Sudan. Una guerra senza fine. di Alessandro Verona

A tre anni dall’inizio del conflitto, il Sudan ha accumulato una crisi umanitaria e sanitaria di portata eccezionale, sistematicamente sottorappresentata nell’attenzione internazionale. La distruzione delle strutture sanitarie, la carestia in espansione, il crollo vaccinale, le epidemie fuori controllo, 14 milioni di persone costrette a fuggire, la violenza di genere come arma di guerra e il blocco dell’accesso umanitario colpiscono quasi due terzi della popolazione.

Il 15 aprile 2023, alle prime ore del mattino, i combattimenti esplodevano simultaneamente a Khartoum ed in tutto il Darfur, dando inizio a una guerra che, a tre anni dall’inizio, non ha ancora trovato fine. Il conflitto tra le Forze Armate Sudanesi (SAF, sostenute da Egitto, Eritrea e Turchia) e le Forze di Supporto Rapido (RSF, documentate come sostenute militarmente dagli Emirati Arabi Uniti) ha prodotto quella che le Nazioni Unite definiscono una delle crisi umanitarie più gravi degli ultimi decenni: quasi 34 milioni di persone — il 65% della popolazione — necessitano di assistenza umanitaria urgente (1), con il sistema sanitario sull’orlo del collasso, la fame a livelli di carestia conclamata e attacchi sistematici contro strutture mediche che configurano gravi violazioni del diritto internazionale umanitario (2).

Oltre 14 milioni di persone sono state costrette a fuggire: circa 9,3 milioni sfollati interni e 4,3 milioni rifugiati nei paesi confinanti: Ciad, Sudan del Sud, Egitto, Etiopia e Repubblica Centrafricana (3). La povertà è esplosa dal 21% al 71% della popolazione (4). Il Piano di Risposta Umanitaria 2026, documento OCHA che fissa fabbisogni e priorità d’intervento, rimane finanziato solo al 16% dei 2,9 miliardi necessari (5). Su 33,7 milioni di persone in necessità, il piano si prefigge di raggiungerne 20,4 milioni (61%), lasciando oltre 13 milioni privi di qualsiasi intervento, come evidenziato dalla distribuzione geografica per wilaya e per settore di intervento (Figura 1).

Figura 1. Gravità dei bisogni umanitari per Stato (wilaya), Sudan 2026; OCHA (6).

Un paese segnato dalla storia: dal 2011 ad oggi

Nel luglio 2011 il Sudan del Sud dichiarò l’indipendenza, a seguito di un referendum di autodeterminazione tenutosi nel gennaio dello stesso anno, portando con sé circa il 75% delle riserve petrolifere e privando Khartoum di entrate essenziali. Dopo la caduta nel 2019 di al-Bashir, al potere dal 1989, fu istituito un Consiglio Sovrano di transizione misto per traghettare il Paese verso elezioni democratiche entro 39 mesi, ma il golpe dell’ottobre 2021, con il sostegno delle RSF, dissolse il governo civile. Il conflitto del 15 aprile 2023 è l’esito diretto di queste tensioni: le RSF, eredi delle milizie Janjaweed responsabili dei crimini del Darfur degli anni 2000, controllano oggi vaste aree del paese inclusa gran parte di Khartoum. Questa cronica instabilità strutturale, con marginalizzazione delle periferie e militarizzazione dello Stato, rende qualsiasi risposta sanitaria e umanitaria estremamente complessa (7).

Collasso del sistema sanitario

Il conflitto ha devastato la rete sanitaria. Secondo l’HeRAMS (Health Resources and Services Availability Monitoring System), sistema OMS per il monitoraggio in tempo reale delle strutture sanitarie in contesti di emergenza, oltre il 70% delle strutture non è più funzionante e solo il 14% degli ospedali è operativo (4)(8). A Khartoum, che erogava il 70% dei servizi sanitari nazionali, numerosi ospedali sono stati distrutti o convertiti a uso militare; le perdite finanziarie sono stimate in 700 milioni di dollari (9). Le cause principali di non funzionalità sono carenza di personale (71%), insicurezza (62%) e mancanza di accesso fisico (31%). La mortalità materna è aumentata del 30%, l’assistenza qualificata al parto è scesa dall’85,9% al 77% (8) e oltre un milione di donne in gravidanza non può accedere ai servizi riproduttivi. Come documenta un’analisi su The Lancet Global Health, le strutture sanitarie mostrano forme di tenuta comunitaria ma richiedono investimenti strutturali urgenti per non collassare definitivamente (12). Già prima del conflitto il Sudan portava un doppio carico di malattia, infettive e non trasmissibili, che la guerra ha ulteriormente aggravato, aggiungendovi un altissimo numero di traumi fisici ed impatto psicosociale di massa (11).

Attacchi sistematici alle strutture mediche

Dall’inizio del conflitto l’OMS ha verificato 214 attacchi all’assistenza sanitaria, con 2.042 morti e 785 feriti (2)(13) (Tabella 1). Nel solo 2025, 65 attacchi hanno causato 1.620 morti, l’82% di tutti i decessi da attacchi a strutture sanitarie registrati a livello globale quell’anno (14). Nel primo trimestre 2026, 13 attacchi hanno già ucciso 184 persone e ferito 295 (2). Il 2 aprile 2026 il Teaching Hospital di Al Jabalayn è stato bombardato, uccidendo 10 operatori sanitari tra cui il direttore (2); l’attacco all’El Daein Teaching Hospital nell’East Darfur ha causato 64 morti tra cui 13 bambini e tre operatori sanitari (15)(16). Insecurity Insight documenta 706 episodi di violenza con l’accesso alle cure, con le RSF responsabili di oltre i due terzi dei casi (17). Il 3 aprile 2026 OMS e UNICEF hanno richiamato con dichiarazione congiunta l’obbligo di tutte le parti di proteggere strutture e personale medico ai sensi del diritto internazionale umanitario (2).

Tabella 1. Attacchi verificati dall’OMS a strutture sanitarie e decessi associati per anno, Sudan aprile 2023 – marzo 2026. Rielaborazione dai dati: WHO (2)(10); Insecurity Insight (17).


Epidemie, vaccinazioni e malattie infettive fuori controllo

Il crollo delle infrastrutture idriche ha innescato devastanti epidemie. Il colera si è diffuso in tutti i 18 stati del Sudan: oltre 113.000 casi e circa 3.000 decessi (4)(18); nel solo 2025 MSF ha curato 42.200 pazienti affetti da colera e oltre 12.000 da morbillo (19). La copertura vaccinale generale è crollata dal 94% al 48% (2022–2024; Tabella 2), il livello più basso dal 1987, e quella per il morbillo dall’80% al 46% (5)(33). I team EMERGENCY a Khartoum registrano mensilmente circa 1.000 bambini per struttura, il 60% con malaria severa, e casi di pertosse e difterite (20). L’OMS con UNICEF, IFRC e MSF ha distribuito oltre 24 milioni di dosi di vaccino orale anticolerica e avviato campagne antimalariche in 129 località (18), ma la distruzione delle reti idriche e le restrizioni all’accesso rendono il controllo epidemico precario.

Tabella 2: copertura vaccinale generale e per morbillo (MCV1) in Sudan, pre-conflitto (2022) e post (2024); UNICEF, WHO/UNICEF (5)(33).


Fame e malnutrizione: la carestia conclamata

Il sistema IPC (Integrated Food Security Phase Classification), coordinato dalla FAO con WFP e UNICEF, ha dichiarato ad aprile 2026 che 21,2 milioni di persone, ossia il 45% della popolazione, versano in insicurezza alimentare acuta (4) (Figura 2). La carestia (Fase 5 IPC) è conclamata in quattro aree: Nord Darfur (inclusa Al-Fasher sotto assedio), Sud Kordofan, Um Baru e Kernoi, con oltre 375.000 persone a rischio di morte per fame (21)(22). Per il 2026 l’IPC proietta oltre 4 milioni di casi di malnutrizione acuta, tra cui 800.000 casi gravi nei bambini — aumento del 13,5% rispetto al 2025 (23). Una revisione sistematica su BMJ Global Health documenta come le morti indirette da fame e malattia tendano a superare di 3–15 volte quelle dirette da violenza in conflitti prolungati (24).

 Figura 2. Insicurezza alimentare acuta. Classificazione IPC per Stato sudanese, IPC Sudan Acute Food Insecurity Snapshot, settembre 2025, con proiezioni valide fino a maggio 2026 (21) (22).

Violenza di genere, salute riproduttiva e popolazioni vulnerabili

Il conflitto in Sudan ha fatto della violenza sessuale un’arma sistematica, replicando pattern già documentati in altri contesti — dalla Repubblica Democratica del Congo alla Bosnia-Erzegovina. La Missione d’inchiesta ONU ha accertato stupri di massa perpetrati dalle RSF nel Darfur e nell’area di Khartoum (25); la rete SIHA (Strategic Initiative for Women in the Horn of Africa), organizzazione femminista regionale attiva nel Corno d’Africa da oltre trent’anni, ha documentato 1.294 casi verificati in 14 stati tra il 2023 e il 2025 (26). Nel solo 2025 i team MSF hanno condotto oltre 4.200 visite per violenza sessuale (19), in un paese in cui i centri specializzati sono stati distrutti o resi inaccessibili e l’UNFPA stima 4,2 milioni di donne e ragazze a rischio di GBV (27). Le conseguenze sanitarie sono pluridimensionali: PTSD, fistole ostetriche, infezioni sessualmente trasmissibili e complicanze da aborti non sicuri (28).
La violenza di genere si inserisce in un quadro più ampio di vulnerabilità sistematiche che il conflitto ha aggravato trasversalmente. Oltre 14 milioni di bambini necessitano di assistenza umanitaria, di cui 3 milioni sfollati ed esposti a reclutamento forzato e matrimoni precoci (23). Gli anziani sono frequentemente abbandonati durante le evacuazioni e privati di farmaci per patologie croniche (29). Le persone con disabilità sono sistematicamente escluse dai meccanismi di distribuzione degli aiuti (6). Il collasso dei servizi di salute mentale — in un paese già privo di adeguate infrastrutture psichiatriche prima del conflitto — è destinato a produrre conseguenze profonde e durature su un’intera generazione (30).

Morti violente e tenuta del sistema sanitario

Il bilancio delle vittime è oggetto di stime divergenti, ma sempre pesantissimo: il Segretario Generale ONU Guterres ha fatto riferimento ad oltre 180.000 morti, Save the Children oltre 200.000 (31)(32), mentre i dati OCHA-ACLED stimano tra 150.000 e 300.000 decessi includendo le morti indirette (33). L’OHCHR ha documentato almeno 3.384 vittime civili nei soli primi sei mesi del 2025, prevalentemente nel Darfur (34). Il collasso dei sistemi di registrazione civile rende impossibile un conteggio accurato. Operatori ed operatrici sanitarie continuano ad operare in cliniche improvvisate senza stipendio né protezione. La tenuta del sistema dipende quasi interamente da operatori locali, reti di quartiere e organizzazioni femminili che suppliscono all’assenza dello Stato (7). Come sottolinea il Coordinatore ONU Tom Fletcher, «questo anniversario segna un altro anno in cui il mondo ha mancato alla prova del Sudan» (35).

Conclusioni

A tre anni dall’inizio del conflitto, il Sudan ha accumulato una crisi umanitaria e sanitaria di portata eccezionale, sistematicamente sottorappresentata nell’attenzione internazionale. La distruzione delle strutture sanitarie, la carestia in espansione, il crollo vaccinale, le epidemie fuori controllo, la violenza di genere come arma di guerra e il blocco dell’accesso umanitario colpiscono quasi due terzi della popolazione. Con il Piano di Risposta 2026 finanziato solo al 16% (5) e un bilancio di vittime tra 180.000 e 300.000 (32)(33), il collasso definitivo del sistema sanitario è un rischio concreto e prossimo.

La comunità scientifica e medica è chiamata non solo a documentare questa crisi, ma a mobilitarsi affinché il Sudan non venga dimenticato mentre milioni di persone muoiono in silenzio.

Alessandro Verona, Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina preventiva, Università di Firenze.

 

Riferimenti

(1) WHO, Sudan: 1000 days of war deepen the world’s worst health and humanitarian crisis, gennaio 2026. https://www.who.int/news/item/09-01-2026-sudan-1000-days-of-war-deepen-the-world-s-worst-health-and-humanitarian-crisis

(2) WHO/UNICEF, Attacks against hospitals and health facilities must end, aprile 2026. https://www.unicef.org/sudan/press-releases/attacks-against-hospitals-and-health-facilities-must-end

(3) UNHCR, Sudan Situation — Overview of Refugees and Asylum-seekers, marzo 2026. https://data.unhcr.org/en/situations/sudansituation

(4) UN News, Sudan: 14 million displaced; hunger and attacks on health continue, aprile 2026. https://news.un.org/en/story/2026/04/1167281

(5) UN News, ‘Skyrocketing’ needs outpace Sudan funding, aprile 2026. https://news.un.org/en/story/2026/04/1167255

(6) OCHA, Sudan Humanitarian Needs and Response Plan 2026 – Summary. https://reliefweb.int/report/sudan/sudan-humanitarian-needs-and-response-plan-2026-summary

(7) Chen JK, Rahim FO, Stevenson M, Eltayeb E, Adam A. Resilience of Sudan’s health system lies in nationally led responses amid conflict. BMJ. 2025.

(8) WHO EMRO, Sudan news and updates, 2025–2026. https://www.emro.who.int/sudan-news/

(9) Osman M et al. Sudan’s health system amidst armed conflict. Conflict and Health. 2023.

(10) WHO, After three years of conflict, Sudan faces a deeper health crisis, aprile 2026. https://www.who.int/news/item/14-04-2026-after-three-years-of-conflict–sudan-faces-a-deeper-health-crisis

(11) Rahim FO et al. Sudan: from a forgotten war to an abandoned healthcare system. BMJ Glob Health. 2024.

(12) Elnour S et al. Short-term aid or long-term gains? Harnessing Sudan’s humanitarian response for the resilience of its health system. Lancet Glob Health. 2024. https://www.thelancet.com/journals/langlo/article/PIIS2214-109X(24)00128-1/fulltext

(13) WHO EMRO, Attacks against hospitals and health facilities must end. WHO & UNICEF raise alarm, aprile 2026. https://www.emro.who.int/sdn/sudan-news/attacks-against-hospitals-and-health-facilities-must-end

(14) WHO EMRO, Attacks push Sudan’s health system to the brink, marzo 2026. https://www.emro.who.int/sdn/sudan-news/attacks-push-sudans-health-system-to-the-brink.html

(15) UN News, WHO verifies deadly hospital attack in war-torn Sudan, marzo 2026. https://news.un.org/en/story/2026/03/1167176

(16) Al Jazeera, WHO says attack on Sudan hospital killed 64, including 13 children, marzo 2026. https://www.aljazeera.com/news/2026/3/21/who-says-attack-on-sudan-hospital-killed-64-including-13-children

(17) Insecurity Insight, Attacks on Health Care in Sudan, 18 February – 3 March 2026. ReliefWeb, marzo 2026. https://reliefweb.int/report/sudan/attacks-health-care-sudan-18-february-03-march-2026

(18) WHO EMRO, Sudan cholera and malaria situation reports, 2025–2026. https://www.emro.who.int/sudan-news/

(19) MSF, Sudan, 3 anni di guerra in 3 parole: catastrofe, impunità e atrocità, aprile 2026. https://www.medicisenzafrontiere.it/news-e-storie/news/sudan-3-anni-di-guerra-in-3-parole-catastrofe-impunita-atrocita/

(20) EMERGENCY, Sudan, tre anni di guerra: cosa succede nel Paese, aprile 2026. https://www.emergency.it/sudan-tre-anni-di-guerra-cosa-succede-nel-paese/

(21) IFPRI/IPC, Famine and food insecurity spread in Sudan as humanitarian crisis worsens, novembre 2025. https://www.ifpri.org/blog/ipc-famine-and-food-insecurity-spread-in-sudan-as-humanitarian-crisis-worsens/

(22) FAO, Five things you should know about Sudan’s food crisis, aprile 2026. https://www.fao.org/newsroom/detail/five-things-you-should-know-about-sudan’s-food-crisis/en

(23) UN News, Child malnutrition hits catastrophic levels in parts of Sudan, febbraio 2026. https://news.un.org/en/story/2026/02/1166898

(24) Jawad M et al. Estimating indirect mortality from recent conflict: a systematic review. BMJ Global Health. 2021.

(25) Amnesty International, Sudan: RSF responsabili di violenze sessuali di massa, aprile 2025. https://www.amnesty.it/sudan-fsr-responsabili-di-violenze-sessuali-di-massa/

(26) SIHA Network, Statement by Ms. Hala AlKarbi, SIHA Network Regional Director — UN Security Council Briefing on Sudan, febbraio 2026. https://sihanet.org/statement-by-ms-hala-alkarbi-siha-network-regional-director-un-security-council-briefing-on-sudan

(27) UNFPA Sudan, Gender-based violence and reproductive health emergency, febbraio 2026. https://www.unfpa.org/resources/unfpa-situation-report-sudan-january-february-2026#:~:text=Resources-,UNFPA%20Situation%20Report%20on%20Sudan%3A%20January%20to%20February%202026,displaced%20across%20all%2018%20states.

(28) Eltayeb E et al. Understanding nature, barriers, and facilitators in addressing sexual and gender-based violence in conflict settings: a scoping review. Conflict and Health. 2025.

(29) Nour M et al. Impact of the Sudan conflict on older adults: exacerbating health disparities and threatening longevity. Lancet Healthy Longev. 2025.

(30) Dureab F et al. Health system resilience during armed conflict: lessons from Yemen and Sudan. Conflict and Health. 2023.

(31) Save the Children, Three children born into war every minute as maternal deaths rise and health services collapse in Sudan, aprile 2026. https://www.savethechildren.net/news/sudan-three-children-born-war-every-minute-maternal-deaths-rise-and-health-services

(32) ACLED, Sudan Conflict Observatory, aggiornato aprile 2026. https://acleddata.com/sudan-conflict-observatory/

(33) ReliefWeb, Sudan Crisis Situation Analysis, Period: 22/12/25 – 28/12/25, gennaio 2026. https://reliefweb.int/report/sudan/sudan-crisis-situation-analysis-period-221225-281225

(34) OHCHR, Sudan crisis deepens amid rising civilian casualties, growing ethnic violence, settembre 2025. https://www.ohchr.org/en/press-releases/2025/09/sudan-crisis-deepens-amid-rising-civilian-casualties-growing-ethnic-violence

(35) UN News, World failing Sudan as war enters a fourth year, UN relief chief warns, aprile 2026. https://news.un.org/en/story/2026/04/1167301

 

fonte: https://www.saluteinternazionale.info/2026/04/sudan-una-guerra-senza-fine/

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