Circolazione dei dati personali e autonomia privata. di Raffaella Messinetti

La più diffusa definizione della società contemporanea è – come è noto – quella di società dell’informazione.

È stato osservato che in questa descrizione non vi sarebbe alcunché di originale e distintivo perché «ogni età è stata un’età dell’informazione» e «i sistemi di comunicazione hanno sempre foggiato gli eventi».

Secondo un’altra interpretazione se, per un verso, l’espressione «storia» può essere considerata un sinonimo di età dell’informazione, per l’altro, le caratteristiche della società contemporanea come società dell’informazione sarebbero invece inedite; correlate a un’idea «rivoluzionaria» già inverata in larga parte nella prassi: «ciò che è reale è informazionale e ciò che è informazionale è reale».

Questa corrispondenza definirebbe un connotato fondamentale della contemporaneità; l’effetto di una nuova rivoluzione scientifica (la quarta) nella storia dell’umanità.

In questa narrazione l’espressione rivoluzione risalta in una doppia comunicazione: segnalare, da un lato, che per la prima volta nella storia «il progresso e il benessere dell’umanità sono non soltanto collegati a, ma soprattutto dipendenti dall’efficace ed efficiente gestione del ciclo di vita dell’informazione»; dall’altro, che è in atto una radicale trasformazione del modo in cui gli esseri umani vedono e pensano se stessi e il mondo in cui vivono, a partire da una nuova dimensione della vita: il world wide web. L’artefice di questa “grande trasformazione” è la tecnica: le ICT, specificamente, starebbero operando come agenti capaci di ri-creare e re-interpretare la realtà in modo autoereferenziale.

Con altre parole: le ICT sarebbero non meri strumenti di comunicazione ma agenti di ri-concettualizzazione della nostra ontologia in termini conformi al loro codice: quello informazionale. «Inforg» e «infosfera» sono le nuove parole coniate per adeguare la comunicazione alla nuova realtà e denotare la natura informazionale sia dell’essere umano sia dell’ambiente digitale; un ambiente che l’uomo abita insieme ad altri agenti informazionali, senza occuparne il centro.

É evidente, in questa prospettiva, che la circolazione delle informazioni individui il modo stesso del funzionamento del mondo e che, di conseguenza, la libera circolazione delle informazioni costituisca la condizione “naturale” dell’infosfera; una condizione necessaria al funzionamento e alla riproduzione della società digitale.

Questa “evidenza” si trova riprodotta nel sistema del GDPR, conformando un aspetto cruciale del contesto ermeneutico in cui il discorso precettivo del legislatore europeo trova compimento

… LEGGI L’APPROFONDIMENTO DI RAFFAELLA MESSINETTI SU FEDERALISMI

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