Percezione dello stato di salute
La percezione del proprio stato di salute è una dimensione importante della qualità della vita. Nelle persone anziane, in particolar modo, una cattiva percezione del proprio stato di salute è talvolta correlata a un aumento del rischio di declino complessivo delle funzioni fisiche, indipendentemente dalla severità delle patologie presenti.
Nel biennio 2023-2024, il 91% della popolazione ultra 65enne giudica complessivamente “positivo” il proprio stato di salute (“discreto” il 46%, “bene” o “molto bene” il 45%). Il restante 9% invece ne dà un giudizio negativo, riferendo che la propria salute “va male” o “molto male”.
Sono maggiormente soddisfatte della propria salute le persone più giovani (93% fra i 65-74enni vs 85% fra gli ultra 85enni), gli uomini rispetto alle donne (93% vs 89%), le persone senza difficoltà economiche (95% vs 73% tra chi ne riferisce molte) e le persone più istruite (93% vs 86% fra quelle con basso livello di istruzione).
Lo storico gradiente geografico che vedeva nel passato il Sud d’Italia come l’area con la quota minore di persone soddisfatte del proprio stato di salute si perde negli ultimi anni e nel biennio 2023-2024 è il Centro a presentare la quota più bassa (90% vs 92% nel Nord e 91% nel Sud) .
La percezione della propria salute rispetto all’anno precedente disegna una progressiva perdita di soddisfazione per la propria salute legata all’aumentare dell’età e presumibilmente all’insorgenza, o all’aggravamento di patologie croniche. Questa progressione è diversa per determinanti sociali: il 27% degli intervistati riferisce di sentirsi peggio rispetto all’anno precedente, ma fra le persone con molte difficoltà economiche questa quota sale al 47%.
Qualità della vita
Gli anziani intervistati dichiarano di aver vissuto in media 7 giorni in cattiva salute nel mese precedente l’intervista; 4 giorni per motivi legati a cattiva salute fisica (conseguenze di malattie e/o incidenti); 3 giorni per motivi legati a problemi nella sfera psicologica (problemi emotivi, di ansia, depressione e stress). Infine, quasi 3 giorni sono stati vissuti con reali limitazioni nel normale svolgimento delle proprie attività, per motivi fisici e/o psicologici.
Questo indicatore (unhealthy days) riflette lo stesso profilo socio-demografico delle persone non soddisfatte del proprio stato di salute, cioè di coloro che riferiscono che la loro salute “va male” o “molto male”. Il numero medio di giorni in cattiva salute totale cresce con l’età (da 6 giorni fra i 65-74enni a 9 giorni fra gli ultra 85enni), è più alto fra le persone con molte difficoltà economiche (14 giorni vs 6 giorni fra chi non ha difficoltà economiche), fra le persone meno istruite (8 vs 6 giorni), fra le donne rispetto agli uomini (8 vs 5 giorni) e fra le persone con un almeno una patologia cronica (9 vs 5 giorni), aumentando ulteriormente fra le persone con comorbidità (10 giorni).
| clicca qui | Stato di salute percepito positivamente | Stato di salute percepito negativamente | Numero totale medio di giorni in cattiva salute * | Numero medio di giorni in cattiva salute fisica | Numero medio di giorni in cattiva salute pisichica | Numero medio di giorni con limitazione delle attività quotidiane |
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fonte: PASSI D’ARGENTO
