in PRIMO PIANO

  • Un recente articolo di EuroHealthNet ha affrontato il tema del benessere da un punto di vista sempre più attuale: la necessità di una transizione verso politiche e sistemi sanitari più equi e sostenibili, con l’adozione di un nuovo modello economico-finanziario in ci il ruolo chiave è assegnato ai movimenti sociali, all’azione collettiva, alle ONG. La prospettiva dell’Economia del Benessere cambia gli attuali paradigmi finanziari e adotta un approccio olistico che tiene conto dei determinanti sociali della salute, dei costi sociali e sanitari dell’attuale crisi socio-ecologica, e punta a risultati in termini di salute, assistenza, sicurezza, progresso sociale, per creare comunità resilienti, in grado di resistere alle moderne sfide sociali ed ambientali e progettare il futuro. Il tema – discusso all’interno della Conferenza virtuale organizzata da HFG European Health Forum Gastein a ottobre 2021 – è in linea con la recente Dichiarazione di Ginevra che parla di “società promotrici di benessere”, e ha inoltre esitato in un Policy Précis, un documento di indirizzo che analizza politiche, strumenti e programmi per il cambiamento. DoRS ha curato la traduzione italiana dell’articolo. Articoli / link correlati: Registrazione video dell’intervento di EHN alla conferenza virtuale di ottobre 2021 Sezione tematica di EHN su Economia del benessere ed equità in salute (opzione possibile selezione della lingua italiana) Policy Précis di EHN  Carta di Ginevra – Traduzione a cura di Dors L’articolo di Eurohealth tradotto in Italiano fonte: DORS

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  • Sul DM 77/2022 “Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale” CGIL e CISL hanno presentato due documenti di Osservazioni. Di seguito riportiamo un estratto dalle valutazioni di ordine generale della CGIL: “Positiva l’intenzione di spingere le regioni ad adottare in modo uniforme il nuovo modello per assicurare i Livelli Essenziali dell’Assistenza territoriale, indispensabile sia per superare l’attuale frammentazione che per organizzare percorsi di convergenza nelle regioni in difficoltà. Tuttavia, la spinta per l’uniformità dei LEA è indebolita già dall’art. 1 del DM che attribuisce solo valore descrittivo al più completo impianto dei “Modelli e standard per lo sviluppo dell’Assistenza Territoriale nel SSN” – Allegato – 1 rispetto all’Allegato 2 dal valore prescrittivo. Si lasciano così margini di interpretazione, e libertà di azioni disomogenee, alle singole regioni ben oltre i confini della legittima e necessaria autonomia organizzativa. L’Allegato 2 presenta una grave carenza non prevedendo alcuni degli elementi fondamentali per la concreta realizzazione della riforma e tra loro funzionali: non vengono previste come prescrittive le indicazioni per i Distretti, l’Infermiere di Famiglia o Comunità e i Sistemi Informativi e Qualità. E ancora, non sono previsti standard riferiti a tutte le figure componenti l’equipe multiprofessionale (pur essendo richiamata in più parti, ad es. Tabella 1 capitolo 3, Capitolo Casa della Comunità, ecc). Inoltre, si ribadisce che il livello del finanziamento, sia per il Fondo Sanitario Nazionale che per i diversi fondi Sociali, è inadeguato per assicurare la riorganizzazione e lo sviluppo dell’assistenza sociosanitaria integrata territoriale.  In particolare, resta da rimuovere il tetto di spesa per il personale imposto dalla vigente normativa, per consentire un’adeguata definizione dei fabbisogni formativi e dei relativi piani di assunzione compresa la stabilizzazione del personale precario anche in ragione dei processi di reinternalizzazione (ex art.1 c.268 c) L.234/2021). Infatti, la deroga al tetto di spesa per il personale, risultante dai nuovi standard dell’assistenza territoriale, stabilita con la legge di bilancio 2022 (L. 234/2021), richiamata nella premessa del documento, non è finanziata con un incremento del FSN. Si tratta di un’autorizzazione di spesa vincolata, utile ma che deve essere accompagnata da un corrispondente incremento del FSN. Inoltre, particolare attenzione deve essere rivolta al DM (DM ex comma 274 della sopracitata legge di bilancio) che dovrà ripartire tra le regioni tali autorizzazioni di spesa in deroga ai tetti vigenti, per evitare di penalizzare le regioni che dovessero aver già provveduto ad assicurare standard maggiori con risorse ordinarie del FSR. Senza l’assunzione stabile dei professionisti sanitari e sociali le stesse misure per il potenziamento della rete dei servizi territoriali sono inefficaci, e si prelude ad una inaccettabile privatizzazione dell’assistenza. … Sui fabbisogni di personale il confronto tra CGIL, CISL, UIL e Ministero della Salute finora non ha prodotto risultati apprezzabili.” Leggi il documento integrale CGIL … la notizia sul sito CGIL   Di seguito riportiamo un estratto delle valutazioni CISL Nel corso degli incontri avuti in occasione dei tavoli di partenariato, insieme alle Categorie maggiormente coinvolte nei processi di riforma (FP Cisl, Cisl Medici e FNP), pur avendo espresso condivisione per il percorso, non abbiamo mancato di evidenziare le nostre preoccupazioni su alcun importanti punti, ed in primis sulla delicata questione del personale. I lavoratori e le lavoratrici rappresentano la colonna portante della riorganizzazione del sistema socio-sanitario in quanto solo attraverso dotazioni organiche adeguate potranno essere raggiunti gli obiettivi prefissati. E’ indubbio che su questo punto la riforma inizia il suo percorso in affanno dal momento che oltre un decennio di tagli e blocco del turn over hanno ingenerato ad oggi situazioni al limite della sostenibilità con carenze importanti nell’ordine di circa 60.000 infermieri e 18.000 medici, numeri destinati ad aumentare a causa dei futuri pensionamenti, tutto questo senza tener conto delle necessità di personale medico e del comparto da destinare alla sanità territoriale. Senza un intervento rapido e risolutivo che vada a superare il problema attraverso un robusto piano di assunzioni e di stabilizzazioni tese all’abbattimento di un precariato oramai diffusissimo, tutto il processo di riorganizzazione rischia di entrare crisi ancor prima dell’avvio, mettendo così in discussione il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Siamo all’inizio di un percorso nel quale si sta definendo un nuovo sistema di welfare socio-sanitario integrato, capace ancora di rispondere in modo universale ai bisogni di cura promuovendo un modello di sanità di prossimità per essere più vicini alle persone, costruendo modelli di assistenza territoriale fondati sul “cure” e sul “care” (curare e prendersi cura). Come CISL siamo convinti della necessità di questo processo di riforma e continueremo a vigilare affinché venga effettivamente realizzato un Servizio Sanitario nazionale, pubblico ed universale, efficace ed efficiente, sia sul versante ospedaliero sia su quello territoriale, capace di recuperare i principi fondanti del SSN a noi particolarmente cari: Universalità, Uguaglianza ed Equità. …leggi tutto su CISL

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  • ​È disponibile il Manuale di programmazione e progettazione dei servizi per le nuove generazioni, realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con l’Istituto degli Innocenti di Firenze. Il Manuale è rivolto a coloro che con ruoli diversi avviano, redigono, elaborano, commissionano, gestiscono, attuano, valutano, sovraintendono e verificano la programmazione e i progetti per l’infanzia e l’adolescenza e costituisce uno strumento per accompagnare una nuova progettazione “per e con” le nuove generazioni, a partire dai diritti e dalle opportunità radicati nei valori della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, valorizzando le migliori pratiche di lavoro sociale. Nel contesto delle normative regionali e delle diverse fonti di finanziamento destinate esplicitamente all’infanzia e all’adolescenza (di origine europea, nazionale, regionale o locale) il Manuale intende apportare un contributo e uno stimolo per programmare, progettare e gestire i servizi per l’infanzia, l’adolescenza e i giovani, in maniera coerente con tutta la programmazione regionale, collocandosi nella cornice nazionale delle politiche sociali, delle normative di settore e delle politiche europee, col fine di rafforzare interventi e servizi a partire da indicazioni di metodo e di contenuto che contribuiscano ad assicurare la necessaria unitarietà della garanzia dei diritti per l’infanzia e l’adolescenza in tutto il Paese. Il Manuale rappresenta, inoltre, uno strumento operativo coerente con le finalità del recente Piano nazionale di azione per la Garanzia Infanzia, adottato dal nostro paese in attuazione della Raccomandazione europea, un piano strategico la cui implementazione è collegata a stanziamenti importanti pari al 5% del FSE plus, cui il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali contribuisce in modo significativo attraverso il Programma Nazionale Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027. La metodologia e i temi proposti nel Manuale verranno diffusi attraverso uno specifico piano di sensibilizzazione e formazione articolato in più livelli e percorsi. Sarà quindi attivato a breve un sito dedicato dove scaricare il manuale, leggere altri contenuti di approfondimento e scambio di esperienze e accedere ai percorsi formativi previsti in presenza e a distanza – via webinar e FAD – articolati secondo i tre focus proposti nel Manuale centrati sulla programmazione, la progettazione e gli approfondimenti tematici. FONTE: Ministero LPS

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  • L’Organizzazione Mondiale della Salute nel 2021 ha aggiornato il ‘Glossario della Promozione della Salute’, che offre una panoramica attuale dei numerosi concetti e termini diventati fondamentali per lo sviluppo della promozione della salute, in modo da renderli comprensibili ad un pubblico più ampio possibile. La prima edizione del ‘Glossario della Promozione della Salute’ era stata realizzata e pubblicata nel 1986, per chiarire il significato e il rapporto tra i diversi termini che non erano di uso comune in quel periodo. Questo documento aveva sostenuto il lavoro preparatorio per la Prima Conferenza Internazionale dell’OMS sulla Promozione della Salute, tenutasi a Ottawa nel 1986, e il successivo sviluppo della Carta di Ottawa per la Promozione della Salute. Il Glossario era stato poi completamente revisionato nel 1998, in seguito alla 4a Conferenza Internazionale sulla Promozione della Salute, che si è svolta a Giacarta nel 1997 (Nutbeam 1998) mentre nel 2006 è stato, invece, pubblicato un aggiornamento con nuovi termini di promozione della salute (Smith, Tang, Nutbeam 2006). Aggiornamenti e novità La versione aggiornata al 2021 del Glossario è sostanzialmente diversa dall’originale: alcune definizioni sono state escluse, ma ne sono state aggiunte di nuove (alle quali ci si riferisce indicando “nuovo termine”); alcune definizioni sono rimaste identiche alla versione precedente (1998) del glossario (alle quali ci si riferisce indicando “non modificata”); molte sono state modificate – sia nella definizione che nel commento di accompagnamento – alla luce delle esperienze concrete e dell’evoluzione di alcuni concetti. La struttura, invece, è rimasta la medesima e consta di due sezioni. La prima contiene le definizioni fondamentali, che sono alla base del concetto e dei principi della promozione della salute e che sono descritte in modo dettagliato, mentre la seconda comprende un elenco esteso di 47 termini comunemente utilizzati in promozione della salute. Nuovi termini Dors sta curando la traduzione italiana di questa nuova edizione, in collaborazione con ATS Città Metropolitana di Milano e Regione Lombardia, e vi propone di seguito  i nuovi termini della sezione “Definizioni fondamentali”. Salute in tutte le politiche (Health in all policies) Salute in tutte le politiche (STP) è un approccio allo sviluppo delle politiche pubbliche tra diversi settori, che tiene conto in aniera sistematica delle implicazioni per la salute delle decisioni che vengono prese, ricerca sinergie ed evita impatti dannosi per la salute, al fine di migliorare la salute della popolazione e l’equità. Come concetto, l’approccio STP riflette i principi di legittimità, responsabilità, trasparenza e accesso alle informazioni, partecipazione, sostenibilità, nonché collaborazione tra i settori delle politiche pubbliche e i diversi livelli di governo. STP è una strategia di governance e politica multi-livello (orizzontale e verticale), che aumenta la responsabilità per quanto riguarda gli impatti sulla salute a tutti i livelli del processo decisionale e che pone particolare attenzione alle conseguenze delle politiche pubbliche sui sistemi sanitari, sui determinanti di salute e sul ben-essere. Un approccio STP è stato raccomandato come risposta pratica ai requisiti multisettoriali dell’Agenda di Sviluppo Sostenibile nel suo insieme e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in particolare, e come una strategia importante per il raggiungimento della copertura sanitaria universale e della Salute per Tutti. Fonti: The Helsinki statement on health in all policies. Geneva: World Health Organization; 2014 (https://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/112636/9789241506908_eng.pdf; accessed 1 July 2021). Implementing health in all policies: Adelaide: Government of South Australia; 2010 (https://www.who.int/sdhconference/resources/implementinghiapadel-sahealth-100622.pdf, accessed 1 July 2021). Health in all policies: training manual. Geneva: World Health Organization; 2015 (https://www.who.int/publications/i/item/9789241507981, accessed 1 July 2021). Salute del pianeta (Planetary Health) Il raggiungimento del più elevato standard possibile? di salute, ben-essere ed equità in tutto il mondo, attraverso una oculata attenzione ai sistemi umani – politico, economico e sociale – che plasmano il futuro dell’umanità, e ai sistemi naturali della Terra che definiscono i limiti ambientali di sicurezza all’interno dei quali l’umanità può prosperare. La salute planetaria descrive la salute della specie umana e lo stato dei sistemi naturali da cui dipende. Si basa sulla comprensione che la salute umana e la civiltà umana dipendono da sistemi naturali fiorenti e dalla loro saggia amministrazione. Il legame inestricabile tra le persone e il loro ambiente era riflesso già nel concetto della Carta di Ottawa di Ambienti favorevoli alla salute. È stato poi sviluppato e perfezionato man mano che le scienze di base sono migliorate e la conoscenza della nostra interdipendenza si è evoluta, riflettendo la necessità di una cura reciproca, di prenderci cura gli uni degli altri, delle nostre comunità e del nostro ambiente naturale. Il concetto di salute planetaria è direttamente allineato con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Fornisce un quadro di riferimento da utilizzare per raggiungere gli obiettivi, riunendo una vasta gamma di discipline, tra cui salute, ambiente ed economia, per affrontare i problemi del mondo in modo olistico. Fonti: Whitmee S, Haines A, Beyrer C, Boltz F, Capon A, de Souza Dias B et al. Safeguarding human health in the Anthropocene epoch: report of The Rockefeller Foundation–Lancet Commission on planetary health. The Lancet. 2015; 386(10007):1973–2028. doi: 10.1016/S0140-6736(15)60901-1. What is planetary health? Oxford: The Rockefeller Foundation Economic Council on Planetary Health (https://www.planetaryhealth.ox.ac.uk/planetary-health/, accessed 1 July 2021). Griggs D, Stafford-Smith M, Gaffney O, Rockström J, Öhman MC, Shyamsundar P et al. Sustainable development goals for people and planet. Nature. 2013; 495:303–307 (https://sustainabledevelopment.un.org/content/documents/844naturesjournal.pdf, accessed 1 July 2021). Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals) Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) sono un invito all’azione da parte di tutti paesi – sviluppati e in via di sviluppo – in un partenariato globale. Essi riconoscono che porre fine alla povertà e ad altre privazioni deve andare di pari passo con l’adozione di strategie che migliorino la salute e l’istruzione, riducano le disuguaglianze e stimolino la crescita economica, il tutto affrontando il cambiamento climatico e lavorando per preservare i nostri oceani e le nostre foreste. Gli OSS sono stati adottati nel 2015 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU) come parte dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Gli obiettivi sono intrecciati, interconnessi e indivisibili e forniscono il modello per raggiungere un futuro migliore e più sostenibile per tutti. Insieme riflettono l’intera gamma di […]

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  • Le Regioni e le Province autonome sottolineano i temi di maggior rilevanza che non hanno trovato soluzione nel DL in esame (n.d.r. si tratta del DL 50/2022 “Misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi Ucraina”) e che erano stati portati all’attenzione del Governo già precedentemente. Inoltre, sono illustrate specifiche osservazioni ad alcune tematiche del decreto. —> Sanità: spese di emergenza Covid, spese per l’energia e questione indennizzi persone danneggiate da trasfusioni, somministrazioni di emoderivati; Dalla necessità di copertura delle spese già sostenute per l’esercizio 2021 come da quelle per l’esercizio 2022, origina la criticità di salvaguardare gli equilibri dei sistemi sanitari regionali e scongiurare l’applicazione nella misura massima prevista dalla vigente normativa dell’addizionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche e le maggiorazioni dell’aliquota dell’imposta regionale sulle attività produttive oltre che il divieto di effettuare spese non obbligatorie fino al 31 dicembre dell’anno successivo a quello di verifica -legge n.311/2004, art. 1, c. 174. Con riferimento all’anno 2022, nonostante l’incremento di 2 miliardi previsti dalla Legge di bilancio, ma interamente finalizzato per l’attuazione di specifiche misure, il livello di finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale non appare adeguato per consentire la sostenibilità della programmazione sanitaria alla luce dei significativi oneri per il proseguimento delle misure di gestione dell’emergenza pandemica e, contestualmente, dei maggiori costi emergenti. In particolare: —> le Regioni e le Province autonome stanno organizzandosi per somministrare una quarta dose in autunno; —> maggiori costi energetici, inflattivi e contrattuali graveranno considerevolmente sui bilanci sanitari; —> maggiori oneri necessari per riportate l’attività sanitaria in una fase ordinaria e per recuperare le prestazioni non urgenti che sono state rinviate durante la fase emergenziale; —> maggiori oneri a partire dall’anno 2022 (in termini di maggiori costi o minori ricavi) determinati dalla cessazione delle forniture commissariali, dall’adozione del nuovo nomenclatore della protesica e della specialistica ambulatoriale, dall’attuazione delle misure previste dal PanFLu. Per quanto riguarda il tema degli “Indennizzi dovuti alle persone danneggiate da trasfusioni, somministrazioni di emoderivati o vaccinazioni”, il tema è stato già proposto in molti DL precedenti e per la legge di bilancio 2022. Infatti, la legge di bilancio 2021 (L. 178/2020, c. 821) ha previsto un finanziamento per 50 milioni di euro per l’anno 2021 all’onere sostenuto dalle Regioni per l’esercizio della funzione di concessione degli indennizzi a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni ed emoderivati di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, trasferita alle Regioni in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.112. Sebbene sia previsto che le Regioni si facciano carico di anticipare le risorse dal 2015 lo Stato non ha stanziato nulla per gli indennizzi dovuti alle persone danneggiate da trasfusioni, somministrazioni di emoderivati o vaccinazioni. L’obiettivo è costituire almeno un cofinanziamento annuale alla spesa, vieppiù alla luce delle ultime sentenze sui risarcimenti «per sangue ed emoderivati infetti» in cui il Ministero della Sanità è condannato a risarcire i danni per omessa vigilanza e controllo. …omissis —> Salute – aumenti prezzi e costi • Osservazioni in merito all’art. 26 del D.L. 50/2022 Per fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione nonché dei carburanti e dei prodotti energetici il Governo ha varato il Decreto-legge n. 50 /2022 che prevede all’art.26 “Disposizioni urgenti in materia di appalti pubblici” per lavori aggiudicati sulla base delle offerte con termine finale di presentazione entro il 31 dicembre 2021, per le opere eseguite e contabilizzate tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2022 e per gli interventi in corso di progettazione. Lo stato di avanzamento dei lavori, rispondenti ai criteri soprarichiamati, viene adottato applicando i nuovi prezziari che le Regioni devono predisporre entro il 31 luglio 2022. Il nuovo prezziario si applica di default per tutti i contratti in essere relativamente alle opere eseguite e contabilizzate nell’arco del periodo sopra individuato. All’applicazione di detto prezziario si deve applicare il ribasso formulato dall’appaltatore in sede di offerta. I maggiori importi sono riconosciuti all’Appaltatore dalla Stazione Appaltante nella misura del 90%. A tal fine possono essere utilizzate: nel limite del 50%, le risorse accantonate per imprevisti nel quadro economico e le eventuali ulteriori somme a disposizione stanziate annualmente per il medesimo intervento; agli stessi fini possono essere utilizzate le somme derivanti dai ribassi d’asta, nonché le somme disponibili per altri interventi già collaudati. In caso di insufficienza delle risorse la Stazione Appaltante può procedere a formulare istanza di accesso a fondi nazionali sia per interventi di cui al PNRR e al PNC sia per gli altri interventi comunque essi siano finanziati. Le istanze vanno presentate entro il 31 agosto 2022 per i lavori contabilizzati entro il 31 luglio 2022 ed entro il 31 gennaio 2023 per i lavori contabilizzati entro il 31 dicembre 2022. Il pagamento alle imprese viene effettuato dalla stazione appaltante entro 30 giorni dal trasferimento dal livello nazionale delle risorse. Gli oneri derivanti dall’applicazione delle istanze di accesso sono quantificati dal Decreto-legge in 3.000 milioni di euro per l’anno 2022, 2.750 milioni di euro per l’anno 2023 e in 1.500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025 e 1.300 milioni di euro per l’anno 2026. • Osservazioni in merito all’art. 40 del D.L. 50/2022 Le Aziende e gli Enti del Servizio Sanitario Nazionale stanno registrando un considerevole aumento dei costi determinato dall’aumento dei prezzi delle fonti energetiche. La previsione dell’incremento dei costi è in continua evoluzione ed aggiornamento. Al momento, lo stanziamento di 200 milioni ad integrazione del livello di finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale per l’anno 2022 a concorso dei maggiori costi determinati dall’aumento dei prezzi delle fonti energetiche è apprezzabile, ma appare insufficiente rispetto al reale andamento dei costi che registrano, in valore assoluto, un incremento significativamente superiore, stimato dalle Regioni in 879,44 mln di euro circa. (vedasi emendamento allegato già approvato dalla Commissione Salute nella seduta dello scorso 29 marzo)  leggi il documento integrale Conferenza delle Regioni e province autonome: “POSIZIONE IN MERITO AL PARERE, AI SENSI […]

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  • L’Agenzia Italiana del Farmaco ha attivato il portale TrovaNormeFarmaco con l’obiettivo di favorire la ricerca e la consultazione della normativa in materia di farmaci e semplificare e automatizzare i processi per la pubblicazione dei provvedimenti e dei documenti dell’Agenzia.  Il nuovo Portale è il frutto della collaborazione tra l’Agenzia e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. In questa prima fase, utilizzando il motore di ricerca di TrovaNormeFarmaco, saranno reperibili i provvedimenti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale. Le restanti tipologie di atti e provvedimenti, non soggetti all’obbligo di pubblicazione in G.U., al momento saranno ancora disponibili nella sezione “Determine” del portale AIFA. —> TrovaNormeFarmaco  —> Determine  fonte: AIFA

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  • Il 16 giugno, in occasione della riunione plenaria dell’Osservatorio dedicato alla medicina di Genere, sono stati approvati tre documenti prodotti dai Gruppi di Lavoro (GdL). A partire dall’insediamento dell’Osservatorio ad aprile 2021 presso l’Istituto Superiore di Sanità, sono stati definiti al suo interno sei GdL: percorsi clinici; ricerca e innovazione; formazione universitaria e aggiornamento professionale del personale sanitario; comunicazione e informazione; farmacologia di genere; diseguaglianze di salute legate al genere. Proprio questi ultimi tre GdL  hanno prodotto tre documenti nei loro ambiti di pertinenza: 1 – il primo, comunicazione e informazione ha elaborato un glossario di medicina di genere utile a comprendere  il significato di termini che possono risultare poco chiari a chi si avvicina alla Medicina di Genere, contribuendo alla definizione di “linguaggio comune”. Uno strumento indirizzato non solo ad operatori sanitari ma a chiunque desideri informarsi. 2 – Il secondo documento, invece, è stato prodotto dal GdL farmacologia di genere a proposito dell’ appropriatezza terapeutica delle persone transgender; al suo interno, alla luce di tutte modalità di espressione di genere possibili, viene espressa la necessità di formulare delle terapie ormonali personalizzate per le persone transgender nel rispetto della loro volontà di auto-affermazione. Diventa fondamentale conoscere in modo completo le numerose declinazioni dell’identità di genere e acquisire consapevolezza circa i possibili interventi di affermazione di genere in modo che siano aderenti alle aspettative della persona. 3 –  Infine, il terzo documento, prodotto dal GdL diseguaglianze di salute legate al genere, è un’analisi descrittiva della salute delle persone migranti in ottica di genere; sono diverse, infatti, le difficoltà affrontate dalle persone migranti residenti in Italia: dall’accesso al Sistema Sanitario Nazionale dovuto a barriere linguistiche, scogli burocratici e sfiducia in un sistema diverso che non viene riconosciuto come proprio assieme alle difficoltà di stabilire un rapporto con gli operatori. È necessario considerare anche le differenze legate al genere proprio nell’accesso e nell’utilizzo dei servizi dovute a motivi culturali e religiosi che possono costruire un ulteriore ostacolo. Il documento, che fornisce raccomandazioni utili e concrete per favorire l’inclusione delle persone migranti, non solo analizza la popolazione straniera fornendo un quadro generale, fornisce anche una descrizione delle principali problematiche relative alla medicina territoriale, è inoltre presente un paragrafo dedicato alle caratteristiche dell’immigrazione femminile e alla minoranze con particolare attenzione alla comunità Rom e Sinti. I documenti sono scaricabili anche dalla pagina del sito dell’Osservatorio. Fonte: ISS

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  • “Co-progettazione: norme, regolamento, schemi, verbali. Tutto quello che serve per farla davvero” l’ebook scritto da Franco Pesaresi che si può scaricare liberamente al seguente link: https://www.academia.edu/82218829/COPROGETTAZIONE_NORME_REGOLAMENTO_SCHEMI_VERBALI E-BOOK CO-PROGETTAZIONE (pdf) PRESENTAZIONE Sono usciti molti libri e molte altre pubblicazioni sulla co-programmazione e sulla co-progettazione, abbiamo letto molti articoli e si sono fatti anche molti convegni. Ma ben pochi si sono misurati con il “come fare” e con gli strumenti che occorre mettere in campo per poter realmente svolgere pratiche di co-progettazione e di co-programmazione. Per regolare la co-programmazione e la co-progettazione ci sono le norme (art. 55) e ci sono le linee guida sul rapporto tra pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore ai sensi del Codice del terzo settore – peraltro molto ben fatte –  ma deve essere chiaro a tutti che non si può fare la co-progettazione se l’ente pubblico che ha intenzione di attivarla non ha approvato un regolamento che definisce le procedure da seguire per garantire i criteri indicati dalla legge. Per fare un esempio, anche la costruzione dei piani sociali di zona che sono una procedura molto partecipativa e che vede i soggetti del terzo settore contribuire alla definizione della pianificazione sociale non si possono correttamente definire procedure di co-programmazione se non sono collocate all’interno di un percorso definito dalla regolamentazione dell’ente pubblico. Contrariamente a quello che si pensa, le procedure di co-programmazione e di co-progettazione non sono libere e non sono neanche più semplici delle tradizionali procedure di affidamento dei servizi mediante gara d’appalto. La co-programmazione e la co-progettazione hanno le loro specifiche regole e procedure che vanno obbligatoriamente rispettate e che passano prioritariamente attraverso la loro definizione che si realizza con l’approvazione del regolamento sulle procedure di attuazione. Questo ebook si occupa proprio di questo. Si propone di mettere a disposizione quegli strumenti – come il regolamento, gli schemi e i verbali – che sono indispensabili per avviare le co-progettazioni e la cui disponibilità può rendere molto facile la realizzazione e la conclusione di una procedura collaborativa. In questo ebook si propone il regolamento dell’Azienda pubblica servizi alla persona “ASP Ambito 9” di Jesi sui rapporti di collaborazione tra l’Asp Ambito 9 e gli enti del terzo settore in attuazione degli art. 55 e 56 del codice del terzo settore”.  Il regolamento,  approvato nel maggio 2021, dà attuazione all’art. 55 (coinvolgimento degli enti del terzo settore: co-programmazione, co-progettazione, accreditamento) e all’art. 56 (convenzioni con odv e aps) del Codice del terzo settore. Il regolamento può costituire un utile punto di riferimento anche per gli atri enti pubblici. Basta cambiare i riferimenti dell’ente e può essere utilizzato, con modesti aggiustamenti, anche dagli altri soggetti pubblici (comuni, ASL, ecc.). Non deve impressionare la dimensione del regolamento (83 pagine). Il regolamento di per sé è un documento normale di 21 articoli (18 pagine). Abbiamo però deciso di accompagnare il regolamento con il kit di utilizzo e cioè la messa a disposizione di tutta una serie di moduli, convenzioni, avvisi, e schemi preconfezionati finalizzati ad accompagnare e semplificare il percorso di enti ed operatori. Le procedure sono nuove ed anche complesse ed abbiamo predisposto la strumentazione amministrativa affinché il percorso sia tempestivo e facilitato e non ci siano ritrosie dovute alle complessità amministrative. Per questo il regolamento è composto in gran parte da 11 schemi di atti e modelli di domanda, che sono i seguenti: co-programmazione: decisione del direttore di avvio del procedimento; co-programmazione: avviso pubblico per elenco enti; co-programmazione: schema di domanda di partecipazione all’avviso; co-progettazione: decisione del direttore di avvio del procedimento; co-progettazione: avviso pubblico per elenco enti; co-progettazione: schema di domanda di partecipazione all’avviso; co-progettazione: schema di convenzione; convenzione. decisione del direttore di avvio della procedura con odv e aps; convenzione. avviso pubblico per odv e aps; convenzione. schema di domanda di partecipazione per odv e aps; schema di convenzione per progetti specifici. Durante le varie fasi del procedimento collaborativo le complessità amministrative vengono ridotte al minimo; basta prendere il modello già predisposto, completarlo con i dati specifici del progetto e si è così adempiuto ai passaggi burocratici comunque necessari. Ma non basta questo. Poi ci sono le fasi della co-progettazione vera e propria con la predisposizione dei verbali e con l’approvazione finale del progetto frutto della co-progettazione. Anche in questo caso vengo presentati degli esempi di verbali delle sedute di co-progettazione ed anche un esempio di determinazione del direttore/dirigente che approva il progetto esito di co-progettazione. Insomma, il tentativo di questo ebook è quello di mettere a disposizione di chi ha voglia di sperimentare davvero la co-progettazione di tutti quegli strumenti che possono rendere praticabile e semplice una procedura che ha le sue regole da osservare. Adesso non ci sono più scuse. La co-progettazione è alla portata di tutti e si può fare. Franco Pesaresi Un altro sito da cui è possibile scaricare liberamente l’ebook è il seguente: https://www.slideshare.net/francopesaresi/coprogettazione-norme-regolamento-schemi-verbali 

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  • I principali dati e contenuti del tredicesimo Libro Bianco sulle droghe sugli effetti della legislazione antidroga sul sistema penitenziario e giudiziario italiano. Il Libro Bianco sulle droghe, giunto alla tredicesima edizione, è un rapporto indipendente sugli effetti del Testo Unico sugli stupefacenti (DPR 309/90) sul sistema penale, sui servizi, sulla salute delle persone che usano sostanze e sulla società. È promosso da La Società della Ragione, Forum Droghe, Antigone, CGIL, CNCA, Associazione Luca Coscioni, ARCI, LILA e Legacoopsociali con l’adesione di A Buon Diritto, Comunità di San Benedetto al Porto, Funzione Pubblica CGIL, Gruppo Abele, ITARDD e ITANPUD. Ogni anno viene presentato in occasione del 26 giugno, Giornata mondiale sulle Droghe, nell’ambito della campagna internazionale di mobilitazione Support! don’t Punish che chiede politiche sulle droghe rispettose dei diritti umani e delle evidenze scientifiche e che quest’anno coinvolgerà oltre 250 città in circa 100 paesi. La sfida democratica dopo l’inammissibilità del referendum cannabis Il Libro Bianco di quest’anno dedica la sua parte centrale alla questione democratica, a seguito del giudizio di inammissibilità del referendum cannabis da parte della Corte Costituzionale. Oltre 600.000 cittadini si sono visti privare dei propri diritti costituzionali per una interpretazione discutibile e certamente fuori dal tempo sia della Costituzione che delle convenzioni internazionali. Proprio su quest’ultimo tema, interpretazioni e flessibilità delle convenzioni ONU sugli stupefacenti, era centrata la scorsa edizione del Libro Bianco. In questa viene pubblicata per la prima volta come contributo al dibattito la memoria presentata dal Comitato Promotore del Referendum Cannabis Legale insieme alla sentenza di inammissibilità 51/2022. Oltre a queste è pubblicata la trascrizione integrale della conferenza stampa del Presidente Amato sul referendum cannabis che tanto scalpore ha fatto per metodo, toni e merito insieme a commenti precedenti e successivi il giudizio della Corte, a supporto dell’ammissibilità del quesito. Nell’ultima parte di questo Libro Bianco si ricostruiscono invece il percorso e le conclusioni della Conferenza Nazionale sulle droghe che si è tenuta a Genova lo scorso novembre. Un appuntamento molto atteso dai servizi e dalla società civile, che non ha fatto mancare il suo apporto di idee e proposte sia all’interno che all’esterno della conferenza. Ora che le conclusioni sono pubbliche e trasmesse al Parlamento è il momento della politica. È stato avviato il processo per la costruzione del Piano d’Azione Nazionale per le Dipendenze (PAND), ma le conclusioni finali dei tavoli di lavoro della Conferenza Nazionale non possono essere ignorate dai decisori politici, chiamati con largo consenso ad intervenire sulla legislazione sulle droghe nel senso della decriminalizzazione e della rimozione dello stigma per le persone che usano sostanze. La prima parte è invece dedicata, come sempre alle conseguenze penali e sanzionatorie del DPR 309/90. Nelle pagine successive i dati in pillole. LE DROGHE E LA REPRESSIONE. I dati in pillole LA LEGGE SULLE DROGHE È IL VOLANO DELLE POLITICHE REPRESSIVE. SENZA DETENUTI PER ART. 73 O “TOSSICODIPENDENTI” NESSUN SOVRAFFOLLAMENTO La legge sulle droghe è il principale veicolo di ingresso nel sistema della giustizia italiana e nelle carceri. Basti pensare che senza detenuti per art. 73 (spaccio) o senza detenuti dichiarati “tossicodipendenti” non si avrebbe alcun problema di sovraffollamento nelle carceri italiane. La legislazione sulle droghe e l’uso che ne viene fatto sono quindi decisivi nella determinazione dei saldi della repressione penale: come dimostrato in questi anni la decarcerizzazione passa attraverso la decriminalizzazione delle condotte legate alla circolazione delle sostanze stupefacenti così come le politiche di tolleranza zero e di controllo sociale coattivo si fondano sulla loro criminalizzazione. IL 30% DEI DETENUTI ENTRA IN CARCERE PER DETENZIONE O PICCOLO SPACCIO 10.350 dei 36.539 ingressi in carcere nel 2021 sono causati da imputazioni o condanne sulla base dell’art. 73 del Testo unico. Non è vero quindi che “gli spacciatori non vanno in carcere”: sono invece il 28,3% degli ingressi totali molti dei quali vi restano, come dimostrano i dati seguenti. Sono lontani gli effetti della sentenza Torreggiani della CEDU e dell’adozione di politiche deflattive della popolazione detenuta. IL 35% DEI DETENUTI PRESENTI IN CARCERE PER IL DPR 309/90 Sostanzialmente stabile la percentuale dei presenti per droghe è il 34,88% del totale (nel 2021 era il 35,04%). E’ una percentuale quasi doppia rispetto alla media europea (18%) e mondiale (21,65%) e che supera anche quella della Russia (28,6%). Sui 54.134 detenuti in carcere al 31 dicembre 2021 si registra un leggero calo dei presenti a causa del solo art. 73 del Testo unico (spaccio): sono 11.885. In aumento quelli in associazione con l’art. 74 (associazione per traffico illecito di droghe) 5.971. Aumentano anche i detenuti esclusivamente per l’art. 74, che superano per la prima volta quota mille: sono 1.028. RECORD DI INCIDENZA DELLE PRESENZE DI DETENUTI CHE USANO SOSTANZE: OLTRE IL 28% SONO DEFINITI “TOSSICODIPENDENTI” Si confermano drammatici i dati sugli ingressi e le presenze di detenuti definiti “tossicodipendenti”[1]: lo sono il 35,85% di coloro che entrano in carcere, mentre al 31/12/2021 erano presenti nelle carceri italiane 15.244 detenuti “certificati”, il 28,16% del totale più di 1000 in più rispetto all’anno precedente. Si tratta del record percentuale, oltre i livelli della Fini-Giovanardi (27,57% nel 2007), alimentato dall’aumento degli ingressi in carcere di persone che usano sostanze. Le conseguenze sulla Giustizia OLTRE 230.000 FASCICOLI PER DROGHE INTASANO I TRIBUNALI ITALIANI Le persone coinvolte in procedimenti penali pendenti per violazione dell’articolo 73 e 74 sono rispettivamente 186.517 e 45.142. In totale 231.659 fascicoli per droghe intasano i tribunali italiani, dato che si mantiene ai massimi da 16 anni a questa parte, probabilmente anche per il rallentamento dovuto alla pandemia. Le misure alternative SI ALLARGA LA SFERA DEL CONTROLLO PENALE Nuovo massimo storico per il numero delle misure alternative, che però va letto anche nel senso che esse sono diventate una alternativa alla libertà invece che alla detenzione. In un contesto di forte domanda di controllo sociale istituzionale, gli strumenti di diversion e quelli di probation consentono di ampliare l’area del controllo, piuttosto che di limitare quello coattivo-penitenziario. Le segnalazioni e le sanzioni amministrative per il consumo di droghe illegali DIMINUISCONO LE SEGNALAZIONI, ANCHE DI MINORI, MA AUMENTANO LE SANZIONI. DAL 1990 oltre 1.000.000 di segnalazioni per cannabis L’effetto pandemia pare mantenere un […]

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  • È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 144 del 22 giugno 2022 il DM Salute e MEF n. 77 del 23.5.2022 “Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale”. Si tratta della Riforma prevista nel PNRR (milestone M6C1) che doveva essere approvata entro il 30.6.2022 e sulla quale non c’era stata Intesa Stato Regioni. Il Decreto entrerà in vigore il 7 luglio 2022. Nella versione pubblicata vengono recepite alcune osservazioni del Consiglio di Stato, in particolare su quanto del Regolamento sia “descrittivo” e quanto sia “prescrittivo” per le Regioni che devono recepire la riforma. Così il DM, composto da quattro articoli e da tre allegati, viene definito “descrittivo” nella parte contenuta nell’Allegato 1 (Modelli e standard per lo sviluppo dell’Assistenza  Territoriale  nel SSN) e di tipo “prescrittivo” nella parte contenuta nell’Allegato  2 (Ricognizione standard). Sempre nell’Allegato 2 vengono indicati alcuni “nuovi” standard organizzativi, tecnologici e strutturali, mentre per quanto non esplicitato si rimanda ad alcuni documenti tecnici di riferimento (norme). Peraltro le prescrizioni dell’Allegato 2 non sono del tutto chiare o risultano carenti (ad es. sul Distretto, che non risulta tra le prescrizioni, o sull’Assistenza Domiciliare). Non è chiaro inoltre quanto sia vincolate per le regioni l’Allegato 1 che ha valore “descrittivo”.  I tempi di attuazione del decreto da parte delle regioni sono fissati – 6 mesi – solo per il provvedimento generale di programmazione regionale ma non per l’implementazione degli standard. L’ Allegato 3 contiene un “Glossario acronimi” . Gli articoli del DM prevedono, in sintesi: Art. 1 stabilisce che gli Allegati fanno parte integrante del Decreto. L’allegato 1 ha valore descrittivo e l’Allegato 2 ha valore prescrittivo. Regioni e PA provvedono entro 6 mesi ad adottare il provvedimento generale di programmazione ai sensi del Decreto. Inoltre provvedono ad adeguare l’organizzazione dell’assistenza territoriale e del sistema di prevenzione sulla base degli standard del decreto, in coerenza anche con gli investimenti previsti dalla Missione 6 Component 1 del PNRR. Art. 2 prevede un monitoraggio di Agenas, per conto del Ministero Salute, sull’attuazione del decreto. Agenas presenterà una relazione semestrale sullo stato di applicazione degli standard. Per il monitoraggio si utilizzerà quanto previsto dal “Nuovo sistema di garanzia LEA” nel DM Salute-MEF del 12.3.2019. La verifica di attuazione del decreto costituisce (per le Regioni) adempimento ai fini dell’accesso al finanziamento integrativo del servizio sanitario nazionale, ed è effettuata nell’ambito del Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei LEA. Art. 3 riguarda l’attuazione del decreto nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome art. 4 regioni e province autonome attuano il decreto senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e nell’ambito della cornice finanziaria programmata per il Servizio sanitario nazionale comprese le risorse del PNRR. L’indice dell’Allegato 1 “Modelli e standard per lo sviluppo dell’Assistenza  Territoriale  nel SSN” SOMMARIO   1. PREMESSA   2. SVILUPPO DELL’ASSISTENZA TERRITORIALE NEL SSN   3.   STRATIFICAZIONE   DELLA   POPOLAZIONE   E   DELLE   CONDIZIONI DEMOGRAFICHE DEI TERRITORI COME STRUMENTO  DI  ANALISI  DEI  BISOGNI, FINALIZZATA ALLA PROGRAMMAZIONE E ALLA PRESA IN CARICO   4. DISTRETTO: FUNZIONI E STANDARD ORGANIZZATIVI   5. CASA DELLA COMUNITA’   6. INFERMIERE DI FAMIGLIA O COMUNITA’   7. UNITA’ DI CONTINUITA’ ASSISTENZIALE   8. CENTRALE OPERATIVA TERRITORIALE   9. CENTRALE OPERATIVA 116117   10. ASSISTENZA DOMICILIARE   11. OSPEDALE DI COMUNITA’   12. RETE DELLE CURE PALLIATIVE   13. SERVIZI PER LA SALUTE DEI MINORI, DELLE DONNE, DELLE  COPPIE  E DELLE FAMIGLIE   14. PREVENZIONE IN AMBITO SANITARIO, AMBIENTALE E CLIMATICO   15. TELEMEDICINA   16. SISTEMI INFORMATIVI E DI QUALITA’   L’Allegato 2 (prescrittivo) “ricognizione standard”: “standard organizzativi”,  “standard tecnologici e strutturali”, altri documenti tecnici di riferimento” per: Casa della Comunità Centrale Operativa Territoriale Centrale Operativa 116117 Unità di Continuità Assistenziale Assistenza Domiciliare Ospedale di Comunità Rete delle cure palliative, Servizi per la salute dei minori, delle donne, delle coppie e delle famiglie Prevenzione in ambito sanitario, ambientale climatico Telemedicina e Sistemi di qualità Il DM Salute – MEF 77/2022 (pdf) Le diapo di AGENAS         Le osservazioni CGIL al DM 77/2022   La notizia sul sito del Ministero della Salute

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