Gli alloggi assistiti, un modello alternativo di residenzialità per anziani fragili. di Franco Pesaresi

abstract

Gli alloggi assisti sono formule abitative di vita autonoma che si rivolgono alle persone anziane fragili (ed altri gruppi di persone) con l’obiettivo di supportarne le necessità, garantendo al contempo protezione e vita di relazione. L’articolo ne delinea le caratteristiche, i requisiti, le tipologie e i potenziali utenti.

Introduzione

Un numero crescente di persone anziane vuole giustamente scegliere dove vivere e con chi condividere l’alloggio, anche in presenza di una condizione di fragilità. Essi esprimono una richiesta di aiuto, di sostegno e di servizi legati all’alloggio, in un ambiente adattato e sicuro che garantisca congiuntamente inclusione sociale, protezione e vita indipendente, ma rimanendo a casa.

Per soddisfare questa crescente domanda, comincia a svilupparsi una varietà di offerte di alloggi assistiti proposti da enti locali, aziende pubbliche, associazioni, aziende private e Fondazioni. Queste formule abitative, alternative alle strutture residenziali per anziani, contribuiscono ad ampliare la gamma di scelte offerte alle persone con graduale perdita di autonomia, per età o disabilità, che desiderano vivere in casa.

Il quadro normativo

Negli ultimi quattro anni (2021-2024) è scoppiato un improvviso e significativo interesse statale per la realizzazione di alloggi dedicati agli anziani testimoniato da ben sei norme diverse che si sono occupate del tema.

Si tratterebbe di una cosa molto positiva se non fosse che le diverse norme vanno a costituire un quadro contraddittorio e confuso.

Le diverse norme, seppur recenti,  hanno chiamato in modo diverso gli alloggi per anziani (soluzioni abitative, progetti di coabitazione, gruppi di appartamenti autonomi, di  coabitazione solidale domiciliare, coabitazione intergenerazionale) così come in modo diverso ne sono state delineate le caratteristiche ed il contesto (Pesaresi, 2023).

In questo quadro davvero deprimente, c’è da salvare l’interesse statale per la promozione di soluzioni abitative per gli anziani, azzerare tutto il resto e riscrivere un nuovo quadro normativo che sappia sviluppare una politica abitativa per anziani che favorisca la loro permanenza in un alloggio di tipo familiare anche in presenza di fragilità e che contrasti i rischi di isolamento e di solitudine.

Nasce così l’esigenza di fornire un modello di riferimento per le soluzioni abitative per gli anziani fragili che sia alternativo a quello delle strutture residenziali collettive per anziani. Un modello flessibile che sappia adattarsi alle diverse esigenze degli anziani e che sappia – si spera –orientare anche le scelte pubbliche ai diversi livelli.  Ecco pertanto di seguito l’illustrazione del modello degli alloggi assistiti per anziani (ma che può anche agevolmente adattarsi ai disabili adulti).

Gli alloggi assistiti

Con il termine “alloggi assistiti” si intende un gruppo particolare di appartamenti per anziani che in Italia, da contesto a contesto, assumono denominazioni molto variegate come ad esempio: alloggi protetti, alloggi sociali, mini alloggi protetti, mini alloggi per persone autosufficienti, gruppi appartamento ecc.. Le diverse esperienze italiane sono tutte accomunate dallo stesso approccio all’abitare, che è quello di permettere a chi è avanti con gli anni, di vivere autonomamente, facendo leva sulla capacità di continuare a mantenere i propri ritmi di vita in un contesto adeguato grazie a supporti esterni.

L’elemento caratterizzante le diverse tipologie di alloggi è costituito da raggruppamenti di appartamenti contigui, più spesso di piccole dimensioni e in affitto, che accolgono, in genere, famiglie di anziani o anziani soli. Sono possibili anche altre tipologie di convivenze come quelle intergenerazionali o quelle fra anziani non legati da rapporti di parentela, ma queste due ultime ipotesi sono poco diffuse in Italia.

Gli alloggi assistiti, dunque, sono in genere destinati ad anziani singoli che conservano un certo grado di autonomia o ad una coppia dove almeno uno dei due conserva un certo grado di autonomia; in entrambi i casi i residenti degli alloggi assistiti sono in grado di autogestirsi dal punto di vista delle principali attività di vita quotidiana in modo autonomo o con una serie di servizi che possono essere forniti al loro domicilio. Gli alloggi assistiti si rivolgono soprattutto agli anziani fragili che avrebbero difficoltà a rimanere nella propria abitazione originaria perché, ad esempio, vivono soli o non hanno reti parentali/sociali di supporto che possano aiutarli a vivere nella propria abitazione, sostegno che possono invece ricevere in un contesto organizzato, atto a garantire elevati livelli di protezione e supporto.

Gli alloggi assistiti hanno, fra l’altro, lo specifico obiettivo di combattere i fenomeni di isolamento e, per questo, all’interno dell’edificio che ospita gli alloggi è opportuno che sia prevista la realizzazione di  spazi comuni (piccole sale per conversazioni e lettura, sale comuni per la condivisione di diverse attività) e la dotazione di servizi collettivi (es. portierato attivo). Gli alloggi sono dunque perlopiù accorpati all’interno di un edificio, il che rende più agevole la fornitura di tali servizi (Arlotti et al., 2022). Gli alloggi assistiti sono dunque appartamenti che accolgono anziani fragili a cui vengono forniti servizi domiciliari “a domanda” che permettono loro di continuare a vivere al loro domicilio.

I criteri fondamentali che definiscono l’offerta di alloggi assistiti

L’alloggio assistito è caratterizzato dai seguenti criteri fondamentali:

—> Offre alla persona “la sua casa”, un luogo di vita ordinario che è permanentemente parte della vita della cittàun  supporto per consentire l’inclusione sociale e un’offerta di servizi individualizzati di assistenza e supervisione secondo necessità;

—> Si basa sulla libera scelta del cittadino e, quindi, esula da ogni sistema di orientamento sociale o sociosanitario: è la persona occupante (che sceglie autonomamente l’alloggio assistito) responsabile del proprio stile di vita, della scelta dei  servizi che utilizza e del finanziamento delle spese sostenute.

Quali possibili forme e tipologie di alloggio assistito?

Gli alloggi assistiti sono un contenitore di esperienze diverse e flessibili che si adatta alle diverse esigenze del territorio e delle persone da accogliere.  Ci sono diversi criteri per analizzare le esperienze degli alloggi assistiti,   mostrarne la diversità e valorizzarne il potenziale inclusivo. La tabella 1 li riassume:

Tab. 1 – Criteri per classificare le esperienze le esperienze degli alloggi assistiti

Soggetti promotori ·   Enti locali

·   Enti del terzo settore

·   Società private

Le caratteristiche del progetto dipenderanno dal tipo di soggetto

promotore, che può portare a logiche diverse.

Target (utenza del progetto) ·   Gli anziani

·   Persone con patologie specifiche (es. malattie neurodegenerative)

·   Persone con disabilità

·   Utenza mista (intergenerazionale, persone con disabilità e non)

Gli alloggi assistiti devono adattarsi ai profili dei futuri abitanti, essendo

sufficientemente flessibili e anticipando i loro bisogni e le difficoltà

che possono incontrare.

Forma abitativa ·   Alloggi condivisi (alloggio collettivo comprendente aree riservate e spazi comuni)

·   Gruppi di alloggi (singole abitazioni vicine tra loro)

La forma abitativa scelta dipende dalla definizione del progetto di vita

collettiva o familiare, che può offrire più o meno autonomia a seconda

delle situazioni.

Tipologia abitazione ·   Gruppi di alloggi gestiti da enti pubblici

·   Gruppi di alloggi gestiti da soggetti privati

La tipologia dell’abitazione determina un quadro giuridico specifico,

in particolare sulle regole di assegnazione e le norme applicabili.

Servizi proposti ·   Tipologie di servizi: servizi sanitari domiciliari, sostegno negli atti di vita quotidiana, animazione, pasti, teleassistenza, portierato attivo, ecc.

·   Servizi condivisi o individualizzati

·   Professionisti utilizzati: équipe sanitarie pubbliche, personale inviato dall’ente locale o altri enti pubblici, volontariato, personale degli enti del terzo settore, personale del gestore degli alloggi assistiti, ecc.

La definizione dell’offerta di servizi e le condizioni di accesso ai

vari servizi dipendono dal profilo dei residenti,

dalla forma dell’abitazione (familiare o condivisa),

dai finanziamenti utilizzati, dalla disciplina dei servizi, ecc.

Fonte: elaborazione dell’autore

Sulla base dei criteri distintivi di cui alla Tabella 1 è possibile pervenire ad una classificazione delle principali tipologie delle diverse esperienze alloggiative.

Gli alloggi assistiti possono assumere le seguenti tipologie in base alle esigenze e ai desideri espressi dagli occupanti:

  1. alloggi protetti per anziani: gruppi di piccoli appartamenti, in uno stesso edificio o adiacenti,  riservati ad anziani soli o in coppia. L’area degli alloggi protetti dovrebbe auspicabilmente disporre  di spazi comuni per socialità e attività comuni degli abitanti.
  2. alloggi condivisi intergenerazionali: alloggi singoli, riservati ad una utenza intergenerazionale come quella, per fare un esempio, che preveda la presenza degli anziani e degli studenti universitari nel medesimo alloggio al fine di ridurre i costi di gestione e garantire una presenza di sostegno per gli anziani. I residenti, max 5[2], mantengono uno spazio abitativo privato all’interno dell’alloggio (per esempio la camera da letto) e condividono invece l’utilizzo di alcuni spazi comuni come la cucina.
  3. alloggi condivisi: alloggi singoli riservati a piccoli gruppi di persone (max 5) non legate da vincoli di parentela; potrebbero essere gruppi di anziani o di disabili, di soggetti con patologie psichiatriche o altro. I residenti mantengono uno spazio abitativo privato all’interno dell’alloggio (per esempio la camera da letto) e condividono invece l’utilizzo di alcuni spazi comuni come la cucina (Cfr. Tab. 2).

Tab. 2 – Le tipologie degli alloggi assistiti

tipologia descrizione
Alloggi protetti per anziani Gruppi di piccoli appartamenti, in uno stesso edificio o adiacenti, riservati ad anziani soli o in coppia. L’area degli alloggi protetti dovrebbe auspicabilmente disporre di spazi comuni per socialità e attività comuni degli abitanti.
Alloggi condivisi intergenerazionali Alloggi singoli, riservati ad una utenza intergenerazionale come quella, per fare un esempio, che preveda la presenza degli anziani e degli studenti universitari nel medesimo alloggio al fine di ridurre i costi di gestione e garantire una presenza di sostegno per gli anziani. I residenti (max 5) mantengono uno spazio abitativo privato (per esempio la camera da letto) all’interno dell’alloggio e condividono invece l’utilizzo di alcuni spazi comuni come la cucina.
Alloggi condivisi Alloggi singoli riservati a piccoli gruppi (max 5) di persone non legate da vincoli di parentela; potrebbero essere gruppi di anziani o di disabili, di soggetti con patologie psichiatriche o altro. I residenti mantengono uno spazio abitativo privato (per esempio la camera da letto) all’interno dell’alloggio e condividono invece l’utilizzo di alcuni spazi comuni come la cucina.
Fonte: elaborazione dell’autore

Queste tre tipologie vengono spesso sintetizzate con il termine di co-housing; in verità, le esperienze di co-housing sono relative alle sole tipologie degli alloggi condivisi che costituiscono solo una minoranza di tutte le esperienze degli alloggi assistiti. Nel caso degli alloggi protetti non è infatti corretto parlare di co-housing in quanto gli appartamenti sono di tipo monofamiliare.

Che cosa devono garantire gli alloggi assistiti

Gli  alloggi assistiti garantiscono diversi supporti a sostegno dei residenti:

  • monitoraggio e sicurezza della vita in casa,
  • supporto alla vita di relazioni,
  • sostegno all’autonomia e
  • sostegno all’inclusione sociale (Cfr. Fig. 1).

Questi quattro supporti non sono esclusivi e sono presenti in modo variabile secondo la tipologia dei progetti.

Figura 1 – I supporti garantiti dagli alloggi assistiti

Monitoraggio e sicurezza della vita in casa

Il monitoraggio risponde all’obiettivo di garantire la sicurezza della vita domestica, garantendo l’individuazione di eventuali difficoltà e l’assistenza in caso di problemi o per gestire situazioni di crisi. Il livello di monitoraggio si adatta alle esigenze dei residenti e ai problemi particolari che essi incontrano.

Il monitoraggio è assicurato attraverso:

  • gli stessi residenti dell’alloggio, in una logica di reciproca attenzione e convivenza;
  • l’eventuale presenza di operatori e volontari;
  • il progetto architettonico dell’edificio e dell’abitazione;
  • gli strumenti tecnici (telesorveglianza, uso della domotica, sistemi di allerta medica, ecc.).

Supporto alla vita di relazioni

Il sostegno per una vita di relazioni è una dimensione essenziale dei progetti abitativi inclusivi ed assistiti. Ha una funzione preventiva contro la perdita di autonomia, prevenendo la chiusura in sé stessi, il rischio di isolamento e di solitudine degli abitanti. Il mantenimento dei legami sociali può passare attraverso:

  • l’organizzazione di attività collettive;
  • l’animazione degli spazi comuni;
  • l’integrazione delle famiglie e dei parenti;
  • visite di operatori;
  • la presenza di volontari;
  • l’inserimento nel tessuto associativo locale;
  • ecc…

Sostegno all’autonomia personale

Per aiutarli a rimanere in un alloggio ordinario, gli anziani (o i disabili) possono aver bisogno di essere sostenuti per uno o più degli aspetti seguenti:

  • fare i lavori domestici;
  • cucinare i pasti;
  • effettuare il bagno;
  • alzarsi e andare a letto;
  • spostarsi;
  • ecc…

Le esperienze abitative assistite, pertanto, spesso forniscono diverse forme di sostegno all’autonomia della persona. Tale sostegno dovrebbe essere individuato dalle Unità di Valutazione Multidimensionali e deve essere personalizzato e dipendere dai bisogni espressi dalle persone.

L’accesso a questi servizi di assistenza domiciliare può essere organizzato in due modi:

  • scelta “a domanda” di servizi personalizzati;
  • sistema “misto”: parte dei servizi, definibili di base, sono forniti a tutti gli alloggi mentre una parte dei servizi (in genere maggioritaria) viene fornita in modo personalizzato e “a richiesta” per  soddisfare le particolari esigenze della persona.

 Sostegno all’inclusione sociale delle persone

I progetti degli alloggi assistiti possono auspicabilmente prevedere servizi ed attività finalizzati  all’inclusione sociale dei residenti anziani o disabili. Il sostegno previsto deve permettere ai residenti di partecipare alla vita della città e di condurre una vita piena. Si traduce in sostegno all’accesso ai servizi e ai diritti (accesso alla sanità, alla formazione, al lavoro, al tempo libero, alla cultura, allo sport, ecc.).

Può assumere la forma di:

  • diffusione di informazioni;
  • supporto nello svolgimento delle pratiche amministrative (moduli cartacei o online);
  • realizzazione dei contatti con gli interlocutori competenti per usufruire dei servizi e dei diritti;
  • supporto informatico (acquisti dematerializzati, accesso a Internet, ecc.);
  • accompagnamento dei residenti presso i luoghi di fruizione dei servizi e dei diritti;
  • ecc…

L’assistenza all’inclusione sociale è essenziale per le persone più vulnerabili, ma è importante anche per gli altri residenti che apprezzano questo supporto, in particolare il supporto amministrativo.

Assistenza domiciliare sanitaria e sociale

Nel rispetto della libera scelta della persona, negli alloggi assistiti può essere attivato il servizio di cure domiciliari. In genere, spetta all’Unità di valutazione multidisciplinare (UVM) stabilire, nell’ambito di un piano assistenziale personalizzato (PAI), le prestazioni sanitarie da garantire all’anziano o al disabile secondo le loro necessità.

Inoltre, gli alloggi assistiti, si caratterizzano per la presenza di una pluralità di servizi sociali, prevalentemente “a domanda”, che vengono forniti dagli enti locali. Si tratta di assistenza domiciliare di tipo sociale, assistenza familiare, portierato attivo, telesoccorso e teleassistenza, pasti a domicilio, lavanderia a domicilio, spesa a domicilio, farmaci a domicilio, ecc. Questi servizi possono essere richiesti all’ente locale direttamente dalla persona o dai suoi parenti all’interno di una vera e propria presa in carico dell’utenza da parte dei Servizi assistenziali comunali. La presa in carico è fortemente raccomandata per garantire un costante monitoraggio della situazione dell’utenza da parte dei servizi sociali locali e per garantire la continuità dell’assistenza e l’eventuale adeguamento dei servizi da erogare. Alcuni dei servizi prestati dall’ente locale ed in particolare quelli “a domanda” potrebbero richiedere una compartecipazione alle spese da parte dei richiedenti.

Questi servizi sono pensati come dispositivi flessibili ed integrati, volti a fornire supporto negli ambienti di vita, il più vicino possibile ai bisogni e alle preoccupazioni degli utenti, al fine di garantire la permanenza degli anziani fragili negli alloggi assistiti. L’organizzazione, la composizione dei team operativi e il quadro di intervento di questi servizi di supporto possono essere diversificati in quanto il criterio di riferimento è quello della personalizzazione degli interventi. La loro azione è individualizzata e basata su un’analisi delle aspettative, dei fattori personali e dell’ambiente della persona.

Conclusioni

Con l’avanzare dell’età aumenta il rischio che le persone anziane sperimentino processi di graduale isolamento e di progressiva perdita dell’autonomia. L’offerta dei servizi ha risposto al problema della non autosufficienza e della fragilità degli anziani in modo rigido e tradizionale, mantenendo alto il rischio di una accoglienza in strutture residenziali invece di avviare anche soluzioni alternative in grado di garantire protezione e supporto per gli anziani fragili che desiderano vivere nei loro appartamenti.

Quello che gli anziani fragili chiedono è di continuare a vivere nelle loro case, magari con quegli interventi che rendono ciò possibile. Per perseguire questo obiettivo, oltre al potenziamento dell’assistenza domiciliare, occorre offrire una nuova tipologia di servizi costituita dagli “alloggi assistiti” descritti nel presente contributo. Non si tratta di una soluzione nuovissima ma, in Italia, essa non ha ancora avuto lo sviluppo necessario.

Si tratta di soluzioni che non possono dare risposte esaustive a tutte le necessità (Giunco et al, 2013) (per esempio agli anziani soli gravemente non autosufficienti con necessità assistenziali elevate h24) ma che possono allontanare il rischio di istituzionalizzazione e offrire protezione e supporto alla grande maggioranza degli anziani fragili, garantendo loro una vita piena e di elevata qualità.

Per questo si sente prepotente il desiderio di fornire un quadro concettuale e sistematico degli alloggi assistiti affinché questo possa contribuire a collocarli fra i servizi e gli interventi per la protezione e il supporto degli anziani fragili, meritevoli di investimenti pubblici e privati.  La speranza è che questo contributo, che si offre al dibattito e al confronto, possa servire proprio a definire e collocare questo tipo di intervento e a promuoverne lo sviluppo.

Bibliografia

  • Arlotti M., Costa G., Deriu F., Mastropierro M., Abitare in autonomia nella terza età. Esperienze e pratiche in Italia, Alta Scuola Spi Luciano Lama, 2022.
  • Giunco F., Predazzi M., Costa G. (2013), Verso nuovi modelli di residenzialità. Il progetto Abitare Leggero, in I luoghi della cura, 4, pp. 13-20.
  • Pesaresi F., Gli alloggi per gli anziani: la grande confusione normativa – Parte I, Welforum.it, 27/11/2023: https://www.welforum.it/gli-alloggi-per-gli-anziani-la-grande-confusione-normativa-parte-i/
  • Pesaresi F., Gli alloggi per gli anziani: la grande confusione normativa – Parte II, Welforum.it, 4/12/2023: https://www.welforum.it/gli-alloggi-per-anziani-la-grande-confusione-normativa-parte-ii/

l’Autore: Franco Pesaresi Direttore ASP Ambito 9, Jesi (AN); Patto per la non autosufficienza.

[2] Decreto interministeriale dell’11 luglio 2022; Legge n. 234 del 30/12/2021; Decreto interministeriale del 23 novembre 2016.

fonte: https://francopesaresi.blogspot.com/2025/12/gli-alloggi-assistiti-un-modello.html

(Questo articolo è stato pubblicato nella rivista “Spiritualità e qualità di vita” n. XIV/2025)

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