Sono stati due giorni ricchi: di partecipazione, di interventi stimolanti e provocatori, di passione e di desiderio di riprendere la lezione vivissima di Franco Rotelli. Due giorni in cui si è manifestato perfino lo stupore tra alcuni dei (tanti) giovani presenti che poco conoscevano, nel concreto, l’esperienza – l’immensa potenza creatrice di cambiamento – che Basaglia e Rotelli hanno, con ruoli diversi espresso. La lezione di Franco Rotelli interroga il presente: sì senza dubbio. E obbliga a schierarsi: per i diritti, la dignità, la libertà di ogni persona, di qualsiasi condizione e in ogni contesto sociale. Chiama a schierarsi, ciascuno secondo le proprie possibilità e il ruolo che svolge, ma chiama a schierarsi, e ad essere “militanti”, anche nel lavoro quotidiano, per attuare la nostra Costituzione.
Le/i partecipanti e le/gli organizzatrici/organizzatori si sono impegnati a proporre un agenda di impegno comune, per dare seguito a questa due giorni, per riprendere a “Toccare la terra, bagnare le rose, cambiare le cose”-
Stefano Cecconi
PS
Siamo prossimi (di quanto?) alle elezioni politiche in Italia. Mentre infuriano guerre devastanti. E, giustamente, alcuni interventi (in specie quelli di Franco Corleone e Gisella Trincas ma non solo) hanno ricordato la necessità di agire da subito, manifestando con chiarezza le proposte, che già esistono: per il rilancio del SSN pubblico e universale (con la legge di iniziativa popolare), per contrastare l’aggressione alle politiche della Salute di comunità da parte di chi si ispira a logiche repressive, politiche che rilanciano stigma mai superati sulla pericolosità sociale dei matti (risuscitando i “mini opg” o le sezioni manicomiali in carcere), politiche che criminalizzano l’immigrazione e più in generale il diritto alla protesta dei dissidenti …
Diversi i fatti negativi che sono stati ricordati: dal ddl Zaffini sulla “nostalgia del manicomio”, alle parti riferite agli autori di reato presenti nel Piano nazionale di Azione Salute Mentale, dal decreto sicurezza a pratiche diffuse di coercizione in tanti luoghi della Cura (Spdc ma anche RSA per gli anziani.) Ma più in generale è la crisi, indotta, del Servizio Sanitario Nazionale e dei servizi sociali a mettere in discussione il diritto alla salute e alle cure delle persone. E allora occorre preparare anche un ‘Agenda dei diritti sociali e civili”, chiara, forte di proposte credibili. Così può essere connessa, senza forzature, l’iniziativa di Trieste ai movimenti per i diritti sociali, civili e per la Pace.
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Il Programma:

