in PRIMO PIANO

  • Agenas pubblica le Linee di indirizzo tecniche “Le équipe multiprofessionali e multidisciplinari nelle Case della Comunità”, il documento che traduce in indicazioni operative uno dei requisiti cardine previsti dal Decreto ministeriale 77 del 2022 per l’organizzazione dell’assistenza territoriale. Le Linee si inseriscono nell’azione con cui Agenas accompagna le Regioni nell’attuazione della riforma della sanità territoriale, sostenuta dagli investimenti del PNRR. La trasformazione dell’assistenza territoriale richiede infatti non solo nuove strutture, ma anche modelli organizzativi capaci di renderle pienamente operative. Le Case della Comunità rappresentano il fulcro di questo cambiamento: luoghi in cui medici di medicina generale, infermieri, specialisti assistenti sociali e tutti gli altri professionisti sanitari e sociali lavorano in équipe, condividendo responsabilità, percorsi assistenziali e obiettivi di salute per garantire una presa in carico realmente integrata delle persone. Il lavoro multiprofessionale costituisce uno degli elementi più innovativi della riforma. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche e la crescente complessità dei bisogni di salute rendono necessario un modello nel quale nessun professionista opera più isolatamente, ma all’interno di un’organizzazione capace di integrare competenze diverse attorno alla persona. La qualità dell’assistenza dipende sempre più dalla capacità di lavorare in rete, condividere informazioni e coordinare gli interventi lungo tutto il percorso di cura. Le Linee di indirizzo forniscono indicazioni operative per organizzare il lavoro delle équipe, definirne ruoli e responsabilità, individuare gli strumenti di collaborazione, monitorarne i risultati e favorire una presa in carico realmente integrata. Si inseriscono nel più ampio percorso con cui Agenas mette a disposizione delle Regioni strumenti operativi, supporto metodologico ed evidenze scientifiche per favorire un’attuazione omogenea della riforma e consolidare i modelli organizzativi della nuova assistenza territoriale. Frutto del lavoro collegiale di un panel multidisciplinare di esperti, le Linee di indirizzo Agenas sono state perfezionate attraverso una consultazione pubblica che ha registrato un’ampia partecipazione, con oltre 760 contributi da parte di cittadini, professionisti ed enti. Le osservazioni ricevute sono state valutate secondo criteri di rilevanza e applicabilità, contribuendo ad arricchire il testo definitivo pubblicato oggi… leggi su Agenas Le équipe multiprofessionali e multidisciplinari nelle Case della Comunità  (pdf); Nota di SOS Sanità: documento potenzialmente molto utile, pur se limita la composizione “base” dell’équipe multiprofessionale (vedi capitolo 7.1: la composizione è distinta in Unità minima essenziale e équipe allargata). E anche se non è vincolante per le regioni (per questo servirebbe un’Intesa Stato Regioni). Positiva l’indicazione sui Medici di base (qui “Medici di Assistenza Primaria” MAP) circa la necessità della loro presenza (“co-locazione fisica”) nelle Case della Comuntà per favorire il lavoro di équipe, si veda nel capitolo 8: “Nel contesto organizzativo delle cure primarie, infatti, la co-locazione fisica dei professionisti (un elemento cardine delle Case della Comunità nel panorama italiano) agisce come un catalizzatore fondamentale, facilitando non solo gli incontri formali ma anche gli scambi informali che aumentano la comprensione reciproca dei ruoli e la fiducia. …”

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  • Descrizione In data 29 luglio 2026 l’Aran e le parti sindacali hanno sottoscritto l’ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo al personale del Comparto Sanità per il triennio 2025-2027. Il contratto interessa 592.638 dipendenti del Servizio sanitario nazionale, tra personale infermieristico, tecnico-sanitario, della riabilitazione e della prevenzione, amministrativo e dei servizi di supporto nocnhè la sezione della ricerca sanitaria. Sul piano economico, l’accordo prevede un incremento medio complessivo a regime di 209 euro lordi al mese che rappresenta un incremento medio, comprese le risorse extra contrattuali, pari al 7,76%, che sale a 240 euro per il personale infermieristico. Gli arretrati medi, calcolati al 31 ottobre 2026, ammontano a 1.226 euro per l’insieme del comparto e a 2.300 euro per gli infermieri. La firma è avvenuta dopo alcuni mesi di trattativa impegnata anche nella manutenzione e revisione delle norme contrattuali vigenti resasi necessaria dopo l’entrata in vigore di alcune disposizioni normative in tema di aspettative e permessi per particolari condizioni nonché l’adeguamento delle norme contrattuali alla Direttiva europea 2003/88/CE in materia di retribuzione giornaliera durante la fruizione delle ferie e nel rispetto del riposo alla maturazione delle sei ore di lavoro. Anche nella Sanità si è scelto di disciplinare per via contrattuale l’utilizzo dell’intelligenza artificiale: dall’informativa preventiva al dipendente al divieto di affidare a sistemi automatizzati decisioni sul rapporto di lavoro senza un effettivo intervento umano, fino al diritto di conoscere in forma comprensibile i criteri che incidono sulla valutazione della prestazione. Il principio fondamentale è che la responsabilità di chi decide non può essere delegata a un algoritmo. Quando l’intelligenza artificiale entra nell’organizzazione dei servizi, nell’assegnazione degli obiettivi e nella misurazione della performance, le regole devono essere definite nel contratto, dove i diritti vengono negoziati e resi esigibili. È la dimostrazione che la contrattazione collettiva sa governare l’innovazione, anziché subirla. LE PRINCIPALI NOVITÀ Il contratto introduce per la prima volta un Titolo interamente riservato all’intelligenza artificiale. Le Aziende e gli Enti che intendano introdurre sistemi di IA o algoritmi automatizzati incidenti sul rapporto di lavoro dovranno fornire al dipendente un’informativa preventiva sulle finalità e sugli ambiti di utilizzo, sui dati trattati, sul livello di accuratezza e di cybersicurezza dei sistemi e sulle possibili ricadute sull’organizzazione del lavoro e sulla valutazione della performance. È esclusa ogni decisione prevalentemente o esclusivamente automatizzata su atti che producano effetti giuridici o incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro, senza un congruo intervento umano. Al dipendente è inoltre garantito il diritto di conoscere, in forma comprensibile, i criteri generali di funzionamento dei sistemi utilizzati. Restano ferme, e non delegabili ai sistemi di intelligenza artificiale, la responsabilità dirigenziale e quella dei titolari dei poteri decisionali. I riflessi dell’IA sull’organizzazione dei servizi rientrano inoltre tra le materie della contrattazione integrativa. Il contratto aggiorna anche l’ordinamento professionale, con la creazione di nuovi profili, tra cui quello dedicato alla cybersicurezza, e ristruttura il sistema degli incarichi per valorizzare il merito e le competenze specialistiche. Le disposizioni intervengono inoltre sulle relazioni sindacali, sulle progressioni economiche e sulle nuove tutele per il benessere dei dipendenti, con permessi specifici per le malattie gravi e misure di sostegno alla genitorialità. Capitolo importante nel CCNL è stato agli incarichi che, pur mantenendo la struttura e i contenuti già delineati con il CCNL 2019-2021, ha ricevuto un aggiornamento al fine di dimezzare sia il numero degli articoli dedicati sia garantire una migliore e facilitata lettura, anche attraverso la trattazione degli stessi istituti fra incarichi di posizione e di funzione, in precedenza gestiti separatamente. Per quanto riguarda la parte economica, oltre ai consueti incrementi tabellari e alle indennità di specificità infermieristica e di tutela del malato, sono state introdotte per via contrattuale nell’indennità per particolari UO/Servizi alcune UO amministrative, centrali per il funzionamento dell’apparato amministrativo centrale delle aziende. In merito ai fondi aziendali, il contratto mantiene la struttura esistente, fatta salva qualche parziale modifica, integrandola negli utilizzi e nell’allocazione delle nuove risorse a disposizione derivanti dagli interventi legislativi. Allegati 2026.07.29 – Ipotesi CCNL Comparto 2025-2027 – Testo firmato fonte: https://www.aranagenzia.it/novita/firmata-lipotesi-di-ccnl-del-comparto-sanita-2025-2027/ Regioni: firmato il CCNL Comparto Sanità, risultato importante Ccnl Sanità pubblica: Fp Cgil, “sì a preintesa, aumenti salariali superano inflazione” Fp Cisl“Firmato il CCNL 2025-2027. Vince la linea della responsabilità… Sottoscritta la preintesa del CCNL 2025-2027

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  • Abstract Il documento è rivolto alle istituzioni locali, ai medici di medicina generale, ai pediatri, ai medici ospedalieri e in generale a tutti gli operatori socio-sanitari coinvolti nell’assistenza e nella protezione delle fasce di popolazione più vulnerabili. Le linee di indirizzo sono state aggiornate nel 2013, e nel 2019 inserendo una sezione sulla prevenzione degli effetti acuti dell’inquinamento atmosferico e un capitolo dedicato alla mitigazione dell’effetto dell’isola di calore urbano. Nel 2026 le linee di indirizzo sono state ulteriormente integrate e attualizzate con le ultime evidenze di letteratura e con le indicazioni fornite dall’Organizzazione mondiale della sanità -Regione europea nella pubblicazione Heat health action Plan Guidance-second edition. Il documento è strutturato in tre parti: 1. il capitolo “Caldo e Salute” che presenta una sintesi delle evidenze scientifiche disponibili sugli effetti del caldo sulla salute e sui sottogruppi vulnerabili 2. un capitolo dedicato al “Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo” che illustra il sistema di allerta nazionale, indicazioni operative sulle misure di prevenzione da attivare a diversi livelli di assistenza e graduate sui livelli di allerta, identificazione dei sottogruppi a rischio (vulnerabili), raccomandazioni per specifici sottogruppi, misure di adattamento al caldo in ambito urbano, sistemi per il monitoraggio dell’impatto sulla salute delle ondate di calore 3. il terzo capitolo infine è dedicato agli “Effetti acuti dell’inquinamento atmosferico”, con la sintesi delle evidenze scientifiche disponibili e i principali raccomandazioni. Download Linee da indirizzo Caldo e Inquinamento (PDF 2.16 MB) fonte: https://www.salute.gov.it/new/it/pubblicazione/linee-di-indirizzo-su-ondate-di-calore-e-inquinamento-atmosferico-0/

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  • Nel 2024, oltre 1 parto su 5 in Italia ha riguardato una donna con cittadinanza straniera. Da questo dato prende avvio la nuova infografica dedicata all’equità dell’assistenza durante il percorso nascita, realizzata integrando i dati 2024 del flusso nazionale del Certificato di assistenza al parto (CeDAP) con quelli della sorveglianza della mortalità materna e della ricerca sulla grave morbosità materna coordinati dall’Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS). L’infografica offre una panoramica dei principali indicatori relativi alle caratteristiche delle donne assistite, all’accesso ai servizi e agli esiti di salute materna e perinatale, evidenziando alcune persistenti disuguaglianze. La sorveglianza ItOSS rileva inoltre un rapporto di mortalità materna pari a 10,8 decessi ogni 100.000 nati vivi tra le cittadine straniere, rispetto a 7,4 tra le italiane, oltre a un maggiore rischio di grave morbosità materna e un ritardo delle donne straniere nell’accesso al primo bilancio di salute in gravidanza. Attraverso una rappresentazione grafica chiara e immediata, l’infografica rende questi dati facilmente leggibili e richiama l’attenzione sull’importanza di promuovere un’assistenza al percorso nascita accessibile, equa e appropriata. Scarica l’infografica “Assistenza al percorso nascita per le donne con cittadinanza straniera in Italia” (pdf 106 kb). Fonte: https://www.epicentro.iss.it/materno/aggiornamenti

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  • Proposta di legge di iniziativa popolare Firma per il diritto alla salute Rendiamo effettivo il diritto alla tutela della salute nel rispetto della Costituzione e della Legge 833/1978, rafforzando il Servizio Sanitario Nazionale e valorizzando il lavoro. Firma QUI Come effettuare la firma Clicca sul pulsante e accedi con lo SPID, la CIE o la CNS Scorri l’elenco delle iniziative e clicca su “Sosteniamo il Servizio Sanitario Nazionale” (il numero dell’iniziativa è 6500013) Premi su sostieni iniziativa, clicca su continua e nuovamente su sostieni iniziativa I 5 pilastri della proposta 1. RISORSE Il livello di finanziamento del fondo sanitario nazionale non deve essere inferiore al 7,5% del PIL. 2. PERSONALE È necessario valorizzare economicamente e professionalmente il lavoro di chi tutela e promuove la salute. Bisogna garantire il personale necessario ad assicurare prevenzione, assistenza e cura con assunzioni a tempo indeterminato. I Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta devono progressivamente passare dall’attuale rapporto convenzionale alle dipendenze del Servizio Sanitario Nazionale. La spesa per il personale del SSN non deve più essere soggetta ad alcun tetto, e devono essere introdotti limiti alle esternalizzazioni. 3. TERRITORIO Deve essere assicurato il pieno e omogeneo sviluppo dell’assistenza territoriale definita dal DM 77/2022 (Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Distretti, ecc.). 4. TEMPI DI ATTESA Deve essere garantito il rispetto dei tempi di attesa attraverso investimenti nel SSN per la presa in carico dei bisogni di salute delle persone. 5. NON AUTOSUFFICIENZA La salute delle persone anziane è una delle priorità del nostro Paese, da affrontare affermando il diritto all’assistenza e alle cure con una copertura pubblica, universale e uniforme. Sono necessarie politiche per rispondere ai bisogni delle persone anziane e non autosufficienti. Si deve dar seguito al potenziamento dell’assistenza domiciliare e al miglioramento dell’assistenza residenziale e semiresidenziale. Altre aree prioritarie salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, salute mentale, dipendenze, consultori familiari, farmaceutica e ricerca. Governo pubblico, programmazione e partecipazione per garantire universalità, uguaglianza, equità e globalità fonte: https://www.salutediritto.it/

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  • Una società per tutte le età: azioni regionali per la popolazione anziana Il Piano Attuativo Regionale (PAR) per la popolazione anziana è la principale sede regionale di confronto e di dialogo tra istituzioni, organizzazioni sindacali dei pensionati e rappresentanti del terzo settore ed ha l’obiettivo di elaborare progettualità condivise e partecipate, in risposta ai molteplici bisogni della popolazione anziana, tra cui quelli legati al benessere nella rete territoriale dei servizi sanitari e sociosanitari, all’invecchiamento attivo, alla vivibilità ambientale, alla mobilità sostenibile, alla socialità e all’aumento delle competenze digitali. Nell’ottica del rafforzamento dei servizi rivolti alla popolazione anziana, il PAR rappresenta, dunque, uno strumento integrato dedicato alla trattazione multidisciplinare ed integrata delle tematiche concernenti la popolazione anziana (attraverso l’interazione tra assessorati regionali, rappresentanti tecnici degli enti locali, organizzazioni sindacali regionali dei pensionati, associazioni dei pensionati del lavoro autonomo e realtà associative territoriali) finalizzato ad intervenire in modo propositivo nella predisposizione di attività, interventi e programmi in favore della popolazione anziana, realizzando così “Una società per tutte le età”. La funzione del Tavolo PAR è stata ulteriormente potenziata in termini di osservatorio privilegiato degli interventi intersettoriali rivolti alla popolazione anziana e, nel contempo, ne sono stati aggiornati e rimodulati sia le attività che gli obiettivi, pur in assoluta continuità e coerenza con i principi fondatori dello stesso, alla luce dei profondi mutamenti intervenuti nel contesto sociale, culturale ed economico in cui vive ed opera la popolazione anziana regionale. Il nuovo Par L’Emilia-Romagna ha aggiornato e rilanciato il Par – Piano Attuativo Regionale per la popolazione anziana nel luglio 2026. Il nuovo Piano si inserisce in un aggiornamento delle politiche regionali per l’invecchiamento attivo e la tutela della fragilità Asse centrale del nuovo documento è la sanità territoriale, in particolare il rafforzamento delle cure territoriali primarie ed intermedie, in coerenza con gli interventi previsti dalla Missione 6 salute del Pnrr, e la gestione della cronicità con focus su assistenza primaria e continuità assistenziale; il potenziamento della domiciliarità; il rafforzamento dei servizi sociali e sanitari territoriali; il sostegno del caregiver riconosciuto come figura centrale. I due protocolli d’intesa Deliberazione di Giunta regionale n. 920/2026 «Approvazione Protocollo d’intesa per il Piano attuativo regionale (Par) per la popolazione anziana tra la Regione Emilia-Romagna e il Comitato unitario Pensionati Lavoro Autonomo (CUPLA) regionale» Deliberazione di Giunta regionale n. 921/2026 «Approvazione Protocollo d’intesa per il Piano attuativo regionale (Par) per la popolazione anziana tra la Regione Emilia-Romagna e i Sindacati regionali dei Pensionati SPI CGIL, FNP CISL, UILP UIL» …leggi la notizia completa sul sito della Regione Emilia Romagna

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  • PIANO NAZIONALE NON AUTOSUFFICIENZA 2025-2027 – Sintesi e commento   Il Piano nazionale per la non autosufficienza (PNNA) 2025-2027 è lo strumento programmatico che indica le modalità di utilizzo del Fondo per le Non Autosufficienze. Il documento è stato redatto dalla Rete della protezione e dell’inclusione sociale ai sensi dell’articolo 21 del d.lgs. n. 147/2017. Successivamente, ai sensi della legge 260/2006 art. 1 comma 1265, la dotazione e l’utilizzo del Fondo sono stati adottati con Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM 20 aprile 2026), su proposta del Ministro delegato per la famiglia e le disabilità e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute e del Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata. Accanto a questo Piano si attende l’adozione da parte dal soggetto competente, vale a dire il neonato CIPA (Comitato Interministeriale per le Politiche in favore della Popolazione Anziana), di altri due strumenti di programmazione, introdotti dalla L. 33/2023 (articolo 2, comma 3, lettera a) e regolati con il D.lgs. 29/ 2024 che hanno come destinatarie le persone anziane: il «Piano nazionale per l’invecchiamento attivo, l’inclusione sociale e la prevenzione delle fragilità nella popolazione anziana» (rimane da chiarire se sarà rivolto anche alle persone anziane di età inferiore ai 70 anni); il «Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana» (che sarà rivolto alle persone non autosufficienti ultra 70enni. Nelle more dell’adozione dei due Piani del CIPA, il PNNA 2025-2027 (rivolto alle persone fino ai 70 anni) risulta l’unico strumento di programmazione mediante il quale sono individuati gli interventi e le prestazioni a favore delle persone con disabilità in condizione di non autosufficienza. Il PNNA 2025-2027, che arriva con oltre un anno di ritardo, si pone in linea di continuità con quanto previsto nell’ambito del PNNA 2022-2024, con l’obiettivo di garantire la prosecuzione degli interventi assistenziali e la continuità nell’erogazione dei servizi in favore delle persone non autosufficienti. Si conferma, e lo si dimostrerà nell’analisi delle allocazioni, la grave insufficienza del finanziamento assegnato al FNNA. Pare importante segnalare in premessa che, secondo la legislazione vigente, l’adozione di tutti e tre i Piani dovrebbe avvenire, a livello nazionale e poi regionale, assicurando la partecipazione delle parti sociali, delle associazioni di settore e delle associazioni rappresentative delle persone anziane, anziane non autosufficienti e delle persone con disabilità. Non autosufficienza: sintesi e commento Cgil e Spi su Piano nazionale 2025-2027 fonte: https://www.cgil.it/ci-occupiamo-di/non-autosufficienza/non-autosufficienza-osservazioni-e-commenti-cgil-e-spi-su-piano-nazionale-2025-2027-luyfew8l

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  • Sul sito del ministero della Salute è disponibile la Circolare del 23 giugno 2026 “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2026-2027”, comprendente le più recenti indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla composizione dei vaccini antinfluenzali. Il documento è stato elaborato dal Ministero della Salute, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e le Regioni/PPAA. Il testo contiene una descrizione della malattia e delle attività di monitoraggio epidemiologico e virologico dell’influenza, le misure di prevenzione, le indicazioni dell’OMS sulla composizione vaccinale e le raccomandazioni per età e gruppi di rischio specificando la scelta dei vaccini antinfluenzali disponibili in Italia e autorizzati dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) e dall’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA). L’influenza è una malattia respiratoria acuta causata dai virus influenzali che si manifesta principalmente durante l’inverno con differenti gradi di intensità e che in alcuni casi (in particolare bambini, anziani, donne in stato di gravidanza, persone con malattie croniche) può comportare il rischio di complicanze anche gravi. La vaccinazione antinfluenzale rappresenta la più efficace e sicura strategia di prevenzione, è indicata per tutte le persone a partire dai 6 mesi di vita e raccomandata per tutte le categorie a rischio che non abbiano specifiche controindicazioni, così come persone addette a servizi pubblici di primario interesse e alcune categorie professionali. L’OMS e il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2023-2025 riportano, tra gli obiettivi di copertura per la vaccinazione antinfluenzale, il 75% come obiettivo minimo perseguibile e il 95% come obiettivo ottimale negli ultra 65enni. La Circolare raccomanda di condurre le campagne di vaccinazione antinfluenzale a partire dall’inizio di ottobre (40ma settimana dell’anno) e offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale. Rispetto allo scorso anno, il documento abbassa a 60 anni l’età delle persone a cui è raccomandato l’utilizzo di vaccini antinfluenzali potenziati, che presentano una maggiore efficacia nella protezione verso forme severe di malattia. Per approfondire consulta il documento completo “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2026-2027” (pdf 563 Kb). fonte: https://www.epicentro.iss.it/influenza/aggiornamenti fonte immagine: https://www.comune.vallidelpasubio.vi.it/Novita/Notizie/Prevenzione-e-controllo-dell-influenza-raccomandazioni-per-la-stagione-2026-2027

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  • In Italia il confronto sul “fine vita” resta molto attuale. La normativa in materia è stata oggetto di profonde trasformazioni nel corso degli anni, in particolare con la legge sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT). Rimane ancora aperta e fortemente dibattuta la questione dell’eutanasia. “Come morire” e come accompagnare con dignità è il tema che affrontiamo in questa newsletter. Proponiamo, da prospettive diverse, contributi che hanno l’obiettivo di restituire tutta la complessità di un dibattito che tocca l’opinione pubblica, la politica e le istituzioni laiche e religiose. Sono materiali pensati per gli operatori, per le persone che vivono direttamente queste esperienze, per chi desidera approfondire e aggiornarsi…LEGGI TUTTO SU GRUSOL

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  • I dati raccolti nelle 60 province coinvolte dalla sperimentazione della riforma della disabilità e della non autosufficienza evidenziano una situazione fortemente preoccupante: le domande di invalidità civile stanno registrando un drastico calo, con il rischio concreto di lasciare senza tutela migliaia di persone anziane, disabili e non autosufficienti. Nelle prime nove province interessate dalla sperimentazione, le domande presentate sono passate da 153.277 a 122.795, con una riduzione di oltre 30.000 richieste. Analizzando complessivamente le tre fasi della sperimentazione, il calo raggiunge quasi 90.000 domande in meno rispetto ai periodi precedenti. Se questa tendenza fosse confermata a livello nazionale, dal 2027 potrebbero essere oltre 100.000 le persone escluse dall’accesso alle prestazioni e ai sostegni previsti. Sono questi i numeri alla base della nostra denuncia: la sperimentazione della riforma della disabilità e della non autosufficienza sta escludendo migliaia di persone fragili dalle tutele. Per lo Spi Cgil le cause sono note: procedure più complesse, aumento dei costi per la certificazione medica, carenza di personale sanitario e continui cambiamenti normativi che stanno rendendo più difficile l’accesso ai diritti, soprattutto per le persone più fragili. L’effetto è evidente: non siamo di fronte a una maggiore efficacia nel contrasto agli abusi, ma al rischio concreto di impedire a molti cittadini di presentare la domanda e ottenere il riconoscimento delle prestazioni a cui hanno diritto. Per questo chiediamo al Governo un intervento urgente per correggere le criticità emerse nella sperimentazione, semplificare le procedure e garantire l’effettiva tutela delle persone disabili, anziane e non autosufficienti. I diritti non possono trasformarsi in un percorso ad ostacoli. È necessario cambiare rotta per evitare che migliaia di persone restino senza risposte e senza protezione. Leggi l’approfondimento nel Dossier SPI CGIL fonte: https://spi.cgil.it/it/notizie/invalidita-civile-la-nostra-denuncia-la-sperimentazione-della-riforma-esclude-migliaia-di-persone-fragili-dalle-tutele

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