Giustizia, la separazione delle carriere attua il piano della P2. di Aldo Policastro

L’intervista Il procuratore generale attacca la riforma varata dal governo: “La magistratura sarà indebolita. Mi impegnerò in prima persona per difendere la Costituzione”

«L’effetto di questa riforma è molto chiaro: indebolire la magistratura e l’intera area della giurisdizione».

Il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia si avvicina e il procuratore generale Aldo Policastro non usa giri di parole per mettere in guardia l’opinione pubblica su quelli che, a suo avviso, sono i rischi di questo delicatissimo bivio nei rapporti tra toghe e politica: «È una battaglia in difesa della Costituzione e dei diritti delle persone», dice il pg, che ieri ha partecipato al dibattito sulla separazione delle carriere organizzato dalla Fondazione Banco di Napoli presieduta da Orazio Abbamonte.

Qual è la posta in gioco di questo referendum, pg Policastro?

«I cittadini dovranno chiedersi se vogliono ancora una magistratura e una giustizia come le abbiamo conosciute fino a oggi, in grado di tutelare i diritti di tutti e di svolgere un ruolo di bilanciamento rispetto agli altri poteri, o se preferiscono magistrati più deboli, con minore autonomia e indipendenza».

Con pm e giudici divisi non più solo per funzioni non sarà più così?

«La riforma va valutata nel suo complesso per comprenderne la portata, non spacchettandola. La separazione delle carriere, la creazione di due Csm e il sorteggio per la scelta dei componenti produrranno un unico risultato: il controllo definitivo della magistratura e la sua marginalizzazione».

Pensa anche lei che il passo successivo sarà la sottoposizione del pm all’esecutivo?

«Potrebbe addirittura non essere necessario. Già in questo modo, spazzando via un autogoverno forte, si finirà per formare una nuova generazione di inquirenti molto superpoliziotti e poco magistrati».

In che senso?

«Ho trascorso una vita intera nelle Procure, conosco il peso delle pressioni, e non mi riferisco a quelle illecite, che il potere e la piazza possono esercitare sul lavoro del pubblico ministero. La separazione delle carriere ci consegnerà un pm non abbastanza autorevole per resistere a queste pressioni. Un superpoliziotto altro non è che un poliziotto più forte che, come tale, risponde all’esecutivo».

In concreto cosa succederà?

«Le inchieste sui ladri di polli si continueranno a fare, i processi che coinvolgono denaro e potere pubblico saranno molto più difficili. Ma è esattamente quello che, nel 1981, era previsto nel Piano di rinascita nazionale della P2».

Qualcuno potrebbe obiettare che, a ogni riforma, i magistrati agitano rischi per i cittadini e tirano fuori lo spettro della P2. Come risponde?

«Se le riforme mettono a repentaglio i diritti abbiamo il dovere di evidenziare i pericoli. Quanto alla P2, siamo costretti a parlarne perché è attuale. La loggia, vorrei ricordarlo, è stata considerata illegittima perché mirava a sovvertire lo Stato democratico. Per comprendere che cosa abbia significato il suo programma basta leggere la sentenza Bellini sulla strage di Bologna. E nel Piano di rinascita nazionale era scritto nero su bianco: “Separazione delle carriere. Sottomissione del pm all’esecutivo. Riforma del Csm”».

Il sorteggio dei componenti dei due Csm viene motivato con l’esigenza di togliere potere alle correnti dopo gli scandali del recente passato, a cominciare dal caso Palamara. Ci sono suoi colleghi che condividono almeno questo punto della riforma.

«Le correnti hanno fornito negli anni un contributo enorme affinché la magistratura italiana facesse passi in avanti che, evidentemente, a qualcuno non sono piaciuti. Il caso Palamara, poi, ha coinvolto magistratura e politica, ciò nonostante il sorteggio viene introdotto solo per la prima e non per la seconda. A Napoli abbiamo contestato Palamara quando tutti lo osannavano. Al nostro fianco non ho visto tanti di quei soloni che oggi sparano contro le correnti».

Aldo Policastro parteciperà direttamente a questa campagna referendaria?

«Mi sono sempre impegnato in prima persona in tutto quello in cui credevo, mettendo in gioco la mia storia e la mia faccia. Sarà così anche stavolta».

fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2025/11/08/news/procuratore_generale_policastro_riforma_giustizia_indebolira_magistratura_come_voleva_p2-424967552/

Napoli, il pg Policastro: Giustizia, la separazione delle carriere attua il piano della P2
Aldo Policastro – PG di Napoli
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