L’Alcohol Prevention Day (APD), promosso dall’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità (ONA-ISS), giunto alla venticinquesima edizione, si propone come occasione per celebrare i 25 anni dell’ONA e della contestuale promulgazione della Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcol-correlati 125/2001. Durante questo periodo l’ONA, ha operato a livello nazionale, europeo e mondiale attraverso una riconosciuta leadership nell’epidemiologia, nel monitoraggio, nella prevenzione, nelle politiche alcologiche basate sull’evidenza, essendo stata anche struttura certificata a livello internazionale come Centro collaboratore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per 20 anni fino al 2021.
L’APD è stato riconosciuto a livello europeo come esempio nazionale di buona pratica, e cioè un’attività che traduce al meglio le evidenze scientifiche in azioni concrete di prevenzione sul territorio, nell’ambito delle iniziative di educazione, sensibilizzazione e prevenzione alcologica, in linea con i principi della Joint Action on Reducing Alcohol Related Harm (RARHA) (2016). L’evento catalizza il dibattito sulle esperienze salienti che hanno trovato espressione nell’intero corso dell’anno, in particolare del mese di aprile (Mese di Prevenzione Alcologica), da quelle promosse dal Ministero della Salute a quelle in stretta collaborazione con la Società Italiana di Alcologia (SIA) e le associazioni sul territorio, garantendo la disponibilità di dati, esperienze e materiali di prevenzione atti a favorire e supportare un’adeguata cultura di prevenzione.
Secondo i dati dell’OMS nel 2019, nel mondo, sono stati 2,6 milioni i decessi attribuibili al consumo di alcol (2 milioni tra gli uomini e 0,6 milioni tra le donne) e 600.000 le morti causate da droghe psicoattive. I dati sul consumo di alcol più recenti, pubblicati nel “Global status report on alcohol and health and treatment of substance use disorders, 2024”, mostrano che circa 400 milioni di persone nel mondo, di età pari o superiore a 15 anni, vivono con disturbi legati al consumo di alcol e circa 209 milioni presentano una dipendenza da alcol.
Anche per il 2026, l’ONA-ISS ha elaborato e analizzato, da mandato del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 3/3/2017, le informazioni e le basi di dati nazionali annualmente acquisite dalla Relazione del Ministro della Salute al Parlamento ai sensi della legge quadro sull’alcol 125/2001. In questo modo ha svolto attività di monitoraggio in coordinamento con in collaborazione con l’Ufficio 2 della “Direzione Generale dei corretti stili di vita e dei rapporti con l’ecosistema“ del Ministero della Salute, in base a quanto previsto dal Piano Statistico Nazionale e dalle complesse attività del SIStema di Monitoraggio Alcol-correlato (SISMA). Grazie a questa attività, l’ONA contribuisce alla valutazione dell’implementazione delle politiche nazionali e regionali sull’alcol i cui dati confluiscono formalmente nelle indagini conoscitive e nei sistemi internazionali ed europei dell’OMS.
A sottolineare l’importanza delle strategie di prevenzione e promozione della salute, alla fine del2025, sono state attivate due azioni congiunte a supporto dell’EU Beating Cancer Plan:
- la Joint Action on Health Promotion and Disease Prevention including Smoke and Aerosol Free Environments (JA-SAFE), con un intero Work Package (WP) dedicato alla Prevenzione del danno alcol-correlato in Europa, di cui l’ISS è Competent Authority ed è coinvolto nelle diverse attività con due Centri, Centro Nazionale Dipendenze e Doping (CNDD), con la responsabilità delle attività sull’alcol a carico dei ricercatori dell’ONA-ISS, e il Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, CNAPPS
- la Joint action Prevention oriented RIghts-based approach to Support Mental health in vulnerable population groups (JA-PRISM), con un cenno particolare all’implementazione e la diffusione di buone pratiche concernenti la prevenzione alcol-correlata.
In questo quadro risultano prioritarie le politiche nazionali sull’alcol e le relative azioni di contrasto come il favorire l’accesso allo screening, all’intervento breve e al trattamento per le persone con consumo dannoso di alcol e Disturbo da Uso di Alcol (DUA. Queste azioni sono ancora poco diffuse nel mondo, Italia compresa. Nel complesso, la percentuale di persone con patologie alcol-correlate in contatto con i servizi di trattamento varia da meno dell’1% a non più del 14% in tutti i Paesi in cui questi dati sono disponibili; in Italia meno del 10% dei pazienti in necessità di trattamento è preso in carico dai servizi territoriali.
Le attività di ricerca e monitoraggio condotte dall’ONA-ISS nell’ambito dei progetti e consorzi europei e internazionali di ricerca, le attività di comunicazione e prevenzione continuano a essere tra le esperienze più rilevanti e di riferimento per l’Italia fornendo, attraverso la sorveglianza del SISMA, un importante contributo di conoscenza e alla prevenzione dell’alcoldipendenza. Le linee guida per il trattamento dei DUA, rese disponibili dal Sistema linee guida ISS e pensate per le reti curanti, si affiancano agli interventi e alle iniziative di prevenzione scolastica, alla formazione sull’Identificazione Precoce e l’Intervento Breve (IPIB) dei DUA dedicate ai professionisti e agli operatori del Sistema Sanitario Nazionale (SSN). L’ampliamento delle basi di evidenze di cui poter disporre consente di mirare a un’integrazione competente del Piano nazionale di prevenzione e dei Piani regionali al fine di ispirare a un nuovo Piano Nazionale Alcol e Salute che valorizzi la collaborazione con il mondo dell’auto e mutuo aiuto.
Lo scenario strategico
Nelle nuove strategie, l’Action Plan (2022-2030) to effectively implement the Global strategy to reduce the harmful use of alcohol e l’European framework for action on alcohol (2022–2025), dell’OMS richiama i Governi a prevenire decessi e patologie alcol-correlate, come previsto dagli obiettivi di sviluppo sostenibili (Sustainable Development Goals – SDG) che attendevano, entro il 2025, la riduzione del 10% dei consumi dannosi (SDGs 3.5.2) e del consumo medio pro-capite (obiettivo che l’Italia non ha raggiunto) e l’incremento della copertura dei trattamenti farmacologici, bio-psico-sociali (SDGs 3.5.1), una vera sfida per il SSN per riuscire a diminuire l’impatto sociale e di salute dell’alcol e ridurre gli elevati costi che la società paga.
Alle competenti autorità nazionali di tutela della salute l’OMS chiede un rinnovato sforzo per incrementare i livelli di consapevolezza su dimensioni e impatto dell’uso di sostanze e dei disturbi correlati sulla salute e sullo sviluppo psicofisico. Uno sforzo dettato dall’evidenza che non esistono livelli di consumo di alcol sicuri per la salute, in particolare nella lotta al cancro per la quale la Risoluzione del Parlamento Europeo sull’EU Beating Cancer Plan chiede strategia alcol zero per i minori, regolamentazione di pubblicità e sponsorizzazione, informazioni in etichetta. A questo riguardo, a ottobre 2025, l’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e l’International Agency for Research on Cancer (IARC) ha pubblicato un manuale sulle politiche in materia di alcol e la prevenzione del cancro “Alcohol Policies. IARC Handbooks of Cancer Prevention. Volume 20B” che ha valutato gli interventi ad alto impatto che si sono dimostrati efficaci nel ridurre i danni legati all’alcol a livello di popolazione tra i quali gli interventi in assistenza sanitaria primaria quali l’identificazione precoce e l’intervento breve, gli interventi psicosociali e quelli farmacologici. L’OMS chiede di favorire la formazione degli operatori sanitari a tutti i livelli, per assicurare interventi efficaci di prevenzione e trattamento e per implementare le strategie più adeguate di sanità pubblica.
Il convegno APD 2026
L’edizione 2026 dell’Alcohol Prevention Day (APD) si propone come occasione di celebrazione dei 25 anni dell’ONA e della contestuale promulgazione della Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcol-correlati 125/2001. Oltre a ciò, come ogni anno, l’APD approfondirà tutte le principali tematiche relative allo stato di implementazione delle strategie europee e globali presentando dati, tendenze, impatto epidemiologico, proiezioni ma anche condividendo le migliori pratiche della prevenzione che ancora mancano.
L’APD è sostenuto dal Ministero della Salute e in stretta collaborazione con la SIA, garantisce le evidenze e i materiali atti a favorire e supportare una adeguata cultura di prevenzione basata su livelli più elevati di tutela della salute, di consapevolezza e di responsabilità individuale e sociale.
Anche quest’anno, il contributo dei rappresentanti dell’OMS, del Ministero della Salute, dell’ISS, della SIA e dei partner afferenti al SSN rappresentano il nucleo di fertilizzazione delle azioni utili ad affrontare la sfida futura posta dall’evoluzione e dal maggiore impatto delle problematiche causate dall’alcol, in funzione dei nuovi scenari epidemiologici ridisegnati dall’emergenza post-pandemica.
Per approfondire i dati e i materiali del convegno leggi tutto su EpiCentro ISS
