DIRITTO ALLA SALUTE SEMPRE PIÙ CONDIZIONATO DA REDDITO E RESIDENZA: presentato il 9° Rapporto Gimbe

9° Rapporto GIMBE: diritto alla salute sempre più condizionato da reddito e residenza. Negli ultimi 4 anni € 18,8 miliardi di “tagli invisibili”. Finanziamento e previsioni di spesa: divario di € 32,3 miliardi nel triennio 2027-2029. Senza nuove risorse, il conto ricadrà su Regioni e cittadini. Personale: € 36,8 miliardi in meno rispetto al 2012. Un medico su 4 e un infermiere su 5 non lavorano nel SSN. Spesa: nel 2025 € 42,4 miliardi a carico delle famiglie. PNRR Salute: target finali rendicontati all’Europa, ma mancano dati pubblici per una verifica completa. Piano di Rilancio del SSN: da GIMBE 16 linee di intervento per valutare i programmi elettorali


«Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami». Così Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, ha aperto la presentazione del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.

Il 9° Rapporto GIMBE fotografa lo “stato di salute” del SSN analizzando finanziamento pubblico e riparto delle risorse alle Regioni, spesa sanitaria, Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sprechi e inefficienze, personale sanitario, Missione 6 Salute del PNRR e ruolo del privato in sanità. Il Rapporto aggiorna e amplia inoltre il Piano di Rilancio del SSN: una cornice strategica che, a partire dalle criticità documentate, individua le priorità per rafforzare e innovare il SSN.

Finanziamento pubblico: nel 2023-2026 € 18,8 miliardi di “tagli invisibili”. Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di € 17,5 miliardi, passando da € 125,4 miliardi del 2022 a € 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026 (figura 1). Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione € 18,8 miliardi in più (figura 2). «Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei “tagli invisibili”: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di € 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010. «Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato».

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Versione integrale del 9° Rapporto GIMBE: www.salviamo-ssn.it/9-rapporto

Piano di Rilancio del SSN: www.salviamo-ssn.it/salviamo-ssn/piano-di-rilancio


—> Sul Rilancio del SSN vedi anche la proposta di legge di iniziativa popolare delle associazioni su www.salutediritto.it 

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