Il Servizio sanitario nazionale continua a programmare ciò che eroga più che ciò di cui la popolazione ha bisogno. Il Global Burden of Disease (GBD) consente invece una programmazione fondata sui bisogni reali di salute, orientando priorità, risorse e servizi in base alla loro evoluzione e alle diseguaglianze territoriali.
l Global Burden of Disease Study (GBD) rappresenta oggi una delle principali infrastrutture analitiche disponibili per fondare la programmazione sanitaria su basi informative coerenti, comparabili e orientate ai bisogni. Integrando evidenze provenienti da oltre 300.000 fonti e rendendole confrontabili nel tempo, attraverso serie storiche che coprono il periodo dal 1990 a oggi, il GBD consente di superare la frammentazione e l’eterogeneità dei sistemi informativi nazionali, offrendo una misura sintetica e sistematica dell’onere di malattia.
Misurare i bisogni di salute per programmare meglio. Non basta contare le prestazioni
Il contributo distintivo del GBD risiede nella capacità di misurare la domanda di salute in termini di bisogni. Attraverso la metrica dei Disability-Adjusted Life Years (DALY), che combina gli anni di vita persi per morte prematura (Years of Life Lost, YLLs) e gli anni vissuti con disabilità (Years Lived with Disability, YLDs), ponderando questi ultimi per la severità delle condizioni, il GBD restituisce una rappresentazione integrata della perdita di salute secondo la quale la malattia non è semplicemente rilevata, ma valutata in funzione del suo impatto effettivo, rendendo comparabili condizioni diverse e consentendo di quantificare in modo coerente i bisogni di salute della popolazione [1-3]. In questa prospettiva, il GBD fornisce una base informativa essenziale per una programmazione sanitaria che sia al
tempo stesso anticipatoria, orientata a obiettivi di salute e supportata da capacità previsionali. La disponibilità di serie storiche coerenti consente infatti di analizzare i trend epidemiologici, distinguendo tra effetti legati all’invecchiamento della popolazione e variazioni nei livelli di rischio e di malattia, e di sviluppare scenari utili alla definizione delle priorità e alla pianificazione degli interventi. Nel contesto italiano, tale approccio risulta particolarmente rilevante. La programmazione sanitaria si confronta infatti con limiti strutturali legati alla frammentazione dei flussi informativi, alla loro eterogeneità e ai vincoli connessi alla tutela della privacy che rendono difficile l’integrazione dei dati e la costruzione di una rappresentazione unitaria e prospettica dei bisogni di salute. In assenza di tale base conoscitiva, la programmazione tende a configurarsi prevalentemente come un processo ex post, ancorato all’analisi delle prestazioni erogate e dei livelli di utilizzo dei servizi, più che come un esercizio ex ante orientato alla definizione e al perseguimento di obiettivi di salute. L’introduzione di una misura integrata della domanda di salute, come quella fornita dal GBD, consente di superare questa impostazione. Se i bisogni sono misurati in modo coerente, l’offerta può essere programmata in base al loro peso relativo, rendendo più trasparente il legame tra obiettivi di salute, allocazione delle risorse e organizzazione dei servizi. In questo senso, il GBD non rappresenta soltanto uno strumento descrittivo, ma una base operativa per il governo del sistema sanitario, capace di ricondurre la programmazione alla sua finalità primaria: rispondere in modo efficace ai bisogni di salute della popolazione.
Il GBD misura ciò che conta davvero. DALY, fattori di rischio e scenari futuri
Il GBD stima la domanda sulla base di 375 condizioni di salute e quasi 3000 sequele. All’interno di questo quadro, il GBD adotta una prospettiva ampia che include, accanto alle patologie croniche, che risultano sempre più rilevanti in popolazioni caratterizzate da elevata longevità, anche malattie infettive, condizioni perinatali, disturbi mentali ed esiti di traumi e violenze. Questa impostazione riflette la natura multidimensionale dei profili epidemiologici e consente di cogliere le interazioni tra condizioni diverse, riconoscendo altresì il ruolo delle patologie croniche come substrato su cui si innestano ulteriori eventi di malattia.
Figura 1. Visualizzazione “treemap” da GBD Compare (VizHub – GBD Compare), che mostra i DALYs per il 2023, nella popolazione italiana generale; le sfumature di colore indicano la variazione media annuale dal 1990 al 2023.

Relativamente alla morbilità, gli Years Lived with Disability (YLDs), sono descritti in 590 stati di salute distinti per severità (Disability Weights) e condizioni di comorbilità. Una granularità unica capace di rappresentare realisticamente il decorso delle malattie, includendo non solo le fasi acute, ma anche le conseguenze a lungo termine, spesso sottorappresentate nei sistemi informativi tradizionali. Questo aspetto risulta particolarmente rilevante per la programmazione sanitaria, poiché consente di quantificare l’impatto complessivo delle condizioni di salute lungo tutto l’arco della vita. Per quanto concerne la mortalità, il GBD propone un’analisi peculiare mediante la metrica degli Years of Life Lost (YLLs), che misura la perdita di anni di vita a causa di decessi precoci rispetto a una speranza di vita di riferimento. A differenza del semplice conteggio dei decessi, questa metrica attribuisce maggiore peso alle morti che avvengono in età più giovane, rendendo più evidente il loro impatto complessivo sulla perdita di salute. Infine, il GBD consolida ulteriormente la sua unicità attraverso la valutazione di 88 fattori di rischio distinti per eziologia e analizzati mediante un approccio di comparative risk assesment capace di quantificare la quota di onere di malattia attribuibile a determinanti modificabili, come fattori comportamentali, metabolici e ambientali, e di programmare specifici interventi. Pur fondandosi su un solido impianto metodologico e su revisioni sistematiche delle evidenze, le stime del GBD incorporano, come ogni processo di stima, margini di incertezza esplicitamente quantificati. Questo elemento non ne riduce il valore, ma ne orienta l’uso: le stime risultano infatti particolarmente informative quando sono lette in modo integrato con le fonti nazionali e sottoposte a un confronto continuo. In questa prospettiva, il GBD si configura come uno strumento complementare ai sistemi informativi esistenti, capace sia di valorizzarne il contenuto sia di evidenziarne, in modo sistematico, le aree di miglioramento
Figura 2. Visualizzazione “decomposition” da GBD Compare (VizHub – GBD Compare): decomposizione del ruolo degli anni di vita persi per morte prematura (YLLs) per gruppi di patologia, nella modifica dell’aspettativa di vita alla nascita dal 1990 al 2023, per le macroregioni italiane.
La sfida italiana: programmare sui bisogni e governare il SSN
Queste caratteristiche rendono il GBD uno strumento particolarmente adatto alla programmazione sanitaria in tre ambiti principali. In primo luogo, nella definizione delle priorità, grazie alla possibilità di confrontare l’impatto di condizioni diverse su una scala comune [4,5]. In secondo luogo, nell’individuazione degli interventi mediante la stima del contributo dei fattori di rischio prevenibili [6]. In terzo luogo, nella costruzione di scenari, resa possibile dalle serie storiche coerenti dal 1990, che consentono di distinguere tra effetti demografici e variazioni epidemiologiche. La comparabilità internazionale e subnazionale delle stime, distinte per sesso e classi di età, amplifica significativamente le possibilità di impiego. Nel contesto internazionale, consente di collocare l’Italia in un quadro europeo e globale, di identificare aree di eccellenza e di ritardo e di apprendere dalle esperienze di altri sistemi sanitari. Nel contesto italiano, la disponibilità di dati relativi a 19 regioni e due province autonome, nonché alle macroaree geografiche (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole), consente un’analisi sistematica delle diseguaglianze territoriali, caratteristica oramai peculiare del nostro Servizio Sanitario Nazionale [4,6].
Le stime regionali sono state rese possibili grazie al lavoro della rete Italian GBD Initiative, in collaborazione con l’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME), che coordina il GBD Study. Questo processo ha consentito di produrre stime via via più aderenti al contesto italiano, anche grazie a un impegno in larga parte volontaristico e non sostenuto da finanziamenti dedicati. In questa prospettiva, un elemento centrale svolto dall’Italian GBD Initiative riguarda l’analisi delle fonti informative utilizzate nei modelli di stima e la valutazione continua della qualità dei dati italiani disponibili e integrabili. Il confronto sistematico tra le stime GBD e le fonti nazionali non rappresenta soltanto un passaggio metodologico, ma costituisce uno strumento operativo: da un lato consente di rafforzare la robustezza e la specificità delle stime, dall’altro rende esplicite le potenzialità e le lacune del sistema informativo sanitario, orientando in modo mirato gli investimenti in raccolta dati e sorveglianza epidemiologica [7]. Le principali fonti informative italiane di natura pubblica finora integrate, tra cui, a titolo esemplificativo, le serie sulle cause di morte rese disponibili dall’ISTAT (1969–2023), i dati aggregati delle Schede di Dimissione Ospedaliera del Ministero della Salute (2005–2022) e alcune indagini statistiche nazionali, costituiscono una base solida e rilevante. Tali dati si inseriscono tuttavia in un sistema più ampio, in cui il GBD integra sistematicamente molteplici fonti, nazionali e internazionali, per costruire un quadro coerente e comparabile.
In questa prospettiva, un ampliamento e un’integrazione più strutturata dei flussi informativi disponibili a livello nazionale consentirebbero di valorizzare appieno il patrimonio esistente, migliorando ulteriormente la qualità, la specificità e la capacità descrittiva delle stime per il contesto italiano. In questa direzione, un coinvolgimento delle istituzioni nazionali, in particolare del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’ISTAT e della comunità scientifica, rappresenterebbe un passaggio rilevante per rafforzare l’aderenza delle stime alla realtà epidemiologica del Paese. Si tratterebbe di un investimento contenuto sotto il profilo delle risorse, ma ad alto rendimento in termini di capacità conoscitiva e qualità della programmazione: consentirebbe di garantire la continuità del lavoro già avviato, di ampliarne la portata e di consolidarne il valore operativo per il Servizio Sanitario Nazionale, a livello sia centrale sia regionale. In questa prospettiva, una partecipazione più attiva e coordinata delle istituzioni non appare solo auspicabile, ma necessaria per valorizzare pienamente un patrimonio già disponibile.
È ormai difficile eludere la portata del cambiamento che il GBD rende possibile nella logica della programmazione sanitaria. Il passaggio è netto: da un approccio prevalentemente reattivo, ancorato alle prestazioni erogate, a una prospettiva anticipatoria, fondata sulla misura dei bisogni di salute e sulla capacità di prevederne l’evoluzione. Un passaggio, questo, che chiama in causa, in modo diretto, la responsabilità delle istituzioni e della comunità scientifica. Disporre di una misura coerente della domanda di salute consente di orientare consapevolmente le scelte, definire priorità esplicite e costruire politiche fondate su evidenze. È su questa base che può, e deve, essere costruita un’offerta più coerente.
Lorenzo Monasta, DSc, MSc, IRCCS Materno Infantile “Burlo Garofolo”, Trieste, Coordinatore nazionale della rete Italian GBD Initiative Membro del GBD Scientific Council, GBD Principal Collaborator
Cristiana Abbafati, PhD, MSc, Dipartimento di Studi Giuridici ed Economici, Sapienza Università di Roma, Vice-coordinatore nazionale della rete Italian GBD Initiative, Membro del GBD Scientific Council, GBD Principal Collaborator
Bibliografia
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- GBD 2023 Disease and Injury and Risk Factor Collaborators. Burden of 375 diseases and injuries, risk-attributable burden of 88 risk factors, and healthy life expectancy in 204 countries and territories, including 660 subnational locations, 1990-2023: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2023. 2025;406(10513):1873-1922. doi: 10.1016/S0140-6736(25)01637-X.
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- Monasta L, Alicandro G, Pasovic M, Cunningham M, Armocida B, Ronfani L, Naghavi M; GBD 2019 Italy Causes of Death Collaborators. Redistribution of garbage codes to underlying causes of death: a systematic analysis on Italy and a comparison with most populous Western European countries based on the Global Burden of Disease Study 2019. Eur J Public Health. 2022;32(3):456-462. doi: 10.1093/eurpub/ckab194.
fonte: https://www.saluteinternazionale.info/2026/06/la-lezione-del-global-burden-of-disease/

