L’esperienza della pandemia ha messo in luce sia la capacità di risposta del sistema sanitario croato sia la necessità di rinnovamento strutturale. La Strategia nazionale di sviluppo 2020–2030 e il Piano sanitario 2021–2027 delineano obiettivi chiari: potenziare la medicina territoriale, digitalizzare i servizi, migliorare la qualità dei dati e promuovere una maggiore integrazione tra sanità e welfare.
La Croazia, democrazia parlamentare dal 1990, è un Paese in cui storia, politica e sanità si intrecciano profondamente. Con circa 4 milioni di abitanti, presenta una popolazione in progressivo invecchiamento — oltre un quinto ha più di 65 anni — e un tasso di fecondità relativamente basso (1,9 figli per donna). La popolazione è concentrata nelle aree urbane, mentre le regioni orientali soffrono di spopolamento e declino economico. Sul piano economico, il PIL pro capite è di circa 17.700 dollari, con un debito pubblico del 77,5% sul PIL e una disoccupazione poco sopra l’8%. L’adesione all’Unione Europea nel 2013 ha portato investimenti e modernizzazione, ma anche una significativa emigrazione di giovani lavoratori, che ha contribuito a una riduzione demografica del 10% tra il 2011 e il 2021. Oggi la Croazia è classificata come paese a reddito medio-alto e destina circa il 7% del PIL alla sanità, una quota comparabile alla media europea. Tuttavia, persistono disuguaglianze regionali nell’accesso alle cure.
Organizzazione e pianificazione del Sistema Sanitario
Il sistema sanitario croato ha radici che risalgono all’Impero Austro-Ungarico, quando era organizzato secondo il modello Bismarck, basato sulle assicurazioni sociali. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, durante il periodo socialista, il Paese adottò un modello Beveridge, centralizzato e universalistico, finanziato direttamente dallo Stato. Nel corso dei decenni, il sistema sanitario attraversò fasi di decentramento, fino ad arrivare all’indipendenza del 1991. Dopo la guerra e le successive riforme economiche, si assistette a un processo di nuova centralizzazione e a una parziale privatizzazione, pur mantenendo i principi fondamentali di università e solidarietà. Negli ultimi trent’anni, il Paese ha cercato di bilanciare il finanziamento centralizzato con una gestione più vicina ai territori, definendo dei ruoli chiave per i vari attori, in particolare il Ministero della Salute definisce le politiche e i programmi nazionali, mentre le contee amministrano ospedali e centri sanitari, occupandosi della programmazione e dell’erogazione dei servizi, mentre il settore privato, in espansione soprattutto nelle aree urbane, offre servizi complementari. La Costituzione croata garantisce a tutti i cittadini “il diritto all’assistenza sanitaria in conformità alla legge”. Con l’adesione all’Unione Europea nel 2013, la legislazione nazionale è stata armonizzata con le normative comunitarie. Inoltre, negli ultimi anni le riforme hanno introdotto co-pagamenti limitati, un maggior decentramento, con le contee responsabili della gestione dell’assistenza primaria e ospedaliera locale, e una significativa spinta alla digitalizzazione, grazie al Sistema informativo sanitario centrale della Croazia (acronimo CEZIH), che collega in rete ospedali, medici di famiglia e farmacie.
La pianificazione sanitaria è strutturata su due livelli:
- A livello nazionale, vengono definite le strategie generali e i principali obiettivi di salute pubblica, come nel Piano nazionale di sviluppo dell’assistenza sanitaria 2021–2027;
- A livello locale, le autorità provinciali e gli istituti di salute pubblica raccolgono dati epidemiologici, attuano programmi di prevenzione e sviluppano interventi coerenti con le linee ministeriali.
Particolare attenzione è rivolta alla collaborazione intersettoriale, secondo l’approccio europeo Health 2020, che promuove la salute come obiettivo trasversale delle politiche ambientali, sociali ed educative. Tuttavia, questa cooperazione rimane ancora disomogenea e si rafforza solo in contesti emergenziali, come durante la pandemia di COVID-19.
Risorse e Servizi sanitari
Infrastrutture. Nonostante la bassa spesa sanitaria pro capite, le risorse fisiche del sistema sanitario croato sono paragonabili a quelle di molti altri paesi europei. Il numero di posti letto ospedalieri è diminuito da 6,0 per 1.000 abitanti nel 2000 a 5,6 nel 2018, un valore superiore alla media UE di 5,4. Tuttavia, molti di questi posti letto sono destinati alle cure a lungo termine, mentre il numero di posti letto per cure acute è inferiore rispetto ad altri paesi comparabili.
E-health. Dal 2000 la Croazia ha sviluppato un sistema di e-health per integrare i dati sanitari e migliorare l’interoperabilità tra strutture afferenti al Fondo croato per l’assicurazione sanitaria (Croatian Health Insurance Fund, acronimo CHIF). Il Sistema Informativo Sanitario Centrale collega ambulatori, farmacie e laboratori, mentre gli ospedali restano parzialmente indipendenti. Le priorità future includono cartelle cliniche elettroniche e gestione centralizzata delle visite, ma senza una tempistica chiara.
Risorse umane. La Croazia ha una distribuzione squilibrata del personale sanitario, con carenze nelle aree rurali e sulle isole. Durante la pandemia di COVID-19, sono state prese misure per aumentare e trattenere il personale medico. Nel 2018 c’erano 344 medici per 100.000 abitanti, un valore inferiore alla media dell’UE, con carenze nei medici di famiglia, comunque in costante aumento rispetto al 2000. Anche il numero di infermieri è inferiore rispetto ad altri paesi, pur costituendo il gruppo sanitario più numeroso (Figura 1).
Figura 1. Infermieri e medici per 100mila abitanti
Modalità di Finanziamento
Il sistema sanitario croato ha da pochi anni una natura centralizzata in cui la maggior parte dei fornitori di servizi sanitari è di proprietà pubblica ed il Ministero della Salute gode di un ruolo centrale di governance. Quest’ ultimo è responsabile della pianificazione, sviluppo e valutazione di politiche sanitarie nazionali, della regolamentazione degli investimenti di capitale per i fornitori di assistenza sanitaria di proprietà pubblica e privata e della fornitura di assistenza terziaria, che include ospedali universitari e centri ospedalieri universitari. Le contee sono responsabili dell’organizzazione e della gestione dei servizi sanitari regionali (ospedali specializzati istituti di salute pubblica e farmacie pubbliche).
Figura 2. Governance e flussi finanziari
Sistema assicurativo croato
La Croazia ha un sistema di assicurazione sanitaria sociale obbligatoria che consolida il finanziamento pubblico sotto un’unica entità, il Fondo croato per l’assicurazione sanitaria (CHIF). Il CHIF è l’unico acquirente dei servizi sanitari forniti nell’ambito del regime di assicurazione sanitaria obbligatoria ed offre anche un’assicurazione volontaria complementare che copre i co-pagamenti richiesti nel sistema di assicurazione sanitaria sociale. In ambito privato, i pagamenti OOP (Out of pocket) rappresentano la maggior parte della spesa sanitaria in Croazia. Essi danno diritto ai servizi sanitari sia pubblici (solo i non coperti o parzialmente assorbiti da Obvesno) che privati.Figura 3. Spese del sistema sanitario
Figura 3. Spese del sistema sanitario
Finanziamento del sistema sanitario croato
Le principali fonti di entrate del CHIF sono i contributi obbligatori per l’assicurazione sanitaria, che ammontano al 78,0% delle entrate (dati 2023), con il 13,9% proveniente dal bilancio statale. Le entrate derivanti dai contributi obbligatori per l’assicurazione sanitaria e dal bilancio statale vengono utilizzate per finanziare la fornitura di assistenza sanitaria, i risarcimenti e la gestione del CHIF.
La spesa sanitaria come quota del PIL è aumentata in Croazia negli ultimi anni, dal 6,8% nel 2019, al 7,7% nel 2020, all’8,1% nel 2021, in risposta alla pandemia di COVID-19 e al conseguente calo del PIL, per assestarsi al 7,1% nel 2023.
La spesa sanitaria pro-capite, in aumento, ha raggiunto nel 2023 i 2.815$ – inferiore rispetto alla maggior parte degli altri Stati membri dell’UE – di cui 2.391$ di spesa pubblica e 424$ di spesa privata (spesa out-of-pocket + spesa per assicurazioni private volontarie).
Accesso e Copertura dei Servizi Sanitari
Salute pubblica. Il sistema di salute pubblica in Croazia è gestito attraverso una rete di istituti pubblici, tra cui il Croatian Institute of Public Health (acronimo CIPH), coordinato dal Ministero della Salute, e 21 istituti sanitari provinciali gestiti dalle contee. Il CIPH supervisiona e coordina le attività sanitarie, raccoglie e analizza dati epidemiologici, promuove la salute, organizza screening nazionali e gestisce la prevenzione delle malattie infettive. Mentre gli istituti sanitari provinciali si occupano di epidemiologia, sicurezza alimentare e ambientale, vaccinazioni, salute mentale, medicina scolastica e promozione della salute. I programmi di vaccinazione obbligatoria hanno ridotto drasticamente le malattie infettive, anche se negli ultimi anni si è osservato un aumento dei casi di morbillo principalmente dovuto all’esitazione vaccinale. Sono attivi programmi nazionali di screening oncologici, oltre a strategie per combattere le dipendenze e ridurre l’uso di tabacco e alcol.
Percorso del paziente. I medici delle cure primarie (medici di famiglia, pediatri e ginecologi) rappresentano il primo punto di contatto dei pazienti con il sistema sanitario e svolgono il ruolo di filtro per l’accesso a cure mediche più complesse. I medici di famiglia forniscono diagnostica e trattamenti di base, indirizzando i pazienti a specialisti per cure secondarie o terziarie, tranne nel privato dove il singolo paziente può accedere individualmente. In caso di un’improvvisa minaccia per la salute o la vita, i pazienti possono accedere direttamente alle cure di emergenza.
Figura 4. Percorso del paziente
Primary health care. L’assistenza primaria in Croazia è fornita da una rete di medici e infermieri assunti dal CHIF. Ogni cittadino deve registrarsi presso un medico di famiglia o un pediatra, con la possibilità di cambiarlo gratuitamente. L’assistenza è erogata in studi individuali, unità multidisciplinari e centri sanitari provinciali. Dal 2013, il CHIF ha incentivato la creazione di studi di gruppo, aumentando l’indipendenza professionale. Tuttavia, persistono difficoltà nell’organizzazione dei servizi, nella continuità dell’assistenza e nella comunicazione tra operatori sanitari. A causa delle lunghe attese, molti pazienti saltano la medicina generale per rivolgersi direttamente agli specialisti, spesso tramite pronto soccorso.
Assistenza specialistica. L’assistenza specialistica ambulatoriale in Croazia è principalmente fornita su indicazione del medico di famiglia. Gli specialisti operano in ospedali generali, policlinici pubblici, centri sanitari di contea e strutture private. Gli ospedali generali e specializzati forniscono assistenza secondaria per pazienti ricoverati. Le riforme recenti mirano a incrementare la quota di trattamenti forniti in day hospital, per ridurre i ricoveri ospedalieri. L’assistenza terziaria, che include trattamenti ad alta complessità, è erogata in ospedali universitari e centri ospedalieri universitari, che si occupano anche della formazione medica e della ricerca.
Emergenze. L’assistenza medica di emergenza fornisce cure urgenti a chi ne ha bisogno, sia sul luogo dell’incidente, in pronto soccorso o durante il trasporto, sia in ospedale. È disponibile 24 ore su 24 come servizio pubblico ambulatoriale e ospedaliero. La riforma del 2009 ha creato una rete nazionale di istituti di medicina d’urgenza, coordinata dall’istituto croato per la medicina d’urgenza, che stabilisce standard, protocolli e programmi di formazione. Ogni contea ha un proprio istituto di medicina d’urgenza, responsabile dei call center e dell’assistenza locale.
Farmacia. I prodotti farmaceutici in Croazia sono venduti nelle farmacie convenzionate con il CHIF, concentrate nelle città, mentre le aree rurali restano poco servite. I farmaci coperti dal CHIF sono suddivisi in un elenco di base, totalmente sovvenzionato, e un elenco complementare, parzialmente rimborsato con costi aggiuntivi a carico dei pazienti. Le prescrizioni sono elettroniche grazie alla digitalizzazione. Esiste anche un elenco di farmaci costosi per malattie gravi, somministrati in ospedale previa approvazione. Nel 2018 la spesa farmaceutica pro capite è stata di circa 220 €.
Salute mentale. I servizi di salute mentale sono forniti principalmente in istituzioni, in particolare ospedali. L’assistenza sanitaria mentale di comunità, fatta eccezione per alcuni programmi come la prevenzione della dipendenza, rimane sottosviluppata e mancano programmi ben organizzati di assistenza sanitaria mentale nella comunità. L’accesso geografico all’assistenza sanitaria mentale varia nel paese, con più servizi disponibili a Zagabria e nelle grandi città.
Sfide Attuali
Il sistema sanitario croato garantisce una copertura quasi universale e un buon livello di protezione finanziaria, ma deve affrontare sfide strutturali rilevanti. In particolare persistono liste d’attesa lunghe, carenze di personale sanitario e disuguaglianze territoriali, con difficoltà di accesso nelle aree rurali e insulari. La qualità dell’assistenza risente della mancanza di un sistema di monitoraggio efficace e di indicatori uniformi. La mortalità per cause prevenibili e curabili resta elevata, segnalando la necessità di rafforzare la prevenzione, la diagnosi precoce e l’assistenza primaria. L’ultima dimostra un segno di debolezze con il 52% degli accessi al pronto soccorso riguardanti casi non urgenti. Circa il 29,5% del budget è destinato all’assistenza ospedaliera e il 37,9% all’assistenza ambulatoriale, una quota superiore alla media europea. Le spese per farmaci rappresentano il 22,8%, mentre l’assistenza a lungo termine — che comprende i servizi continuativi per anziani e persone con malattie croniche — riceve solo il 3,1%, contro una media UE del 16,3%.
Conclusione
La sanità croata ha compiuto progressi importanti negli ultimi anni, ma rimane in una fase di transizione delicata. Il sistema è riuscito a garantire ampia copertura e un buon livello di protezione economica, ma deve ancora affrontare sfide legate alla qualità, equità e continuità delle cure. L’esperienza della pandemia ha messo in luce sia la capacità di risposta del sistema sia la necessità di rinnovamento strutturale. La Strategia nazionale di sviluppo 2020–2030 e il Piano sanitario 2021–2027 delineano obiettivi chiari: potenziare la medicina territoriale, digitalizzare i servizi, migliorare la qualità dei dati e promuovere una maggiore integrazione tra sanità e welfare.
La sfida dei prossimi anni sarà costruire un sistema sanitario che mantenga i suoi valori fondanti di universalità e solidarietà, ma che sia anche capace di rispondere alle nuove realtà demografiche, sociali e tecnologiche della Croazia contemporanea.
Autrici e Autori: Camillo Di Nizio, Rossella Romano e Zhanna Tumanova, Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina preventiva, Università di Firenze
Riferimento:

Scarica il Rapporto Croatia
fonte: https://www.saluteinternazionale.info/2025/12/sistema-sanitario-della-croazia/




