Le ragioni della crisi sono complesse, ma due sono particolarmente evidenti. In primo luogo, il problema risiede nelle industrie alimentari e delle bevande, la cui influenza pervasiva ha creato ambienti alimentari dannosi. In secondo luogo, è stato estremamente difficile mettere in atto interventi di sanità pubblica intuitivamente efficaci, che tuttavia non hanno mostrato effettivi benefici nella prevenzione e nella riduzione dei tassi di obesità infantile (1).
Per la prima volta, la prevalenza globale dell’obesità ha superato quella del sottopeso tra bambini e adolescenti (di età compresa tra 5 e 19 anni). Il rapporto 2025 dell’UNICEF sulla nutrizione rivela come ambienti alimentari malsani stiano contribuendo a un rapido aumento mondiale del sovrappeso e dell’obesità infantile. Una serie di articoli del Lancet del 2019 aveva già evidenziato il doppio carico della malnutrizione nei bambini come nuova realtà nutrizionale. Questi ultimi dati dell’UNICEF supportano tale affermazione. L’aumento dell’obesità è particolarmente preoccupante nei bambini di età inferiore ai 5 anni, perché l’obesità precoce nei bambini può influire sullo sviluppo e sulla crescita di ogni singolo apparato corporeo ed è un catalizzatore di cattiva salute per tutta la vita e di maggiori rischi di mortalità. Si stima che 35,5 milioni di bambini di età inferiore ai 5 anni (o il 5,5%) a livello globale vivessero in sovrappeso nel 2024 (un aumento di 2,4 milioni rispetto al 2000). Se le tendenze attuali continueranno, le previsioni indicano che circa un terzo dei bambini e degli adolescenti del mondo saranno sovrappeso o obesi entro il 2050. Come siamo arrivati a questa situazione devastante?
Le ragioni sono complesse, ma due sono particolarmente evidenti. In primo luogo, il problema risiede nelle industrie alimentari e delle bevande, la cui influenza pervasiva ha creato ambienti alimentari dannosi. Ad esempio, cibi e bevande non salutari, compresi gli alimenti ultra-processati, sono facilmente accessibili e commercializzati in modo aggressivo nei luoghi in cui i bambini vivono, imparano e giocano. Nonostante molti paesi abbiano implementato misure legali per proteggere famiglie e bambini dall’esposizione ad ambienti alimentari non salutari, molte industrie utilizzano pratiche non etiche per indebolire l’azione dei governi e sfruttare i bambini. Ad esempio, l’uso della responsabilità sociale d’impresa come tattica per costruire partnership con le scuole per fornire supporto alimentare ha consentito un facile accesso ad alimenti e bevande ultra-processati. Una prossima serie di articoli della rivista Lancet sugli alimenti ultra-processati esplorerà le azioni politiche e le strategie di salute pubblica più ampie per promuovere, proteggere e sostenere diete basate su alimenti freschi.
In secondo luogo, è stato estremamente difficile mettere in atto interventi di sanità pubblica intuitivamente efficaci, che tuttavia non hanno mostrato effettivi benefici nella prevenzione e nella riduzione dei tassi di obesità infantile. Ad esempio, in questo numero, una meta-analisi dei dati dei singoli partecipanti condotta dal gruppo di collaborazione Transforming Obesity Prevention for Children (TOPCHILD) ha analizzato interventi comportamentali incentrati sui genitori per prevenire l’obesità nei bambini di età inferiore ai 30 mesi. Gli interventi idonei miravano ad almeno un comportamento modificabile del bambino correlato al rischio di obesità (ad esempio, alimentazione precoce, dieta, attività fisica e sonno).
Lo studio dimostra che, nonostante l’ambiente familiare svolga un ruolo dominante nella dieta dei bambini, gli interventi che si concentrano esclusivamente sul comportamento familiare sono insufficienti per prevenire l’obesità nella fascia d’età studiata.
Esistono numerose azioni basate sull’evidenza scientifica che si sono dimostrate efficaci, ma la loro attuazione rimane problematica. La protezione dell’allattamento al seno, come raccomandato dal Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno , è una delle misure preventive più efficaci al mondo contro l’obesità infantile precoce (con un punteggio di 99 punti su 100 nella checklist OMS/UNICEF/International Baby Food Action Network). I programmi alimentari rappresentano un altro intervento efficace per i bambini in età scolare. I bambini dell’America Latina e dei Caraibi hanno il più alto accesso ai programmi di alimentazione scolastica al mondo, con oltre la metà (51%) dei bambini in età scolare primaria e secondaria che ne hanno beneficiato nel 2022, secondo l’ Indagine Globale sui Programmi di Pasti Scolastici del 2024. Questo elevato livello di accesso è supportato da un forte impegno politico e da investimenti nelle iniziative di alimentazione scolastica nella regione. Tuttavia, a livello globale si registra una diffusa inazione politica e i governi non stanno adempiendo ai propri obblighi di affrontare le problematiche legate alla scarsa qualità alimentare.
L’obesità infantile è un problema socioecologico complesso. I progressi nel controllo dell’obesità infantile richiederanno il rafforzamento del ruolo dei bambini e delle famiglie affinché rivendichino il loro diritto a un ambiente alimentare sano e l’impegno delle diverse parti interessate (inclusi governi e attori commerciali) per proteggere la salute dei bambini. Alcuni paesi latinoamericani hanno dimostrato che, con una forte volontà politica, è possibile migliorare le condizioni politiche per un ambiente alimentare più sano per i bambini.
La riunione di alto livello delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili rappresenta un’opportunità fondamentale per affrontare la crisi dell’obesità infantile e per i governi di correggere la rotta contrastando i fattori che determinano l’ambiente obesogenico in cui i giovani crescono. L’obesità infantile e adolescenziale è una crisi sanitaria globale che richiede un’attenzione immediata.
(1) Childhood obesity – a global health crisis, Editorial, The Lancet, Vol. 406, September 20, 2025, p. 1193. Traduzione e sottotitolo di salute internazionale .

