Una nuova definizione di salute globale. di Rossella Romano

Un recente articolo propone una nuova definizione di salute globale. Questo contributo offre spunti di riflessione sulle modalità con cui governi, organizzazioni internazionali e società civile possono collaborare per affrontare pericoli comuni, promuovere la giustizia sociale e sostenere sistemi di salute più resilienti. La definizione proposta, chiara e sintetica, rappresenta un utile punto di riferimento per ricercatori, professionisti e decisori che vogliono orientare le proprie strategie di intervento in un contesto globale sempre più complesso e interconnesso.


A fine ottobre del 2025 un gruppo di ricercatori provenienti dal mondo accademico della salute globale ha pubblicato sul BMJ un’interessante proposta per una nuova definizione di salute globale, partendo dalla definizione di Koplan et al. (1) e aggiornandola alle sfide contemporanee. In questa nuova definizione sono state evidenziate, in particolare, la crisi climatica ma anche la crescente importanza di policy e governance. All’interno dell’articolo (2) si trova anche un’infografica sulla nuova definizione proposta, con il concetto di salute per tutti (“Health for all”) collocato al centro come principio fondamentale della salute globale.

Introduzione

L’articolo ripercorre la storia della salute globale, dagli anni ’90 fino ai giorni nostri. La salute globale stessa nacque dalla spinta di stare al passo con i tempi, lasciando cadere uno stampo coloniale degli interventi di salute internazionale, e rivolgendosi a partenariati più equi, in grado di rispondere alle esigenze di salute globali e migliorare lo stato di salute di paesi a risorse limitate. (3)

Dalla nascita della salute globale si assistette a due fenomeni principali: da un lato si aprì la strada a nuovi attori economici, in particolare a finanziatori privati e alle nuove partnership pubblico-private, e dall’altro lato, anche i governi iniziarono a rivestire ruoli più importanti nella cooperazione internazionale. (4) Qualche anno più tardi furono definiti gli MDGs (Millenium Development Goal), seguiti poi dagli SDGs (Sustainable Development Goal) stabiliti dalle Nazioni Unite. Entrambi questi strumenti facilitarono l’ingresso in questo campo a nuovi finanziatori e agirono da catalizzatore per il supporto internazionale alla riduzione della povertà nel mondo. (5). Oltretutto, gli SDGs erano molto più ambiziosi rispetto agli MDGs e i paesi ad alto reddito si impegnarono sul piano finanziario e tecnico per accelerare i progressi riguardo ai numerosi obiettivi economici, sanitari e ambientali nei paesi a risorse limitate. Tuttavia, nel 2020, la pandemia da COVID-19 ha rallentato bruscamente l’avanzare dei progressi e ha messo in evidenza quanto gli stati siano fortemente interconnessi tra loro e condividano fragilità comuni. (6) Inoltre, ha rivelato le debolezze delle organizzazioni della governance globale, incluso l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). A seguito della pandemia, si è assistito a un deterioramento delle norme politiche globali: dal 2025, gli Stati Uniti e altri paesi hanno iniziato a ritirarsi dai meccanismi di governance globale, reinterpretando concetti come equità e cooperazione internazionale in chiave di pericolo piuttosto che di risorsa. (7).

Gli stessi principi quindi che hanno accompagnato la nascita della salute globale, oggi sono messi in discussione a causa di spinte nazionalistiche. Questi rapidi cambiamenti sociopolitici rendono necessaria una definizione aggiornata della salute globale che chiarisca scopo e finalità di questa materia.

Definizione attuale

La definizione più comunemente citata di salute globale, scritta da Jeffrey Koplan e dal comitato esecutivo del Consortium of Universities for Global Health (CUGH), è stata pubblicata su The Lancet nel 2009 nell’articolo intitolato “Towards a common definition of global health” (1). Definisce la salute globale come “un’area di studio, ricerca e pratica che dà priorità al miglioramento della salute e al raggiungimento dell’equità nella salute per tutte le persone nel mondo”. Inoltre, spiega che “la salute globale enfatizza questioni, determinanti e soluzioni di salute transnazionali; coinvolge numerose discipline afferenti alle scienze della salute, ma anche ad altre discipline; ed è una sintesi tra prevenzione a livello di popolazione e assistenza clinica a livello individuale”.

La definizione contiene una visione molto positiva della salute globale, ma qualche revisione la renderebbe più pertinente al giorno d’oggi.  In particolare, l’articolo evidenzia due aggiornamenti di fondamentale importanza.

  • Il primo è il focus sui processi politici che sono necessari per sostenere una trasformazione della salute globale. I principi come equità nella salute e giustizia sociale rimangono centrali in questo campo e sono di vitale importanza, ma rappresentano solo una parte del razionale per gli investimenti nella salute globale ignorando altre realtà strategiche, come il profitto economico e la necessità di stringere rapporti diplomatici.  Per questo è fondamentale che nella definizione siano compresi anche questi aspetti.
  • In secondo luogo, la definizione di Koplan, che precede la visione multidisciplinare degli SDG, si concentra esclusivamente sulla salute umana. Da allora, è aumentata la consapevolezza circa gli effetti della crisi climatica sulla salute umana. Gli esseri umani sono interdipendenti con animali ed ecosistemi, come sottolinea l’approccio One Health, e tutte le forme di vita dipendono da un pianeta sano. Poiché la sostenibilità ambientale è essenziale per la sicurezza umana, una definizione aggiornata di salute globale deve includere senza indugio la salute planetaria.
Definizione proposta

Decine di definizioni di salute globale sono state formulate negli anni successivi, ma quella di Koplan et al. rimane la più utilizzata. L’articolo che la contiene è stato citato migliaia di volte e organizzazioni di ogni regione del mondo ne riportano la definizione sui propri siti web, nei rapporti istituzionali e nei materiali educativi. Poiché questa definizione mantiene un peso significativo nel campo, la nuova definizione parte proprio dalla definizione di Koplan e si propone di aggiornarla.

La nuova definizione proposta è la seguente:

“La salute globale è un campo di studio accademico, ricerca, politiche e pratica applicata che promuove la protezione equa e il miglioramento della salute delle popolazioni e del pianeta.”

Le dimensioni chiave di questa definizione rivisitata possono essere visualizzate nell’infografica sottostante che colloca la salute per tutti (“Health for all”) al centro di quattro domini: (1) persone, (2) pianeta, (3) priorità e (4) politiche e pratiche.

Si possono identificare due assi nella figura, orizzontalmente l’asse persone-pianeta e verticalmente l’asse priorità-policy/pratiche.

  • L’asse persone–pianeta identifica i numerosi problemi condivisi che possono essere affrontati con interventi preventivi, dai determinanti sociali, economici e politici dell’accesso all’assistenza sanitaria ai pericoli transnazionali come pandemie e crisi climatica, che richiedono risposte globali coordinate e possono influenzare la salute umana, animale ed ecosistemica.
  • L’asse priorità–policy/pratiche riassume l’intero spettro di attività: dalla governance a livello istituzionale fino all’implementazione a livello locale. Queste attività possono aumentare la resilienza delle comunità nei paesi in tutto il mondo, andando dagli accordi internazionali e dalle evidenze scientifiche fino alle attività operative che contribuiscono a risolvere i problemi prioritari sul campo.
Implicazioni per la salute globale

La nuova definizione non cambia il lavoro pratico quotidiano, ma offre un quadro concettuale più realistico dentro cui leggere le scelte politiche e operative. L’articolo bilancia idealismo e pragmatismo, riconoscendo i vincoli politici ed economici ma senza rinunciare a indicare obiettivi ambiziosi e condivisi. Questo contributo (1) offre spunti di riflessione sulle modalità con cui governi, organizzazioni internazionali e società civile possono collaborare per affrontare pericoli comuni, promuovere la giustizia sociale e sostenere sistemi di salute più resilienti.

La definizione proposta, chiara e sintetica, rappresenta un utile punto di riferimento per ricercatori, professionisti e decisori che vogliono orientare le proprie strategie di intervento in un contesto globale sempre più complesso e interconnesso.

Autrice: Rossella Romano, Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina preventiva. Università di Firenze.

Bibliografia

  1. Koplan JP, Bond TC, Merson MH, et al. Towards a common definition of global health. Lancet. 2009;373:1993–5. https://doi.org/10.1016/S0140 6736(09)60332 9.
  2. Jacobsen, K.H., Waggett, C.E., Adeyi, O. et al. An updated definition of global health. glob health res policy 10, 56 (2025). https://doi.org/10.1186/s41256-025-00460-8.
  3. Brown TM, Cueto M, Fee E. The World Health Organization and the transition from “international” to “global” public health. Am J Public Health. 2006;96:62–72. https://doi.org/10.2105/AJPH.2004.050831.
  4. Adeyi O. Global health in practice: investing amidst pandemics, denial of evidence, and neo dependency. Singapore: World Scientific Connect; 2022. https://doi.org/10.1142/12520.
  5. Global Burden of Disease Health Financing Collaborator Network. Past, present, and future of global health financing: a review of development assistance, government, out of pocket, and other private spending on health for 195 countries, 1995–2050. Lancet. 2019;393:2233–60. https://doi.org/10.1016/S0140 6736(19)30841 4.
  6. Assefa Y, Gilks CF, van de Pas R, et al. Reimagining global health systems for the 21st century: lessons from the COVID 19 pandemic. BMJ Glob Health. 2021;6:e004882. https://doi.org/10.1136/bmjgh 2020 004882.
  7. de Bengy Puyvallée A, Harman S, Rushton S, Storeng KT. Global health partnerships for a post 2030 agenda. Lancet. 2025;405:514–6. https://doi.org/10.1016/S0140 6736(24)02816 2.

FONTE: https://www.saluteinternazionale.info/2026/01/una-nuova-definizione-di-salute-globale/

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