Secondo l’ultima rilevazione, condotta nel 2024, dedicata alla prevalenza puntuale delle infezioni correlate all’assistenza (ICA) e all’uso di antimicrobici sistemici nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA), nell’ambito delle sorveglianze coordinate dallo European centre for disease prevention and control (ECDC), su 470 strutture e 31.670 residenti (50 strutture e 3543 residenti per il campione ECDC), 826 residenti, pari al 2,6% del totale, risultavano affetti da almeno una ICA. Le infezioni maggiormente rappresentate erano quelle delle vie urinarie (37,8% dei casi), seguite dalle infezioni respiratorie (33,3%).
Per quanto riguarda l’impiego di antimicrobici, 915 residenti (2,9%) risultavano sottoposti a trattamento. Le categorie maggiormente utilizzate erano rappresentate dalle penicilline (26,3%), dalle cefalosporine (24,6%) e dai fluorochinoloni (10,5%). In base alla classificazione AWaRe, il 33% degli antibiotici utilizzati rientrava nella categoria Access, il 65% nella categoria Watch e il 2% nella categoria Reserve. L’approfondimento microbiologico ha interessato il 31,2% delle ICA rilevate. Dei 342 microrganismi identificati, il 46,2% presentava resistenza ad almeno una classe di antibiotici.
Sono questi i dati principali che emergono dal documento “Sorveglianza mediante prevalenza puntuale delle infezioni correlate all’assistenza e dell’uso di antimicrobici nelle residenze sanitarie assistenziali in Italia”, pubblicato l’8 luglio 2026 nel Rapporto ISTISAN 26/12 dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Consulta anche la pagina di EpiCentro dedicata alla Sorveglianza nazionale delle ICA nelle strutture residenziali per anziani.
FONTE: https://www.epicentro.iss.it/sorveglianza-ica/aggiornamenti
