Scippare competenze e risorse alle regioni, assecondare le richieste del mondo universitario e della sanità religiosa, confinare ai margini l’assistenza distrettuale e dimenticare completamente la prevenzione: questa la recente delega sulla sanità
Non sono chiacchiere! Il disegno di legge delega di riorganizzazione del Ssn approvato in Consiglio dei ministri il 12 gennaio scorso può apparire – a una prima lettura – generico e dappoco, anche perché privo di risorse e di precisi principi di delega, ma a una lettura più attenta rivela un preoccupante ritorno al passato, quando gli ospedali erano al centro delle politiche sanitarie mentre la prevenzione e l’assistenza distrettuale erano per lo più abbandonate a sé stesse.
La riforma potrebbe cambiare radicalmente la configurazione del Ssn: separa i grandi ospedali dal resto della sanità, li accentra in mano al Ministero (un’autonomia differenziata al contrario!), sottrae risorse alle Regioni (le strutture ospedaliere “di eccellenza” saranno finanziate e governate direttamente dal Ministero), ignora completamente la prevenzione e lascia alla programmazione regionale poco più dell’assistenza territoriale, dimostrando così di non avere alcun interesse per la continuità dell’assistenza. Vero è che ci sono principi di delega sull’assistenza territoriale e sulla cronicità, che tuttavia riprendono concetti ormai abusati, rispetto ai quali è necessario operare concretamente e non limitarsi a produrre affermazioni di principio. …leggi tutto sulla Newsletter n.2 di La Scossa

