DROGHE, GENOVA ENTRA IN “ELIDE”: la città che cura invece di punire

Genova entra nella rete nazionale ELIDE e sceglie una politica urbana sulle droghe fondata su salute pubblica, riduzione del danno e dignità delle persone.


Il Comune di Genova cambia passo sulle politiche locali in materia di droghe. Con una delibera approvata il 1° dicembre, la città ha ufficializzato l’adesione a ELIDE – la Rete delle città italiane per una politica innovativa sulle droghe – affiancandosi a realtà come Bologna, Milano, Bari, Torino, Napoli e la Città Metropolitana di Roma. L’obiettivo è costruire strategie urbane capaci di leggere i cambiamenti nei modelli di consumo e di rispondere con strumenti di salute pubblica, riduzione del danno, tutela della dignità delle persone e mediazione sociale.

Nuove sostanze psicoattive, soprattutto sintetiche, modalità di assunzione in continua evoluzione e una diffusione trasversale che riguarda tanto i giovani quanto gli adulti socialmente integrati rendono sempre più evidente l’insufficienza di un approccio fondato solo sulla repressione e sull’allarme sociale. A questa complessità si sommano le situazioni di marginalità aggravate da impoverimento e migrazioni, che impongono alle città di dotarsi di strumenti stabili di lettura e governo del fenomeno.

La sindaca Silvia Salis rivendica con chiarezza la scelta di campo: «Con l’adesione alla rete Elide, Genova compie una scelta precisa: affrontare il tema delle dipendenze con strumenti basati sulla realtà, sulla prevenzione e sulla riduzione del danno. Sappiamo bene che si tratta di un ambito complesso, che non può essere gestito con risposte standard, con demagogia o con soluzioni esclusivamente repressive. Ogni città vive dinamiche diverse e ha bisogno di strategie costruite sui propri contesti sociali e urbani. Per questo riteniamo fondamentale il confronto con le altre realtà che già aderiscono alla rete Elide per condividere esperienze, valutare ciò che funziona bene e ciò che va ripensato, mettere in rete competenze e approcci. È così che si costruiscono politiche più efficaci, capaci di prevenire e ridurre il danno, tutelare la salute e promuovere la convivenza sociale. E anche su questo tema la co-programmazione con il terzo settore sarà fondamentale. Il nostro ingresso in Elide va in questa direzione: scegliere strumenti attuali, basati sull’evidenza e sulla collaborazione, per una città che vuole essere più attenta, più informata e più capace di prendersi cura delle persone».

L’assessora al Welfare, Servizi sociali, Famiglie, Terza età e Disabilità, Cristina Lodi, sottolinea la necessità di uscire dalla logica emergenziale per abbracciare una prospettiva di salute pubblica e mediazione sociale: «Oggi confermiamo la volontà di affrontare il tema delle droghe con realismo e responsabilità. Serve una strategia che guardi alla salute pubblica, alla mediazione e alla riduzione del danno, capace di tutelare sia chi fa uso di sostanze sia la comunità tutta, perché un approccio limitato alle “emergenze” non permette di comprendere davvero il fenomeno, né di costruire politiche efficaci di prevenzione, supporto, mediazione sociale e riduzione del danno. Con ELIDE apriamo una stagione nuova: vogliamo città più sicure perché più inclusive, con politiche basate su evidenze e non su allarmismi, e in cui ogni attore – istituzioni, terzo settore, cittadini – possa contribuire a costruire soluzioni concrete e condivise».

L’adesione a ELIDE si traduce in una visione in cui il governo urbano dei fenomeni legati alle sostanze passa attraverso coordinamento stabile con i servizi sanitari e socio-sanitari, coinvolgimento delle persone che usano droghe nei processi di analisi e valutazione, apertura di sedi territoriali permanenti di monitoraggio, co-progettazione e consultazione. L’obiettivo è rendere i contesti urbani più sicuri proprio perché più inclusivi, puntando su mediazione sociale e convivenza piuttosto che su esclusione e stigma.

In controluce c’è anche l’eredità della Conferenza nazionale sulle droghe e le dipendenze, ospitata a Genova nel 2021, che aveva indicato la necessità di superare un modello centrato su repressione e punizione per andare verso una governance sociale del fenomeno. L’ingresso del Comune nella rete ELIDE prova ora a tradurre quelle indicazioni in pratiche amministrative concrete, in un contesto nazionale ancora segnato da retoriche emergenziali e approcci punitivi.

La scelta di Genova manda così un segnale che va oltre i confini cittadini: sulle droghe, le politiche possono scegliere di curare invece che punire, di ridurre i danni invece che amplificare le vulnerabilità, di mettere al centro la dignità delle persone e la qualità della convivenza urbana. ELIDE diventa, in questa prospettiva, lo spazio di alleanza tra città che vogliono uscire dalla trappola dell’emergenza permanente e costruire, insieme, una politica più giusta ed efficace.

pdf PDL-331-2025
Scarica la delibera in formato pdf

FONTE: https://www.fuoriluogo.it/mappamondo/genova-entra-in-elide-la-citta-che-cura-invece-di-punire/

Print Friendly, PDF & Email