AIFA, L’USO DEGLI ANTIBIOTICI IN ITALIA 2024:Nonostante la contrazione dei consumi, l’Italia si conferma uno dei Paesi in Europa con il maggior ricorso a molecole ad ampio spettro, che hanno un impatto più elevato sulle resistenze agli antibiotici.

Nel 2024 quasi 4 cittadini su 10 hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici, con una prevalenza d’uso nei primi quattro anni di vita e negli over 85.

È quanto emerge dal Rapporto “L’uso degli antibiotici in Italia. Rapporto Nazionale 2024”, disponibile sul portale dell’Agenzia. La pubblicazione, curata dall’Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali (OsMed) dell’AIFA, ha l’obiettivo di monitorare l’andamento dei consumi e della spesa degli antibiotici, individuando le aree di potenziale inappropriatezza d’uso.

Le analisi dei consumi degli antibiotici per uso umano presentate nel Rapporto riguardano sia l’uso in regime di assistenza convenzionata, con focus sulla prescrizione nella popolazione pediatrica, negli anziani e di fluorochinoloni in sottogruppi specifici di popolazione, sia l’uso in ambito ospedaliero.

Sono inoltre presenti i dati di spesa relativi l’acquisto privato di antibiotici di fascia A, i dati di consumo degli antibiotici non sistemici e i dati di consumo italiani rispetto a quelli degli altri Paesi europei.

Come previsto dal PNCAR 2022-2025, anche in questa nuova edizione del Rapporto una sezione è dedicata al confronto tra l’utilizzo degli antibiotici in ambito veterinario e umano ed è stata condotta un’analisi per approfondire la comprensione dei fattori di rischio responsabili della diffusione dell’antibiotico-resistenza. Vengono inoltre analizzati i dati delle resistenze in relazione ai consumi, evidenziando che azioni di antimicrobial stewardship finalizzate all’uso prudente degli antibiotici, se sostenute nel tempo, permetterebbero di ridurre in maniera rilevante i livelli di resistenza nelle Regioni italiane.

Nel Rapporto vengono monitorati sia gli obiettivi stabiliti dal PNCAR che dalla raccomandazione del Consiglio dell’UE del 26 aprile 2023.

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