Più movimento, più vita. di Alessandra Suglia

L’attività fisica come bene essenziale

Con il tema più movimento, più vita, la Giornata Mondiale dell’Attività fisica quest’anno rimarca che l’attività fisica è un bene essenziale da coltivare sin dai primi anni di vita per il ben-essere fisico e mentale, la prevenzione delle malattie e la coesione sociale.
Celebrata a partire dal 6 a fine Aprile, questo appuntamento si unisce alla Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace (6 Aprile), istituita dall’ONU come riconoscimento al contributo positivo che lo Sport può avere nella concretizzazione degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile e sulla piena affermazione dei Diritti umani.

Obiettivi di attività fisica per tutte le età

Dall’infanzia all’età anziana è importante porsi obiettivi di attività fisica. Le linee di indirizzo del Ministero della Salute del 2021 (integrate nel 2024) guidano i decisori e i professionisti della prevenzione e della promozione della salute a:

• orientare le persone a praticare livelli di attività fisica che tengano conto dell’età, delle competenze motorie, delle condizioni di salute e dei contesti di vita

• ridurre il tempo sedentario con attività leggere e compatibili con le competenze motorie di ciascuna persona per scegliere quotidianamente una vita attiva.

L’importanza della scelta individuale

Questo articolo si ferma a riflettere su una dimensione dell’attività fisica che rischia di essere dimenticata. Partecipare all’attività fisica non è una performance per guadagnare anni di vita, è una scelta individuale da garantire a tutti. Una scelta che cambia nel corso degli anni e risponde a bisogni di autodeterminazione, ben-essere e dipende da risorse sociali, economiche, culturali e relazionali che accumuliamo fin da piccoli.

Riflessioni dalla ricerca

Questa riflessione è ben argomentata nel lavoro di ricerca – Invecchiamento attivo: un contributo critico al dibattito – di Orientale Caputo G e Cerasuolo A, 2025.

La revisione narrativa ha considerato 146 studi di sociologia e gerontologia, la branca che studia aspetti sociali, psicologici, cognitivi e biologici dell’invecchiamento. Tra gli studi esaminati, il contributo di Lakomy M, 2023 guarda proprio all’attività fisica come una tra le forme di partecipazione – engagement – che può effettivamente migliorare la qualità di vita percepita lungo tutto il corso della vita e soprattutto dai 65 anni in avanti promuovendo un invecchiamento attivo.

Active Aging: un concetto in evoluzione

Il termine Invecchiamento attivo – Active Aging – nasce nel 2022 quando l’Organizzazione mondiale della salute (OMS) ritiene importante valorizzare la partecipazione sociale e il ben-essere degli anziani lungo l’intero arco della vita. Nel corso degli anni, esso ha assunto una valenza più prescrittiva riducendosi a monitorare il processo di invecchiare dal punto di vista della sostenibilità finanziaria e della produttività economica oppure del grado di impegno in attività – anche di volontariato – da parte della popolazione anziana. Questo sguardo lascia in ombra il destino e i percorsi delle persone meno autosufficienti, gli anziani con disabilità, le donne con carriere frammentate e i territori a minor dotazione di risorse.

Un paradigma di invecchiamento attivo autentico ed equo

La revisione che qui consideriamo vuole rispondere a questa domanda: quali sono le caratteristiche di un paradigma di invecchiamento attivo autentico ed equo?

La domanda aggiuntiva che ci poniamo per chi è impegnato nella promozione della salute e nella prevenzione è: come l’attività fisica può contribuire a un paradigma di invecchiamento attivo autentico ed equo?

Le risposte a cui giungono Orientale Caputo e Cerasuolo valgono per entrambi i quesiti:

  • – l’invecchiamento non inizia a 65 anni. Le politiche devono ridurre le disuguaglianze lungo tutto l’arco dell’esistenza – life course approach (termine del Glossario OMS, 2021, a pag 78) – permettendo a tutti di arrivare alla vecchiaia con “finestre di scelta” reali.
  • – l’autonomia è un prerequisito. L’autenticità risiede nel fatto che l’autonomia non è il traguardo finale, ma la condizione necessaria affinché l’anziano possa scegliere come invecchiare. Senza la libertà di scegliere tempi, spazi e modi del proprio vivere, l’attivazione rischia di diventare un obbligo sociale usurante.
  • – l’importanza del territorio e delle organizzazioni intermedie. Gli Enti locali, i settori – salute, trasporti, urbanistica, ambiente,…- il terzo settore sono i soggetti che trasformano la teoria in opportunità personalizzate e accessibili, radicate nel contesto quotidiano delle persone.

Iniziative in Piemonte

In Piemonte il Piano di Prevenzione 2020-2025, con azioni trasversali di intersettorialità, comunicazione, formazione ed equità e con azioni specifiche di promozione di stili di vita attivi, lavora di almeno cinque anni su queste tre traiettorie.

Le Aziende Sanitarie Locali e il 63% dei Comuni piemontesi collaborano dal 2023 per condividere le reciproche opportunità di attività fisica offerte sui territori alla cittadinanza di età diversa. E sono diverse le realtà dove sono operativi dei tavoli intersettoriali sul tema dell’invecchiamento attivo.

Insieme ai contatti e alle progettualità con le associazioni locali dal 2024 è stata incrementata nelle zone più svantaggiate l’offerta dei gruppi di cammino e dell’attività fisica adattata e dell’esercizio fisoco strutturato. La possibilità di partecipare a occasioni di attività fisica quotidiana è rivolta a più fasce d’età, in contesti diversi – a scuola, sul lavoro, nelle comunità locali di vita – e a gruppi di persone che vivono situazioni di fragilità. Oggi sui siti web della propria ASL territoriale, è possibile conoscere le iniziative e avere informazioni su come iscriversi.

La programmazione futura

La programmazione 2026 – 2031 del Piano di Prevenzione, di imminente approvazione ministeriale, vuole mettere a sistema l’offerta regionale della promozione della salute a partire dalle possibilità di promozione dell’attività fisica. Si vuole dare la possibilità ai cittadini di scegliere autonomamente quale attività fisica fare, quando e dove perché essere attivi sia una scelta che si adatta alle loro vite.

Riferimento bibliografico

Orientale Caputo G, Cerasuolo A. Invecchiamento Attivo: un contributo critico al dibattito. La Rivista delle Politiche Sociali, 1/2025. FuturaEditrice.it, OPEN ACCESS

FONTE: dors

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