Il Garante e i luoghi senza libertà. Un’idea viva. di Katia Poneti

Katia Poneti presenta il volume “Caro Parlamento” di Mauro Palma, Daniela De Robert, Emilia Rossi per la rubrica di Fuoriluogo su il manifesto


Caro Parlamento, scritto da Mauro Palma, Daniela De Robert, Emilia Rossi, con l’introduzione di Marco Ruotolo, è un libro che ci conduce lungo gli otto anni di mandato del primo collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, e ce ne fa apprezzare la ricchezza interpretativa del ruolo. Il testo, appena uscito per l’Editoriale Scientifica di Napoli, è stato presentato nei giorni scorsi su iniziativa de La Società della Ragione, a Firenze, dove è intervenuto anche il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze Fabio Gianfilippi, e a Pistoia, con la partecipazione di Samuele Bertinelli già sindaco di Pistoia, Anna Chiara Corsi dell’associazione Il Delfino, e Marco Leporatti, presidente sezione soci coop di Pistoia.

Le introduzioni alle relazioni presentate annualmente al Parlamento, dal 2017 al 2023, raccolte nel testo, dipanano un discorso che racconta cosa è stato fatto e perché. Di fronte alle criticità della privazione della libertà personale, il Garante delinea gli obiettivi da perseguire per il loro superamento e cerca nel dialogo con l’istituzione parlamentare, in una prospettiva di leale collaborazione, la strada per un’azione di cambiamento. Il Garante traccia, altresì, i confini e le specificità della propria figura. Immenso è stato il lavoro fatto non solo sul carcere e sulle camere di sicurezza delle forze dell’ordine, luoghi classici di privazione della libertà personale, ma anche sui luoghi di detenzione amministrativa dei migranti ai fini del rimpatrio e sui luoghi di tutela della salute che spesso divengono luoghi di privazione della libertà personale: dai trattamenti sanitari obbligatori alle misure restrittive svolte in comunità, strumenti che la limitano, di diritto, ai ricoveri in strutture sanitarie per persone anziane e disabili, che possono portare a limitazioni di fatto. Su tali ambiti, l’azione del Garante ha aperto squarci, ha gettato luce in mondi che precedentemente riproducevano deprivazioni quotidiane di autonomia e dignità al riparo di porte non valicabili.

La tutela delle persone private della libertà personale è divenuta, con il Garante, preventiva. Se precedentemente le violazioni dei diritti potevano essere fatte valere solo una volta avvenute, di fronte alla magistratura, i Garanti permettono di operare un’azione ex ante, grazie al loro ingresso fisico all’interno delle istituzioni e al loro sguardo: muri, latrine, docce, cucine, materassi, letti, parassiti, spazi comuni, muffe, contenzioni, chiusure, isolamenti, sporcizia. La materialità della privazione della libertà parla attraverso la voce del Garante e trasforma l’esperienza in raccomandazioni su cosa fare e cosa non fare per opporre alla soggezione, che sempre accompagna la privazione della libertà, la presenza e la garanzia dei diritti. Un corpus di regole si è sviluppato dal lavoro del Garante, regole di soft law, ovvero non cogenti, ma fondamentali nel loro dare contenuto materiale, particolare, minuzioso, ai diritti delle persone private della libertà personale: un contenuto che ha riempito di significati densi le decisioni dei giudici che hanno utilizzato le relazioni dei Garanti per interpretare le norme, quelle sì di stretta applicazione.

Gli anni recenti sono bui, perché manca la trasparenza che la pubblicazione annuale della relazione garantiva; tuttavia, il patrimonio creato dal primo collegio del Garante nazionale servirà per gli sviluppi futuri. La privazione della libertà e la figura del Garante saranno ancora al centro di due iniziative che nel mese di luglio l’Ufficio del Garante regionale della Toscana e la Società della Ragione stanno organizzando a Firenze: il 2 una discussione su passato e futuro del carcere di Sollicciano, il 16 un convegno per i dieci anni dalla morte di Sandro Margara, magistrato di sorveglianza e primo Garante della Toscana.

fonte: https://www.fuoriluogo.it/rubriche/la-rubrica-di-fuoriluogo-sul-manifesto/il-garante-e-i-luoghi-senza-liberta-unidea-viva/

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