno oltre 43 miliardi di euro. Non ci sono risorse adeguate per la sanità, per le scuole, per  l’assistenza agli anziani, per garantire il diritto alla casa, per migliorare il trasporto pubblico, per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori, che infatti continuano a morire come e più di prima. Per acquistare le armi, però, i soldi si trovano, e li si prende pure a debito. Pensioni: viene peggiorata la Legge Fornero! Le politiche di austerità riguardano anche la previdenza, con un ulteriore aumento dell’età pensionabile, che colpirà il 99% delle lavoratrici e dei lavoratori, e con l’azzeramento di ogni forma di flessibilità in uscita (comprese le già insufficienti “opzione donna” e “quote varie”). Sulle pensioni, Meloni e Salvini sono riusciti a fare peggio di Monti e Fornero. Sempre più giovani fuggono dall’Italia Le condizioni in cui versa il Paese peggiorano di giorno in giorno: la crescita è allo “zero virgola”, ormai prossima alla recessione; il processo di deindustrializzazione prosegue ormai da tre anni; l’occupazione  cresce solo per gli over 50, mentre si contrae ed è sempre più precaria per le nuove generazioni, con centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi che fuggono dall’Italia alla ricerca di un lavoro dignitoso e di una vita migliore. Questa è la situazione reale del Paese, che il Governo non fa assolutamente nulla per affrontare. Gli obiettivi dello sciopero generale Lo sciopero generale ha due obiettivi: sostenere le categorie in tutte le vertenze aperte con le controparti per il rinnovo dei contratti scaduti, perché i salari vanno alzati innanzitutto con la contrattazione; lanciare una vera e propria vertenza – tutta di merito – nei confronti del Governo, per cambiare la Manovra di Bilancio sulla base delle nostre richieste. Cosa chiediamo la restituzione del fiscal drag e la sua neutralizzazione per il futuro; il rinnovo di tutti i contratti nazionali di lavoro privati e risorse aggiuntive per i Ccnl pubblici per difendere e rafforzare il potere d’acquisto, cui affiancare una vera detassazione degli incrementi per tutte e tutti; il rafforzamento e l’estensione della quattordicesima per pensionate e pensionati; il blocco dell’aumento automatico dell’età pensionabile per tutte e tutti, una maggiore flessibilità in uscita e una pensione contributiva di garanzia per precari e discontinui; vere politiche industriali per i settori manifatturieri e per i servizi, per innovare il nostro sistema produttivo, governare la transizione ambientale e digitale, difendere l’occupazione e creare nuovo lavoro di qualità; la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, anche cambiando il sistema degli appalti; il contrasto alla precarietà e al lavoro povero, nero e sommerso; il rafforzamento del sistema pubblico dei servizi: sanità, istruzione e ricerca, non autosufficienza, emergenza casa, diritto allo studio, trasporto pubblico; risorse per le riforme della non autosufficienza, disabilità e assistenza territoriale, e politiche a sostegno della genitorialità; un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni del lavoro precario nei settori pubblici; investimenti e misure per eliminare i divari di genere occupazionali e salariali; una vera strategia per il rilancio del Mezzogiorno. Prendiamo i soldi dove sono e diciamo No alla folle corsa al riarmo Per fare tutto questo ci sono due precondizioni. La prima: andare a prendere i soldi dove sono (profitti, extra profitti, grandi ricchezze, evasione fiscale), anche chiedendo un contributo di solidarietà all’1% della popolazione più ricca, per finanziare politiche a beneficio del restante 99%. La nostra proposta garantirebbe 26 miliardi all’anno in più, per finanziare tutto ciò che rivendichiamo, a partire dalla sanità. La seconda: rinunciare alla folle corsa al riarmo, che mira a convertire la nostra e quella europea in un’economia di guerra, e che sottrarrà un’ingentissima mole di risorse alle vere priorità economiche e sociali del Paese. Solo per l’Italia, parliamo di quasi 1.000 miliardi di euro, se si vuole davvero raggiungere il 5% del Pil entro il 2035 KIT DI COMUNICAZIONE SCIOPERO 12 DICEMBRE 2025 Sciopero generale del 12 dicembre 2025, le categorie coinvolte L’astensione avrà una durata pari all’intera giornata di lavoro per tutti i settori pubblici e privati anche in appalto e strumentali, tenuti al rispetto della Legge n. 146/90. Saranno garantite le prestazioni indispensabili, in osservanza delle regolamentazioni di settore. Sono esentati dall’adesione allo sciopero generale nazionale l’igiene ambientale, sciopero indetto per il giorno 10/12/2025 e il Trasporto Aereo ENAV Roma, sciopero indetto per il 17/12/2025. Volantino sciopero generale Cgil 12 dicembre 2025 – Io sciopero contro una Legge di Bilancio ingiusta fonte: https://www.cgil.it/campagne-e-iniziative/io-sciopero-contro-una-legge-di-bilancio-ingiusta-venerdi-12-dicembre-2025-sciopero-generale-cgil-per-lintera-giornata-di-lavoro-cebztqwd Per Sanità e Sociale vedi anche ->  CGIL Focus Sanità Legge Bilancio 2026 -> commento SPI CGIL ddl Bilancio 2026: “Più […]

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  • A Più Libri Più Liberi, nel pomeriggio del 6 dicembre, numerosi editori hanno coperto i propri stand tra le 15 e le 15.30 per protestare contro la presenza della casa editrice Passaggio al Bosco, espressione di un orientamento neofascista.   La protesta è proseguita con una riunione spontanea all’interno della fiera, durante la quale alcuni editori hanno chiesto “risposte dall’Aie” e dichiarato: “Non accettiamo che la cultura fascista sia al pari delle altre”. Nel corso dell’assemblea è arrivato l’editore Francesco Giubilei, che ha chiesto un chiarimento sulla coerenza della protesta in presenza di titoli dedicati a Stalin. La replica di alcuni editori è stata: “Di Stalin nessuno fa apologia, del fascismo sì”. In seguito, parte del pubblico presente ha iniziato a intonare i cori “Fuori i fascisti dalla fiera” e “Siamo tutti antifascisti”, accompagnati dal canto di Bella Ciao. Tra le realtà che hanno coperto i propri libri compaiono, fra le altre: Futura Editrice, Altreconomia, Bakemono Lab, Hoepli, Nova Delphi Libri, RfB Edizioni, Astarte Edizioni, Caissa Italia, Robin – Biblioteca del Vascello, Fandango Libri, Settenove, Ianieri Edizioni, Beccogiallo, Meltemi, Coconino Press, Tic Edizioni, Editori Riuniti, Laterza, Zolfo Editore, Laurana Editore, Textus Edizioni, Homo Scrivens, Arcadia Edizioni, Bibliotheka, Il Millimetro, Viella, Fondazione Benetton Studi Ricerche, Voland, Lonely Planet, Emons, Red Star Press, Aboca Edizioni, Cina in Italia, Erickson, Lotta Comunista, Orecchio Acerbo. Nel frattempo, davanti allo stand di Passaggio al Bosco si è radunato un gruppo di acquirenti. Poco dopo, il blocco dei manifestanti si è mosso in un breve corteo all’interno della fiera raggiungendo la casa editrice contestata, continuando a scandire “Fuori i fascisti dalla fiera”. La protesta si è conclusa senza incidenti. fonte: https://www.collettiva.it/copertine/italia/piu-libri-piu-liberi-protesta-antifascista-pj5171ow

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  • L’alcol è uno dei pochi fattori di rischio per il cancro completamente prevenibile, eppure le politiche che potrebbero ridurre questo impatto rimangono sottoutilizzate. Con la pubblicazione del Manuale sulle politiche in materia di alcol e prevenzione del cancro dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), “Alcohol Policies. IARC Handbooks of Cancer Prevention. Volume 20B”, l’OMS/Europa e i suoi partner hanno colto l’occasione per trasformare le evidenze scientifiche in un’azione politica coordinata. Il 14 e 15 ottobre 2025 l’OMS/Europa in collaborazione con la IARC ha lanciato il manuale con un evento, tenutosi a Copenaghen, che fa seguito a una serie di 4 webinar relativi alle politiche sull’alcol e la prevenzione del cancro e conclude la presentazione dei progressi fatti in tema di alcol e cancro. Il manuale è il risultato del lavoro di un gruppo di 20 esperti internazionali indipendenti, convocati dalla IARC, che da giugno a ottobre 2024 ha esaminato l’insieme delle evidenze scientifiche sull’efficacia di alcune politiche sulla riduzione del consumo di bevande alcoliche. In particolare, sono stati valutati i cosiddetti interventi ad alto impatto che si sono dimostrati efficaci nel ridurre i danni legati all’alcol a livello di popolazione: aumento della tassazione e politiche di prezzo riduzione della disponibilità fisica marketing dell’alcol interventi coordinati, ad esempio a livello di assistenza sanitaria primaria quali l’identificazione precoce e l’intervento breve, gli interventi psicosociali e quelli farmacologici. A tal riguardo, sebbene ci sia stato un leggero aumento del numero di Paesi che adottano politiche nazionali sull’alcol, sono ancora pochi i progressi nell’implementazione degli interventi politici ad alto impatto, come le politiche dei prezzi, il marketing e le limitazioni della disponibilità di bevande alcoliche. Con l’obiettivo di presentare le evidenze attuali sulle politiche alcologiche e la prevenzione del cancro al fine di facilitare la pianificazione di attività utili ad affrontare i danni causati dall’alcol nella Regione europea, la pubblicazione si concentra sul “come” adottare politiche efficaci, comunicare adeguatamente con la popolazione e superare le resistenze. I ricercatori dell’Osservatorio Nazionale Alcol (ONA) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) hanno partecipato a tutti gli eventi e garantiscono il consueto supporto tecnico-scientifico, l’expertise epidemiologica e di sorveglianza: favorendo la diffusione delle evidenze scientifiche sull’importanza delle politiche sull’alcol a livello nazionale fornendo le evidenze sull’impatto mondiale dell’uso di alcol, lo stato attuale della ricerca sulle politiche sull’alcol e l’efficacia di strategie e interventi basati sulle evidenze realizzando le traduzioni e l’adattamento dei materiali utili per la prevenzione in coordinamento con l’Ufficio Regionale EURO di Copenaghen e l’azione congiunta OMS-EU EVID-ACTION che ha promosso la campagna OMS REDEFINE. Risorse utili il documento completo della IARC “Alcohol Policies. IARC Handbooks of Cancer Prevention. Volume 20B (2025)” la pagina di EpiCentro dedicata ai webinar IARC-OMS 2025 la pagina di EpiCentro dedicata al progetto “Evidence into Action Alcohol Project – EVID-ACTION” il documento completo della IARC “Handbooks of Cancer Prevention Volume 20A: Reduction or Cessation of Alcohol Consumption” sul sito EpiCentro leggi il focus sull’Alcohol Prevention Day 2025 e consulta le pagine dedicate al SISMA (Sistema Monitoraggio Alcol) consulta il Rapporto ISTISAN 16/5 “Identificazione precoce e intervento breve nel trattamento dei disordini alcol-correlati: raccomandazioni e linee guida del progetto europeo Bistairs” consulta il Rapporto ISTISAN 21/18 “IPIB per i disturbi da uso di alcol e da gioco d’azzardo: il progetto di formazione e di attivazione aziendale e istituzionale della rete IPIB della ASL Salerno” Fonte: https://www.epicentro.iss.it/alcol/politiche-alcol-prevenzione-cancro-manuale-iarc-oms-europa-2025 Testo scritto da: Emanuele Scafato, Claudia Gandin – Osservatorio Nazionale Alcol, Centro Nazionale Dipendenze e Doping, ISS.

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  • Performing Arts, Well-Being e Salute di Comunità. Teatro e danza: una risorsa per il benessere e la salute (Bulzoni editore, 2025) è il IV volume di un piano editoriale che raccoglie i risultati di cinque gruppi di ricerca che hanno partecipato al Progetto di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) dal titolo: Performare il sociale. Formazione, cura e inclusione sociale attraverso il teatro, finanziato nel 2015 dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il volume, a cura di A. Pontremoli, A. Rossi Ghiglione, R:M: Fabris e V. Zangirolami, presenta i risultati del gruppo di ricerca dell’Università di Torino. Documenta un interessante processo di ricercazione che, iniziato nei primi anni del XXI secolo, ha visto nascere, dalla collaborazione di una pluralità di competenze, il Social Community Theatre Centre dell’Università di Torino. Come indicato nel titolo e nel sotto titolo l’opera raccoglie e indaga esperienze pluriennali che hanno intercettato il rapporto e le relazioni fra teatro, danza, i linguaggi delle arti performative con il ben-essere, la salute e la cura dei singoli, dei gruppi e delle comunità. L’incontro fra artisti e i professionisti sanitari, e a volte con figure ibride di professionisti sanitari-artisti, ha consentito la nascita di esperienze, progettualità inedite da una parte e dall’altra ha sviluppato un’attenzione sia agli approcci valutativi qualitativi degli interventi artistico/culturali in ambito medico e sia alle evidenze scientifiche che in quegli stavano emergendo. A tal proposito viene menzionato nell’opera l’importante documento dell’ OMS pubblicato nel 2019, alla vigilia del dramma pandemico globale, dove sono raccolte significative evidenze scientifiche sul contributo delle arti al ben-essere e alla salute in ambiti che vanno dalla promozione della salute, alla prevenzione, al trattamento e alla cura. La prima parte del volume indaga le origini dell’incontro fra teatro e salute dove la stessa definizione di salute va oltre la dimensione corporale, psichica e sociale fino a comprendere la dimensione spirituale. Nella sezione luoghi e professioni della cura, sono documentati ad esempio il progetto pluriennale del Rito Laico del Mauriziano e il progetto dell’ospedale torinese San Giovanni Vecchio: mille candele per il San Giovanni, morte e resurrezione da un male incurabile. Il caso dell’ospedale ginecologico Sant’Anna di Torino è una lucida testimonianza del sapere antico del teatro sulla costruzione della scena (in questo caso reparti, corridoi, ambulatori…) dove etica, estetica e partecipazione dimostrano la loro potenza salutogenica. Viene esplorato il valore educativo e formativo delle performing arts all’interno del setting formativo dei futuri operatori sanitari, infermieri e medici, come dimostra l’esperienza dell’Università di Torino: Performing arts tra formazione e rigenerazione del personale sanitario. La sezione luoghi della vita e sfide di salute raccoglie e descrive sette progetti cha spaziano dalla salute mentale dei più giovani, all’active ageing, all’inclusione sociale (Caravan Next), al tema degli stranieri, alla promozione della giustizia ambientale, al tema dei Riti contemporanei di guarigione fino alla questione della valutazione nel progetto pilota del teatro della Scala di Milano. La terza ed ultima parte esplora il tema la danza all’interno di un contesto di cura e come motore di ingaggio della comunità alla promozione della salute inter-generazionale. È rilevante sottolineare che questo volume completa il piano editoriale “Performare il Sociale”. I precedenti volumi si sono concentrati sul ruolo dell’estetica e delle arti performative negli spazi del sociale (a cura di F. Fiaschini – tomo I); sulle esperienze e i progetti dei teatri universitari nel sociale (L. Cavaglieri e R. Gandolfi – tomo II); sul ruolo pedagogico del teatro sociale (G. Di Palma e I. Scatturro – tomo III). La ricerca è il frutto del progetto PRIN realizzato dalle Università di Genova, Torino, Pavia, Cattolica di Milano e La Sapienza di Roma. Un’opera che ho letto con grande interesse, con lo sguardo di un operatore sanitario che coordina il comitato aziendale per la promozione della salute di un ospedale che fa parte della Rete degli Ospedali e Servizi Sanitari che Promuovono Salute (Rete HPH&HS) e lo fa secondo la metodologia di Teatro Sociale e di Comunità. Un libro di cui sentivamo il bisogno, uno sguardo luminoso che oggi, più che mai ci giunge gradito, oggi al tempo buio della crisi globale, dove alla paura della pandemia si sostituisce una profonda inquietudine legata alla crisi geopolitica in corso dove occidente e oriente si minacciano con i propri arsenali nucleari. Oggi che sembra sia stato smarrito il senso dei valori etici custoditi nella carta dei diritti universali dell’uomo e sembrano invece prevalere gli istinti animali, violenti, dove al diritto internazionale si sostituisce la legge del più forte. Un libro che tutte le donne e tutti gli uomini del mondo dell’arte, della cultura, della sanità e del sociale dovrebbero leggere per intravedere l’effetto farfalla della promozione della salute. Un’opera illuminante per gli operatori sociali, per chi lavora alla promozione della salute, al tema della prevenzione o al trattamento e alla cura delle malattie, per chi si occupa dei temi delle disuguaglianze, del disagio giovanile, dei temi dell’ambiente, della formazione. Un’opera che dovrebbero leggere i decisori delle politiche sociali, della salute, del welfare per orientare le loro scelte verso pratiche efficaci, sostenibili, partecipative-collaborative, attente all’equità per contrastare le disuguaglianze di salute e far maturare nuove consapevolezze e capacità nell’affrontare – insieme – i tempi bui che stiamo vivendo. La cultura e le arti performative sono pratiche, che per la loro stessa natura, possono diventare trasformative e salutogeniche se orientate, nella visione e nella metodologia, a far emergere i sentimenti e le risorse che risiedono nelle persone, e nel loro stare insieme organizzato. Le esperienze narrate si distinguono tutte per il loro grande valore trasformativo. Ciascuna capace di aprire nuove visioni e nuove possibilità. Un’opera che dimostra come il teatro e la danza possono diventare preziose vie per il ben-essere dei cittadini anche in setting molto diversi fra loro, non sostituendosi ad approcci più tradizionali, ma integrandoli, re-significando, così, gesti, luoghi, parole, relazioni. Le arti performative possono contribuire a moltiplicare capitale sociale, generare reti e riti inediti della cura, riconoscere empatie smarrite e ritrovate, costruire alleanze e spalancare nuovi spazi di possibilità. Accomuna le 13 progettualità qui raccolte la medesima tensione all’ingaggio del pubblico, dei destinatari, in una visione dove […]

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  • Il volume Guida alla programmazione sociale. Teorie, pratiche, contesti di Giorgio Merlo e Gianfranco Bordone (Carocci Faber, 2025) si configura come uno strumento per la didattica e la formazione, ma anche come strumento metodologico e operativo per i manager del sociale e per tutti i professionisti che intendono approfondire o implementare la propria professionalità nello sviluppare azioni e politiche salutogeniche e socio-ecologiche. Una “bussola” per orientare pratiche e pensieri nella costruzione del bene comune con una trattazione multidisciplinare (politiche pubbliche, diritto, management, statistica, economia, etc.) in una visione olistica e pragmatica, con molti esempi. Un testo integrato da molteplici approfondimenti e risorse rese disponibili in un sito dedicato. Leggere questa guida, da operatore sanitario, permettere di conoscere e ri-conoscere il “linguaggio del sociale” per costruire e condividere una visione comune e per facilitare una programmazione e una progettazione inter-settoriale rispetto ai bisogni di salute e alle risorse presenti nelle persone e nelle comunità locali. Inoltre molte parole chiave usate nella guida le ritroviamo nel glossario OMS della promozione della salute(2021). Risultano quindi lemmi che ci accomunano e aprono spazi di riflessione e confronto indispensabili per costruire e rinforzare alleanze e collaborazioni inter-settoriali. La programmazione sociale è vista come un campo in continua evoluzione per il ben-essere collettivo, la riduzione delle differenze e delle disuguaglianze e il controllo del rischio di eventi sfavorevoli della vita. Gli Autori esplorano tre concezioni chiave che hanno plasmato il dibattito su sviluppo economico, equità sociale, rispetto dell’ambiente: dalla giustapposizione sociale/economico (Strategia di Lisbona) alla valutazione delle ricadute sociali dello sviluppo economico, fino all’idea del sociale come valore e capitale di un territorio. Quest’ultima concezione, particolarmente rilevante per la promozione della salute, sottolinea come la presenza di infrastrutture sociali sia cruciale non solo per migliorare la qualità della vita, e quindi il ben-essere e la salute, delle persone, ma anche per attrarre investimenti, diventando motori di occupazione e moltiplicatori di ben-essere. Un punto di forza del volume è l’approfondimento sui determinanti della salute e del benessere, intesi come fattori personali, sociali, economici e ambientali che influenzano lo stato di salute dei singoli e delle popolazioni. È l’approccio della Salute in Tutte le Politiche (Health in All Policies – HiAP) dell’Organizzazione Mondiale della Salute, che promuove una sistemica considerazione delle implicazioni per la salute in tutte le decisioni politiche, cercando sinergie e prevenendo impatti dannosi. Il testo critica la frammentazione delle politiche a favore di una programmazione integrata conseguente alla indivisibilità e interdipendenza dei diritti, insiste sulla necessità di un approccio sistemico che riconosca le influenze reciproche delle azioni, l’importanza delle evidenze scientifiche che vedono il ben-essere come variabile dipendente dal contesto sociale e l’ottimizzazione delle risorse attraverso sinergie. In questo si enfatizza il rilievo dell’intenzionalità politica e tecnica per sostenere le connessioni trasversali e le reciproche interdipendenze. In questo modo è possibile coordinare e unificare azioni e risorse territoriali per rispondere ai bisogni sociali, e quindi di salute, in modo efficace ed efficiente, come nei “profili di comunità” e nei “piani di zona”. È anche il passaggio dal “government” alla “governance”: non si tratta più solo del potere dello Stato, ma di un processo dinamico che include una varietà di attori pubblici e privati che interagiscono per risolvere problemi comuni come metodo chiave: dialogo inclusivo, coinvolgimento e partecipazione degli stakeholder per aumentare la legittimità, la comprensione dei bisogni e il riconoscimento della risorse, individuali e colletive, e il senso di appartenenza, contribuendo così a far crescere il capitale sociale. Il libro dedica ampio spazio agli strumenti e alle metodologie per la progettazione, introducendo concetti fondamentali come la “logica frattale” nella relazione e scomposizione di finalità e obiettivi: dal generale al particolare. In questo senso la pianificazione è intesa come azione orientativa strategica che pone direzioni di sviluppo, spesso di vasta area; la programmazione come azione indicativa che individua obiettivi misurabili e territorializzati che a sua volta si può scomporre in una progettazione esecutiva con progetti attuativi in singoli luoghi e situazioni. La Teoria del Cambiamento (Theory of Change” – ToC) come modello indispensabile per co-costruire una visione condivisa ed esplicitare la logica causale di un programma, chiarendo come e perché le azioni dovrebbero produrre i risultati desiderati. La Teoria basata sulla valutazione (Theory Based Evaluation – TBE), che non si limita a misurare gli esiti, ma cerca di comprendere i meccanismi attraverso cui essi sono stati raggiunti, focalizzandosi sul “come” e il “perché” dell’intervento. La valutazione è trattata come funzione duale di accountability (rendere conto a finanziatori e stakeholder) e learning (migliorare la conoscenza e la strategia) con le loro funzioni e implicazioni metodologiche verso un approccio scientifico, rigoroso e trasparente, anche se consapevole dei limiti e delle sfide legate alla complessità sociale e, per ciò stesso, fondamentalmente adattivo. Il volume non trascura le nuove tendenze, inclusa l’applicazione delle Intelligenze Artificiali nella programmazione sociale per l’analisi predittiva dei bisogni, il supporto alle decisioni, l’ottimizzazione delle risorse e il potenziamento della partecipazione civica pur sottolineandone importanti questioni etico politiche sul loro uso. Il tema dell’innovazione sociale è esplorato come produzione di valore sociale (non solo di mercato), con attenzione a un migliore l’uso delle risorse disponibili e alla sostenibilità nel tempo. La comunicazione è presentata come leva strategica per costruire fiducia, coinvolgere la comunità e attrarre sostenitori. A conclusione del percorso, il libro riprende le metafore del “seminatore” che nel compiere il suo lavoro, non ne conosce con sicurezza l’esito, ma prefigura uno scenario futuro e dell’artigiano raffinato che lavora non solo con la testa, ma anche con le mani, in un dialogo continuo tra pensiero e pratica. Adattando al contesto le riflessioni di R. Sennet (2008) deve possedere una “coscienza materiale”: l’interesse a modificare le cose, la duttilità, l’adattamento, la disponibilità a riformulare i problemi, la pazienza, la capacità di sostenere l’ambiguità e di “incorporare gli errori” per trasformarli in nuove opportunità. Allora la chiave è la “qualità funzionale”: un programma ha successo se “funziona” in relazione ai risultati e all’impatto attesi, al valore, alle relazioni sociali significative e salutogeniche, e al capitale sociale prodotto sul territorio. Sennet R., L’uomo […]

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  • Il canto di gruppo si è dimostrato un intervento utile nel rendere più duratura la riduzione dei sintomi di depressione post partum e con un tasso di abbandono inferiore rispetto al gruppo di controllo, composto da madri coinvolte in altre attività di gruppo per mamma e bambino presenti sul territorio. È quanto emerge dai risultati di un trial clinico randomizzato inglese, pubblicato a ottobre 2025 sul British Journal of Psychiatry e in linea con quanto finora emerso dai primi percorsi di canto di gruppo portati avanti nell’ambito della seconda edizione del progetto ISS “Musica e maternità”. …leggi tutto su EpiCentro ISS “Musica e maternità”

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  • L’ordinanza della GIP di Brindisi sulla canapa industriale rimette alla Consulta l’art. 18 del decreto sicurezza e il nuovo divieto penale sulla cannabis light. La storia che arriva da Brindisi assomiglia a molte altre viste negli ultimi mesi nelle città italiane: scatoloni pieni di canapa industriale, documentazione di provenienza a corredo, perizie chimiche che attestano livelli di THC bassi e una forte presenza di CBD, operatori economici che lavorano dentro la cornice della legge 242/2016. Tanti dissequestri nelle aule italiane in questi primi mesi di applicazione del decreto sicurezza. Ma questa volta si apre invece la porta della Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi sul cuore del nuovo divieto penale sulle infiorescenze di cannabis sativa introdotto dal decreto sicurezza del Governo Meloni. Il procedimento nasce da un sequestro a Costa Morena Ovest, nel porto di Brindisi, su due autoarticolati provenienti dalla Grecia, carichi di rami, foglie e infiorescenze di canapa industriale destinati alla MaryLab, società agricola italiana. L’Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza ricostruiscono la filiera, rilevano criticità nella tracciabilità delle sementi e, soprattutto, valori di THC leggermente superiori allo 0,3%, ma con un rapporto THC/CBD tale da collocare il prodotto nel campo della cannabis sativa a effetto non drogante, come conferma una perizia tossicologica svolta nel contraddittorio delle parti.  Il Pubblico ministero, forte della stretta introdotta dall’articolo 18 del decreto-legge 48/2025, convertito nella legge 80/2025, revoca il sequestro probatorio solo per ordinare contestualmente la distruzione della sostanza ai sensi dell’articolo 87 del Testo unico stupefacenti. Nella sua lettura, infatti, le nuove norme hanno trasformato le infiorescenze di canapa e i prodotti che le contengono in “cose intrinsecamente illecite”, sempre confiscabili, comunque non commerciabili, a prescindere dalla concreta pericolosità della sostanza e dalla condotta degli operatori. La giudice per le indagini preliminari sceglie una strada opposta. Di fronte all’opposizione della difesa contro l’ordine di distruzione, ritiene che l’esito del giudizio dipenda dalla tenuta costituzionale del nuovo articolo 18 e decide di sospendere il procedimento, rimettendo la questione alla Consulta. Il bersaglio è preciso: il divieto generalizzato, esteso a importazione, lavorazione, trasporto, commercio e vendita al pubblico delle infiorescenze di canapa coltivata nel quadro della legge 242/2016, salvo la sola eccezione della produzione di seme.  L’ordinanza attacca il decreto sicurezza su più fronti. Sul piano formale, contesta che vi fossero “casi straordinari di necessità e urgenza” tali da giustificare la decretazione d’urgenza: il testo sul quale è stato modellato il decreto era già un disegno di legge in avanzata discussione parlamentare, e il maxi contenitore del “pacchetto sicurezza” appare eterogeneo al punto da diventare un sintomo dell’abuso dello strumento eccezionale previsto dall’articolo 77 della Costituzione.  Ma è sul terreno sostanziale che l’ordinanza di Brindisi parla direttamente al dibattito sulla cannabis light. Richiamando la giurisprudenza costituzionale sul principio di offensività, la giudice ricorda che il legislatore può punire solo condotte che esprimano un contenuto di offesa, anche solo potenziale, a beni giuridici meritevoli di tutela, e che non esiste “reato senza lesione o pericolo”. Applicato alla canapa industriale, questo significa una cosa semplice: non si può trasformare in reato, in blocco, l’intera filiera delle infiorescenze senza dimostrare che quei prodotti provocano effetti psicotropi o danni alla salute sulla base di dati scientifici condivisi. Nell’ordinanza si sottolinea come, nel settore della canapa agroindustriale sviluppatosi dopo la legge 242/2016, proprio le infiorescenze rappresentino la parte principale del mercato e siano, nella prassi, prodotte e commercializzate con tenori di THC bassi e rapporti THC/CBD tali da non determinare un effetto drogante. Vietarne a prescindere la circolazione, sotto la spada di damocle penale, non appare allora una misura di tutela, ma una criminalizzazione simbolica che sacrifica lavoro, investimenti, reddito agricolo, senza un corrispettivo guadagno per la salute pubblica. C’è poi il profilo europeo. L’ordinanza richiama la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea sulla libera circolazione dei prodotti derivati dalla canapa industriale, in particolare le sentenze che hanno affermato la legittimità del commercio di estratti di CBD ottenuti dall’intera pianta, a condizione che non abbiano effetti stupefacenti. A fronte di un diritto dell’Unione che consente la circolazione della canapa in tutta la sua interezza, un divieto penale nazionale così ampio appare difficilmente compatibile con gli articoli 34 e 36 del TFUE e quindi con l’articolo 117 della Costituzione, che vincola il legislatore al rispetto degli obblighi europei.  Per chi si batte da anni contro la demonizzazione della cannabis light, l’ordinanza di Brindisi rappresenta molto più di un incidente di percorso nel cammino del decreto sicurezza. È il segnale che una parte della giurisdizione rifiuta di trasformare in automatismo repressivo la scelta politica di colpire un comparto produttivo regolato, privo di reali ricadute in termini di abuso di droghe e, anzi, potenziale alleato di politiche di riduzione del danno e di emersione dal mercato nero. Ora la parola passa alla Corte costituzionale. Dal suo verdetto dipenderà non solo la sorte di quei 3.400 chili di canapa “criminalizzati”, ma il futuro stesso della filiera delle infiorescenze, dei cannabis shop, dei piccoli produttori e di migliaia di lavoratrici e lavoratori. In gioco non c’è solo la coerenza del sistema penale, ma l’idea se la politica sulle droghe debba continuare a ignorare la scienza e il diritto europeo, o se sia arrivato il momento di riconoscere che, almeno sulla cannabis light, è la legge a essere “fuori linea” con lo Stato di Diritto, non chi coltiva e lavora canapa nel rispetto delle regole.  Ordinanza di sospensione del processo_251202_132908 Scarica in formato pdf

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  • Percezione dello stato di salute La percezione del proprio stato di salute è una dimensione importante della qualità della vita. Nelle persone anziane, in particolar modo, una cattiva percezione del proprio stato di salute è talvolta correlata a un aumento del rischio di declino complessivo delle funzioni fisiche, indipendentemente dalla severità delle patologie presenti. In PASSI d’Argento le domande relative alla salute percepita o alla qualità della vita vengono raccolte solo fra le persone che sostengono l’intervista in modo autonomo senza ricorrere all’aiuto di un familiare o persona di fiducia (proxy). Nel biennio 2023-2024, il 91% della popolazione ultra 65enne giudica complessivamente “positivo” il proprio stato di salute (“discreto” il 46%, “bene” o “molto bene” il 45%). Il restante 9% invece ne dà un giudizio negativo, riferendo che la propria salute “va male” o “molto male”. Sono maggiormente soddisfatte della propria salute le persone più giovani (93% fra i 65-74enni vs 85% fra gli ultra 85enni), gli uomini rispetto alle donne (93% vs 89%), le persone senza difficoltà economiche (95% vs 73% tra chi ne riferisce molte) e le persone più istruite (93% vs 86% fra quelle con basso livello di istruzione). Lo storico gradiente geografico che vedeva nel passato il Sud d’Italia come l’area con la quota minore di persone soddisfatte del proprio stato di salute si perde negli ultimi anni e nel biennio 2023-2024 è il Centro a presentare la quota più bassa (90% vs 92% nel Nord e 91% nel Sud) . La percezione della propria salute rispetto all’anno precedente disegna una progressiva perdita di soddisfazione per la propria salute legata all’aumentare dell’età e presumibilmente all’insorgenza, o all’aggravamento di patologie croniche. Questa progressione è diversa per determinanti sociali: il 27% degli intervistati riferisce di sentirsi peggio rispetto all’anno precedente, ma fra le persone con molte difficoltà economiche questa quota sale al 47%. Qualità della vita Il numero medio di giorni vissuti in cattiva salute, sia fisica che psicologica definiti comunemente unhealthy days, può considerarsi un indicatore “quantitativo” che dà conto della gravità dei problemi di salute, nella sua accezione più ampia, e dunque della qualità di vita dell’intervistato. Gli anziani intervistati dichiarano di aver vissuto in media 7 giorni in cattiva salute nel mese precedente l’intervista; 4 giorni per motivi legati a cattiva salute fisica (conseguenze di malattie e/o incidenti); 3 giorni per motivi legati a problemi nella sfera psicologica (problemi emotivi, di ansia, depressione e stress). Infine, quasi 3 giorni sono stati vissuti con reali limitazioni nel normale svolgimento delle proprie attività, per motivi fisici e/o psicologici. Questo indicatore (unhealthy days) riflette lo stesso profilo socio-demografico delle persone non soddisfatte del proprio stato di salute, cioè di coloro che riferiscono che la loro salute “va male” o “molto male”. Il numero medio di giorni in cattiva salute totale cresce con l’età (da 6 giorni fra i 65-74enni a 9 giorni fra gli ultra 85enni), è più alto fra le persone con molte difficoltà economiche (14 giorni vs 6 giorni fra chi non ha difficoltà economiche), fra le persone meno istruite (8 vs 6 giorni), fra le donne rispetto agli uomini (8 vs 5 giorni) e fra le persone con un almeno una patologia cronica (9 vs 5 giorni), aumentando ulteriormente fra le persone con comorbidità (10 giorni). clicca qui Stato di salute percepito positivamente Stato di salute percepito negativamente Numero totale medio di giorni in cattiva salute * Numero medio di giorni in cattiva salute fisica Numero medio di giorni in cattiva salute pisichica Numero medio di giorni con limitazione delle attività quotidiane   fonte: PASSI D’ARGENTO

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  • La rete SCOSSA.NET ha deciso di avviare una newsletter per offrire un’analisi dei numeri, dei provvedimenti e dei fatti che popolano le preoccupazioni delle famiglie e dei professionisti sulla salute e sui servizi sociosanitari del nostro Paese. L’obiettivo è promuovere un dibattito basato su dati e fatti concreti, favorire la diffusione di informazioni e documenti, analizzare la realtà senza appiattirsi sulla narrazione prevalente, fornire un servizio ai tanti cittadini che vorrebbero capire che cosa sta succedendo alla sanità pubblica e come possiamo impegnarci per il suo rilancio.  La prima newsletter è dedicata al disegno di legge di bilancio ora in discussione in Parlamento.

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  • Nel 2024 le nuove diagnosi di infezione da HIV sono state 2379, pari a 4,0 nuovi casi per 100.000 residenti, e sono stati notificati 450 nuovi casi di AIDS pari a un’incidenza di 0,8 nuovi casi per 100.000 residenti. È quanto emerge dagli ultimi dati pubblicati dal Centro operativo AIDS (COA) dell’ISS, in occasione del World AIDS Day 2025 (1 dicembre). Per approfondire: consulta le pagine con i dati epidemiologici italiani aggiornati. Inoltre, in occasione della Giornata, il Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse 800861061 dell’ISS, attivo dal lunedì al venerdì, amplierà l’orario di apertura al pubblico dalle 9.00 alle 19.00. fonte: https://www.epicentro.iss.it/

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