La circolare delle Marche sulle residenze protette per anziani: un record di irregolarita’. di Franco Pesaresi

  1. Prologo. l’incremento delle tariffe

Come si ricorderà,  la Regione Marche nell’agosto 2025 ha deliberato l’aumento delle tariffe delle strutture residenziali per anziani con decorrenza dal 1° luglio 2025 (DGR 1403/2025). Così, la tariffa della residenza protetta per anziani è passata da 75,40 euro al giorno a 81,14 (Cfr. Tab.1).

Tab. 1 – Regione Marche. Le tariffe giornaliere delle residenze protette per anziani approvate nel 2025.

Struttura residenziale Quota sanitaria Compartecipazione utente Tariffa complessiva
Residenza protetta per anziani (RPA) 40,57 40,57 81,14
Residenza protetta per demenze (RPD) 54,48 54,48 108,96

Fonte: DGR  1403/2025.

La legge nazionale sui Livelli essenziali (LEA) prevede che il Servizio sanitario si faccia carico del 50% della tariffa per cui alle aziende sanitarie spetta di pagare 40,57 euro per ogni giornata di degenza degli anziani nelle residenze protette marchigiane.  In precedenza, tale quota sanitaria era di 37,70 euro per cui da luglio 2025 l’incremento giornaliero è di 2,87 euro al giorno.

Tale incremento è giustificato dal recente aumento dei contratti collettivi nazionali di lavoro che, nel settore delle cooperative, sono cresciuti del 15%.

  1. Il pagamento degli aumenti non c’è mai stato

Da allora sono passati 7 mesi, sono passate le elezioni regionali, ma tali incrementi (pur insufficienti) non sono mai stati pagati alle strutture residenziali per anziani.

  1. Esce la circolare interpretativa del 6/3/2026. Ma che cosa è una circolare interpretativa

Recentemente, la Regione Marche ha emanato una circolare interpretativa della deliberazione n. 1403/2025 della Giunta regionale, la stessa delibera con la quale nell’agosto scorso la Giunta Regionale ha aggiornato le tariffe alle Residenze protette per anziani non autosufficienti (R3) e per persone con demenze (R3D).

A questo proposito, prima di entrare nel merito dei contenuti, è bene subito chiarire che cosa è una circolare interpretativa.

Una circolare interpretativa è un atto amministrativo con cui una pubblica amministrazione – in questo caso la Regione –  fornisce istruzioni o chiarimenti su come interpretare e applicare una norma giuridica o un atto amministrativo  – in questo caso una delibera della Giunta regionale. Non crea nuove norme né può crearle: spiega come l’amministrazione intende applicare le disposizioni stabilite con la deliberazione. Il diritto vigente stabilisce che serve a chiarire il significato di una disposizione normativa che può risultare ambigua o complessa e che una circolare non può introdurre obblighi nuovi che non siano già previsti dalla norma, in questo caso che non siano già previsti dalla deliberazione.

  1. La circolare stabilisce che serve l’accreditamento per ottenere l’incremento tariffario

La recente circolare regionale del 6/3/2026 stabilisce che le residenze protette per anziani per ottenere l’incremento tariffario devono ottenere l’accreditamento[1] da parte della Regione, in coerenza del D. Lgs.502/1992.  Ma è proprio così?

  1. a)La Regione Marche fa eccezione. E’ vero che il D. Lgs. 502/1992 prevede che tutte le strutture pubbliche o private per erogare prestazioni sanitarie o sociosanitarie per conto del Servizio sanitario nazionale devono essere accreditate. Ma è anche vero che la Regione Marche è l’unica regione italiana, a 34 anni di distanza dal citato Decreto che non ha ancora reso pienamente operativo il sistema di accreditamento delle residenze protette per anziani (e di altre strutture sociosanitarie). Nelle altre regioni c’è dai primi anni 2000 per cui tutte le strutture per anziani sono già accreditate, mentre nelle Marche questo non è mai avvenuto. Il sistema marchigiano di accreditamento si dispiegherà completamente nei prossimi mesi ed in particolare dal 2027 dato che la stessa regione Marche ha disposto la possibilità di richiedere l’autorizzazione entro il 31/12/2026 e l’accreditamento si può ottenere solo dopo. Si ricorda che l’ottenimento dell’autorizzazione è indispensabile per poter ottenere l’accreditamento. Per cui le strutture residenziali per anziani delle Marche – a differenza di quel che accade nel resto d’Italia – non sono accreditate per colpa dei ritardi pluridecennali della Regione Marche. In questi ultimi decenni, la Regione Marche, consapevole delle sue responsabilità, ha continuato a convenzionarsi con le strutture per anziani  anche se le stesse non avevano l’accreditamento perché la responsabilità di questo ritardo – oggi come allora – è della stessa regione. Viene oggi da chiedersi, come mai oggi la Regione Marche vuol penalizzare le strutture residenziali per anziani perché non accreditate ma la cui responsabilità è della Regione? Come mai oggi si cambia atteggiamento quando per quasi 30 anni la collaborazione e il convenzionamento pieno è andato avanti? Sono comportamenti che devono essere spiegati dalla Regione. L’unica cosa certa è che il mancato accreditamento delle strutture è responsabilità della Regione per cui non possono essere le residenze protette per anziani a pagare per una responsabilità che non è loro.
  2. b)La circolare interpreta o crea nuove norme? Nel disposto deliberativo della DGR 1403/2025 non c’è traccia della necessità per le Residenze protette per anziani di possedere l’accreditamento per poter incassare l’incremento tariffario disposto dalla regione. Come è noto, una circolare interpretativa non ha il potere di disporre nuove norme o nuove regole.  Può solo fornire istruzioni o chiarimenti su come interpretare quanto c’è scritto nel disposto deliberativo. Non può aggiungere nuovi temi. Sono pertanto evidenti i profili di illegittimità della recente circolare regionale.
  3. c)L’accreditamento non serve per pagare le vecchie tariffe ma serve solo per pagare l’incremento.  Quando le norme si fanno “ad mentulam caninam”. Ma l’aspetto più incredibile dal punto di vista del diritto amministrativo e del diritto commerciale si ha con la disposizione, sempre contenuta nella circolare, secondo cui l’accreditamento non è necessario per mantenere il convenzionamento con il Servizio sanitario regionale e per ottenere la gran parte della quota sanitaria (37,70 euro al giorno per persona) ma diventa invece indispensabile per ottenere l’incremento tariffario (2,87 euro al giorno per persona). L’accreditamento o serve o non serve, questo la Regione dovrebbe saperlo. Qui siamo in presenza di atti di pura fantasia in contrasto con ogni disposizione di legge per non provvedere al pagamento completo di quanto spettante. Qui all’illegittimità dei contenuti della circolare si aggiunge anche l’abuso perché manca ogni fondamento giuridico.
  1. Le strutture residenziali devono fatturare i vecchi importi (senza gli incrementi)

La circolare della regione afferma che le strutture residenziali per anziani, finché non conseguono l’accreditamento dovranno fatturare le loro prestazioni con le quote sanitarie stabilite nel 2023 e cioè senza gli incrementi stabiliti con la DGR 1403/2025 dell’agosto scorso. E che se qualche struttura ha già inviato le fatture, le stesse dovranno inviare delle note di credito alle aziende sanitarie.

Giova qui continuare a ripetere che la DGR 1403/2025 non ha stabilito questa procedura e che pertanto una circolare interpretativa non può introdurre. Ma non solo. La cosa ancora più grave è che chiedendo alle strutture di non fatturare gli incrementi rendono difficile, se non impossibile, alle stesse di fatturare ed incassare gli incrementi fra un anno o due quando avranno conseguito l’accreditamento.

In sostanza, la Regione Marche nell’agosto 2025 ha stabilito un incremento della quota sanitaria per le strutture residenziali, ma adesso, passate le elezioni, sta facendo di tutto per non attuarla compresa l’introduzione di nuove ed illegittime regole non previste nella DGR 1403/2025.

  1. Contrordine, si torna indietro: la retta sociale deve essere pari alla quota sanitaria

La circolare della regione afferma che la retta sociale (retta base senza prestazioni aggiuntive) a carico dell’assistito deve essere uguale alla quota sanitaria. Sostanzialmente si dice che siccome cresce la quota sanitaria (?) deve crescere di pari passi anche la quota sociale a carico dell’assistito.  Questa formulazione in effetti era presente nella prima stesura della delibera (DGR 1238/2025) che è stata sottoposta al parere preventivo della 4° commissione consiliare che ha esplicitamente richiesto di eliminare questo vincolo. E la DGR 1403/2025 nel documento istruttorio della delibera cita esplicitamente questa richiesta della Commissione ed esplicitamente dispone di accoglierla.

Siamo evidentemente di fronte ad un abuso amministrativo che non può passare sotto silenzio anche perché con la circolare accade che dei dirigenti regionali introducono disposizioni che la Giunta Regionale ha già bocciato esplicitamente con la DGR 1403/2025. Anche in questo caso siamo in presenza di una illegittimità.

Inoltre, occorre rammentare che la legge non dice che il 50% della tariffa deve essere pagata dall’utente ma dispone che è di competenza sociale (e cioè dell’utente o del comune).

Nel merito poi la disposizione toglie la possibilità alle strutture che possono accedere ad altre risorse (rendite patrimoniali dell’ente, rendite di aziende agricole di proprietà, contributi del comune, ecc.) per raggiungere l’equilibrio di bilancio  di non aumentare ulteriormente le rette sociali per gli anziani. Anche in questo caso la circolare regionale va a colpire in modo ingiustificato l’interesse degli assistiti.

  1. La sospensione degli aumenti delle rette per un anno: la botte piena e la moglie ubriaca

La deliberazione 1403 dell’agosto 2025 della Regione Marche conteneva al suo interno una doppia disposizione “compensatoria”: la regione Marche incrementa la quota sanitaria per ogni giornata di degenza degli anziani ed in cambio le strutture residenziali per un anno non possono aumentare le rette a carico degli anziani. Ma l’esito è stato ben diverso. La Regione, illegittimamente, non paga gli incrementi già stabiliti della quota sanitaria, ma nel contempo pretende che le strutture residenziali non aumentino le rette a carico dell’utenza.

Siamo in presenza di una grave scorrettezza. La Regione non rispetta la sua parte di accordo ed utilizzando la sua posizione preminente di potere pretende che solo l’altra parte rispetti la sua parte di accordo.

Solo che c’è un problema. I costi sono aumentati in tutta Italia e se manca il riconoscimento dell’incremento regionale della quota sanitaria già stabilita a copertura di questi costi, le strutture sono obbligate ad aumentare le rette a carico dell’utenza per mantenere in vita le strutture.

C’è una situazione che ha del paradossale perché è proprio la Regione, con un comportamento contraddittorio e scorretto, a causare l’aumento delle rette delle strutture residenziali per anziani.

Sorge spontanea una domanda. Ma la Regione si rende conto di avere una posizione contraddittoria ed insostenibile (basta la logica) che sta portando ad un ulteriore aumento delle rette per gli anziani in tutte le strutture residenziali delle Marche?

C’è poi un’ultima perla. Secondo la circolare la sospensione di un anno degli eventuali aumenti della retta alberghiera a carico dell’utenza deve decorrere dalla data di presentazione dell’istanza di autorizzazione. Senonché nella DGR 1403/2025 si dice invece che la sospensione degli aumenti delle rette decorrerà dalla data di sottoscrizione della nuova convenzione. E noi sappiamo che una circolare non può modificare una delibera di Giunta regionale. Un ulteriore aspetto che rende l’atto illegittimo. Il fatto curioso è che gli stessi dirigenti che hanno firmato la recente circolare regionale sono gli stessi che hanno firmato la delibera 1403/2025.

  1. Difficile trovare in un atto regionale così tante irregolarità

Difficile trovare in un solo atto regionale così tante irregolarità: una serie di violazioni di norme e di competenze a cui si aggiungono evidenti contraddizioni che non rendono onore all’istituzione regionale. Il tutto per non pagare gli aumenti che la regione ha già deciso prima delle elezioni e per mettere in difficoltà le strutture residenziali con le diverse ed improvvisate indicazioni contenute nella circolare.

Il risultato certo è che  così si creano le condizioni per ulteriori aumenti che – visto che la  regione non paga la sua quota sanitaria – si scaricheranno sugli anziani accolti nelle strutture. Saranno loro alla fine a pagare perché le strutture per sopravvivere dovranno reperire da qualche parte quello che serve per pagare gli aumenti degli stipendi degli operatori. Una doppia ingiustizia.

Il consiglio che offro alla Regione è di ritirare in fretta e furia la circolare. Viceversa ci sarà sicuramente qualcuno che impugnerà l’atto, la Regione dovrà fare qualche passo indietro ma tutti quanti perderanno tempo e risorse.

Questi temi riguardano tutti e non si possono trattare con questa supponenza e superficialità soprattutto quando a pagare gli errori dell’ente pubblico sono i cittadini, ed in particolare quelli più fragili.


Bibliografia e norme di riferimento

  • Pesaresi F., Marche: L’aumento delle rette per le strutture residenziali per anziani, Franco Pesaresi blogspot, 5/8/2025: https://francopesaresi.blogspot.com/2025/08/marche-laumento-delle-rette-per-le.html
  • Regione Marche, Circolare 41658 del 6/3/2026: Circolare interpretativa della DGR 1403/2025 “Aggiornamento delle tariffe relative alle Residenze protette per anziani non autosufficienti (R3) e per persone con demenze (R3D). Modifica alle DD.GG.RR. n. 1331/2014 e n. 1950/2023.
  • Regione Marche, Circolare del Dipartimento Salute n. 16400 del 11/12/2025: DGR 1450/2024 – Proroga del termine per la presentazione della richiesta di autorizzazione all’esercizio delle strutture sanitarie, sociosanitarie e sociali, pubbliche e private.
  • Regione Marche, DGR 11/8/2025, n. 1403: Aggiornamento delle tariffe relative alle Residenze protette per anziani non autosufficienti (R3) e per persone con demenze (R3D). Modifica alle DD.GG.RR. n. 1331/2014 e n. 1950/2023.
  • Regione Marche D.G.R. n. 1238 del 28/7/2025: Richiesta di parere alla Commissione assembleare competente sullo schema di deliberazione concernente: “Aggiornamento delle tariffe relative alle Residenze protette per anziani non autosufficienti (R3) e per persone con demenze (R3D). modifica alle DD.GG.RR. n. 1331/2014 e n. 1950/2023”.

[1] Occorre sempre rammentare che non si può ottenere l’accreditamento delle strutture se prima non si è conseguita l’autorizzazione la cui domanda secondo le disposizioni regionali si può presentare entro il 31/12/2026.

Precedente articolo sulle residenze protette per anziani nelle Marche: https://francopesaresi.blogspot.com/2026/02/residenze-protette-la-contraddizione.html 

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