
Gli italiani con un tumore
Il cancro colpisce sempre più persone.
Nel 2010 gli italiani che vivevano dopo una diagnosi di tumore erano 2,6 milioni (Figura 1). Questo numero è aumentato fino a 3,5 milioni nel 2020, 3,7 milioni nel 2025 e sarà 4 milioni nel 2030, pari a quasi il 7% della popolazione italiana.
La sopravvivenza dopo 10 anni
Nel contempo, però, cresce molto anche la sopravvivenza a 10 anni dalla diagnosi. Interessante notare che nel 2010 le persone vive oltre 10 anni dopo la diagnosi erano circa la metà (939.000) di coloro che avevano avuto una diagnosi da meno di 10 anni (1,7 milioni), mentre nel 2030 si prevede saranno oltre 2 milioni, più di quanti hanno avuto una diagnosi da meno di 10 anni (Dal Maso L., Guzzinati S., 2025).
Fig.1. Andamento del numero di persone che vivono in Italia dopo una diagnosi dei tumori per tempo dalla diagnosi dal 2006 al 2030
Età e genere
Tra le 4 milioni di persone che vivranno nel 2030 dopo una diagnosi di tumore, si stima saranno 2,25 milioni le donne, il 56% del totale mentre saranno oltre 2,8 milioni di persone quelle sopra i 65 anni di età.
Sopravvivenza per tipo di neoplasia
Nel 2030, oltre un quarto degli italiani che vivranno dopo una diagnosi di tumore avranno avuto un tumore della mammella (26%), oltre un milione e 53 mila donne, una donna su 28.
Il tumore più frequentein termini di prevalenza[1] negli uomini sarà quello della prostata, a seguito del quale vivranno 560 mila italiani, quasi il 2% di tutti gli uomini che vivono in Italia.
Vivranno anche quasi 470 mila persone dopo tumori del colon-retto, 320 mila della vescica, 280 mila della tiroide e 270 mila dopo melanomi. Queste sei sedi neoplastiche interesseranno circa i tre quarti (74%) di tutti gli italiani che vivono dopo un tumore.
Il numero di italiani che vivranno dopo ciascuno di questi tumori è previsto in crescita fino al 2030. L’aumento sarà del 2,2% l’anno per le donne che vivranno dopo il tumore della mammella e del 2,3% l’anno dopo il tumore della prostata. Per entrambi i sessi, l’aumento sarà dello 0,9% dopo tumori del colon-retto e dell’1,0% dopo tumori della vescica. Particolarmente marcato (maggiore del 3% l’anno) sarà l’aumento delle persone, specialmente donne giovani, che si prevede vivranno dopo diagnosi di tumori della tiroide e melanomi cutanei, neoplasie con una probabilità di guarigione molto alta e attesa di vita che si discosta poco da quella della popolazione generale per la maggior parte dei sottotipi (Dal Maso et al. 2019).
Le sovradiagnosi
Una quota di questi tumori è dovuta alla sovradiagnosi, cioè alla diagnosi di tumori che non avrebbero mai causato sintomi o problemi di salute nel corso della vita di una persona. Questo fenomeno è legato a una forte pressione diagnostica di cui è essenziale ridurre l’impatto attraverso strategie di diagnosi e gestione più appropriate che minimizzino diagnosi e trattamenti non necessari evitando di trasformare individui sani in pazienti oncologici. La sfida consiste nel bilanciare l’obiettivo di individuare tempestivamente i tumori clinicamente rilevanti con la necessità di evitare diagnosi e trattamenti superflui che penalizzano i pazienti e il sistema sanitario nel suo complesso (ITCO 2025).
L’aspettativa di vita degli ammalati
Tra tutte le persone che vivono dopo un tumore, si stima che l’85,6% abbia la stessa attesa di vita di chi non si è ammalato, non morirà a causa del tumore è può essere ritenuto guarito. La percentuale supera il 90% per i giovani sotto i 45 anni che vivono dopo un tumore.
Con il passare del tempo dopo la diagnosi la probabilità di guarigione aumenta e, tra coloro che hanno affrontato la diagnosi da oltre 5 anni, la proporzione dei pazienti che guariranno diventa del 93,0%, del 95,7% per quelli vivi oltre 10 anni dopo la diagnosi e del 97,7% passati 15 anni. In altre parole, tra i 2 milioni di italiani che vivranno oltre 10 anni dopo la diagnosi meno di uno su venti morirà a causa del tumore. Queste percentuali variano a seconda del tumore e guarirà l’87,5% di tutte le donne con diagnosi di tumore della mammella, il 99,4% se hanno avuto una diagnosi precoce [Dal Maso et al. 2024]. Tra tutti gli uomini vivi dopo tumore della prostata il 94,1% ha la stessa attesa di vita di chi non si è ammalato. Guariranno pure il 90,3% delle persone che vivono dopo tumore del colon-retto, il 78,0% dopo tumore della vescica, 99,3% della tiroide e 95,3% dopo melanoma cutaneo [Guzzinati et al. 2024].
Nel 2030, 4 milioni di italiani (il 6,9% della popolazione) vivranno dopo una diagnosi di tumore, ma 7 su 8 (86%) avranno la stessa aspettativa di vita della popolazione generale.
Le differenze regionali
Il numero di persone che vivono con una diagnosi di tumore varia anche per area geografica.
In alcune aree del Nord Italia oltre il 5% della popolazione vive con una diagnosi oncologica mentre in alcune zone del Sud la prevalenza scende al 2–3%.
Differenze si registrano anche nella sopravvivenza dopo la diagnosi del tumore. I registri tumori mostrano che aree del Nord come Emilia-Romagna o Veneto hanno livelli di sopravvivenza tra i più alti mentre alcune aree del Sud mostrano valori inferiori.
Nel complesso gli studi indicano che il divario esiste ma non è enorme; l’ordine di grandezza tipico è 3–8 punti percentuali nella sopravvivenza tra macro-aree. Va sottolineato che il sistema sanitario nazionale italiano con il suo carattere gratuito ed universalistico ha ridotto molto le disuguaglianze rispetto ad altri paesi.
Le principali cause delle differenze regionali
Gli studi italiani convergono su alcuni fattori chiave che determinano le differenze regionali. Essi sono i seguenti:
- Screening e diagnosi precoce. La partecipazione ai programmi di screening è molto diversa. Questo influisce fortemente sulladiagnosi in stadi più precoci, quindi sulla sopravvivenza.
- Accesso alle cure e organizzazione sanitaria. Ci sono differenze nei sistemi sanitari regionali per disponibilità di centri oncologici, per tempi diagnostici, per reti oncologiche regionali, per migrazione sanitaria (pazienti che si operano in altre regioni). Per esempio una quota significativa di pazienti del Sud si opera al Nord, soprattutto per tumore della mammella.
- Stili di vita. Distribuzioni diverse di fattori di rischio: fumo, obesità, dieta, attività fisica, consumo di alcol.Ad esempio alcune regioni del Centro-Sud hanno percentuali più alte di fumatori, fattore associato soprattutto ai tumori polmonari (Epicentro, 2025).
Indicazioni per il futuro
L’evoluzione della sopravvivenza oncologica in Italia indica che il cancro sta diventando sempre più spesso una condizione con cui si può vivere a lungo, e in molti casi guarire.
Questi risultati, che sono significativi per l’Italia, possono fornire indicazioni volte a proporre adattamenti della sorveglianza clinica a lungo termine, a migliorare la qualità di vita e la riabilitazione delle persone con tumore durante tutto il decorso della malattia, tenendo conto che il rischio di ripresa di malattia (o di morte) cambia negli anni successivi alla diagnosi.
Tener conto ditali evidenze contribuirà a ridurre la medicalizzazione non necessaria dei pazienti guariti e a concentrarsi sulla gestione degli effetti tardivi delle diverse malattie oncologiche.
La conoscenza di questi dati deve contribuire a ridurre le discriminazioni economiche e sociali che impediscono un’efficace riabilitazione e reintegrazione dei pazienti guariti (Dal Maso, Guzzinati, 2025).
Nei prossimi anni le politiche sanitarie dovranno quindi adattarsi a una realtà in cui cresce rapidamente il numero di persone che vivono dopo una diagnosi di tumore, spesso con aspettative di vita simili alla popolazione generale.
Questo richiede almeno quattro direzioni strategiche:
- rafforzare ulteriormente la prevenzione primaria e gli screening organizzati per favorire diagnosi sempre più precoci;
- sviluppare modelli assistenziali dedicati ai “long survivors”, integrando oncologia, medicina territoriale e gestione delle comorbidità;
- ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alla diagnosi e alle cure attraverso reti oncologiche più omogenee e coordinate;
- limitare il fenomeno della sovradiagnosi promuovendo strategie diagnostiche più appropriate.
Solo con un approccio integrato che unisca prevenzione, qualità dell’assistenza e equità territoriale sarà possibile trasformare l’aumento dei casi prevalenti non in un peso crescente per il sistema sanitario, ma nel segno concreto dei progressi nella lotta contro i tumori.
Bibliografia
- Dal Maso L., Guzzinati S., Quante persone vivono nel 2025 dopo una diagnosi di tumore? E quante saranno nel 2030?, in (a cura di Favo), “17° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici”, 2025.
- Dal Maso L, Toffolutti F, De Paoli A, Giudici F, Francisci S, Bucchi L, Zorzi M, Fusco M, Caldarella A, Rossi S, De Angelis R, Botta L, Ravaioli A, Casella C, Musolino A, Vitale MF, Mangone L, Fanetti AC, Carpin E, Burgio Lo Monaco MG, Migliore E, Gambino ML, Ferrante M, Stracci F, Gasparotti C, Carrozzi G, Cavallo R, Mazzucco W, Ballotari P, Ferretti S, Sampietro G, Rizzello RV, Boschetti L, Cascone G, Mian M, Pesce MT, Piras D, Galasso R, Bella F, Seghini P, Pinna P, Crocetti E, Serraino D, Guzzinati S; AIRTUM Working Group. Cure indicators and prevalence by stage at diagnosis for breast and colorectal cancer patients: A population-based study in Italy. Int J Cancer. 2024 Jul 15;155(2):270-281. doi: 10.1002/ijc.34923. Epub 2024 Mar 23. PMID: 38520231.
- Dal Maso L, Luigino Dal Maso, Chiara Panato, Stefano Guzzinati, Diego Serraino, Silvia Francisci, Laura Botta, Riccardo Capocaccia, Andrea Tavilla, Anna Gigli, Emanuele Crocetti, Massimo Rugge, Giovanna Tagliabue, Rosa Angela Filiberti, Giuliano Carrozzi , Maria Michiara, Stefano Ferretti, Rosaria Cesaraccio, Rosario Tumino, Fabio Falcini, Fabrizio Stracci , Antonietta Torrisi, Guido Mazzoleni, Mario Fusco, Stefano Rosso, Francesco Tisano, Anna Clara Fanetti, Giovanna Maria Sini, Carlotta Buzzoni, Roberta De Angelis; AIRTUM Working group, Prognosis and cure of long-term cancer survivors: A population-based estimation, Cancer Med. 2019 Aug;8(9):4497-4507; doi: 10.1002/cam4.2276. Epub 2019 Jun 17.
- Epicentro, Registri tumori: https://www.epicentro.iss.it/tumori/registri
- Guzzinati S, Toffolutti F, Francisci S, De Paoli A, Giudici F, De Angelis R, Demuru E, Botta L, Tavilla A, Gatta G, Capocaccia R, Zorzi M, Caldarella A, Bidoli E, Falcini F, Bruni R, Migliore E, Puppo A, Ferrante M, Gasparotti C, Gambino ML, Carrozzi G, Bianconi F, Musolino A, Cavallo R, Mazzucco W, Fusco M, Ballotari P, Sampietro G, Ferretti S, Mangone L, Mantovani W, Mian M, Cascone G, Manzoni F, Galasso R, Piras D, Pesce MT, Bella F, Seghini P, Fanetti AC, Pinna P, Serraino D, Rossi S, Dal Maso L; AIRTUM Working Group. Patients with cancer who will be cured and projections of complete prevalence in Italy from 2018 to 2030. ESMO Open. 2024 Jul;9(7):103635. doi: 10.1016/j.esmoop.2024.103635. Epub 2024 Jul 23. PMID: 39043021; PMCID: PMC11321301.
- Guzzinati S, Virdone S, De Angelis R, Panato C, Buzzoni C, Capocaccia R, Francisci S, Gigli A, Zorzi M, Tagliabue G, Serraino D, Falcini F, Casella C, Russo AG, Stracci F, Caruso B, Michiara M, Caiazzo AL, Castaing M, Ferretti S, Mangone L, Rudisi G, Sensi F, Mazzoleni G, Pannozzo F, Tumino R, Fusco M, Ricci P, Gola G, Giacomin A, Tisano F, Candela G, Fanetti AC, Pala F, Sardo AS, Rugge M, Botta L, Dal Maso L., Characteristics of people living in Italy after a cancer diagnosis in 2010 and projections to 2020, BMC Cancer. 2018 Feb 9;18(1):169. doi: 10.1186/s12885-018-4053-y.
- Italian Thyroid Cancer Observatory (ITCO) 2025, https://issuu.com/raffaelecreativagroupcom/docs/report_ itco_agg13-2-2025
fonte: https://francopesaresi.blogspot.com/2026/03/la-sopravvivenza-dopo-il-tumore-in.html
