Un libro scritto da un collettivo di autrici che comprende due maschi, fatto di pediatre, ostetriche, specialiste in salute pubblica, mamme alla pari, coordinato da Adriano Cattaneo, che Salute Internazionale ben conosce. Su questo tema Adriano non ha mai smesso di lavorare, tenendo il focus su principi e pratiche nell’ampio campo della protezione dell’allattamento: la fiducia nelle madri e nelle donne come motore di cambiamento.
A volte serve un po’ di ottimismo e fiducia e serve lasciare spazio alla mamma e al bambino perché si crei la loro relazione unica, il loro bonding, circondati da amore e supporto e non da ansie e giudizi.
Elisa Toffoli, cantante
Il libro Io allatto. Una relazione unica e istintiva fin dal primo giorno, per i tipi di Terre di mezzo, è un libro controcorrente. È scritto per le mamme, per quelle che lo furono, lo sono, lo saranno. Ma anche per quelle donne che non vollero, non vogliono e non vorranno essere mamme. Cioè per tutte le donne, ma è utile anche a tutte le persone che entrano con loro in relazione: padri, partner, familiari, caregiver, amiche e amici, ma anche tutte le persone che, a diverso titolo, lavorano nei servizi materno-infantili e accompagnano le donne e le famiglie in questo passaggio così importante della vita.
È un libro che parla delle capacità e del potere delle donne. Usa il femminile sovraesteso per comprendere donne, uomini, persone che si identificano in altri generi. Una scelta che non è soltanto linguistica, ma che accompagna l’idea di fondo del libro: l’allattamento riguarda una relazione e una comunità, non soltanto la madre e la bambina, e richiede intorno a loro un ambiente capace di sostenere, rispettare e proteggere.
L’obiettivo è aiutare le donne a scegliere come allattare la loro bambina in piena consapevolezza e libertà, senza sentirsi in colpa e senza l’ingerenza di interessi commerciali. E aiutare chi sta vicino alle madri a non disturbare l’inizio della relazione di allattamento e a creare l’ambiente più favorevole possibile affinché ciò accada senza intralci. E, “addirittura”, a cambiare l’operatività nei servizi materno infantili, per dare aiuto efficace e rimuovere gli ostacoli, riducendo le complicanze e le difficoltà che molte madri affrontano e che spesso causano l’abbandono dell’allattamento.
Perché l’allattamento, nell’immaginario collettivo dominante, è descritto come una prova da superare, una corsa ad ostacoli, uno sforzo performativo che quando non funziona lascia desolate e con il senso di non essere “una brava mamma”. In questa cornice l’industria va a nozze, offrendo direttamente alle famiglie e per tramite del personale sanitario soluzioni tecniche ritenute indispensabili e quindi da acquistare, in particolare i sostituti del latte materno.
È un’immagine che rischia di trasformare un processo fisiologico e relazionale in una prestazione, qualcosa in cui bisogna riuscire, possibilmente bene e nei tempi stabiliti. E quando qualcosa non va come previsto, la responsabilità ricade troppo facilmente sulla donna, che può arrivare a pensare di non essere stata capace, di non avere avuto abbastanza latte, di non aver saputo fare ciò che avrebbe dovuto fare. Il libro prova a cambiare radicalmente questa prospettiva, restituendo fiducia alle donne e riconoscendo il valore della relazione.
Questo libro ci racconta che l’allattamento è parte del processo fisiologico che completa il percorso riproduttivo e che solo in pochissime situazioni non è possibile o è sconsigliato. Attraverso l’allattamento la nostra specie si è evoluta ed è arrivata fino a qui. L’allattamento, oltre a far crescere la prole, determina lo sviluppo fisico, mentale e sociale della bambina fino all’età adulta, con molti effetti protettivi per la madre e non può essere insegnato come una tecnica. Il latte materno è un tessuto complesso e vivo del corpo femminile, come il sangue, tant’è che si può donare. Non è quindi semplicemente un alimento, né un prodotto che possa essere valutato soltanto sulla base della sua composizione. È parte di un processo biologico complesso e di una relazione nella quale madre e bambina imparano a conoscersi. In questo processo fisiologico la vicinanza tra madre e bambina è fondamentale nei primi minuti, giorni, settimane per favorire l’adattamento neonatale fuori dall’utero, la conoscenza reciproca, la responsività, cioè la capacità di leggere i segnali della neonata e di dare una risposta appropriata. È una conoscenza che si costruisce nel tempo, attraverso il contatto, l’osservazione, l’ascolto e la possibilità di stare insieme senza interferenze inutili. La mamma fin da subito, se sceglie una posizione comoda, sa aiutare la propria neonata ad esprimere le competenze necessarie per avvicinarsi autonomamente al seno e succhiare, spesso senza bisogno di aiuti esterni. Sono importanti però informazioni adeguate fin dalla gravidanza e un aiuto competente qualora le cose non andassero per il verso giusto.
Perché demedicalizzare non significa abbandonare le madri a loro stesse, né sostenere che non possano esserci difficoltà. Al contrario, significa offrire quando serve una competenza vera, rispettosa e tempestiva, capace di intervenire senza sostituirsi alla madre e senza trasformare ogni difficoltà in un fallimento. Significa sapere quando aiutare e come farlo, mettendo le proprie conoscenze a disposizione della relazione e non imponendole alla relazione. Conoscere queste cose aiuta anche il padre, il/la partner, il/la caregiver a fare la sua parte nella protezione dell’ambiente indispensabile allo sviluppo della bambina e alla salute di entrambe, anche per il futuro. Il sostegno non consiste quindi nel dire alla madre cosa deve fare, ma nel creare intorno a lei le condizioni perché possa ascoltare la propria bambina, ascoltare se stessa e prendere decisioni informate. A volte aiutare significa fare, altre volte significa semplicemente non interferire.
Questo libro vuole demedicalizzare e, poiché il latte materno non è un prodotto, de-mercificare l’allattamento e tornando al valore della relazione, momento fondante del rapporto madre e figlia. È una posizione controcorrente proprio perché mette in discussione un sistema nel quale, troppo spesso, la vulnerabilità delle famiglie può diventare terreno fertile per il marketing. Difendere l’allattamento significa quindi anche difendere la libertà delle donne di scegliere senza pressioni e senza interessi economici che orientino quella scelta.
È stato scritto da un collettivo di autrici che comprende due maschi, fatto di pediatre, ostetriche, specialiste in salute pubblica, mamme alla pari, coordinato da Adriano Cattaneo, che Salute Internazionale ben conosce. Su questo tema Adriano
non ha mai smesso di lavorare, tenendo il focus su principi e pratiche nell’ampio campo della protezione dell’allattamento: la fiducia nelle madri e nelle donne come motore di cambiamento, l’importanza del sostegno da mamma a mamma, il valore imprescindibile dell’allattamento come azione di salute pubblica e di contrasto alle disuguaglianze, traducendo tutto questo in pratiche di cura verso i singoli, grazie alla condivisione del sapere rispettoso e partecipativo e l’assunzione di responsabilità. Ad Adriano piaceva lavorare in gruppo su questo in particolare come su altri temi, sapeva riconoscere i contributi di ciascuno, portando a compimento progetti complessi e di grande impatto sull’operatività e percorsi pensati per essere sostenibili. Non si limitava quindi a sostenere dei principi: cercava il modo di trasformarli in pratiche, nella formazione, nei servizi, nel lavoro quotidiano delle professioniste e dei professionisti.
Ricordiamo la formazione regionale del Friuli Venezia Giulia sull’allattamento, che in questi anni ha raggiunto più di 1000 operatori o l’accompagnamento e la formazione delle mamme alla pari, così importanti nella rete di sostegno alle madri e alle famiglie per l’allattamento, della regione Puglia. Sono esperienze diverse, ma unite dalla stessa convinzione: la protezione dell’allattamento passa attraverso persone competenti, reti di sostegno e servizi capaci di mettere al centro le madri e le bambine. Nel percorso di scrittura di questo testo sono stati condivisi, insieme a Sofia Quintero Romero, compagna di una vita, articoli scientifici, pensieri, battute e cene in un metodo di lavoro rigoroso e costruttivo, valorizzando le individualità ma spingendo al risultato di tutti, confermando, se ce ne fosse bisogno, la necessità e la possibilità di saper prendere parte senza ambiguità nelle azioni di protezione dell’allattamento e per contrastare il marketing dei sostituti del latte materno e il suo impatto sulla salute pubblica.
Una chiarezza rara, quella di Adriano, fatta di rigore ma anche di capacità di lavorare con le persone, di ascoltare, discutere, mettere insieme competenze diverse e arrivare a risultati concreti. Una chiarezza che non semplificava la complessità, ma permetteva di orientarsi dentro quella complessità senza perdere di vista ciò che contava. Forse è proprio questa chiarezza che ritroviamo nel libro. Una chiarezza che non colpevolizza le madri, che non nega le difficoltà, che non propone ricette semplici, ma restituisce alle donne fiducia nelle proprie capacità e chiede a chi lavora intorno a loro di assumersi la propria responsabilità. Una chiarezza rara e anche per questo Adriano ci manca.
- AUTRICI: Sofia Quintero Romero , Sara Marocco, Maria Vittoria Sola, Simona DiMario, Laura Travan, Luca Ronfani , Adriano Cattaneo e Mariarosa Milinco
fonte: https://www.saluteinternazionale.info/2026/10/io-allatto-un-libro-controcorrente/
