USA: Unwelcoming States of America. di Maurizio Murru

La politica migratoria dell’amministrazione Trump (come quella di molti altri paesi) non è solo inefficace ed economicamente autolesionista: è immorale e disumana. Riduce la persona a variabile amministrativa, trasforma la tecnologia in strumento di persecuzione e costruisce un’identità nazionale fondata su tradizioni inventate, storie dimenticate e paure ingigantite.


Il 29 agosto, il settimanale britannico The Economist ha dedicato particolare attenzione alle politiche migratorie dell’Amministrazione Trump. Ha iniziato dalla copertina con una immagine di grande impatto grafico e simbolico (Figura). Su di uno sfondo rosso vivo, spicca la bandiera degli Stati Uniti d’America, la cui trama è ricreata con filo spinato arrugginito e nodoso. Nell’angolo in alto a sinistra i nodi e le spine del filo sostituiscono le stelle degli Stati dell’Unione, mentre le strisce orizzontali sono composte da trefoli di filo spinato. Sopra la bandiera campeggia a lettere maiuscole e in grassetto nero il perentorio monito “KEEP OUT!” (“State alla larga!“), mentre, in basso, il titolo di copertina rielabora l’acronimo ‘’USA’’ in “The Unwelcoming States of America” (“Gli Stati Non-Accoglienti d’America”).

Questa efficace copertina anticipa i contenuti dell’editoriale di apertura, “The Unwelcoming States of America”, del briefing, “Donald Trump’s war on immigrants – America’s deportation machine’’ e di due articoli: ‘’Coming up short’’, sulla costruzione fra Stati Uniti e Messico del ‘grande e magnifico muro’’ (big beautyful wall-, come lo ha ripetutamente definito Trump)’’ e ‘’The economics of deportation: Growth on ICE’’, sulle negative conseguenze economiche della politica migratoria statunitense.

Quando non altrimenti specificato, i dati riportati in seguito vengono dagli articoli sopra citati.

Deportazioni di massa, indiscriminate e costose

L’ Agenzia ICE (Immigration and Customs Enforcement) é stata fondata nel 2002 durante la presidenza di George Bush Jr, dopo gli attentati dell’11 Settembre 2001. Da quando è tornato al potere, Trump ha piú che raddoppiato il numero di agenti di questa agenzia, portandolo da 10.000 a 22.000, attirando nuove reclute con slogan suprematisti e razzisti e arruolandole dopo procedure di selezione molto rapide e tempi di addestramento molto ridotti. Alle nuove reclute viene offerto un bonus di 50.000 $ all’atto dell’arruolamento e la cancellazione di eventuali debiti studenteschi[1]. Viene loro garantita anche una totale immunità. Dopo l’assassinio di Renee Good a Minneapolis il 7 gennaio scorso da parte di un agente dell’ICE, il Vicepresidente JD Vance ha sfrontatamente affermato: ‘’Quel tizio è protetto dalla immunità assoluta. Stava facendo il suo lavoro’’. Ha detto esattamente cosí[2]. Gli arresti effettuati dall ‘ ICE sono saliti a 43.000 a giugno e hanno raggiunto il massimo storico di piú di 50.000 nel luglio scorso. Per ‘’facilitare’’ gli arresti, l’ICE ha ricevuto uno stanziamento di 20 milioni di dollari per dotare i suoi agenti di guanti capaci di erogare scariche elettriche.

Il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha affermato che, dal ritorno di Trump alla Casa Bianca al 24 giugno scorso, sono state deportate 948.000 persone[3]. Nel solo mese di maggio sono stati effettuati 288 voli per deportare migranti verso una trentina di paesi[4]. I voli di deportazione sono saliti a 329 nel mese di luglio: piú di 10 al giorno[5].

Durante gli ultimi quattro della presidenza Obama, dal 2013 al 2016, furono deportati 1.160.255 migranti; 430.000 nel solo 2013, un primato, per quei tempi. La differenza fra il modus operandi delle due amministrazioni, sottolinea l’Economist, sta nel fatto che i deportati al tempo della Amministrazione Obama erano criminali o immigrati irregolari arrivati di recente. I migranti deportati dalla Amministrazione Trump, sottolinea ancora l’Economist, sono in maggioranza persone che hanno vissuto negli Stati Uniti per anni, sono sposati a cittadine o cittadini americani, hanno bambini americani. Alcuni dei deportati sono, essi stessi, bambini.

Il Temporary Protected Status –TPS- (Status di Protezione Temporanea) è stato retroattivamente revocato a piú di un milione di persone provenienti da 13 Paesi in crisi (tra cui Haiti, Siria, Etiopia, Sud Sudan, Somalia e altri). Il TPS è una forma di protezione concessa dal Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) a stranieri che non possono tornare nel loro paese a causa di conflitti in atto, disastri naturali, epidemie o altre circostanze ‘’straordinarie e temporanee’’[6]. Oltre 1.600.000 persone sono attualmente destinatarie di un ordine di deportazione (removal order). Ad altre 170.000 persone, provenienti da El Salvador, il TPS verrà revocato alla fine di settembre. Molte di loro hanno vissuto negli Stati Uniti per 25 anni. I Costi Operativi della attuale caccia ai migranti sono enormi: il costo medio per l’arresto, la detenzione e la deportazione di un singolo individuo è stimato in circa 17.000 dollari (circa 18.000 secondo la testata Axios[7]). Con l’aumento vertiginoso degli arresti, l’ICE ha dovuto aumentare i centri di detenzione: ha riaperto vecchie carceri in disuso, stipulato contratti con carceri private, persino allestito tende per i migranti detenuti[8]. Inevitabilmente, le condizioni igieniche e sanitarie in tali centri sono, a dir poco, precarie. Dall’inizio del secondo mandato di Trump, nelle strutture di custodia dell’ICE sono morte 56 persone: più del doppio di quelle decedute nell’intero quadriennio della presidenza Biden.

Una ‘’impennata’’ tecnologica

In seguito alle numerose proteste suscitate dall’uccisione, a Minneapolis, di due cittadini americani, René Good da parte di agenti dell’ICE e Alex Pretti da parte di agenti della Polizia di Frontiera, la strategia dell’ICE è cambiata. Ai raid spettacolari si è sostituita una strategia silenziosa ma capillare chiamata, significativamente, “shadow surge”: ‘’impennata ombra’’. Per scovare migranti da arrestare e deportare, l’ICE impiega il software ELITE (Enhanced Leads Identification and Targeting for Enforcement), sviluppato da Palantir Technologies, una azienda altamente sofisticata specializzata nello sviluppo di programmi di analisi dei dati, cybersecurity e intelligenza artificiale. ELITE incrocia le informazioni contenute in banche dati pubbliche e private per generare mappe delle aree maggiormente popolate dai (presunti) immigrati irregolari corredandole con le probabilità di trovare, in una determinata abitazione, determinate persone ad un determinato momento. Con questo software sono stati utilizzati anche i dati sanitari di circa 79 milioni di persone, in palese violazione di ogni diritto alla privacy[9]. Co-fondatore di Palantir, nel 2003, è Peter Thiel, un tecno-fascista miliardario molto influente e altrettanto pericoloso. É convinto che libertà e democrazia non siano compatibili. Sostenitore di Trump, è riuscito a portare alla Casa Bianca il suo ex dipendente JD Vance assieme ad altri suoi quattro fedelissimi, tutti in posizioni chiave[10]. Su di lui e sugli altri tecno-fascisti della Silicon Valley ha scritto un interessante libro il giornalista Gil Duran (The Nerd Reich: Silicon Valley Fascism and the War on Democracy)[11]. Duran, non sorprendentemente, è stato permanentemente bandito dalla piattaforma ‘’X’’ di Elon Musk[12]. Anche due giornalisti italiani, Paolo Perulli e Luca Ciarrocca, hanno scritto libri su Peter Thiel. I titoli anticipano eloquentemente i contenuti: il libro di Perulli si intitola: Peter Thiel, l’America oggi, il fondatore di PayPal e Palantir, il Grande Ispiratore di Trump; quello di Ciarrocca si intitola: L’anima nera delle Silicon Valley. La vera storia di Peter Thiel.

Parallelamente al numero dei migranti arrestati, è cresciuto il numero dei procedimenti legali a loro carico, inevitabilmente sbrigati in modo rapido e superficiale. I giudici dell’immigrazione smaltiscono fino a 96 casi in sole 3 ore. È difficile pensare che gli ‘’imputati’’ possano adeguatamente esporre il loro caso in pochi minuti. Nel mese di luglio 2026, oltre un terzo degli ordini di espulsione è stato emesso in absentia. Questo significa che le persone interessate, quando saranno trovate, saranno espulse senza aver potuto presentare il loro caso in tribunale. Nei tribunali federali che trattano casi legati all’immigrazione si è accumulato un arretrato di 11.300.000 pratiche in attesa di giudizio.

Il blocco dei visti e le sue conseguenze

Il 14 gennaio scorso l’Amministrazione Trump ha annunciato il blocco delle richieste di visto d’immigrazione per i cittadini di 75 Paesi. Il 26 agosto il giudice federala di Manhattan ha annullato tale blocco definendolo illegale ma, il giorno stesso, l’Amministrazione ha risposto introducendo una sospensione temporanea di tutti i colloqui per i visti di immigrazione a livello mondiale. La ‘’tempestiva’’ sospensione è stata motivata con l’introduzione di corsi di formazione per funzionari di ambasciate e consolati[13]. Siamo di fronte ad una Amministrazione legalmente molto ‘’creativa’’. Gli unici ‘’rifugiati’’ accolti dall’Amministrazione Trump sono Afrikaners, sudafricani bianchi in fuga da un inesistente genocidio perpetrato contro di loro, inventato da Trump stesso[14]. L’Economist evidenzia come il contrasto all’immigrazione si sia esteso anche ai canali regolari e altamente qualificati: Il saldo migratorio netto statunitense nel 2025 è sceso a zero. Da gennaio 2026 la forza lavoro complessiva negli Stati Uniti si è contratta di 1 milione di lavoratori, mettendo in crisi settori come l’edilizia, l’agricoltura e la ristorazione. Per richiedere un visto tipo H-1B, quello destinato a ingegneri o tecnici specializzati, le imprese americane devono sostenere costi burocratici e legali superiori a 100.000 dollari senza alcuna garanzia che la loro richiesta verrà approvata. Anche il rilascio dei visti studenteschi è stato irrigidito: nei primi sei mesi del 2026 ha registrato un calo del 29% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono anche state introdotte nuove norme che, per gli studenti stranieri, impongono il completamento degli studi in tempi piú brevi di quelli accordati agli studenti americani. Infine, gli studenti stranieri, una volta conseguito il titolo di studio, hanno 30 giorni di tempo per trovare un’occupazione, pena l’espulsione.

Lo zoccolo duro del trumpiano movimento MAGA è convinto che chiudere la porta agli stranieri protegga la ‘’cultura’’ americana. Al contrario, sostiene giustamente l’ Economist, l’essenza di quella cultura sta nel dinamismo e nella creatività che sono sempre state alimentate da un sostenuto flusso di immigrati industriosi arrivati con idee innovative. Basti pensare che circa la metà delle 500 maggiori aziende americane, classificate nell’indice annuale ‘’Fortune 500’’ sono state fondate da immigrati o da loro figli[15].

Il Big Beautyful Wall (Grande e Bellissimo Muro)

Nel 2016, Trump promise una barriera lungo tutto il confine tra Stati Uniti e Messico, un ‘’big and beautyful wall’’ (un ‘’grande e bellissimo muro’’) e affermò che sarebbe stato pagato dal governo messicano. Ovviamente, il Messico non ha finanziato la costruzione. I lavori finora eseguiti sono stati pagati con fondi del bilancio degli Stati Uniti e fondi militari riallocati. Il Congresso ha approvato uno stanziamento di 47 miliardi di dollari destinato alla costruzione di barriere fisiche e sistemi di sorveglianza, affiancata da 20 miliardi di dollari per il potenziamento della Customs and Border Protection (CBP), la più grande agenzia di polizia federale degli Stati Uniti: si occupa, anch’ essa, della sicurezza dei confini, del controllo doganale e della gestione dell’immigrazione.

È lecito avanzare dubbi sulla trasparenza degli appalti assegnati per la costruzione del ‘’grande e bellissimo muro’’: dei 22 miliardi di dollari impegnati finora dal CBP per i cantieri, il 65% è stato assegnato a due sole aziende, guarda caso, di area conservatrice: Fisher Sand & Gravel e Barnard Construction.

Al 19 agosto scorso, risulta completato l’11% dei progettati 965 Km del muro. I lavori sono bloccati, anche, da ricorsi ambientali e dalle proteste per la violazione di territori indigeni. Un aspro contenzioso è in corso fra l’Amministrazione Trump e la comunità Tohono O’odham Nation che occupa una ‘’riserva nativa’’ autogovernata vasta circa 11.000 Km2 situata nel deserto di Sonora, nell’Arizona meridionale e condivide circa 100 km di confine con il Messico. La disputa legale è iniziata durante il primo mandato di Trump, dal 2017 al 2021, quando il Presidente annunciò l’ampliamento del muro, la cui costruzione, iniziata da Bush senior, è continuata, sia pure a ritmo ridotto, sotto tutti i presidenti seguenti (Clinton, Bush Jr, e Obama). I Tohono O’odham, si oppongono alla costruzione, che minaccia di radere al suolo habitat sensibili e siti sacri[16]. Storicamente la comunità, che conta circa 37.000 persone ha collaborato con la Border Patrol per la sicurezza (usando barriere anti-veicolo basse che non bloccano il passaggio della fauna o delle persone), ma si oppone fermamente alla costruzione di un muro d’acciaio alto 9 metri che impedirebbe, fra l’altro, il passaggio da parte di membri della comunità, che vivono da entrambi i lati del confine[17].

Conclusioni

L’Economist conclude la sua analisi negativa della politica migratoria dell’Amministrazione Trump auspicando un equilibrio tra controllo delle frontiere e apertura ad immigrati qualificati e ‘’adatti’’ alle necessità del paese. È una posizione coerente con la tradizione liberal-conservatrice della testata, ma è parziale e crudamente utilitarista.

La politica migratoria dell’amministrazione Trump (come quella di molti altri paesi) non è solo inefficace ed economicamente autolesionista: è immorale e disumana. Riduce la persona a variabile amministrativa, trasforma la tecnologia in strumento di persecuzione e costruisce un’identità nazionale fondata su tradizioni inventate, storie dimenticate e paure ingigantite.

Quello che l’Economist non fa, dopo la sua dettagliata analisi, è un esame di ció che potrebbe essere fatto con i fondi stanziati e usati per contrastare l’immigrazione e deportare immigrati. Questo è stato fatto dall’ Economic Policy Institute (EPI) riprendendo una analisi del  National Priority Project secondo la quale, sotto l’amministrazione Trump, il Congresso e le agenzie federali hanno già impegnato un totale di 268,9 miliardi di dollari di fondi federali, dal 2025 all’anno fiscale 2029, per la lotta all’immigrazione[18]. Un articolo pubblicato il 5 agosto sul sito dell’EPI,  in modo convincente, con calcoli e cifre che non possiamo riportare per motivi di spazio, mostra che i 268,9 miliardi di dollari destinati alla lotta all’immigrazione sono risorse sottratte a servizi pubblici essenziali: assunzioni di insegnanti, vigili del fuoco e infermieri, assistenza sanitaria per milioni di indigenti e veterani, programmi educativi per l’infanzia, congedi parentali retribuiti, sussidi alimentari per le famiglie bisognose e una quota significativa di edilizia popolare[19].

In alternativa, le enormi somme di denaro spese per costruire barriere inefficaci, eseguire arresti e deportazioni di massa, separare famiglie, sradicare persone che hanno vissuto per decenni negli Stati Uniti potrebbero essere spese per promuovere una maggiore e migliore integrazione dei migranti: formazione linguistica, formazione professionale, inserimento lavorativo, edilizia popolare. È innegabile che l’immigrazione irregolare ponga spinosi problemi economici e sociali e che le soluzioni non siano mai semplici. Ma le migrazioni sono un fenomeno strutturale, fanno parte, da sempre, della storia dell’umanità. Tentare di fermarle scavando trincee identitarie non è solo inefficace: rende più difficile costruire un futuro che sarà, dovrà essere, inevitabilmente, condiviso.

Bibliografia

[1] Ranshawn R, Sanchez G R, ICE expansion has outpaced accountability. What are the remedies?, Brookings, January 26th 2026, https://www.brookings.edu/articles/ice-expansion-has-outpaced-accountability-what-are-the-remedies/

[2] Aleaziz H, Nehamas N, Under Trump, a Shift Toward ‘Absolute Immunity’ for ICE, New York Times, January 15th 2026, Under Trump, a Shift Toward ‘Absolute Immunity’ for ICE – The New York Times

[3] Texas Border Business, Obama and Trump Deportation Numbers Require Careful Comparison, August 27th 2026, https://texasborderbusiness.com/obama-and-trump-deportation-numbers-require-careful-comparison/

[4] Human Rights First, ICE Flight Monitor May 2026 Data Reveals Record Removal Flights Amid Trump Administration’s Escalating Mass Deportation Campaign, Press Release, June 18th 2026, https://www.humanrightsfirst.org/library/ice-flight-monitor-may-2026-data-reveals-record-removal-flights-amid-trump-administration-s-escalating-mass-deportation

[5] Mastrolilli P, Usa, record di arresti dell’Ice: nel mirino gli immigrati con il visto scaduto. A luglio 50mila fermi, La Repubblica, 28 Agosto 2026, https://www.repubblica.it/esteri/2026/08/28/news/usa_record_arresti_ice_mirino_immigrati_visto_scaduto_luglio_50mila_fermi-425551733/

[6] National Immigration Forum, Temporary Protected Status, Factsheet, pagina web consultata il 5 settembre 2026, https://forumtogether.org/article/temporary-protected-status-fact-sheet/

[7] Suttles C, Walker J, Trump deportations cost Pa. taxpayers nearly $2,100 each, AXIOS, August 10th 2026, Trump deportations cost Pennsylvania taxpayers nearly $2,100 each – Axios Pittsburgh

[8] Reicklin-Melnick A, New Report Details ICE’s Expanding and Increasingly Unaccountable Detention System, American Immigration Council, January 23rd 2026, https://www.americanimmigrationcouncil.org/blog/ice-expanding-detention-system/

[9] Miralli I, Come l’Ice usa un’app di Palantir per scovare gli immigrati irregolari: sfruttati i dati sanitari di 79 milioni di pazienti, Corriere della Sera, 26 Gennaio 2026 https://www.corriere.it/tecnologia/26_gennaio_31/come-l-ice-usa-un-app-di-palantir-per-scovare-gli-immigrati-irregolari-sfruttati-i-dati-sanitari-di-79-milioni-di-pazienti-beed7738-7833-44a7-bb6a-58a1b51f1xlk.shtml

[10] Gabanelli M, Gaggi M, DATAROOM, Corriere della Sera, 2 Marzo 2026, https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/ai-chi-e-peter-thiel-il-re-della-sorveglianza-di-massa-il-suo-ruolo-da-gaza-a-maduro-a-khamenei/cacf9264-8120-4cd8-9d57-3ca9edb72xlk.shtml

[11] Duran G, The Nerd Reich: Silicon Valley Fascism and the War on Democracy, Simon & Shuster, 2026

[12] Rose S, If we don’t fight back, we don’t have a future’: the journalist taking on the ‘tech fascists’ of Silicon Valley, The Guardian, August 5th 2026, https://www.theguardian.com/lifeandstyle/2026/aug/05/journalist-taking-on-tech-fascists-silicon-valley

[13] Sing K, Trump administration issues pause on immigrant visa appointments for applicants worldwide, Reuters, August 26th 2026, https://www.reuters.com/legal/government/trump-administration-issues-pause-visa-appointments-applicants-worldwide-2026-08-26/

[14] Jones M, US has let in 4,499 refugees since October – all but three were South African, BBC, April 10th 2026, https://www.bbc.com/news/articles/c4g89kkvenqo

[15] American Immigration Council, Nearly Half of Fortune 500 Companies in 2025 Were Founded by Immigrants or Their Children, Special Report, August 20th 2025, https://www.americanimmigrationcouncil.org/report/fortune-500-companies-founded-by-immigrants-2025/

[16] Farook U, Tribe accuses US federal agents of ‘’trespassing’’ on indigenous border land, Al Jazeera, August 26th 2026, https://www.aljazeera.com/news/2026/8/26/tribe-accuses-us-federal-agents-of-trespassing-on-indigenous-border-land

[17] Tohono O’odam Nation, NO WALL, pagina web consultata il 4 Settembre 2026, https://www.tonation-nsn.gov/nowall/

[18] National Priorities Project, Federal Spending for Immigration Enforcement, July 2026, july_2026_federal_spending_for_mass_deportation_and_detention.pdf

[19] Morissey M, The Cost of Deportations Calculator, Economic Policy Institute, August 5th 2026, The Cost of Deportations Calculator: Technical documentation | Economic Policy Institute

fonte: https://www.saluteinternazionale.info/2026/10/usa-unwelcoming-states-of-america/

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