Tetano, una grave infezione sottovalutata. di Maria Pia Santiloni, Teresa Vladina Picchi

Il tetano è un’infezione neurologica devastante che, nonostante la disponibilità di un vaccino efficace ed un migliore accesso all’antitossina ed alle cure intensive, rimane una delle principali cause di morbosità e mortalità a livello globale.

Clostridium tetani è un batterio Gram-positivo anaerobio, sporigeno e ubiquitario, che può sopravvivere in ambiente esterno sotto forma di spore anche per anni (1).  Esso produce una potente neurotossina (tetanospasmina, TeNT) che, per via retrograda, arriva al Sistema Nervoso Centrale (SNC), dove blocca il rilascio di acido gamma-amminobutirrico (GABA) e glicina dagli interneuroni inibitori; la risultante disinibizione comporta attività incontrollata dei motoneuroni, con conseguenti spasmi muscolari e rigidità.

Esistono quattro forme di tetano:

  • Neonatale: strettamente interconnesso con quello materno, è riconducibile alla gravidanza di giovani donne parzialmente/non vaccinate, o può intervenire nelle sei settimane successive ad un aborto spontaneo, morte fetale o interruzione di gravidanza/parto; la prognosi è sfavorevole.
  • Localizzato: colpisce tipicamente un singolo arto ferito; ha in genere prognosi favorevole.
  • Cefalico: variante del tetano localizzato e circoscritto alla testa e al collo; gli esiti sono di solito sfavorevoli a causa di diagnosi spesso ritardate.
  • Generalizzato: si manifesta con spasmi diffusi e dolorosi, trisma e disfagia; necessita di ventilazione meccanica e ricoveri prolungati in terapia intensiva che, in alcune aree del mondo, possono risultare tipologie di assistenza di livello troppo avanzato e/o finanziariamente catastrofiche.

Oltre il 90% dei decessi per tetano si verifica in Paesi in via di sviluppo e a basso reddito,  in particolare in Asia meridionale/sud-orientale e in Africa subsahariana. Tuttavia, poiché il batterio è comunemente presente nell’intestino umano e di animali da allevamento e, una volta eliminato con le feci, può sopravvivere in forma sporigena nell’ambiente esterno anche per anni, esso può contaminare polvere e terra ovunque (2), indipendentemente dal grado di sviluppo economico e dei servizi sanitari di un Paese.

Il C. tetani è infatti diffuso in tutto il mondo (1): ogni anno vengono diagnosticati 32-92 casi nello Spazio Economico Europeo, 17-33 negli Stati Uniti e 4-11 nel Regno Unito. In Europa sembra esserci una stagionalità, con massima incidenza a luglio ed un secondo picco ad ottobre (in coincidenza, probabilmente, delle attività all’aperto, che comportano maggior rischio di lesioni cutanee e contaminazione delle ferite). L’infezione di questo patogeno può però essere facilmente prevenibile con l’immunizzazione attiva: l’OMS raccomanda la vaccinazione universale contro il tossoide tetanico infantile dal 1974, mentre in Italia l’immunizzazione è obbligatoria per i nuovi nati già a partire dal 1968 (3). L’immunizzazione primaria con tre dosi garantisce una protezione individuale almeno per cinque anni; i programmi di richiamo, a livello globale, variano.

In Italia è raccomandato un richiamo con la formulazione dTPa (quindi vaccinando contemporaneamente anche per difterite e pertosse) ogni 10 anni, oltre che nella donna tra la 27a e la 36a settimana di gravidanza (immunizzazione da effettuare ad ogni gravidanza, indipendentemente dal tempo trascorso dall’ultima vaccinazione). Nei soggetti con storia vaccinale sconosciuta, con ciclo primario incompleto o per i quali dall’ultima dose di richiamo sono trascorsi più di dieci anni – nel caso di ferite soprattutto provocate all’esterno a contatto con piante o animali o in luoghi sporchi e polverosi e, quindi, potenzialmente contaminati – è raccomandata una profilassi in emergenza, con iniziale somministrazione di immunoglobuline e successivo ciclo di vaccinazione dTPa (o completamento di questo). Qualora la ferita sia particolarmente profonda e sporca, il richiamo è raccomandato anche quando l’ultima dose è stata somministrata da più di cinque ma meno di dieci anni, evitando, in quest’ultimo caso, le immunoglobuline (4).

Per quanto riguarda la fisiopatologia del tetano (2), le sue principali caratteristiche – rigidità muscolare, spasmi e instabilità autonomica – derivano direttamente dall’azione della TeNT. Le spore tetaniche sono straordinariamente resistenti, sopportando ebollizione, congelamento e disinfettanti, incluso l’etanolo. La loro inoculazione può avvenire attraverso ferite da lavoro agricolo o di giardinaggio, incidenti stradali o cadute. Altre modalità di trasmissione includono: morsi di animali, ustioni, iniezioni e procedure chirurgiche non idonee (a titolo esemplificativo: interruzione di gravidanza in ambiente non sterile o circoncisione). Una volta introdotte, le spore germinano ed i bacilli secernono le due tossine chiave: la TeNT (principale responsabile del meccanismo che conduce alla comparsa delle manifestazioni cliniche della malattia), e la tetanolisina (che potrebbe avere un ruolo nel promuovere le condizioni anaerobiche per la proliferazione batterica).

La TeNT si lega ai motoneuroni periferici in corrispondenza della giunzione neuromuscolare e subisce un trasporto assonale retrogrado verso il midollo spinale ed il tronco encefalico. All’interno del SNC, TeNT colpisce gli interneuroni presinaptici glicina- e GABA-ergici; il conseguente fallimento della neurotrasmissione inibitoria si manifesta, a valle, con rigidità muscolare, spasmi e iperreflessia, influendo anche sui circuiti riflessi; l’attività motoria non contrastata all’interno degli archi riflessi è alla base degli spasmi indotti dallo stimolo nei muscoli agonisti ed antagonisti. La TeNT può diffondersi all’interno del SNC attraverso il sistema linfatico, il flusso sanguigno e per via trans-sinaptica (come la tossina botulinica, rispetto alla quale è necessaria una diagnosi differenziale). Il tetano generalizzato – la foma più comune e grave della malattia – ha una progressione cefalo-caudale, mentre le forme cefalica e localizzata sono, rispettivamente, determinate dal sito di inoculazione (ferite della testa, del collo, infezioni gengivali, otite media cronica) e dalla diffusione limitata della tossina.

Il periodo di incubazione varia da 1 a 60 giorni, ma rara è l’insorgenza dopo il ventunesimo giorno. Nella maggior parte dei casi il tetano è causato da graffi e abrasioni apparentemente innocui, e fino al 30% dei pazienti non presenta ferite identificabili al momento del ricovero. Pertanto, l’anamnesi riveste un ruolo importante: una storia vaccinale incompleta o dubbia in presenza di segni/sintomi sospetti deve dare adito al presentimento della patologia; altrettanto dicasi per incidenti motociclistici, piercing recenti, agopuntura e segni di iniezioni intramuscolari o sottocutanee, che possono riferirsi ad uso di droghe per via iniettiva.

Spasmi muscolari dolorosi e rigidità sono i tratti distintivi della presentazione clinica. Gli spasmi muscolari sono esacerbati da rumori forti, lampi di luce e contatti fisici, per cui è necessario assistere i pazienti in ambienti bui e silenziosi. Spasmi prolungati possono causare rabdomiolisi con relativo danno renale acuto. Gli spasmi raggiungono il picco durante la seconda settimana di  malattia, benché nei soggetti anziani lo spasmo laringeo si presenti precocemente; la ridotta assunzione orale può essere imputata a trisma o disfagia presenti quasi sempre al momento del ricovero con alto rischio di aspirazione; la dispnea, invece, non è precoce.

I risultati dell’esame neurologico nel tetano generalizzato includono ipertonia bilaterale, iperreflessia e riduzione della potenza muscolare, mentre l’esame sensoriale e cerebellare è generalmente normale; la lucidità è preservata, a differenza di quanto avviene nella sindrome neurolettica o nell’abuso di oppioidi. La disfunzione del sistema nervoso autonomo è la complicanza più temibile, con ritenzione  urinaria dolorosa e sudorazione profusa. Nel 10-30% dei casi si osserva instabilità cardiovascolare, caratterizzata da tachicardia e ipertensione della durata di minuti o ore, spesso alternate a bradicardia ed ipotensione profonda.

I tassi di mortalità dei casi di tetano negli adulti hanno un’ampia variabilità (dal 5% al 50%), riflettendo le disparità nell’accesso alle cure. Storicamente, l’insufficienza respiratoria dovuta allo spasmo laringeo era la principale causa di morte, ma l’accesso al supporto ventilatorio ha migliorato i risultati e modificato i modelli di mortalità in contesti con risorse adeguate, dove gli eventi cardiovascolari come le aritmie da disfunzione del sistema nervoso autonomo sono ora la causa prevalente di morte, in particolare nei pazienti anziani.

Gli elevati tassi di mortalità in contesti con risorse limitate sottolineano la necessità di una diagnosi precoce e della possibilità di accesso a cure intensive di alta qualità. Tali misure, tuttavia, non bastano. In molti Paesi con elevata qualità di cure e accesso ai servizi sanitari, i casi, anche mortali, continuano ad essere segnalati.

Nel 2023, 26 Paesi dell’Unione Europea hanno notificato 73 casi, con un incremento rispetto all’anno precedente (53 casi) e, complessivamente, a partire dal 2019 (5). L’Italia da sola ha rappresentato il 38% di tutti i casi notificati, seguita da Paesi Bassi, Polonia e Romania che, insieme, hanno contribuito al 32% delle notifiche. I casi mortali segnalati dall’Italia nel 2023 sono costituiti per lo più da donne di età superiore ai 79 anni (dato che si rispecchia in tutta l’area europea, in cui la fascia di età più colpita è quella delle donne adulte ultrasessantacinquenni). L’attuale situazione epidemiologica europea, secondo l’ECDC, è da attribuirsi alla minore copertura vaccinale media nella popolazione, restando comunque elevata (nonostante il leggero calo dal 93,4% nel 2022 al 92,8% nel 2023) tra i neonati fino ad un anno di età.

Data la gravità della patologia, con possibili conseguenze anche mortali, è perciò essenziale mantenere o, laddove sono in calo, promuovere, elevati tassi di vaccinazione in tutte le fasce d’età idonee, nonché continuare a sviluppare e attuare strategie per proteggere i gruppi a maggior rischio e con copertura più bassa, in particolare gli anziani.

Maria Pia Santiloni, U.F. IPN Ambito Territoriale Pistoia, AUSL Toscana Centro.

Teresa Vladina Picchi, Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, Università di Firenze.


BIBLIOGRAFIA

  1. Sudarshan Raghav et al. Tetanus: recognition and manageme The Lancet Infectiouns Diseases, Volume 25, Issue 11, e645 – e657
  2. Istituto Superiore di Sanità, Epicentro. Tetano – Informazioni generalihttps://www.epicentro.iss.it/tetano/
  3. ReR Emilia-Romagna Salute. Tetanohttps://salute.regione.emilia-romagna.it/sanita-pubblica/vaccinazioni/le-principali-malattie-prevenibili-con-vaccinazione/tetano
  4. Regione Toscana, Delibera 777/2024 – Allegato B. Calendario Vaccinale della Regione Toscana e direttive in materia di vaccinazioni. Aggiornamento 2024.
  5. Quotidiano Sanità, 17 Settembre 2025. Tetano. Italia maglia nera nella Ue/See: 28 casi su 73 segnalati nel 2023. Il report Ecdchttps://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/tetano-italia-maglia-nera-nella-ue-see-casi-su-segnalati-nel-il-report-ecdc/

fonte: https://www.saluteinternazionale.info/2026/02/tetano-una-grave-infezione-sottovalutata/

Print Friendly, PDF & Email