I giovani trainano la vittoria del NO. di Marco Geddes da Filicaia, Gavino Maciocco

Nessuno si aspettava una così larga mobilitazione dei giovani a favore del NO e in difesa della Costituzione. I dati ci dicono che la generazione Z, dai 18 ai 28 anni, ha dato il 67% di partecipazione al voto, con il 58,5% per il No. Nessuno li ha visti arrivare, si è detto. Eppure noi segnali che qualcosa di anomalo si muoveva in quel campo lo avevamo avvertito in largo anticipo.

“Sono Angela, ho 20 anni, sono una studentessa e sono qui perché se la mia voce, il mio impegno, la mia partecipazione può essere utile a difendere l’idea di paese su cui questa Repubblica è stata costruita, allora non c’è altro posto in cui dovrei o potrei essere. Sono qui perché, nonostante i promotori della riforma abbiano preso in giro giorno dopo giorno un paese intero  con semplificazioni, mistificazioni e bugie, per sua sfortuna presidente Meloni, ministro Nordio, questo Paese quando si parla  di Costituzione non è disposto a farsi prendere in giro”. Questi alcuni passaggi dell’appassionato intervento pubblico a favore del NO della studentessa Angela Verdecchia (nella foto), coordinatrice della Rete degli studenti medi. Intervento in cui, tra l‘altro, ha spiegato che i giovani si sono mobilitati perché si sentono inascoltati e esclusi. Ha attaccato il governo, che si è fatto beffe di noi fino al punto di impedire di votare agli studenti fuori sede. Ha  difeso la Costituzione, dicendo che nella Costituzione ci sono i nostri valori, le nostre radici, i nostri ideali.

L’inaspettata valanga dei NO è stata alimentata dall’altrettanto imprevista mobilitazione dei giovani. Una valanga che ha spazzato via la riforma della giustizia che voleva modificare rapporto tra ordine giudiziario e potere politico, a favore di quest’ultimo, e travolto il governo Meloni che si è politicamente intestato tale riforma. Così il referendum sulla giustizia promosso dal governo di Giorgia Meloni è stato percepito come un referendum politico sul governo stesso, più che solo sul merito tecnico della riforma. Questo succede spesso nelle democrazie: quando un esecutivo investe molto capitale politico su una riforma, il voto diventa anche un giudizio su chi governa.

Così il Referendum è stata l’occasione per far confluire nel NO una serie di istanze politiche in opposizione al governo Meloni: La guerra. Il genocidio in Palestina. Trump e la via italiana al trumpismo. La crescente diseguaglianza sociale con Il 10% più ricco delle famiglie che  possiede circa il 45%–50% della ricchezza netta totale. L’evasione e l’elusione fiscale. La crescita della povertà, del lavoro povero e del lavoro precario. La crisi della scuola  e dell’università. La fuga di quasi 100mila giovani all’estero ogni anno. Il trattamento crudele nei confronti dei migranti e l’indifferenza/l’inerzia esibita di fronte ai centinaia di morti annegati del Mediterraneo. Lo smantellamento di un servizio sanitario pubblico e universalistico, con migliaia di persone impossibilitate a curarsi e a impoverirsi o indebitarsi a causa delle cure. L’attacco ai diritti civili e il disprezzo per le culture LGBTQ+.

Queste molteplici istanze si sono coagulate nel voto per il NO in una sorta di patriottismo costituzionale, avendo trovato nella Costituzione un testo vitalissimo, il punto di riferimento di tante aspirazioni di civiltà, condensate in una serie di articoli (come, ad esempio, i seguenti):

Guerra

Articolo 11

  • L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
  • Promuove invece la pace e la cooperazione internazionale.

Salute

Articolo 32

  • La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività

Uguaglianza dei cittadini

  • Articolo 3
    • Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali.
    • La Repubblica rimuove gli ostacoli che limitano di fatto l’uguaglianza (uguaglianza sostanziale).

Salario giusto

  • Articolo 36
    • Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro.
    • Deve essere sufficiente ad assicurare un’esistenza libera e dignitosa.

Progressività fiscale

  • Articolo 53
    • Stabilisce che tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
    • Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Difesa dei migranti (stranieri e diritto d’asilo)

Non esiste un unico articolo che parli esplicitamente di “migranti”, ma diversi articoli rilevanti:

  • Articolo 10
    • L’ordinamento italiano si conforma al diritto internazionale.
    • Lo straniero ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, se nel suo Paese non può esercitare le libertà democratiche.
  • Articolo 2
    • Riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, anche allo straniero.
  • Articolo 3
    • Principio di uguaglianza, che si estende anche agli stranieri per i diritti fondamentali.

Nessuno si aspettava una così larga mobilitazione dei giovani, di cui si segnalavano negli anni passati livelli di interesse politico ridotto, a favore del NO e in difesa della Costituzione. I dati ci dicono che la generazione Z, dai 18 ai 28 anni, ha dato il 67% di partecipazione al voto, con il 58,5% per il No (che cresce a 61,1% nella fascia 18-34 anni!). . Nessuno li ha visti arrivare, si è detto.

Eppure i segnali che qualcosa di anomalo si muoveva in quel campo noi, di Salute Internazionale, lo avevamo avvertito in largo anticipo. Premessa: Salute Internazionale aveva deciso di schierarsi a favore del NO, ripubblicando, il 20 febbraio 2026, un post di Rodolfo Saracci su Giustizia e salute (uscito su Scienza in rete) e pubblicando, il 4 marzo 2026,  un post di Marco Geddes da Filicaia (Referendum. 7 valide ragioni per votare No). Entrambi i post hanno registrato un numero di accessi assolutamente  fuori dell’ordinario. In particolare quello di Geddes il giorno in cui è uscito ha contato più di 5mila accessi e in seguito ha continuato a ricevere regolarmente – e con nostra grande sorpresa –  la stessa quantità giornaliera di lettori fino a raggiungere quota 90mila il giorno del referendum (a cui vanno aggiunti i 20mila accessi del post di Saracci). Salute Internazionale è un sito web ad accesso gratuito, privo di pubblicità, libero e indipendente che si occupa di sanità pubblica e di diritto alla salute ed è generalmente frequentato da un pubblico giovane (per lo più operatori sanitari, studenti, specializzandi).

Non abbiamo certezze, ma è quasi certamente da quel bacino giovanile che i due post hanno ricevuto una così grande attenzione e altrettanta formidabile diffusione (contribuendo nel nostro piccolo al raggiungimento dell’obiettivo del NO).

fonte: https://www.saluteinternazionale.info/2026/04/i-giovani-trainano-la-vittoria-del-no/

 

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